blog di luciano

Associazionismo ed i due volti del volontariato

Volontari...Ho cominciato nelle scorse ore un viaggio - difatti la serie radiofonica si chiama "Voyage" - attraverso l'associazionismo valdostano con riferimento a quel mondo multiforme rappresentato dal volontariato.
Chi mi conosce sa che ho nella mia testa una qualche distinzione in merito, pensando al caso francese, che è grossomodo così ripreso da un sito specializzato: "Le bénévolat est un engagement libre, sans condition d'âge ni de diplôme. Vous n'avez pas de contrat de travail, mais vous devez respecter le règlement de votre organisme d'accueil, les statuts de l'association ainsi que les règles de sécurité. Vous êtes soumis à un engagement moral selon lequel vous devez dégager du temps, de la disponibilité pour contribuer à la réalisation d'objectifs de l'association. En revanche, rien ne peut vous être imposé et vous ne pouvez pas être sanctionné par l'association pour laquelle vous vous êtes engagé. Vous êtes libre de mettre un terme à votre participation sans procédure ni dédommagement".

Catalogna: ultima chiamata per la comunità internazionale

Alfred BoschMentre la Spagna picchia duro - in senso fisico su chi protesta in Catalogna - con minacce che si fanno sempre più grandi in un clima di vendetta incattivita, Alfred Bosch, ministro dell'azione estera del Governo della Catalogna ha scritto ieri a "La Stampa". Un testo di chi, reduce dalle notizie delle condanne feroci della Giustizia spagnola e dei moti di piazza di protesta dei catalani, si dimostra impietrito dalla sentenza, ma prova ancora un ultimo appello ad una comunità internazionale - che siano gli Stati, l'Unione europea, le Nazioni Unite - che, tranne rari casi, tace da anni e lo ha fatto anche dopo la batosta del Tribunale di Madrid. Sui diritti teorici dei popoli come quello Catalano (come avviene anche per i Curdi) tutti si sciacquano la bocca, poi - quando c'è bisogno davvero di concretezza e non di retorica - cala un silenzio gelante e indicativo di principi di libertà usati come stendardi ma non praticati.

Catalogna e Tirolo del Sud

Un cartello con la doppia indicazione 'SüdTirol - Alto Adige'Giornata nera quella di ieri per le libertà politiche in Europa. Tanto tuonò che piovve con le pesanti condanne inflitte agli indipendentisti catalani in spregio ad ogni logica democratica da parte di una Magistratura eterodiretta da Madrid, che già aveva costretto gli imputati ad una lunga detenzione prima del processo.
Butta male questa storia, che colpisce al cuore un popolo, quello catalano, che con lo strumento democratico del referendum aveva scelto la strada dell'autodeterminazione, un principio cardine del diritto internazionale, che sembra valere - per i giuristi che "tengono" per gli Stati nazionali così come concepiti - valido nei Paesi del Terzo mondo ma non nel Vecchio Continente.

L'informazione travolta dalla fretta

Xavier Dupont de Ligonnès e la moglie Agnès HodangerLeggo tutti i giorni la stampa francese ef ascolto le catene radio d'Oltralpe. E' il grande vantaggio del Web, che ha cancellato certe impossibilità del passato con la "presse française", quando per arrivare in Valle d'Aosta faceva dei giri dell'oca, mentre le radio si potevano pigliare di sghimbescio solo sulle "onde medie".
Per questo anch'io mi sono appassionato da tempo ad una storia irrisolta e sulfurea di cronaca nera che ha sempre interessato per il suo côté granguignolesco in Francia e pure la trasmissione "Rai" "Chi l'ha visto?" se n'è occupata.
Si tratta della terribile e ambigua vicenda, che vide protagonista Xavier Dupont de Ligonnès, soprannominato il "mostro di Nantes", accusato di aver sterminato con cinismo la moglie ed i quattro figli nel 2011, seppellendone i corpi, per coprire i propri fallimenti economici, umani e sociali.

Le istruttive interiezioni

L'interiezione 'e già' diventata titolo di un album di Lucio BattistiPer chi lavori con la parola orale è normale farci attenzione: a me capita facendo la Radio con tanti ospiti, ma è stata anche una lunga osservazione avvenuta in politica, ascoltando molti oratori in diverse sedi e parlando con tante persone nel campionario di una umanità così varia da non finire mai. Ma anche nei contatti quotidiani odierni mi resta sempre una viva curiosità nel verificare come cambi e si evolva il linguaggio, che è materia viva e che perciò cambia con grande rapidità.
Mi riferisco oggi, senza fissarmi chissà quali obbiettivi, alla categoria sfuggente e cangiante delle "interiezioni". Per capirci propongo in premessa una definizione standard: "Una categoria di parole difficilmente classificabile all'interno della grammatica è senza dubbio quella delle interiezioni: gli elementi che la compongono non rientrano in alcuno schema di reggenza, non interagiscono con il senso stretto del significato dell'enunciato a cui prendono parte, né possono essere modificati da altri parti del discorso; non hanno regole linguistiche precise di distribuzione all'interno del discorso e possono comparire da soli formando periodi di testo isolati".

