blog di luciano

Ubriaco? L'auto non parte!

L'etilotest EadGuidare da ubriachi - lo dico senza facile moralismo perché qualche esperienza, se non si è astemi, può essere capitata a tutti - è una scelta sbagliata e non solo per le conseguenze da non prendere alla leggera, ma anche per i rischi per sé e per gli altri.
Ci sono miriadi di studi che dimostrano la pericolosità della guida in stato di ebbrezza e lo chiarisce ampiamente il peso grave dell'incidentalità. In uno studio del Ministero della Salute così risulta: "Il rischio connesso alla guida sotto l'effetto dell'alcol aumenta sia con la quantità di alcol assunta che con la frequenza delle occasioni di consumo eccessivo episodico. Con un'alcolemia di 0,5 grammi per litro il rischio di incidente fatale aumenta del 38 per cento, con un grammo per litro è quasi cinque volte maggiore. Crescono anche la probabilità di collisioni gravi e fatali, così come di incidenti in cui è coinvolto un solo veicolo, nonché di rischio oggettivo per i più giovani".

Un libro in mano

Libri...Capita ancora oggi di incontrare qualcuno che mi ricorda di quand'ero bambino, benché siano esercizi di memoria sempre più rari per ovvi motivi anagrafici. Trovo sempre divertente certa aneddotica perché la rappresentazione, specie se benevola di sé stessi, solletica positivamente il proprio ego ed è sempre piacevole in un mondo troppo spesso avvelenato dalla maldicenza.
Mi è sembrata una medaglia dunque quel che mi ha detto di recente un amico di mio papà: «Avevi sempre un libro in mano!», aggiungendo per completezza - ma di questo sapevo bene... - che ero piuttosto birbante ma davo l'immagine di come, accanto a giochi e giocattoli, fossi davvero interessato alla lettura.
Non credo con franchezza di essere stato così "intellettuale", però è vero che per i libri ho sempre avuto una grande curiosità e se penso a me bambino ricordo bene della mia voglia di mettermi a guardare, a sfogliare e certo a leggere quanto mi capitava a tiro.

Il clima che scalda la Terra

L'attuale situazione di un ghiacciaio sul Monte BiancoQuando Donald Trump, il leader della più grande potenza mondiale, gli Stati Uniti, continua - come un disco rotto - a dire che il riscaldamento globale è un'invenzione c'è davvero poco da stare allegri, perché questa sua posizione spinge grandi Paesi in via di sviluppo a fare orecchie da mercante nel nome del «voi avete dato, ora tocca a noi».
Purtroppo questo negazionismo si somma - e lo si vede anche in Valle d'Aosta - ad una sottostima di tutte quelle azioni locali di buonsenso che possono comunque risultare utili per fare la propria parte con comportamenti singoli e buone pratiche collettive, ma soprattutto bisogna incominciare ad abituarsi davvero alle emergenze prossime venture che dovranno modificare i nostri comportamenti e le nostre abitudini.

La reputazione di un Paese

Sabino CasseseLa reputazione di un Paese non è una questione di poco conto. L'ho verificato in Turchia, parlando con due guide turistiche (una in lingua italiana, l'altra in lingua francese), che mi hanno raccontato - ma la conferma l'ho avuta con altri turchi incontrati durante il recente viaggio - di come le molte vicende derivanti dal regime di Recep Tayyip Erdoğan stiano allontanando una larga parte di turisti europei per ragioni concomitanti.
La reputazione, cioè l'opinione generale che si crea, non è mai da sottovalutare: nel caso turco c'è il nazionalismo in chiave anti-europea ed ormai anti-atlantica che si mischia al conservatorismo religioso e a logiche liberticide verso la stampa libera e l'indipendenza di magistratura e burocrazia. Le confuse vicende della guerra in Siria (con milioni di siriani arrivati in Turchia con seri problemi di xenofobia) e la partita giocata sui migranti, per non dire dell'annosa questione curda e della pervicace negazione della tragedia armena, hanno creato un mix di incertezze che ha significato sempre più un isolamento della Turchia, che ricade poi sulla scelta delle persone - per paura, per convinzione, per antipatia - di non volere più la Turchia come meta per i propri viaggi. Sulla costa mediterranea, ormai meta dei russi, gli europei diminuiscono in picchiata ed emerge un nuovo turismo cinese, assai diverso da quello occidentale.

Camaleonti e trasformisti

Rutger Hauer nel ruolo del replicante 'Roy Batty'Fa sempre impressione vedere in "Blade Runner" - celebre film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott - la scena interpretata da Rutger Hauer, l'attore olandese morto in queste ore, nel suo ruolo magistrale del replicante, un essere umano sintetico protagonista del monologo diventato proverbiale: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i "raggi B" balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire».
Proverbiale perché l'inizio viene adoperato, con toni che vanno dal serio al faceto, quando si vuole significare di averne viste di tutti i colori e di mantenerne su certi fatti una buona memoria, in un mondo in cui la smemoratezza viene usata dai più furbi della compagnia.

