blog di luciano

Le case della mia vita

Una piccola parte degli scatoloni del traslocoSpesso i pensieri sono alimentati dalla quotidianità e - partendo anche da un piccolo spunto - ci si allontana mano a mano sino a ritrovarsi distanti dal punto di partenza su di un terreno diverso dal semplice aspetto fattuale.
«La vostra casa è il vostro corpo più grande. Essa cresce nel sole e dorme nella quiete della notte, e non è priva di sogni. Non sogna forse la vostra casa?».
Così ha scritto Kahlil Gibran, dando quel senso di familiarità e di vita che le case possono o forse dovrebbero avere. Non che le case pensino o ci siano davvero fantasmi o spiriti che le animano, ma è vero che le case finiscono per avere una loro personalità, riflesso di noi stessi, di chi le ha costruite e abitate.
Ci penso in queste ore, impegnato in un trasloco, lasciando la casa dove abito da qualche anno.

Libri contro l'oblio

La copertina del libro di Rosella PostorinoSia chiaro quanto i libri di storia - dalla saggistica ai romanzi - siano un appiglio importante nei momenti che appaiono complessi: il passato non è solo una chiave di lettura che vale per quel che è stato, ma serve anche per leggere il presente, specie quando questo passa rapido sotto i nostri occhi e risulta di difficile comprensione. Penso alle caotiche situazioni italiana e pure di riflesso (e anche per responsabilità in proprio) valdostana, che ci obbligano a resettare i nostri pensieri, partendo da alcune certezze e fra queste la conoscenza del vissuto e il suo peso contro l'ignoranza, che è tenebra. Mi fa piacere, di conseguenza, che per una volta - prima di sapere a chi fosse stato assegnato il prestigioso Premio letterario "Campiello" - avessi già letto anzitempo l'autrice che lo ha stravinto, la scrittrice Rosella Postorino con il suo "Le assaggiatrici" ("Feltrinelli").

Catalogna: le idee in prigione

L'ex ministro dell'interno catalano Joaquim FornMi ribello all'idea che l'Europa e i Paesi democratici di tutto il mondo tacciano sul destino della Catalogna e spero davvero che ci siano azioni diplomatiche sotterranee per scuotere la Spagna e la sua scelta inaccettabile di privare i catalani di una mediazione politica a favore di una logica poliziesca e giudiziaria, che stride con i diritti costituzionali basilari.
Penso al destino dei nove leader catalani in carcere in una detenzione preventiva degna di una dittatura. Sei sono ex membri del Governo che promosse il referendum considerato illegale di autodeterminazione del 1° ottobre 2017. Una, Carme Forcadell, è la ex presidente del Parlamento, sciolto da Madrid con il commissariamento dell'Autonomia regionale. Gli ultimi due sono i presidenti dei movimenti civici indipendentisti, Jordi Sànchez e Jordi Cuixart.

La Politica si fa a tavola?

Dmitri Medvedev e Barack Obama nel 2010 mentre mangiano un hamburgerQuella persona seria che è l'ex ministro Carlo Calenda - per uscire dalla paralisi in cui sembra precipitato il Partito Democratico (e io dico «ben gli sta!», dopo il tentativo improvvido di riformare malamente la Costituzione) - ha invitato a cena, come avevo letto su "Twitter", altri tre big del partito Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti.
Apriti cielo! Gli esclusi si sono sentiti subito mancare e nasce la contromossa di Nicola Zingaretti, per ora l'unico candidato ufficiale alle primarie del PD, ha lanciato - con evidente spirito di rivalsa - una serata alternativa, evidentemente provocatoria, con un imprenditore, un operaio, uno studente, un professore, un volontario e un professionista. Evito ogni commento.

Tante Autonomie in una

La tante sfaccettature dell'AutonomiaSono i problemi contingenti - alcuni importantissimi, come la crisi del Casinò, il futuro di "Cva", i rapporti finanziari e giuridici con lo Stato - ad immergere il dibattito politico e amministrativo (perché si governa con atti ed il Consiglio Valle dovrebbe occuparsi soprattutto di legiferare) in un brodo di coltura fatto di discussioni forti, riunioni più o meno segrete, posizioni rigide secondo le tattiche, alleanze cangianti secondo le strategie.
Chi ne è più spettatore che protagonista - perché in certi casi si vede sempre più di come la responsabilità sia di chi vota nelle sedi istituzionali - segue con la giusta curiosità e, quando il caso, con il giusto impegno i differenti dossier, sapendo che una Legislatura regionale è lastricata di problemi dal diverso livello di difficoltà e si può presentare il miglior programma di governo possibile, ma poi arrivano varianti e novità non sempre piacevoli. Chi pensa a posti di responsabilità come sedie riscaldate per i sederi dei membri della "casta" dovrebbe passare qualche mese in certi ruoli per capire se davvero sia tutto rosa e fiori.