Simone Veil: ammonimenti dal passato

Simone WeilI salti indietro nella Storia sono da sempre una scelta utile per una salutare comparazione con il presente, sapendo quanti insegnamenti e persino ammonimenti ne derivino.
Così più di una volta si è detto come la fine di questi anni Dieci del nuovo secolo e del nuovo millennio che stiamo vivendo somiglino, per certi versi, all'inquietante fine degli anni Trenta del Novecento.
Trovo uno scritto della grande politica e intellettuale Simone Veil, datato 1938, e leggendolo mi sono venuti i brivido, pensando a come in quell'anno Benito Mussolini avesse emanato le nefaste leggi razziali, mentre la "Notte dei Cristalli" in Germania era una tappa inquietante dell'antisemitismo e l'Austria veniva annessa alla Germania con il celebre "Anschluss", intanto il Duce diventava "Primo Maresciallo dell'Impero" ed il "Tribunale speciale" infliggeva 1.642 anni di carcere a 310 antifascisti. La guerra di Spagna, ma anche il nefasto "Trattato di Monaco", erano premessa alla Guerra mondiale che verrà un anno dopo.

I nostalgici del nazismo e del fascismo

Un fascista sulla tomba di Benito Mussolini a PredappioSe non fosse per la violenza dell'azione con due morti e l'odio antisemita di un attacco ad una sinagoga in un giorno di festa per la comunità ebraica, il giovane tedesco nazista che ha colpito in queste ore in Germania ad Halle - con la sua divisa sbarcata che ricordava le "SS" e la goffa tecnica militare - lo si sarebbe potuto considerare nient'altro che un patetico relitto, malgrado l'età.
Invece, quanto avvenuto in Sassonia è lo specchio dei tempi e di queste presenze invadenti che sbandierano in Germania nostalgie naziste ed in Italia fasciste. Basta poi guardare certi siti web per verificare come questi fenomeni abbiano una risonanza mondiale.
In Italia più che in Germania si è trascurata la storia e la giustificazione classica di fronte a certi deliri è stata «sono ragazzi», nel senso che si è incendiari da giovani, destinati poi a diventare conservatori da vecchi. Mentre sono fenomeni seri da non sottostimare perché radicati con la complicità di cattivi maestri.

L'uso distorto di "democrazia diretta" e "disobbedienza civile"

Beppe Grillo e Luigi Di MaioCi sono nella Politica due fenomeni emergenti, uno molto italiano e l'altro più internazionale, sui quali credo sarebbe bene riflettere, perché "da cosa nasce cosa" e, visto che la democrazia non mi pare goda di buona salute in tutti i Paesi occidentali, bisogna fare attenzione perché ogni fragilità rischia di essere letale.
Ho provato nel tempo a leggere i documenti politici dei "pentastellati", ispirati dalla visione millenaristica di Beppe Grillo e da quella fissazione digitale dei Casaleggio, prima il padre e poi il figlio. Uno dei bersagli preferiti sono sempre stati «la Casta» (infelice espressione di cui il duo Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del celebre libro, un giorno si pentiranno, perché dal male siamo passati al peggio) e poi, a seguire, la democrazia parlamentare ed i suoi principi cardine.

Fantasia e immaginazione

I personaggi del 'Piccolo Yeti'Ogni tanto ci si domanda, investiti come siamo da cattive notizie secondo l'assioma di certa informazione «nessuna notizia è buona notizia», come ci si debba approcciare alle cose. Per dirla con tono aulico: esiste una filosofia della vita o qualche accortezza per vivere meglio? Volo basso naturalmente, diffidando per natura di quella miriadi di guru che sotto ogni cielo dispensano ricette per la felicità, quando forse basta ed avanza un'operaia serenità.
Lo svolgimento parte da uno spunto banale di qualche ora fa. In una sala gremita di famiglie e bambini mi sono goduto un film di animazione, "Il piccolo Yeti", che è una simpatica avventura che, partendo dai grattacieli di Shanghai, raggiunge le cime innevate dell'Himalaya con panorami che lasciano senza fiato e con un sentimentalismo allegro. Tutto ruota attorno all'amicizia fra un cucciolo di uomo delle nevi rapito ed alcuni bambini che lo liberano da questi affaristi-scienziati per riportarlo dai suoi genitori sull'Everest. Naturalmente, come da copione classico, ci sono questi cattivi che si oppongono a questo ritorno a casa e lo "Yeti" - che il mio amico Reinhold Messner è convinto esista davvero - dimostrerà per i buoni uno struggente affetto.

Parigi e Trieste: riflessioni sulla sicurezza

Fiori lasciati all'ingresso della Questura di TriesteDue fatti di cronaca nera della scorsa settimana, avvenuti prima a Parigi e poi qualche ora dopo a Trieste, pongono problemi seri alle Forze dell'ordine dei rispettivi Paesi, Francia ed Italia, e si manifestano in entrambe le circostanze come "casi di scuola" per evitare che si ripetano fatti analoghi.
La prima vicenda: giovedì 3 ottobre un uomo ha aggredito con un coltello quattro poliziotti - tre uomini ed una donna - ed un'impiegata nella Prefettura della "Île de la Cité", nel centro di Parigi, a poca distanza da Notre-Dame. I quattro poliziotti sono morti, mentre l'impiegata è stata gravemente ferita. Poco dopo l'aggressore è stato ucciso nel cortile interno dell'edificio da un poliziotto, con un colpo d'arma da fuoco.

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