Che botte!

La preoccupazione di un addetto alla BorsaE' stata una strana festività quella di oggi. Le Borse aperte hanno scandito la giornata e una cappa di preoccupazione è calata come una nebbia fitta, dopo la scelta sbagliata del premier greco, George Papandreou, di annunciare un referendum popolare di ratifica dei recenti accordi, che di fatto avevano bloccato l'ineluttabile fallimento della Grecia.
Bella riconoscenza e monito per chi, per evidente ignoranza, predica la democrazia diretta che in certi casi rischia di far tutto sprofondare nel baratro.
I tecnicismi contano poco, ma è la sostanza che preoccupa. Se tutto va male, l'Italia va peggio. Se va peggio non è un caso, ma ciò è dovuto alla scarsa credibilità di Silvio Berlusconi. E dunque, se ci fossero buonsenso e regole, non sarebbe la maggioranza posticcia alla Camera a congelare la situazione, avendo l'interesse a scuotere essa stessa l'attuale immobilismo o si può usare quella parolina usata, in una voluta logica generale per "bon ton" istituzionale dal Quirinale, che è stata "inadeguatezza".
Ed invece il centro-destra persevera in una difesa d'ufficio a diverse gradazioni: si va dai "giannizzeri" - ma che faccia che hanno in televisione! - che sono legati mani e piedi al destino del Capo; e, all'opposto, i silenti che tacciono in attesa di capire dove tirerà l'aria.
Sarebbe bene rifletterci anche da noi in Valle e evito di ripetermi, non considerandomi affatto una "vox clamantis in deserto".

Commenti

Mi pare che in Grecia...

ci sia la voglia di tirarsi dietro il resto d'Europa, ovvero «tu Europa mi stai rovinando imponendomi scelte rovinose per il mio Paese?»
«Ok, allora sai che facciamo? Io me ne sbatto del debito e di ripagarlo. Io andrò a fondo ma vi tiro tutti dietro a me, così magari la piantate di fare i perfettini. Se poi magari volete ridiscutere su come ripartire su basi diverse sapete dove trovarci».
La Grecia, come Paese, ha le sue colpe ma la stanno strozzando come cravattari.

Chi è causa del suo mal...

pianga sé stessa.

Sono preoccupato...

da giovane e, più in generale, da cittadino, devo dire che sono davvero preoccupato per il mio futuro. Usciremo da questa crisi ma la domanda è: "In che stato ne usciremo?"
Luciano, tu sai che considero la politica come una cosa meravigliosa - e spero di avere un giorno l'opportunità di dare un mio modesto contributo - ma non quella che stanno facendo i diversi Stati. La politica è oramai troppo lontana dalle preoccupazioni della gente.
Sono deluso e molto preoccupato.

Post un po' sfibrato il tuo...

e dal maggiore esperto di faccende europee in Valle mi aspettavo sinceramente di meglio...

1. Come si può dire "chi è causa del suo mal pianga sé stesso"... a me pare che piangiamo tutti... e per colpa di una miopia generale.
I greci avranno anche fatto delle belle fesserie ma anche l'idea di strozzinare un Paese per salvare le proprie banche non è proprio geniale... E' chiaro che se a un certo punto devo decidere tra la coesione sociale del mio Paese e le banche altrui non ci metto molto a decidere.
La domanda è: "ma ai greci conviene davvero salvarsi a questo prezzo?" Se guardi il caso di altri paesi "falliti" e poi risorti, ad esempio, l'Argentina, mi pare che la domanda sia perlomeno legittima.
A chi costa davvero l'eventuale default greco? Se la risposta è "Dexia" allora pazienza. Se la risposta è diversa non sono mica riusciti a spiegarlo tanto bene... soprattutto ai greci.
2. Anche il ridurre la condizione dell'Italia alla credibilità di Berlusconi è un po' tanto riduttivo... E' il sistema Italia che è al limite ma non è che se B. se ne va abbiamo risolto tutto. Anzi... O si prova davvero a ricreare un ambiente diverso (meritocrazia, abolizione delle rendite di posizione,...) o con B. o senza B. andiamo a fondo. Berlusconi mi sembra un po' la storia del dito e della Luna... a furia di guardare il dito perdiamo di vista la Luna..
3. Viva i referendum, soprattutto quando obbligano a portare alla luce le ragioni delle decisioni. E' responsabilità del politico spiegare le cose in modo tale che poi la gente voti per la tua opzione. Guarda dove ci hanno portato decenni di scelte fatte nelle stanze dei bottoni...

Caro Sanglier,

oggi sappiano che la Grecia ha "taroccato" i dati per entrare nell'euro e ha falsato i bilanci per anni, quando l'Europa chiedeva i conti: capisco la tua vena anti-capitalista, ma ripeto che "chi è causa del suo mal pianga se stesso".
Verissimo che l'Italia non è solo Berlusconi, ma oggi - a parte il sistema che non va e di cui siamo stati tutti in qualche modo complici - il "fattore B" pesa nei rapporti internazionali e te lo posso dire per le frequentazioni europee.
I referendum sono utilissimi, ma l'uso della democrazia diretta è da farsi con grande parsimonia, come dimostrato da decenni di fallimenti del referendum abrogativo in Italia, dopo essere stato uno strumento utile.
Io sono e resto per la democrazia rappresentativa. Tu appartieni ad uno schieramento che esalta il sistema svizzero. Basta leggere qualche libro, come quelli famosi di Jean Ziegler, per vedere che non è tutto oro quel che luccica.

La Grecia che ha taroccato...

i conti, bene o male sta pagando le sue colpe, ma "Goldman Sachs", di cui Mario Draghi era vice presidente in quegli anni, ha pagato qualcosa?
A me pare che, oltre a non responsabilizzare queste agenzie di rating (bello il servizio di "Report" di domenica in merito), si continua a far fare loro quello che vogliono, senza che rendano conto di ciò che fanno e causano.

Concordo...

sono dei giocatori travestiti da arbitri.

Le società di revisione...

o di certificazione, fin quando si occupano di certificare qualcosa (i bilanci o la qualità) avranno due linee di business: una che è quella di certificare e l'altra, che è quella ben più sostanziale, di offrire consulenza di alto livello alle medesime società che certificano e quindi il problema continuerà a sussistere. Questi organismi dovrebbero essere come degli organismi di vigilanza, pagati dal resto del sistema e non dal cliente in rapporto diretto, creando di fatto tutti i presupposti per dei clamorosi conflitti di interesse.

Ho appena letto...

questa roba di Paolo Ferrero, e sinceramente non ha tutti i torti, a parte la storia del referendum che, essendo su materia fiscale, non credo si possa fare. Non ho molta fiducia nella capacità riflessiva di questa nazione.

Purtroppo...

e con tutto il rispetto, vive sulla Luna.

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