Mussolini, l'ascesa di un dittatore

Il libro su M. di Antonio ScuratiParlare di fascismo e del suo fondatore, Benito Mussolini, non è mai facile in Italia, specie di questi tempi, in cui cresce l'ignoranza per la Storia, che è materia poco amata e dunque certi ammonimenti provenienti dal passato sembrano non servire.
Esiste, di conseguenza, una macchina ben oliata, che mira ad una sorta di assurda riabilitazione postuma del fascismo a beneficio di nuove tentazioni totalitarie contemporanee.
Ecco perché ci voleva questo romanzo storico non convenzionale scritto per la Bompiani da Antonio Scurati "M. Il figlio del secolo", che racconta della parabola ascendente (1919-1925) del Duce - uomo che emerge dal fango - raccontata con crudezza e con l'aiuto di periodiche note storiche che accompagnano il lettore per inquadrare meglio i diversi passaggi della sua vita piuttosto grama fino ai fasti degli anni Venti con l'incredibile compagnia di giro che lo affiancò a tour de rôle dagli esordi fino alla morte di Giacomo Matteotti ed all'affossamento della democrazia parlamentare. Scurati si occuperà della parabola discendente in due prossimi volumi.

Cet amour

Momenti romantici in vacanzaI pensieri estivi si riempiono di luce e di colori ed è vero che il nostro umore ne risente in profondità. In certe giornate d'estate, se non ci fosse la preghiera laica della lettura dei giornali, potremmo davvero solo pensare positivo e invece - maledizione! - l'umanità riesce sempre a tenere aperta la porta degli inferi con orrori e preoccupazioni quotidiani.
Ho avuto la fortuna per alcuni giorni di poter correre all'alba fronte mare, con quel sorgere del sole inusuale per chi viva in montagna con la linea dell'orizzonte marino da cui compare quella palla di fuoco che non finisce mai di stupire per la solennità dell'apparente ascesa.
Non sorprende affatto che i culti solari siano i più antichi: visitando le moschee, dove il prostrarsi verso la Mecca è un caposaldo irrinunciabile, ci è stato spiegato come questa tradizione sia proprio legata a culti precedenti di inchino al sole.

La app che t'invecchia

La regina Elisabetta invecchiata con 'FaceApp' e la versione realeIn questi giorni guardo meno i diversi ammennicoli sul Web perché non sono in Europa e dunque il roaming costa caro e, anche se c'è il wifi, mi limito all'essenziale, ragionando su di un fatto semplicissimo. Ho campato per anni senza essere connesso ad alcunché e mi pare di averlo fatto decorosamente, per cui non muoio di certo se tiro su il piede dall'acceleratore e mi godo la vita da... "sconnesso".
Che poi c'è poco da ridere, quando vedo in spiaggia - luogo un tempo di socialità facile da sviluppare e da analisi antropologica delle logiche da ombrellone fatte di chiacchiericci - gente che passa il tempo immersa in tablet e cellulari in un silenzio tombale ed asociale.
Ma confesso che su alcuni gruppi "Whatsapp" ho continuato a dare un'occhiata e così d'improvviso mi sono apparsi corrispondenti usuali che postavano foto in cui si piacciono molto d'improvviso invecchiati e così scopro la burla dell'app che invecchia. Si tratta di vedere l'effetto che fa proiettarsi nel proprio futuro.

Sovranismo di cartapesta

Matteo Salvini con Vladimir PutinPoveri sovranisti italiani, il loro orgoglio nazionalista è davvero di cartapesta. Fanno sorridere i tanti profili con il tricolore annesso, che poi si scopre che fanno i pappagalli delle "fake news" cotte e mangiate dal compagno Vladimir Putin con la complicità dei grandi network del Web a stelle e strisce che ci profilano meglio dei Servizi segreti.
L'estrema destra italiana adora il dittatore russo (non è una novità che i dittatori salgano al potere con il voto popolare) ed è davvero la nemesi del neofascismo all'amatriciana essere al soldo dello Zar russo cresciuto non a caso nella pancia del "Kgb".
Le vacanze aiutano a nuovi spunti sul tema. Finisco su un battello sul Bosforo con un bello spettacolo multinazionale in cui un vecchio animatore sceglie canzoni corrispondenti ai Paesi ed ogni tavolo ha la bandierina con le origini dei commensali. Parte una musica che corrisponde alle proprie radici ed ogni nazionalità si esibisce in pista con balli e canzonette. Spettacolo esilarante e anche molto coinvolgente quando si scopre che in sala ci sono tutti i Continenti ed una trentina di Paesi d'origine.

La plastica ovunque

Rifiuti di plastica sulla spiaggiaLa plastica, pensando agli sforzi iniziali degli inventori, ha ormai quasi un secolo di vita. Ha dimostrato molti vantaggi e non sto elencare tutti i pregi che hanno spinto all'utilizzo di queste sostanze variamente ottenute e che fanno parte del nostro quotidiano.
Tuttavia siamo ad un momento di riflessione per evitare un abuso e regolare di più il loro utilizzo. Basta constatare quando si differenziano i rifiuti, magari subito dopo una grande spesa al supermercato con l'eliminazione degli imballaggi, la quantità mostruosa di questa materia che ciascuno di noi "produce".
Ma è indubbio che ciò che pesa di più è l'inquinamento ambientale di sostanze dalla lunghissima durata perché si degradano lentissimamente, che mettono a dura prova zone ormai letteralmente invase da plastiche di varia provenienza.

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