blog di luciano

Dentro l'infosfera

Una rappresentazione grafica dell'infosferaMi ha sempre divertito pensare, sapendo bene degli incredibili progressi dell'umanità (cui corrisponde sempre un tasso elevato di autodistruzione), a come sarà vista questa nostra epoca da chi, in futuro, ne studierà storia ed evoluzioni oggi in atto.
Questa famosa "rivoluzione digitale", che sta cambiando la nostra vita e la sta rendendo diversa, un giorno sarà null'altro che uno dei passaggi topici, superato - se sopravviveremo ai rischi di disastro, tipo dinosauri - da chissà quali novità ed invenzioni. Credo che l'intelligenza artificiale sarà una delle sfide da non sottostimare, pur non avendo la fantasia intuitiva di un Jules Verne.
Intanto, come spesso capita, mi incuriosiscono quei neologismi che i dizionari - in questo caso "Treccani" - inserisce fra quanto emerge nell'uso comune. Così "infosfera", che nasce per capirci subito in analogia con "biosfera", e mette assieme mondi virtuali e la realtà materiale.

Un gigantesco gong

Il gong...Le Istituzioni dell'Autonomia speciale sono in crisi. Lo è il Consiglio regionale, lo è la Giunta, lo sono gli Eenti locali. Non è solo una questione di soldi, anche se le norme derivanti dal "Patto di stabilità", da me denunciate sin dalla loro origine, hanno impoverito le casse regionali e comunali e senza risorse sufficienti tutto diventa più difficile. Torto di chi, rappresentando la Valle a Roma e chi ha governato nell'ultimo decennio ad Aosta, non ha saputo bloccare questa emorragia finanziaria.
Ma quelle che non hanno più funzionato sono la coesione sociale e quella politica e la responsabilità di partiti e movimenti politici non è indifferente e non a caso sono in mancanza di militanti, anche chi stupisce alle urne.

Lo Stato anzitutto deve difendermi

La sfilata di solidarietà nei confronti del tabaccaio Franco Iachi Bonvin a Pavone CanaveseHo conoscenti che dormono con la pistola sul comodino, perché sono convinti assertori dell'autodifesa. Non lo fanno perché sono appassionati di "tiro a volo" come risulta ufficialmente, ma per difendere la propria casa, e ciò avveniva prima ancora che si allargassero le maglie del possibile utilizzo per difesa in ambito domestico (portare con sé in giro l'arma è ben più complicato). Mi riferisco al concetto, valido contro intrusi che penetrino nell'abitazione, definito quale "grave turbamento", prima che si prema il grilletto ed a giustificazione della scelta. Una dizione che sarà regolata necessariamente dalla giurisprudenza e il caso del tabaccaio di Pavone Canavese - che tanto clamore ha creato - non servirà molto a creare un precedente, se davvero risulterà che il ladro è stato ucciso mentre fuggiva di spalle. Capisco che l'odio, che condivido, verso questi ladri o rapinatori è tale che la reazione pare non essere considerata eccessiva ma comprensibile se non auspicabile dalla gran parte delle persone con cui si parla dell'episodio, ma credo sia bene mantenere la mente fredda e pensare al quanto possa imporsi il rischio "Far West".

Noi, scimmie, ma...

Il professor Alain ProchiantzCapita di guardarti attorno e di chiederti che cosa abbiamo fatto di male per avere un'umanità piena di fissazioni ed una delle caselle che più mi preoccupano sono gli integralismi, i fondamentalismi di chi si irreggimenta in pensieri unici.
Si diffonde di questi tempi, da una militanza verbale a veri gruppi militarizzati veri e propri con blitz, l'"animalismo", che da comprensibile amore per gli animali, si sta facendo sempre più, da vocabolario, "movimento che si oppone allo specismo, rifiutando l'idea della superiorità della specie umana sulle altre specie animali e sostenendo che l'appartenenza a una specie non giustifica la pratica di disporre della vita e della libertà di un essere di un'altra specie". La punta estrema è composta da chi predica la fine di noi uomini per «liberare» la natura.

Valle d'Aosta: stampelle per non votare

Sostegno...Seguo con curiosità di cittadino, e con qualche malizia di politico di lungo corso, gli avvenimenti del Consiglio Valle, che di questi tempi - in modo non molto fausto - ha compiuto settant'anni dalle prime elezioni democratiche del dopoguerra. Per fortuna non è in vita nessuno dei consiglieri di allora, perché è stato risparmiato loro di assistere a spettacoli che li avrebbero stupefatti e addolorati, pensando a fatiche e sacrifici che portarono allo Statuto di Autonomia.
Prosegue quella continua instabilità, che ha determinato mille problemi ed una scarsissima produttività legislativa e che alimenta un clima di terribile conflittualità con dibattiti infiniti e velenosi. Si aggiungono gravi vicende giudiziarie, il cui perimetro potrebbe persino allargarsi, lesive della credibilità delle Istituzioni stesse. Questo clima alimenta una crescente richiesta di uscire dal tunnel con un ritorno anticipato alle urne, che sembrava lo sbocco naturale indicato all'atto della nascita dallo stesso Governo Fosson in carica, che invece ormai sopravvive ad ogni logica di buonsenso, vivacchiando tra mille equilibrismi sul limitare dei diciotto voti su 35.

