blog di luciano

G8

logo_g8.jpgIl G8 - basta leggere per curiosità i documenti conclusivi - è un'anacronistica parata, che non riesce a nascondere il vuoto.
La politica internazionale, ferma a deplorevoli logiche da diplomazia ottocentesca di cui le Nazioni Unite sono l'inutile espressione, non si rinnova rispetto ad un mondo che cambia, in bene e in male.
La scelta dell'Abruzzo è un artificio retorico, inutile anch'esso.

Regole elementari

telefoni_e_caricabatterie.jpgLa standardizzazione tecnica è un argomento serissimo. Pensate che ancora oggi lo scartamento impedisce una reale integrazione del sistema ferroviario europeo o pensiamo alle complesse negoziazioni nel settore funiviario per avere regole - attraverso quella che a Bruxelles viene chiamata comitologia - per fare in modo che una telecabina sia tale per tutti i Paesi.
Per cui segno dei tempi, in positivo, è l'imposizione europea di regole ai produttori di telefonini per avere un solo ed unico caricabatterie, che eviti l'accumulazione di residuati a causa del cambio di apparecchio o per evitare di caricarsi caricabatterie diversi per telefonini differenti.

La connettività

cavo_rete.jpgBrutta bestia l'abitudine che ci consente la rassicurante ripetitività.
Già questa settimana - con una nuova rubrica sul "Peuple" che vi invito a scoprire - ho rotto la routine con il trasferimento armi e bagagli del "Calepin" sul sito e si aggiunge, per qualche giorno, l'incognita connettività.
Chissà se riuscirò a scrivere e a rispondervi laddove sto andando. Spero di poterlo fare, altrimenti scusatemi in anticipo per una temporanea staticità.

Una voce amica

katy_paillet.jpgIniziai a collaborare con la Rai alla fine del 1979, purtroppo ben trent'anni fa. Era l'inizio della Terza Rete tv, ma la regina in assoluto era la radio. Mi riferisco ad un caposaldo dell'informazione regionale: la "Voix de la Vallée".
Quando mi trovai a condurre la Voix, alle ore 12.10 in punto, esisteva ancora la figura dell'annunciatore, un lettore che accompagnava il giornalista durante la trasmissione in diretta, presentato i testi scritti dalla Redazione.
I tre moschettieri erano: Giorgio Squarzino, Carlo Rossi e Katy Paillet. Quest'ultima, come già i suoi colleghi divenuti tutti nel frattempo programmisti-registi, ha lasciato in questi giorni la Rai, segnando la fine di un'epoca gloriosa, che ho avuto l'onore di vivere in quegli "anni d'oro".
Le loro voci - dagli studi radio di via Chambéry ad Aosta, ormai scomparsi - erano le "nostre" voci, che connotavano in maniera chiara e definita la Rai in Valle d'Aosta.

La riduzione dell'Iva, anzi della TVA...

euro_monete.jpg"La TVA est passée à minuit dans la nuit de mardi à mercredi de 19,6 à 5,5% dans le secteur de la restauration (sauf pour les alcools) et devrait se traduire par des baisses de prix".
La notizia è di oggi ed è importantissima per il settore turistico e anche, in concreto, per rilanciare i consumi. La riduzione, da tempo promessa in Italia, si è finalmente concretizzata in Francia e ciò dimostra come le autorità comunitarie possano risultare disponibili, se i Governi nazionali si muovono davvero e non della serie - ormai tipica dell'Italia - "promesse, promesse".

I falò

falo_scala.jpgLa tradizione dei fuochi di ieri notte di San Pietro e Paolo affonda nel passato più remoto, avendo il cristianesimo assorbito e riproposto tutto quel che di precedente era espressione delle tradizioni pagane. Il fuoco era una delle scoperte più straordinarie come i punti di riferimento del ciclo delle stagioni ed è bello pensare che i montanari parlino fra di loro a distanza con i roghi accesi che, come una ragnatela, si estendono lungo la Valle.
Un rito collettivo (ero a Castagnot di Issogne, ma poco sotto in un cerchio allegro attorno al fuoco c'erano i coscritti del paese) che scalda non solo le membra ma anche i cuori e c'è qualche cosa di antico, insondabile, nascosto nel vedere fiamme e fiammelle che si disperdono nella notte con la loro magia.

Un arcobaleno

arcobaleno.jpgLa speranza assomiglia ad un arcobaleno beneaugurante. E' bello pensarci quando nella vita di ciascuno di noi, per le tante ragioni possibili, ci sono momenti brutti.
Questa è la straordinaria molla che ci consente di rialzarci e ripartire, pensando magari a chi - prima di noi - lo ha fatto, in circostanze ben più avverse.
Il loro coraggio dev'essere sempre il nostro.

Un abbraccio, Sandro

laurent_papa_mamma_eugenie.jpgChe chi gli ha voluto bene lo ricordi sorridente, come da suo carattere.
Alessandro Caveri, Sandro per gli amici, ci ha lasciati poco fa, a 86 anni.
Non ci sono parole ma tanto amore e tante cose dette e non dette, come avviene nella vita.
Lo saluteremo lunedì alle 9.30 nella Collegiata di Verrès ed alle 11 al cimitero di Aosta.

Salutaci il Paradiso, papà.

Fulmini e saette

temporale.jpgTutto si può dire, ma non che in questo scorcio primavera-estate siano mancati i temporali.
Confesso un'autentica adorazione per il temporale: l'attesa, che ho imparato da bambino, nel rapporto fra tuono, fulmine e tutti i trucchi che ti annunciano, compresa la brezza, l'arrivo del temporale e poi gli odori (saranno dei gas?) che si sprigionano al culmine dei fortunali. In montagna e al mare si differenziano un po', compresa la circostanza - straordinaria ma temo pericolosa - che al mare è bellissimo il bagno con la pioggia e, in un caso, ebbi la fortuna di provare con la grandine!
Leggendo i rapporti sui cambiamenti climatici, si viene sempre ammoniti sulla circostanza che fenomeni brevi ma violenti, come appunto i temporali, saranno sempre più nella normalità di una natura che muta continuamente.

La morte di una star

jackson_thriller.jpgRacconterei una bugia se dicessi di essere stato un ammiratore di Michael Jackson, ma certo le sue canzoni - dai "Jackson Five" in poi - facevano parte della colonna sonora della mia vita.
I miei gusti musicali sono sempre stati, tuttavia, diversi e la sua vita privata aveva aspetti così grotteschi - per usare un eufemismo visto il buonismo post mortem - da renderlo caricaturale e direi, negli ultimi anni, disperato.
Ma quando muore un tuo coetaneo (in Valle diremmo "coscritto"), ti colpisce un po' di più. E' come se la saetta del destino avesse colpito vicino ed è scarsamente consolatorio riflettere sul fatto «che era ancora così giovane»...

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