Il gabinetto è una cosa seria

'Servizi' per tuttiMi ero preparato a scrivere della "Giornata mondiale del Gabinetto", festeggiata due giorni fa dalle Nazioni Unite, ma poi visti gli avvenimenti terribili di Parigi e successivi mi era parso inopportuno. Oggi ci torno sopra, perché sarà pur vero che non ci di raccapezza più nelle giornate celebrative ormai intitolate a di tutto e di più, ma il tema - anche si presta allo scherzo - è serissimo e dunque meritevole di... sorriderci sopra.
Lo è sin dalle scelte lessicali: dal classico termine "toilette" al signorile "bagno", dal popolaresco "cesso" al burocratico "ritirata", dal militaresco "latrina" all'anglofono "wc". Ognuno di noi può verificare nella propria esperienza di come i gabinetti pubblici siano più di molto altro il segno di civiltà di una popolazione.

Sul perimetro importante della Giornata mondiale scriveva in queste ore "Focus" con un decalogo che qui dimezzo:

  1. La mancanza di servizi igienici adeguati è uno dei problemi più urgenti del mondo nei Paesi in via di sviluppo. Un bagno pulito e sicuro garantisce salute, dignità e benessere. Eppure, secondo stime delle Nazioni Unite, circa due miliardi e mezzo di persone (circa il quaranta per cento della popolazione mondiale) non lo ha.
  2. Tra gli obiettivi del Millennio delle "Nazioni Unite" vi è quello di dimezzare la percentuale di persone che vivono senza servizi igienici entro il 2015. Siamo molto lontani dal traguardo: più di un miliardo di persone (il quindici per cento della popolazione mondiale) ancora pratica la defecazione all'aperto. La maggior parte vive in zone rurali: va su campi e cespugli, fossi o binari ferroviari. Oppure, usa sacchetti di plastica.
  3. La cattiva igiene e le acque sotterranee contaminate da materiale fecale sono un killer: fino a due milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie diarroiche, in particolare i bambini. Nel 2013, sono morti mille bambini al giorno: servizi igienici puliti, acqua potabile ed una buona igiene potrebbero in gran parte salvarli.
  4. Mancanza di gabinetti, significa mancanza di igiene e quindi anche povertà. Infatti, la crescita economica in Europa e nel Nord America è andata di pari passo con il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, con conseguenti benefici per la salute.
  5. Ha dichiarato Jack Sim, ovvero "Mr. Toilet", ex imprenditore immobiliare che ha fondato la "Associazione mondiale del gabinetto": «La "silenziosa" crisi igienico-sanitaria è una bomba a orologeria che colpisce miliardi di persone in tutto il mondo. Non vi è bisogno di costosi wc super tecnologici che riscaldano il nostro sedere o mascherano i rumori sgradevoli con la musica classica, ma di latrine ecologiche che costano al massimo dieci dollari l'una. Ci sono persone che desiderano un gabinetto, proprio come altri sognano una borsa "Louis Vuitton"».

Parole giustissime, pensando al passato. Ricordo la casa in montagna di Pila di mia zia Eugénie: ancora negli anni Sessanta esisteva un bagno spartano in una specie di "cabane" all'aperto. Un amico imprenditore, che abitava in una vecchia casa popolare, visti i patimenti da bambino per un cesso in comune sul balcone, ha costruito una bella casa con gabinetti in ogni dove. Chi è cresciuto nei miei stessi anni ha visto in effetti una salutare evoluzione anche nella nostra zona alpina e il gabinetto è persino assurto a status symbol con scelte architettoniche - di cui sono stato stranito testimone oculare - che hanno trasformato toilette in saloni principeschi. E che il gabinetto fosse un segno di potere è ben visibile nei castelli medioevali valdostani, dove esistono sedute di pietra a uso dei nobili con vista del baratro sottostante giusto sotto il proprio sedere.
L'Europa unita sui gabinetti non c'è ancora per via di un particolare essenziale: la presenza o meno del "bidet" (o "bidè"), che viene dal francese "cavallino" ed il fatto che sia un francesismo cozza contro usi e abitudini d'Oltralpe. In Italia, per altro, è stato reso obbligatorio: lo Stato ci controlla anche lì, pur - per il momento - non tassando il lavacro...

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri