Ragionare sulla televisione

Alcune televisioni presenti al rendez-vous di BiarritzChissà dove andrà la televisione. Per il terzo anno sono venuto a Biarritz - e l'Oceano non finirà mai di stupire chi ama il Mediterraneo - al "Le Rendez Vous", che riunisce i produttori televisivi francesi con acquirenti che vengono a comprare da tutto il mondo, pescando in un catalogo enorme di generi e proposte. 
E in effetti fra "addetti ai lavori" di elevata professionalità, che è utile ascoltare per capire dove si stia andando, il problema si pone e mentre pareva pacifico, ancora lo scorso anno, il fatto che Internet stesse distruggendo la televisione tradizionale, perché ciascuno "à la carte" può fabbricarsi un suo canale andando in diversi canali genere "YouTube", gli ultimi studi sembrano dimostrare un'inversione di tendenza inaspettata. Saremmo di fronte ad una sorta di "rottura" nella spasmodica navigazione sulla Rete e tornerebbe negli ultratrentenni la voglia di vedere la televisione "tradizionale", che ormai spazia come qualità e quantità di canali, consentendo sempre degli acquisti a chi voglia comunque approfittarne.
In questo contesto, le televisioni regionali e locali si posizionano con forza. Esiste, accanto alla grande e dispendiosa televisione internazionale e nazionale, una miriade di produzioni locali a basso costo che descrivono i propri territori fra la quotidianità e l'approfondimento. Una comunità priva di una "sua" televisione è come una persona che non abbia uno specchio dove vedersi.
Ma quasi dappertutto il paradosso sta nel fatto che la crisi d'identità (e di raccolta di pubblicità) della televisione pubblica generalista "nazionale" si trasferisce - nei meccanismi centralisti statali - su budget e su spazi a disposizione delle televisioni pubbliche di prossimità. Rare sono le avventure private locali di successo nel lungo periodo, specie nelle comunità più piccole.
Sarebbe interessante scrivere una storia del "caso valdostano": ho collaborato con qualche tesi di laurea sulle televisioni negli ultimi trent'anni e questi studi potrebbero trasformarsi in un lavoro utile per capire l'andamento nel futuro.

Commenti

Beh...

io credo che la televisione sia difficile da soppiantare, fintanto che la convergenza con il web non sia davvero tale, ma dall'apparecchio televisivo. E' un target ancora lontano da raggiungere.
Oltremodo, "YouTube" e similari, hanno bisogno di una convergenza con altre piattaforme che sono raggiungibili con dispositivi (device) necessariamente connessi in rete.
Nonostante ci sia il web 2.0, da questo punto di vista è ancora pionieristico...

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