blog di luciano

Ci vuole la patente?

Seggiolini e dispositivi di sicurezza per bambiniNon so chi si celi dietro Modesto Michelangelo Scrofeo, che firma brucianti commenti domenicali sul "Sole 24 Ore", trattandosi di un camuffamento, che si riferisce nello pseudonimo ad un inquisitore domenicano che ha lavorato molto nei primi decenni del Cinquecento.
Un'enciclopedia specialistica così lo cita: "Ordinato sacerdote il 19 marzo 1491, fu inquisitore di Parma e Reggio (1519), quindi inquisitore a Como (dal 1520 al 1530). In quanto tale, il 20 luglio 1523 Papa Adriano VI gli indirizzò il breve "Dudum, uti nobis" con l'incarico di dedicarsi alla lotta contro le streghe e gli eretici in Lombardia e Piemonte. Adempì con estrema solerzia all'incarico, scatenando subito nel giro di poche settimane una feroce caccia alle streghe a Sondrio e nella Valtellina. Tra le sue vittime una certa Santina, moglie di Paolo Lardini, il testo della sentenza contro la quale (12 settembre 1523), che la condannava alla confisca di tutti i beni e al rogo, è esemplare della spietata intransigenza di Scrofeo".

Un mondo che manifesta

Le 'sardine' a Modena«Facciamo una manifestazione?». L'eco arriva anche dal mio passato. Da studente ad Aosta, ad Ivrea, a Torino ho protestato, dal Ginnasio all'Università. Ricordo certi brividi di piacere per esperienze di questo genere, che facevano parte dei riti di passaggio per l'età adulta. Visto che a scuola nessuno ce l'aveva mai insegnato, è proprio nelle Assemblee studentesche che mi sono cimentato per le prime volte nel parlare in pubblico.
Tutto sommato si è trattato di una palestra utile, anche se gran parte delle proteste in sé - nei risultati fattuali - sortirono poca cosa. Ma emozioni e sentimenti si esprimono anche così, nella manifestazione, che ovvio non si esaurisca con questi primi cimenti.

Vox clamantis in deserto

Deserto...Leggo che sparirà l'Union Valdôtaine Progressiste, che ho contribuito a far nascere e che credo di aver servito con fedeltà sino a quando non si cambiò bruscamente linea politica senza lealtà alcuna.
Ritengo ancora oggi - per il poco che ormai vale - che lo spazio politico per UVP sarebbe stato enorme e si è sprecato un patrimonio di credibilità e grandi speranze accese in un breve tempo in manifestazioni vibranti ed emotive. Non mi metto neppure a dire delle responsabilità degli uni e degli altri, perché non serve affatto rinfocolare quanto di triste è avvenuto e dire a chi ha orecchie per intendere che «l'avevo detto» è da sempre una magra consolazione. Analoga storia che potrei evocare anche a fronte della parabola discendente in atto da anni dell'Union Valdôtaine, quando me ne andai da lì lo feci dopo innumerevoli scelte sbagliate ed un clima ormai insopportabile.

Mario Pogliotti, 40 anni fa

Una fototessera di Mario PogliottiSi avvicinano i quarant'anni dalla nascita di "Rai3" e del Telegionale regionale e mi è capitato di annotare, per una rivista torinese, qualche pensiero.
Tutto parte dalla memoria, che è la miglior macchina del tempo in circolazione e, se la fisso sul 15 dicembre del 1979, la risposta è immediata, ma in una situazione che in quel momento era quella che mi appresto a descrivere.
Un gruppo di giovani giornalisti quasi tutti in erba (Massimo Boccarella, Dario Cresto Dina, Beatrice Mosca ed altri ancora) aspettavano l'ora canonica del primo Telegiornale regionale della sede "Rai" seduti nella regia della televisione privata valdostana che allora era sulla cresta dell'onda, "Rta - RadioTeleAosta", situata in cima al "Palazzo Fiat".
Comparve sul video Daniele Amedeo - allora voce conosciuta della "Voix de La Vallée", gazzettino regionale - di cui in molti non conoscevano il volto ed fu per noi - io c'ero! - un sospiro di sollievo, che diventò placida tranquillità alla fine del Tg del servizio pubblico. L'insieme ci era parsa poca cosa ed eravamo pronti a reggere il confronto.

Quando ci vuole uno sfogo

Sfogarsi...Con molta franchezza il problema della Politica di oggi sta in due corni che si vedono con facilità perché emergenti dalla palude delle Istituzioni. L'instabilità dell'elettorato che ormai non ha più l'antica fedeltà verso un partito e verso uno schieramento, e dall'altra gli eletti che dominano su partiti diventati l'ombra di sé stessi. In mezzo ci stanno un sacco di altre cose che confondono ormai certi riferimenti, tipo "Destra" e "Sinistra", "regionalismo" e "centralismo", "logiche di mercato" ed "interventismo pubblico", "libertà personali" e "sicurezza collettiva".
Viviamo in una polemica perenne, in mezzo a problemi irrisolti, in una campagna elettorale infinita, in mezzo a casi giudiziari presenti o annunciati che investono la cosa pubblica con una durata infinita, nella sgradevole impressione che troppi incompetenti se non disonesti si siano insinuati in ruoli chiave e non ce la facciano a fare il loro lavoro. Anche se è bene ricordare come a certi posti siano stati issati dall'elettorato e non solo dalla loro ambizione.

