Rio de Janeiro

rio_de_janeiro_notte.jpgHo avuto la fortuna, molti anni fa, di vivere un lungo soggiorno a Rio. Per cui da ieri mi balocco ad immaginare feste e tripudi che staranno animando quei luoghi che conosco, come conseguenza dell'ottenimento delle Olimpiadi del 2016.
Grandi sconfitti Chicago ed Obama, che mostra per la prima volta il volto di un'ingenuità sconcertante per un Presidente degli Stati Uniti.
Fa strano che nessuno dei suoi collaboratori gli avesse raccontato la verità: i Giochi Olimpici si vincono con un gioco corruttivo di acquisto di delegati che lascia sconcertati, come ampiamente dimostrato in spregio alla melensa retorica sullo spirito olimpico, già messa in ombra dalla barzelletta degli atleti non professionisti e molte volte imbottiti di sostanze per vincere.
I brasiliani hanno giocato questa carta della "campagna acquisti", forse - ma con un gradiente infinitesimale - aggiungendo anche uno spirito terzomondista che ha danneggiato le candidature dei grandi Paesi.
Ciò conferma che bene fecero i valdostani all'inizio degli anni Novanta a bocciare quelle Olimpiadi invernali che già avevamo perso alla conta dei voti. Sembra passato un secolo, anche se sulla scena sono tornati o torneranno i grandi sponsor di quell'operazione, ma è bene invece ricordarsi di quegli avvenimenti. Il Governo italiano, a mia precisa richiesta, precisò che mai avrebbe messo una lira sulle Olimpiadi valdostane e la risposta arrogante fu: «ne faremo a meno».
Per fortuna, come nella battaglia navale, «Colpiti e affondati».
Diversa questione sarebbe stato il tandem con Torino per le Olimpiadi che poi il Piemonte ottenne, ma questa è un'altra storia...

Commenti

Probabilmente noi...

avremmo gestito le infrastrutture in maniera diversa... In Piemonte ci sono impianti carrozzoni inutili e deficitari, molti si leccano le ferite di forniture mai pagate a seguito di fallimenti...
Non si possono negare che molte sono le opere utili e usate dalla comunità. Ma forse, che sia il fisiologico, scotto da pagare?
Domanda, alla quale do subito risposta: no!
La gestione avrebbe dovuto essere più oculata e proiettata verso il futuro.

Verissimo...

molte strutture sono allo sfascio e la "montagna olimpica" non ha goduto di ricadute durature.

Temevo che...

successivamente alle Olimpiadi del Piemonte, la nostra regione ma soprattutto le nostre stazioni sciistiche, avrebbero subito un danno in termini di presenze a favore delle stazioni piemontesi, forti della grande pubblicità e del grande risalto olimpionico... Fortunatamente mi sbagliavo...
Gli investimenti che sono stati effettuati nell'ultimo decennio (rinnovo degli impianti, innevamento artificiale) e l'immagine della nostra Valle (sostenuta da un'importante campagna stampa) ci hanno permesso di non subire contraccolpi negativi che avrebbero potuto manifestarsi.

Il dato vero...

è che non ne hanno approfittato per costruire gli alberghi, indispensabili per le "settimane bianche"!

Il punto debole...

dell'offerta sciistica valdostana secondo me è Courmayeur.
Stazione sciistica più cara della Valle (42 euro un giornaliero!), ma con l'offerta non all'altezza di altre meno famose come La Thuile (35 euro, che bello sciare a La Thuile!) e forse nemmeno di Pila (33 Euro).
Ricordo che solo alcuni anni fa ho riconosciuto alcuni degli impianti che usavo da bambino nei primi anni '80...
Se uno viene in Valle attirato dal nome di Courmayeur si prende delle belle sassate sui denti e l'anno dopo va in Trentino.

In effetti...

il rapporto prezzo-qualità scricchiola.
Penso, concordando su La Thuile, anche alla vastità del "MonterosaSki".

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