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25 ago 2025

Il tempo della politica

di Luciano Caveri

Tutto è stato scritto di che cosa io pensi della politica. Lo faccio da tanti anni in questo spazio mattutino.

Un diario quotidiano in forma scritta che propone pensieri su diversi temi e che dura - spero si apprezzi l’impegno - con costanza.

È il risultato maturo di altri strumenti (rubriche sui giornali, su radio e su tv), che ho adoperato per comunicare i miei pensieri e le mie attività, al di là della comunicazione istituzionale nei ruoli politici che ho avuto.

So bene che la brevità dei messaggi, cui i Social ci stanno abituando, sembra cozzare con lo standard di lunghezza di questi miei post, tuttavia credo che in realtà occupi davvero qualche minuto di lettura.

In questi giorni che mi separano dalle elezioni regionali del 28 settembre, in lizza con il numero 6 nella lista dell’Union Valdôtaine, capiterà che - così come su Twitter, LinkedIn e il profilo temporaneo di Whatsapp - farò un uso di questi miei spazi usuale - e dunque non aperti solo ora - a servizio della competizione elettorale.

Credo che farlo, accanto a strumenti tradizionali come incontri e comizi, possa servire a chiarire, a chi fosse interessato, il mio pensiero su quelli che considero essere i temi cardine della posta in gioco in vista della composizione del prossimo Consiglio Valle. Come sempre propongo, chiunque può scrivermi ai miei indirizzi di posta elettronica e anche incontrarmi è facile.

Proporre la propria candidatura significa metterci la faccia e mettersi in gioco. Per cui è necessario, nel rispetto dell’elettorato, definire in chiaro il proprio percorso, le proprie esperienze, le idee e i valori, così come i progetti e le soluzioni proposte per risolvere i problemi concreti.

Chi mi conosce sa che che affrontare i dossier non mi spaventa e lo faccio sempre nel confronto con l’esterno. Avendo vissuto esperienze importanti a Roma e a Bruxelles, ho acquisito quella che considero una maturità utile per la Valle d’Aosta.

Per questo ho accettato la sfida di questa candidatura e per questo ritengo utile dire, come farò in questo mese, quale sia la mia posizione su tanti argomenti. Userò messaggi brevi e piccoli video, senza inflazionare in una logica di attivismo o di sovraesposizione di chi deborda in campagna elettorale. Resto convinto che il lavoro fatto lo si vede sulla lunga distanza e non sfrecciando sulla distanza breve nell’affanno di apparire.

Resta il fatto inoppugnabile che i risultati del voto influenzano le scelte per l’avvenire. Questo significa che bisogna ponderare bene le proprie decisioni non seguendo spinte emotive o mode del momento.

Bisogna scegliere la sicurezza e l’affidabilità e questo può essere garantito in Valle d’Aosta dall’Union Valdôtaine e dai suoi candidati.

Me compreso.

In democrazia, alla fine, conta la solidità delle istituzioni, il loro buon funzionamento, politici onesti e una buona amministrazione.

E la scelta spetta agli elettori e a cosa fanno nella cabina elettorale, brandendo la loro matita copiativa.

Ci ragioni anche chi da tempo ha scelto di non votare, perché scegliere per lui sono altri che votano.