Cercare il compromesso

Bisogna saper pesare...In moltissime occasioni in politica - ed ho avuto il piacere che mi venisse riconosciuta la dote - ho dovuto cercare un compromesso per trovare una soluzione su di un problema che non si risolveva, perché veniva visto diversamente con due o più posizioni contrapposte e bisognava uscire da una situazione di impasse. Poteva trattarsi di un documento riassuntivo, della scrittura di una norma di legge, della decisione su come affrontare un dossier, di smussare gli angoli quando i toni trascendevano e ci si allontanava dalla questione.
Ho imparato di conseguenza - perché l'esperienza serve - che questa azione di ricerca di punti d'equilibrio funziona solo se si discute in buona fede, se si vogliono davvero superare gli ostacoli, se si usa il buonsenso contro le impuntature personalistiche o ideologiche.
Le persone intelligenti si applicano, i cretini, i presuntuosi e chi ha interessi materiali in gioco non lo fanno: restano lì, come dei quadri, appesi alle loro convinzioni e la furberia spesso adoperata del rinvio delle decisioni, anche quando sono mature, è il suggello della loro malafede.

Quella spiaggia

Io con il piccolo Alexis alla 'Spiaggia d'Oro' di Porto MaurizioSono tornato per un giorno, come si fa per una fugace e improvvisata sortita, sulla sabbia della "Spiaggia d'Oro", Porto Maurizio, Imperia, piazzato banalmente a guardare il profilo dell'orizzonte, che trovo sia esercizio sempre istruttivo.
Lì ho passato una buona parte delle estati della mia vita, da quando ero neonato che succhiava il latte sino a quando ero diventato - e tutto mi appariva temporalmente più lento, maledizione! - un ventenne in carriera. Questo significa - avendo avuto la spiaggia come base mai rinnegata - un lungo periodo della mia vita, quello che da copione è considerato il più bello da ricordare, perché coincide con gli anni della crescita in cui si impara - ammesso di averlo fatto davvero... - a vivere.

Via Web i nostri dati non sono un dono

I dati richiesti dall'app di 'Facebook'Un giorno verrà in cui prenderemo più sul serio la questione di come il mondo digitale consenta un controllo occhiuto su tutti noi, che pure ci sciacquiamo la bocca con norme sulle privacy che dovrebbero essere a prova di bomba ed invece somigliano in modo inquietante ad uno scolapasta.
Flavio Pintarelli sul sito "Il Tascabile" ha scritto un articolo molto interessante sui dati, che mi permetto di citare per il suo vivo interesse.
L'inizio è la nostra vita quotidiana: «Al mattino, quando lo avviamo (sempre che non lo avessimo lasciato acceso la sera prima), il nostro smartphone invia a uno dei tanti soggetti - il produttore del telefono, quello del sistema operativo, quelli dell'app che abbiamo installato e altri ad essi legati - a cui il nostro pezzo di hardware ci collega, l'informazione che il "device" è attivo».

Émigrés valdôtains 2.0

Un momento della presentazione del nuovo libro di Michela CeccarelliL'emigrazione è una vicenda umana, anzitutto. Ci tengo a dire che ho trovato anche dei Caveri che hanno fatto il loro viaggio della speranza, partendo dalla Liguria natia: chi a New York ad Ellis Island, chi in Argentina (ci sono Caveri a Buenos Aires ed in Patagonia, arrivati da due diverse direzioni) e se non fosse per mio bisnonno Paul, che da Sottoprefetto venne ad Aosta per una migrazione... di lavoro nel nascente Regno d'Italia, io qui non ci sarei.
Se noi la consideriamo solo in termine di flusso e di folla perdiamo di vista le persone e la storia di ciascuno con le sue peculiarità. Bisogna saper guardare le cose anche con gli occhi di coloro che scelgono di diventare migranti, specie se hanno diritto ad essere "rifugiati", così come è giusto che ogni spinta migratoria segua regole chiare per evitare problemi seri di accoglienza e che si determini - l'ho scritto tante volte - con chiarezza la logica che ad ogni diritto corrisponde un dovere e bisogna distinguere chi viene con cattive intenzioni, come oggi si può dire di certi islamisti infiltrati tra i migranti.

Gli islamisti si espandono

Il teologo saudita Mohamed Al-ArifiLa paura nei confronti del diverso da noi - di questi tempi al centro del dibattito c'è il flusso che appare senza regole dei migranti - è un sentimento umano e come tale va trattato e compreso, ma questa situazione va ben canalizzata e sdrammatizzata per evitare che sfoci in violenza e alimenti forme estremistiche e passionali.
Esiste quel termine antico, che ormai usiamo solo più scherzosamente, che è "bàrbaro", usato dagli antichi Greci e i Romani per indicare una stirpe o una civiltà diversa dalla loro, uno straniero che - a confronto - appariva come espressione di un mondo considerato come incivile, primitivo, selvaggio. Ad essere più preciso il greco "bárbaros" ed il latino "balbus, balbuziente", indicavano nello straniero colui che parla una lingua incomprensibile e che dunque balbetta sillabe senza senso per chi non sia in grado di comprenderle.

Condividi contenuti

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2018 Luciano Caveri