Quanto è strana la neve

Neve...La neve è un elemento complesso da capire. Lo è per le sue implicazioni scientifiche che affascinano chi ne studia le caratteristiche singolari se non bizzarre, lo è nella contraddittoria percezione umana e sociale che muta a seconda delle situazioni e dei momenti in modo drastico.
Già la morfologia è qualche cosa di affascinante e sfuggente. Massimiliano Razzano su "La Repubblica" di qualche anno fa dà conto di un lungo percorso e di studi più recenti della "American Chemical Society - Acs".
Sul passato questi gli illuminanti flash: «Uno dei primi a studiare i cristalli di neve in modo scientifico fu Johannes Kepler (italianizzato in "Keplero"), conosciuto da tutti per le sue tre famose leggi sul moto dei pianeti».

Stambecchi: la lettera di Joseph Zumstein De La Pierre

Joseph Zumstein De La PierreOgni volta che mi è capitato di vedere quelle creature meravigliose che sono gli stambecchi non ho potuto che pensare a questo membro della famiglia della mia bisnonna, cui va il merito di aver lanciato l'allarme che portò alle forme di protezione di questo animale
Mi riferisco a Joseph Zumstein De La Pierre, nato a Noversch di Gressoney-Saint-Jean il 24 marzo 1783, morto nello stesso luogo il 9 gennaio 1861, fu anche membro corrispondente della "Accademia Scientifica Reale di Torino" e membro d'onore dell'"Istituto ducale per la caccia e la gestione forestale di Sassonia Gotha - Meiningen". Fu uno dei membri della spedizione cui si deve - tappa importante nella storia dell'alpinismo - l'ascensione sulla cosiddetta, non a caso, "Cima Zumstein" (4.563 metri), la terza del Monte Rosa.

Venezia ed i tre sindaci amici

L'acqua alta a VeneziaPer i casi della vita o meglio della mia attività politica ho conosciuto tre sindaci di Venezia, veneziani "doc", dai tre caratteri diversi, ma tutti accomunati da una grande intelligenza e da quell'ironia e perspicacia che deriva dal "Dna" dei cittadini di questa straordinaria e millenaria città.
Il primo l'ho conosciuto in Parlamento a Roma, Mario Rigo, oggi arzillo novantenne, che resse Venezia dal 1975 al 1985.
Il secondo, di cui divenni amico in occasione delle elezioni europee del 1999, è Massimo Cacciari, filosofo e intellettuale senza pari, sindaco della "Serenissima" dal 1993 al 2000. Il terzo, che frequentai prima a Roma e poi a Bruxelles al Parlamento, europeo, è stato Paolo Costa, economista grande esperto di trasporti, sindaco fra il 2000 e il 2005.

Le marchette nel giornalismo

I biscotti della 'Nutella', ma questo blog non viene sostenuto dalla 'Ferrero'L'espressione «fare una marchetta» non è molto lusinghiera se rivolta a chi faccia il giornalista. L'origine stessa della parola lo dimostra, visto che la "marchetta" era il gettone che le prostitute di una casa di tolleranza ricevevano dalla tenutaria ad ogni prestazione, come riscontro ai fini del compenso cui avevano diritto.
Per estensione si applica a chi si presta nel giornalismo a pubblicità mascherata da notizia vera e propria, senza che sia ben segnalato ai lettori o anche nel caso che trasformi il suo lavoro sul media in cui opera in un mascheramento della realtà a favore di Tizio o di Sempronio.
Scrive sul tema pubblicità mascherata, con grande chiarezza, Marco Frongia sul sito professionereporter.eu: «Nei giorni scorsi, numerosi quotidiani e siti di informazione hanno dedicato spazio a un nuovo prodotto dolciario di un'importante azienda italiana».

Nazionalismo e patriottismo

'Santiago Abascal, leader di 'Vox'Guardo i risultati elettorali in Spagna e mi domando come possano convivere, ma questa è la democrazia, movimenti politici come "Vox", nuova stella di una destra nazionalista e retriva, e il vasto schieramento nazionalista ed indipendentista catalano, che ha sposato una causa di libertà rinunciando ad ogni forma di violenza. Allora, e di conseguenza, ci si interroga su questa vecchia questione della differenza storica e giuridica fra "Nazionalisti e patrioti", come da un recente libro di Maurizio Viroli, professore di Teoria politica, per Laterza. E’ un libro interessante, che mi conforta in tanti ragionamenti che ho fatto in questi anni sul tema, ritenendolo utile per meglio evidenziare il solco dell'Autonomismo valdostano.

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