Roma e un Sindaco che se ne andrà

Ignazio MarinoFinito l'Expo2015 a Milano, gigantesco business di cui sarà interessante capire il rapporto fra costi e benefici, oltreché comprendere l'utilizzo successivo di aree e strutture, l'attenzione per i "Grandi Eventi" si sposterà su Roma, dove una grande manifestazione è alle porte e un'altra è in fase di candidatura per il 2024.
Ricordo che l'8 dicembre 2015 si aprirà un Giubileo straordinario: il "Giubileo della Misericordia". «Cari fratelli e sorelle - ha detto Papa Francesco, il 13 marzo nel corso del rito penitenziale nella Basilica di San Pietro, cogliendo di sorpresa le autorità italiane - ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della Misericordia. E' un cammino che inizia con una conversione spirituale. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio».
L'Anno Santo si aprirà nel cinquantesimo anniversario della chiusura del "Concilio Ecumenico Vaticano II" e durerà fino alla festa di Cristo Re, il 20 novembre 2016. Insomma un annetto assai impegnativo per Roma Capitale, come da dizione costituzionale di pochi anni fa.

La seconda è la candidatura di Roma per il i Giochi Olimpici del 2024 ed immaginate gli appetiti. Ricordo che Roma ospitò le Olimpiadi del 1960, ora ci riprova. In verità gli stessi soggetti di oggi avevano tentato la candidatura per le Olimpiadi del 2020, ma era stata ritirata dal governo Monti a causa dei costi stratosferici in epoca di sacrifici. Anche questo ha pesato sulla fine del premier lombardo, che si era inimicato certi salotti buoni della Capitale. L'astuto Matteo Renzi ha subito accarezzato il gatto dalla parte del pelo e per questo Palazzo Chigi ha cambiato rotta. La candidatura è stata annunciata ufficialmente il 15 dicembre 2014 dal Presidente del Consiglio del ministri e dal presidente del "Coni", Giovanni Malagò. Tutti sprizzano ottimismo ma la partita, anche per gli entusiasti, si combatterà contro pezzi da novanta come Parigi, Amburgo e Budapest. Boston, notizia di ieri sera, ha rinunciato perché i costi sono troppo elevati!
Penso, tra l'altro, che su una candidatura di Roma si potrebbe giungere anche, sulla eventuale ricca legge di finanziamento che dovrebbe essere predisposta, un possibile referendum popolare e sarebbe - io penso - un "Roma contro il resto d'Italia" con un esito di secca bocciatura.
In questa situazione - un'emergenza Giubileo per domani e una candidatura olimpica già lanciata, pure dal Campidoglio - il governo di Roma scricchiola per via di un "marziano a Roma", ricordando la commedia di Ennio Flaiano. Si tratta del medico diventato politico, Ignazio Marino.
Qui si dovrebbe aprire una parentesi sulla famosa "società civile", che spesso catapulta senza successo persone non sempre disponili ad imparare, come se la politica e l'Amministrazione fosse attività che non preveda formazione ed apprendimento.
Così Marino, medico chirurgo di fama internazionale, sembra sempre - come si è visto con "Mafia Capitale" - come la "Bella Addormentata nel Bosco", mentre per essere Sindaco a Roma bisogna avere doti e capacità che non siano il candore (ammesso che così sia), ma neppure - è il caso di precisarlo? - il suo esatto contrario. Di sicuro a Renzi non piace, ma non è facile cambiare cavallo, specie con un Marino che si è affezionato al ruolo e fa resistenza. Anche perché è evidente che quando si finisce nel mirino del premier (almeno fino a quando non cadrà anche lui nel gioco "chi la fa, l'aspetti" o "ride bene chi ride ultimo") è meglio evitare di credere nel #staisereno, perché le recenti intercettazioni con Renzi che parla di Enrico Letta a Palazzo Chigi dimostrano che sulle congiure di palazzo è preparatissimo.
Certo è che, malgrado sia già stato affiancato sul dossier dal Prefetto di Roma Franco Gabrielli per il Giubileo, con la figura indebolita di Marino e la Giunta comunale che cade a pezzi i tempi non sono dei migliori. E per le Olimpiadi - per chi ci crede e io no - ci vorrebbe qualcuno di nuovo rispetto alle attuali beghe capitoline, guardando poi la solidità dei competitor.
Per cui Marino, come gli yogurt, ha la scadenza già scritta da qualche parte e penso che il suo addio avverrà piuttosto presto. Per altro va ricordato quanto scritto in queste ore: il deficit di Roma, nel quadro di un disastro di finanza pubblica, fa quasi più paura del default greco, con la differenza che gli altri italiani per Roma hanno già messo mano al portafoglio.
Grecia - ultima osservazione - che deve una parte del suo "crack" proprio allo sciagurato svolgimento delle Olimpiadi ad Atene nel 2004 con tutti i suoi strascichi.
Insomma: la storia non insegna nulla...

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