blog di luciano

7) Diario di un candidato

I contatti di 'Vallée d'Aoste Unie'Aldo Moro, pensando immagino sia al destino della sua Democrazia Cristiana ma buon profeta rispetto al crollo dei partiti della cosiddetta Prima Repubblica, scrisse: «Un partito che non si rinnovi con le cose che cambiano, che non sappia collocare ed amalgamare nella sua esperienza il nuovo che si annuncia, il compito ogni giorno diverso, viene prima o poi travolto dagli avvenimenti, viene tagliato fuori dal ritmo veloce delle cose che non ha saputo capire ed alle quali non ha saputo corrispondere».
Esattamente quel che sta capitando in Valle d'Aosta a un fenomeno politico e storico cui ho compartecipato, l'Union Valdôtaine. Lo dico con dispiacere, ma chi se n'è andato - e mi riferisco a chi è rimasto in area autonomista e non a chi è stato voltagabbana approdando dove gli è solo convenuto - lo ha fatto perché aveva visto crescere le ragioni che hanno portato ad una decadenza.

6) Diario di un candidato

Ernesto Galli della LoggiaMi piacerebbe credere che la rincorsa elettorale, giunta quasi sulla dirittura finale quando bisogna dar fondo alle energie per non perdere il passo, non fosse per la brevità di un mese ufficiale la sola cifra di riferimento per chi deve decidere. Nel senso che credo sia interessante scrutare - oggi che si trovano in Rete perché obbligatori - i curricula che i competitori alle regionali - assieme al casellario giudiziale - devono obbligatoriamente rendere noti. Carta canta.
Certo, dipende da quale età si ha, nel senso che mica si pretende che un ventenne (anzi un ventunenne, essendo rimasta paradossalmente questa età per presentarsi nelle liste) abbia chissà quale background, ma diverso è per chi è adulto. Questo non vuol dire, in chissà quale logica classista, che contino solo gli studi fatti ed il lavoro più o meno importante, ma neppure il suo contrario, come teorizzato da parte dei "nuovisti", che sembrano deridere cultura e competenze acquisite.
Difatti il dilettantismo e l'ignoranza creano disastri.

5) Diario di un candidato

L'inizio del programma di 'Vallée d'Aoste Unie'E' davvero un peccato che non ci siano in Valle dibattiti fra i candidati alle elezioni regionali sotto forma di trasmissioni tipo talk show e cioè con un contraddittorio serio fra le parti. Anzi, l'esistenza di una martellante produzione televisiva di questo genere sulle reti nazionali con i soli leader influenza molto gli elettori anche sul piano locale, falsando in qualche modo l'esito delle urne proprio per il vuoto pneumatico in Valle. Questo priva i cittadini-elettori di un punto di vista che sarebbe necessario in democrazia. Ciò non avviene neppure sui "social" per assenza di regole d'ingaggio e di spazi che consentano approfondimenti. E dunque per esprimere le proprie idee ed i propri progetti resta poca cosa.
Fra questi qualche articolo sui giornali e sui siti, comizi sparuti con militanti e poco pubblico neutro, qualche inserzione a pagamento e poi la distribuzione, timida in tempi di "coronavirus", di materiale cartaceo con gazebo piazzati in alcuni punti.

4) Diario di un candidato

I miei 'santini' per queste RegionaliSi avanza nel giorno per giorno e il clima resta, malgrado certi trionfalismi che leggo in giro, piuttosto strano, come di attesa. L'indifferenza colpisce e si capisce quanto sia il frutto di un progressivo logoramento. Chi in questi anni ha visto un'Autonomia letargica e lenta, avvolta in bizantinismi e inefficienze, tende ormai ad allontanarsi ed a dimostrare sfiducia complessiva. Bisogna con umiltà tenerne conto e saper ascoltare. Ma esistono anche rituali che si perpetrano nel tempo e restano e farò un esempio su tutti.
Mai mischiare il sacro e il profano e vale come rafforzativo anche il celebre detto lo «scherza con i fanti e lascia stare i santi». Eppure oggi le tipografie valdostane stampano santini e non sono volti e motti di Sant'Anselmo, San Bernardo o Sant'Orso i protagonisti, ma lo è l'esercito dei candidati alle Comunali e Regionali.

3) Diario di un candidato

Io nel 1987 nella foto ufficiale da candidato per le Politiche e quella attuale per le RegionaliLe fotografie fatte da candidato per le elezioni sono per me, come per tutti, un segno del tempo che passa. Il salto di di decenni restituisce sui manifesti un altro me stesso.
Eppure, con franchezza, non ho mai dato importanza ai manifesti con i cartelloni (oggi in genere uno solo di grande formato, al posto dei consueti due) che, da tradizione, vengono apposti nei Comuni.
E invece l'altro giorno, in attesa di un ritardatario in piazza Chanoux ad Aosta sotto l'Hôtel de Ville, mi sono messo a guardare il via vai di persone davanti ai cartelloni ora messi in un angolo della piazza, mentre un tempo venivano situati in posizione più centrale. Ebbene, è stato assai istruttivo, perché nel volgere di una mezz'oretta un vasto campionario di umanità - chi da solo e chi in gruppetti - si è susseguito di fronte a simboli e foto delle liste in lizza per Regionali e Comunali.

