La "fuga"

Leonardo DiCaprio in 'Prova a prendermi'Non so se capita solo a me, ma è un periodo in cui trovo molte persone sfiduciate che mi dicono: «se potessi, lo giuro, me ne andrei». E poi, come in uno sfogo nutrito di sogni, immaginano di fuggire chissà dove per ritrovare la serenità che hanno perduto in questo periodo pieno di assilli e di preoccupazioni.
E' un pensiero di evasione innocuo che fa compagnia. Tanto che, per non farci mancare niente, c'è pure chi ha creato questo sito, che offre idee e suggestioni a chi vorrebbe mandare tutti al diavolo e ripartire altrove con una nuova vita.
Mi vien da pensare a quel mio amico di Pont-Saint-Martin che tanti anni fa sparì, lasciando moglie e due figli. Il padre venne da me, che ero deputato, e mi disse: «temo che sia scappato nella Legione Straniera». Io ingenuamente scrissi in Francia, nel paese vicino a Marsiglia che ospita il comando, per sapere se così fosse e il comandante della Légion mi rispose educatamente che chi viene arruolato cambia la sua identità e dunque non poteva dirmi nulla.
Tempo dopo, fu lo "scomparso" a dare la conferma alla famiglia di essere davvero lì e negli anni successivi so che è stato sui principali scenari di guerra. Ora non so dove sia e credo che sarebbe bello il racconto di questa sua avventura. Conoscendolo benissimo da ragazzo, libertario e "gauchiste", mai e poi mai avrei pensato che avrebbe scelto - in una discontinuità da choc - la vita militare più rude.
Le fantasie più praticate sono, invece, luoghi lontani di una Sudamerica immaginaria o di un'isola tropicale alla Robinson Crusoe. Scriveva la poetessa Emily Dickinson:
"Quando sento la parola "fuga"
il mio sangue scorre più veloce,
sorge in me improvvisa la speranza
e son pronta a volare"
.
Peccato che passò quasi tutta la sua vita chiusa in casa...

Commenti

Anche...

nella mia famiglia, un cugino materno, si è dato alla macchia nella Legione. La differenza è che non si è mai più fatto sentire cosa che, in virtù dell'anonimato, apre tantissimi scenari.
Non nascondo che ogni tanto la voglia di fuga mi assale, ma sono atipico: solo con moglie e figli. Per un certo periodo, preso dalle cose della vita che sono da contorno e, come tali, da tollerare amavo dire: «andiamo in Canada!»
Ma poi prevale la voglia di prendere la vita di petto, di gustare il "sapore della pelle dell'orso" e si rimane qui, nella Petite Patrie a fare il proprio dovere.
Mi accontenterò di qualche solitaria - soprattutto oraria - fuga in montagna.

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