Seduto sulla panchina

Una coppia di altalene in un parco giochiL'altro giorno ero seduto in una parte del brutto e sciatto parco giochi per bambini di Saint-Vincent, che a loro va benissimo lo stesso perché gli basta e avanza per stare assieme, e solo gli occhi di un adulto ne avvertono l'oltraggio ad un loro diritto. Trovo, infatti, in premessa, che nulla più dei parchi giochi risulti essere un marker interessante dell'attenzione dei Comuni per i cittadini più piccoli, che hanno i loro sacrosanti diritti e ci sono Comuni minuscoli che li soddisfano meglio di alcuni più grandi.
Comunque sia, ero su di una panchina a crogiolarmi al sole primaverile - che quando c'è bisogna goderselo, in questa primavera ancora più balzana di quanto si dica - ed un amico mi si avvicina, apostrofandomi con facile sfottò: «Fai il pensionato in panchina?».

Dietro alla crisi dei partiti

Un battitore durante una partita di baseballLa politica non vive in un mondo fatato, essendo fatta da persone in carne ed ossa e sapendo che ogni "scelta politica" ha conseguenze concrete, e non è solo trasformazione di idee in progetti astratti, ma agisce sulla quotidianità e sul fattuale, nel bene e nel male.
Si tratta dunque di attività umanissima ed i meccanismi elettorali non premiano sempre solo i capaci e i meritevoli, ma esiste sempre chi si infila in politica come ultima spiaggia, contando o su elettori gonzi o legati dall'antica logica del "do ut des", che alimenta clientela e purtroppo malaffare. Non è solo una questione di inchieste giudiziarie che pesano dappertutto, ma esiste una irrisolta questione morale, che deve consentire con chiarezza di escludere dalle Istituzioni chi ne risulti indegno e l'arma ce l'hanno in mano anzitutto gli elettori prima ancora dei giudici.

La Danimarca per pensare

Mette Frederiksen, la nuova premier socialdemocratica daneseDa che parte sta un "autonomista valdostano" sullo scacchiere della politica tradizionale "destra-centro-sinistra", ammesso e non concesso che sia ancora valida questa ripartizione?
Già il termine "autonomista" ha assunto uno spettro talmente largo da averlo reso anodino, per cui forse gradirei di più - essendo "nazionalista valdostano" troppo scivoloso - "federalista valdostano", ma il federalismo è in Italia oggetto così misterioso da ingenerare sospetti.
Poi ogni "autonomista" si porta dietro la necessità di rispondere alla domanda iniziale. I fondatori dell'Union Valdôtaine nel 1945, compresi quelli che poi scelsero di migrare verso partiti tradizionali e dunque collocati in uno scenario ben definito, risposero con un «prima valdostani», che poi nel tempo talvolta ha assunto l'idea del «Ni droite, ni gauche», che era una rappresentazione forse ingenua dello stesso assunto.

Che il DDay faccia pensare

Uno scorcio del cimitero dei Caduti in NormandiaQuando sono stato in Normandia, nei luoghi del celebre sbarco di cui in queste ore si sono evocati i 75 anni trascorsi, ho vissuto le tappe di quella gigantesca operazione militare non solo con lo sguardo e con il bagaglio storico che avevo, ma ho potuto seguire una serie di ricostruzioni filmate assai preziose, in diversi memoriali e musei. Le tecnologie più moderne rendono vivi quei momenti drammatici e decisivi, incrociatisi con destini umani di quel numero enorme di soldati che si sacrificarono contro il mostro nazista (ma la Merkel alla cerimonia c'era per dovere morale) ed il fascismo italiano sua ruota di scorta (Conte non c'era per inutilità), cui contribuì la Resistenza francese.
Dovremmo prendere i fascistelli sempre più spocchiosi di casa nostra e farli strisciare sulle sabbie delle spiagge, farli inginocchiare di fronte alle migliaia di tombe, vedere i filmati d'epoca che non sono videogiochi di guerra, e quelli che muoiono con coraggio per liberare la Francia non sono fantocci, ma persone che in molti casi neppure sapevano bene dove fossero quei luoghi su di un mappamondo.

Agricoltura incompresa

Un classico galloIl tema, in verità, non è nuovissimo, ma ci sono sempre elementi ulteriori che non finiscono mai di stupire, nel rapporto - come dire? - fra il mondo agricolo e chi, in zona agricola, ha scelto di avere la propria residenza fissa o temporanea, come nel caso dei turisti.
Malgrado tutte le accortezze possibili, ci sono odori e rumori rurali, direi in generale "di paese" che sono connessi all'ambiente e non estranei ad esso e questo i protestatari dovrebbero capirlo prima di scegliere dove andare ad abitare per poi protestare.
Ricordo mio papà - veterinario - quando partiva prima dell'alba per il suo giro nelle stalle e tornava a casa lavandosi da capo a piedi, perché certo dalla stalle - quelle che lui frequentava sin dagli anni Cinquanta per lavoro - non è che si uscisse profumando di lavanda. E più le stalle sono diventate grandi e più certi problemi - penso ai letamai - sono diventati argomento serio per l'impatto con le zone vicine. Per non dire delle mandrie di animali che si spostano verso i prati e ritorno e che, in assenza di pannoloni, lasciano le proprie tracce sulla strada.

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