Sorridere con "Halloween"

Zucche intagliate per 'Halloween'Oggi è "Halloween" e, per quanto questa festa sia d'importazione (per altro con un via vai fra la tradizione celtica europea e gli Stati Uniti per via degli irlandesi emigrati con ritorno sul Vecchio Continente), si è diffusa fra piccini («dolcetto o scherzetto?») ed anche fra i grandi per l'irresistibile desiderio del travestimento. Un'annotazione seria: che nessuno si arrabbi se ciò avviene e, per favore, che non si invochi chissà quale orrore pagano, visto che tutte le religioni, compresa la nostra, adoperano simboli, anche terribili, che hanno a che fare con la morte e dintorni.
Torniamo al faceto. Avendo un figlio piccolo giocherò anch'io questa sera per assecondarlo, perché lui stesso l'altro giorno ha insistito per comprami dei denti da vampiro che mi toccherà sfoggiare in pizzeria. Penso, in più, che molti simboli di "Halloween" siano del tutto istruttivi, anche se purtroppo trovo che la quotidianità, anche politica, sforni orrori ben peggiori e purtroppo reali, perché frutto di realtà in carne ed ossa e non costruzioni di fantasia.

Cominciamo da "il pipistrello", uno dei segni di ingiustizia più evidenti. Infatti - ancora prima di Dracula, che poveraccio dorme in una bara e non può andare in spiaggia a prendere il sole - il pipistrello è collegato alla stregoneria. Tutto perché, dotato di una specie di radar, vola di notte e si nasconde di giorno in caverne e rovine. I pipistrelli sono stati associati alle streghe, che per secoli hanno fatto una brutta fine con processi terribili in cui le costringevano con torture a raccontare le balle che gli inquisitori volevano sentirsi dire.
C'è poi "la zucca Jack-o'": le zucche illuminate sono un'antica tradizione nata in Irlanda, dove delle rape svuotate (ma oggi si usano le zucche) venivano intagliate e usate come lanterne, per illuminare la strada nella notte di "Halloween" contro i fantasmi e per far luce alle anime sperdute. Il nome Jack-o-Lantern', invece, veniva usato per i fuochi fatui, cioè quelle luci ballerine che a volte appaiono nei cimiteri al buio e fanno una paura matta. Faccio notare la difficoltà per noi genitori di fare la fatica di svuotarle per fare l'effetto lampada al loro interno, dopo averle intagliate con fattezze di una faccia. Aggiungerei che - per evitare questo impegno - basterebbe usare molte delle zucche vuote che ci capita di incontrare ogni giorno.
Spaventiamoci poi con "fantasmi e scheletri", che sono la diretta associazione tra "Halloween" e la morte/rinascita. "Samhain" era la festa dei morti celebrata dagli antichi celti il 1° novembre ("Ognissanti" è la versione cristiana della medesima celebrazione). Anche se oggi fantasmi e scheletri sono accompagnati - con una mascherata inesistente alle origini - figure di vampiri, licantropi ed altri mostri. Sappiamo bene in realtà che sono innocui a differenza di certi mostri che ci sono in giro, come quelli che mascherati vanno a Predappio a ricordare il Duce. Spicca la stupida che aveva una maglietta che equiparava Auschwitz a Disneyland. Roba da ricovero.
Spunta in seguito "il gatto nero". Avete presente chi ha paura se un gatto nero attraversa loro la strada? Ebbene, per quanto ebete, è erede di una lunga tradizione di superstizioni nate nel Medioevo con il gatto nero diventato simbolo del diavolo. Da bambino avevo un gatto nero che dormiva in fondo al mio letto e sono vivo e vegeto e neppure satanista.
Occhio poi a non finire in cottura nel "calderone della strega". Le streghe sono spesso rappresentate mentre rimescolano il contenuto di un grande calderone sopra il fuoco. Si tratta - così spiegano gli esperti - di uno strumento molto potente che combina le influenze degli antichi elementi di aria, fuoco, acqua e terra. Oggi, più prosaicamente e laicamente, anche "Halloween" diventa occasione per mangiare e per bere assieme. Per altro, in molte località valdostane, quando si rende visita al morto si fa lo stesso.
Sentite in queste ore il canto che fa rabbrividì del "gufo"? Durante il Medioevo, molte persone credevano che i gufi avessero a che fare con la stregoneria. E che viaggiassero sulle scope assieme alle streghe ed ai gatti neri, con una scopa tipo auto familiare per andare al "Sabba delle Streghe", tipo la festa delle donne quando ci sono gli spogliarellisti. «Non fare il gufo»: esiste questa espressione nell'uso comune non come annuncio di morte, ma per chi vuole semplicemente portarti sfortuna. Per chi ci crede...
Certo è che il dress code restano "nero ed arancione". Il "nero" è anche il colore sacro delle deità pagane che governano il mondo dei morti. L'"arancio" riflette la natura agricola di "Halloween", che risale alle epoche pre-cristiane. L'"arancione", essendo il colore delle zucche e delle foglie d'autunno, evoca lo spirito delle stagione.
Intanto "il ragno" e le sue ragnatele attorniano "Halloween". La superstizione vuole che il ragno sia portatore di cattive vibrazioni, capace di fare del male a uomini ed animali anche solo con la vicinanza. Eppure, per molte streghe dell'età moderna il ragno è simbolo di fortuna e ricchezza.
Infine "le scope" come simbolo. Durante il Medioevo ed il Rinascimento si pensava che i manici di scopa fossero il primo mezzo di trasporto delle streghe. Per volare le streghe usavano uno speciale unguento fatto di erbe velenose, che forse derivano più per pozioni per viaggi psichedelici. Certo la scopa serve a "spazzar via" la negatività, la sfortuna e il maligno. Oggi la ramazza credo resti utile per liberarsi di certi personaggi che, come dicevo, fanno ben più spavento dell'armamentario di "Halloween".
Quel che Goya diceva dell'arte («La fantasia priva della ragione genera impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine di meraviglie») vale per la vita.

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