Le emozioni giovanili e l'ipnotismo del Web

Un'immagine da 'Non c'è campo', film di Federico MocciaIn una di quelle serate estive oziose, per fortuna senza capo né coda, mi trovo per caso a scegliere un film alla televisione - piuttosto avara di pellicole interessanti - ed incappo in una storiella banale ma simpatica di ragazzi adolescenti, in epoca di Maturità (si tratta di un filone molto sfruttato), che intrecciano fra loro sentimenti vari, come avveniva per chiunque avesse un minimo di socialità da ragazzo. Il gioco - nel caso del film - è la scoperta di come si possa vivere comunque senza l'ossessione contemporanea della connessione, cioè chini attraverso gli apparati digitali in un mondo di "social" che finisce per svilire i rapporti interpersonali in carne ed ossa. Si tratta di un virus che ci colpisce tutti e che muta in negativo quei rapporti umani alla base della nostra vita e peggiora se ciò avviene in quel momento nascente in cui non sappiamo ancora che cosa sarà di noi.
Credo che ognuno abbia coscienza di questo insieme confuso di stati d'animo giovanili - formativi della nostra personalità - fatto di emozioni, liti, pasticci, bisticci e tutto quello che ci rendeva vivi in momenti cruciali ed era come fossero chiavi per passare alla purtroppo sopravvalutata età adulta. Eppure, al momento dovuto, smaniamo tutti per arrivarci pensando chissà che cosa.
Ci sono, comunque li si valuti, dei riti di passaggio - fatti non solo da cerimonie ufficiali o prove prefissate - che celebrano in tutte le culture la transizione di una persona da una fase del ciclo di vita ad uno successivo, ricca di esperienze e cimenti di educazione sentimentale e di riconoscimento sociale cui non si sfugge.
Vedi il caso, più o meno alla stessa ora, con una "macchina del tempo" che fa sorridere, si incrociavano pensieri con alcuni dei coetanei di una quarantina di anni fa, quando eravamo compagni di classe della III B del Liceo Classico "Carlo Botta" di Ivrea con cui vivemmo esattamente copioni di quel genere con noi - come eravamo al tempo - come attori protagonisti. Oggi per comunicare, invecchiati e diversi com'è normale che sia ma affiatati come può avvenire per complicità inossidabili, usiamo un gruppo "Whatsapp" ed è come ritrovarsi con spirito adolescenziale e goliardico.
L'indomani - vedi il caso - durante una corsetta mattutina, ascolto, tratto da una compilation di bravi estivi, l'ultimo brano dei "Negrita", "Non torneranno più", che dice in alcune strofe:
«Non torneranno più
Le mille notti in bianco
La gioventù al mio fianco, Roby Baggio e l'autostop
Non torneranno più
I miei vecchi polmoni
La naia tra i coglioni, scioperi e università
Io guardo sempre avanti
Ho sogni più arroganti ma oggi no
Non torneranno più
Gli amori di un estate
Le lingue consumate, gli occhi rossi e Kurt Cobain
Non torneranno più
I giorni da buttare
Le sbronze prese male e le cattive compagnie»
.
Immaginiamo che Baggio e Cobain siano scambiabili con altri e ognuno potrebbe riconoscersi, così come valeva per il film di cui dicevo all'inizio. Quei batticuori, quegli intrighi amorosi, quei piccoli drammi sentimentali, le liti e le riappacificazioni. In fondo l'adolescenza, i cui confini iniziali e finali appaiono sempre più confusi e mobili, è davvero per la propria educazione sentimentale un cimento continuo che forma il nostro carattere. E il tutto è completato da una ricerca di noi stessi frammista alla ben nota tempesta ormonale.
Posso dire quanto siano preziosi quei momenti, facendo la tara di ogni rimpianto per il tempo che passa e per quanto necessariamente è passato?
Ogni generazione si costruisce naturalmente un suo percorso e adatta caratteristiche universali e senza data all'aria dei tempi e all'impronta culturale. Mi auguro solo che l'ipnotismo della Rete non cancelli momenti essenziali e indimenticabili.

