La morte di Rolly

Rolly MarchiAnche i migliori se ne vanno: regola triste, ma dalla certa valenza democratica (la "livella" di Totò). Rolly Marchi - che saluto con affetto - è stato un personaggio eccentrico e multiforme nel mondo della montagna ed è morto alla veneranda età di 92 anni. Pace all'anima sua e si goda una bella sciata sulle nevi eterne delle montagne del Paradiso, dove il suo vocione, fra le voci dei cherubini, non passerà inascoltato.
Ancora poco tempo fa, acciaccato da un incidente, che lo aveva reso quasi cieco, diceva: «La morte mi ha sfiorato più di una volta, in guerra, in parete, in bicicletta e in automobile, ma sono ancora qui. E la neve non so quanta ne avrò ancora, nel tempo che mi resta, ma guardo in alto e avanti».
Alto e dinoccolato, grande loquela e battuta pronta, occhio azzurro e aneddotica senza fondo, Rolly era un giornalista, scrittore, inventore di eventi, bon vivant con charme e con il proverbiale cappello da cow-boy sulla testa. Giocava su questi aspetti piuttosto folkloristici, che esaltava sulla sua rivista "La buona neve", che ricevevo regolarmente, seguendo i suoi sbalzi d'umore da un numero all'altro. Era capace di grandi amori e grandi odi.
Nato e morto sulle Alpi Orientali, con un ultimo periodo cortinese, amava anche la Valle d'Aosta, che conosceva bene e con la quale - ma non ho mai approfondito, benché ci fosse una reciproca simpatia cameratesca - aveva avuto qualche problema di non so quale genere che lo aveva fatto fuggire. Ma, di tanto in tanto, tornava sulle tracce del suo passato.
Per cui si illuminava della sua Cervinia e del lungo sodalizio con Mike Bongiorno, con cui inventò il "Trofeo Topolino", e ricordava con commozione guascona le due salite - di cui una in solitaria - sulla Gran Becca. Così valeva anche per Courmayeur, dove aveva battezzato il "KL - Kilometro Lanciato", poi spostatosi al Plateau Rosa e cantava le grandi amicizie - sin sulla cima del Monte Bianco - con personaggi come Gigi Panei e altre guide del paese, mentre qualche frecciatina all'ambizioso Walter Bonatti non mancava mai.
Con Rolly Marchi - su cui penso varrà la pena di mettere assieme interviste e vecchi spezzoni - se ne va un pioniere dello sci e un grande comunicatore della montagna. Se ne va anche - e anche questo spiace in un mondo di "musoni" - una persona simpatica, che mostrava davvero come la voglia di vivere non sia questione di età.

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