Nessuno ferma Erdogan

Ebru TimtikC'è stato un momento in cui, quando ero al Parlamento europeo, mi sembrava di essere circondato solo da colleghi che spingevano per l'ingresso della Turchia nell'Unione europea. Io restavo convinto del contrario e gli anni trascorsi da allora oggi mi confermano quanto i miei dubbi fossero fondati.
Scrivevo dieci anni fa: «Sono sempre stato e resto contrario all'ingresso della Turchia nell'Unione europea. Lo sono stato quando la Turchia era davvero sulla soglia e sarebbe bastato un nonnulla per chiudere la partita e ritrovarsi i turchi cittadini europei. La contrarietà è semplice: la Turchia non è geograficamente in Europa, la sua popolazione non ha cultura europea, il precedente allargherebbe a dismisura l'Europa. Oltretutto la Turchia ha avuto atteggiamenti con il popolo curdo di palese violazione di quei diritti umani caposaldo dell'appartenenza europea».

2) Diario di un candidato

Il sottoscritto durante la presentazione di 'VdA Unie'Tutto passa in fretta e chi ci è dentro è prigioniero come un pesce in un acquario fra speranze e qualche ansia. Attorno - credo di poter dire - esiste un senso di sfiducia e di disinteresse. Morti i partiti del tempo che fu, si aggirano soggetti politici vari, in un rimescolamento straniante e con qualche lista bizzarra come ciliegina sulla torta. Il tutto di fronte ad un'opinione pubblica critica e talvolta inferocita ed anche stufa di elezioni a raffica, specie le Regionali anticipate impastate con Comunali, con troppe liste uniche come campanello di allarme per la democrazia.
Ne parleremo da qui alle urne, ma intanto non mancano elementi per qualche pensierino. Già due anni fa, quando non ero candidato e lavorai per la lista MOUV', i comizi erano in crisi di presenze a conferma di un andamento in calo, elezioni dopo elezioni.

La cicala, ma...

Cicala...La favola, nella sua struttura classica, ha per protagonisti animali ed alla fine contiene una morale con la quale si vuole insegnare un comportamento o condannare un vizio umano.
Viene indicato, come uno dei precursori del genere, ripreso poi nei millenni seguenti, il celebre Esopo. La "Treccani" su questo scrittore dell'antica Grecia è molto realista: "Esopo è una figura immersa nella leggenda: si ignorano le vicende della sua vita, non si sa con esattezza quando sia vissuto (nel settimo, sesto secolo a.C.), non si conosce alcun testo certamente suo. Alcuni studiosi hanno perfino dubitato della sua reale esistenza. I Greci ne fecero il protagonista di racconti e storielle in cui brillava la sua acutezza d'ingegno, e soprattutto gli attribuirono la creazione di una ricca raccolta di favole. L'insieme delle favole di Esopo, riscritte e arricchite nel corso dei secoli per opera di altri autori senza nome, arrivò a circa alcune centinaia: tali favole furono spesso imitate o riprese da scrittori successivi, antichi, come Fedro, o moderni".

Pavese: «Non fate troppi pettegolezzi»

L'ultimo scritto di Cesare PaveseSi possono mettere assieme cose importanti e terribili banalità? Ci provo, infilandomi in una passerella che può avere dei rischi. Amo Cesare Pavese, morto suicida settant'anni fa. L'ho scoperto da ragazzo nella biblioteca di casa con un libro "La luna e i falò" datato 1950 con la scrittura di mio papà. Non ho mai pensato - ed ora non posso farlo, perché lui non c'è più per dirmelo - se fosse stato comprato in seguito a quel tragico evento oppure se fosse di poco precedente.
Fatto sta che negli anni successivi, specie durante l'adolescenza ma anche in seguito, lessi tutto quel che Pavese aveva scritto. Mi piacevano in particolare quei riferimenti alle Langhe, che non solo diventavano un luogo universale, ma ci ritrovavo certi aspetti del fondovalle valdostano e di quelle colline liguri che conoscevo e che montavano poi a quote ben più elevate nell'entroterra.

1) Diario di un candidato

Un momento della presentazione di 'VdA Unie'Terrò un diario della campagna elettorale pubblicato qui quando avrò qualche cosa da scrivere.
Sul "perché" sono tornato in pista, presentandomi alle Regionali, le ragioni sono ampiamente comprensibili per chi segua con regolarità o anche sporadicamente questo blog.
Penso, beninteso se fossi eletto, di poter essere utile per le esperienze politiche ed amministrative accumulate, su cui non mi dilungo e basta scorrere il curriculum presente in questa pagina per farsi un'opinione.
La sola accusa, a parte un recente attacco strampalato sul mio lavoro in "Rai" di un leghista di Borgomanero, è quella di essere «un dinosauro», che immagino dovrebbe essere un terribile insulto che dovrebbe dimostrare che sono vecchio come il cucco.
Sarà che ho trovato sino alla sua scomparsa assai vitale e ricco di idee il Senatore César Dujany, che ci lasciati alla soglia dei cent'anni, ma trovo che sostenere che un sessantunenne sia un essere umano "usurato", mi sembrava esagerato e forse nasconde il fatto che fosse difficile colpirmi sul lato dell'onestà personale, e mi auguro anche della competenza. Per cui incasso quest'aurea di vecchiume, ma tiro dritto.

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