Un risultato elettorale da studiare

Anche lo scrittore Federico Moccia tra i nuovi sindaciNormalmente dell'esito delle elezioni scrivo "a caldo". Questa volta ho aspettato, perché mi pare - e lo confermo - che l'informazione non abbia fatto il suo lavoro. Per ore e ore si e ragionato e discusso su proiezioni riguardanti solo quattro Comuni: Palermo, Verona, Genova e Parma. 
Poi lentissimamente - in Italia lo spoglio delle schede resta degno di un Paese sottosviluppato - il quadro si e ampliato e qualche tendenza sembra emergere. Per cui mi sento di scriverne.
Cresce l'astensionismo e questo avviene malgrado le amministrative siano elezioni di prossimità. Beppe Grillo spunta come un fenomeno politico che trasforma la protesta in voti sonanti. Il Popolo della Libertà prende una batosta epocale ammessa nel breve da Angelino Alfano, negata da Silvio Berlusconi (io ai miei compagni di partito unionisti, all'epoca della alleanza in Valle, avevo detto: «a) il Governo Berlusconi cadrà; b) alle prime elezioni l'elettorato ridimensionerà il centrodestra»). Il Partito Democratico "tiene" debolmente ma spesso con candidati alle primarie scelti da Vendola e compagni . La Lega perde gravemente consensi, ma l'eccezione Flavio Tosi che stravince a Verona salva la faccia e fa sparire l'ipotesi di un ritorno di Umberto Bossi. Il "Terzo Polo" scompare e dimostra l'impopolarità generalizzata di chi flirta troppo con il Governo Monti. Leoluca Orlando, che ben conosco sin da quando era democristiano, è il simbolo dei vecchi politici contro l'ambizione dei tecnici.
Queste mi sembrano le cose essenziali cui aggiungo poche cose. La sfiducia verso la politica e i partiti cresce fra il "non voto" e il voto di protesta sotto varie forme. La crisi economica "morde" e la destra paga più di tutti e a poco è valso la scelta di far sparire dalla campagna elettorale Berlusconi. La sinistra resta divisa in tante sigle e molte teste e l'elettorato lo sa, per cui oscilla fra risultati buone e fughe verso nuovi orizzonti, genere grillini, che sottraggono consenso anche all'altro schieramento.
Insomma: ammiro la sicumera dei commentatori. Io per capire bene ho bisogno di tempo e mi interessa anche riflettere su come questo voto potrebbe riflettersi sul particolare scenario valdostano in vista di politiche e regionali.

Commenti

Tsunami...

che piaccia o no, è suonato il campanello d'allarme (peraltro previsto) per i partiti ormai definiti tradizionali. Il popolo si è espresso, non si ammettono strumentalizzazioni al verdetto popolar-democratico.
Ora si tratta di capire se, coloro che protempore sono "dentro il Palazzo" sapranno interpretare il mal contento, l'incazzatura della gente che a distanza di ventanni da tangentopoli è stanca di farsi prendere nuovamente per i fondelli.
Escort, soldi che scorrono come acqua di ruscello, politica come interesse personale, clan famigliari trasformati in gruppi dirigenti di partito, secessioni paventate e mai concretizzate perché il clima romano piace, eccome... La batosta più grande la prende il Popolo delle Libertà, come sono lontani i tempi delle ammucchiate (politiche, in questo caso...) dove, erano tutti dietro il portone di "Palazzo Grazioli" in Roma ad aspettare la mano tesa di Lui...
Mi domando se ci saranno ripercussioni anche in Valle, dove l'alleanza con il PdL era vitale, fondamentale per il futuro della nostra Regione. Non entro nel merito delle scelte, non ho responsabilità politico-amministrative e mi limito da cittadino pensante a ragionare con la mia testa, ma, l'impressione esterna porta a pensare che quell'accordo arrivò in "zona cesarini"...

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