Quando la politica non parla ma urla
C’è una scena che si ripete identica, sera dopo sera, cambiando solo con il telecomando il nome della Rete, del programma e dei contendenti: due o tre ospiti seduti a un tavolo, un conduttore che prova a mediare, e nel giro di pochi minuti le voci che si sovrappongono fino a diventare un unico brusio indistinto e fastidioso.
Chi segue i talk show politici italiani lo sa bene: non vince chi argomenta meglio, vince chi resiste più a lungo a pieni polmoni in una specie di Plaza de Toros in cui regna la violenza verbale. È facile liquidare il fenomeno come un vizio televisivo, un trucco da bassa ...
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