L'esempio del rifugio Fallère

Due opere di Siro Viérin che si incontrano salendo al rifugio 'Fallère', a destra l'Abbé CerlogneSono interessato da sempre al sorgere ed allo svilupparsi della civilisation valdôtaine e dunque mi è capitato tante volte di leggere quanto pubblicato per capire meglio le epoche più antiche e in parte misteriose in cui si sviluppò il popolamento della Valle d'Aosta. Particolarmente stimolanti sono l'insieme di ricerche sul campo e le successive ricostruzioni svoltesi nella vasta zona di grandi pascoli nel territorio del Mont Fallère, che va poi collegata in rete con ritrovamenti e con gli studi connessi che partono da scavi nelle zone vicine fino ad altre località delle Alpi che servono a risolvere alcuni rebus. Piano piano crescono le nostre acquisizioni e si aprono, con le scoperte degli studiosi, squarci di luce su popolazioni antiche e sulle loro caratteristiche.

Il mio cuore è a Genova

La pagina di supporto al 'Movimento No Gronda' sul sito dei 'Cinque Stelle', ora rimossaAlla vigilia del Ferragosto appare sulla scena - a turbare l'animo di tutti noi - la tragedia di Genova, le cui immagini agghiaccianti hanno fatto purtroppo il giro del mondo, dando un senso di fragilità immanente con le molte rovine e quel camion fermo al limitare dell'improvviso strapiombo causato dal crollo di parte del "ponte Morandi", dove sono passato un sacco di volte. La denominazione - lo ricordo - è riferita dall'architetto Riccardo Morandi, che studiò l'aerea struttura in cemento armato inaugurata nel 1967, chiamato impropriamente "ponte di Brooklyn", visto che quello americano risale al 1883.
Bisogna anzitutto compartecipare al terribile lutto di chi ha visto i propri cari colpiti da questo infame crollo sotto i propri automezzi di una discussa infrastruttura e basta fare un giro sul Web per vedere che già era considerata un'opera sorvegliata speciale.

L'interessante zoologo

Il libro di Ferdinando BoeroI cani non sono bambini piccoli o loro controfigure, sono cani. A costo di essere antipatico vorrei dirlo e ripeterlo all'infinito, reduce per altro da una lettura utile di un libro interessante dello zoologo Ferdinando Boero dal titolo "Ecco perché i cani fanno la pipì sulle ruote delle macchine". Sottotitolo: "L'uomo e il suo rapporto con gli altri animali e le leggi della natura" (Manni editore).
Il libro risponde con garbo e ironia, ma senza seguire mode, ad alcune domande, del genere: Che tipo di animale è l'uomo? E come si comporta con gli altri animali? Con quelli che mangia, con quelli che veste di cappottini firmati, con quelli verso cui prova solo ribrezzo? Il suo, capitolo dopo capitolo, con brevità e efficacia, è un viaggio nella storia dell'uomo nella biosfera: da quando l'Homo sapiens ha iniziato a cacciare, e poi allevare, fino alla "conversione animalista".

Chi fa e chi non fa

Mattoncini 'Lego'Viviamo in un mondo complicato ed ogni tanto ti domandi se una vena di crescente pessimismo sia un'impressione passeggera o qualche cosa di grave incomba ormai su di noi. Temo la Storia, che cammina sulle gambe degli uomini, stia per farci affondare da qualche parte dopo decenni pieni di contraddizioni, ma in cui si era rimasti grossomodo in superficie.
Lo si vede da grandi argomenti e da impressioni più fattuali, che danno il segno dei tempi più di molto altro.
Avere a che fare con decisioni politiche significa, nell'attuale sistema, adoperare i diversi strumenti normativi ed amministrativi per assumere delle decisioni. Quindi questo vale sia per i politici che per dirigenti e funzionari, sapendo quanto le regole attuali leghino - nella complessità di un diritto amministrativo sempre più involuto e pieno di trabocchetti - i rispettivi destini.

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