blog di luciano

Nevi

luna_neve.jpgEsiste una dimensione lirica e onirica della neve?
Non prendetemi per matto, ma l'innevamento di quest'anno è per me - con più tempo - una riscoperta che non è banalmente il solo gusto dello sport.
Penso alla neve farinosa sotto i miei sci da fondo questa mattina in una specialità che non è molto mia, ma il pretesto era il cielo azzurro e il sole. Penso alla neve illuminata dalla luna sotto i miei sci da discesa questa sera, come avveniva da ragazzo in una dimensione quasi magica con le nostre vette all'orizzonte come disegnate.
Ma i ricordi sono sensazioni e rumori. La neve fresca che soffia attorno a te, il rumore delle lamine che mordono la neve dura primaverile, la neve marcia insidiosa quando il sole ricorda al ghiacciaio che è estate.
Vale per la neve la grande lezione che ho imparato occupandomi di montagna.
Bisogna parlare sempre di "montagne" per dare il senso di un ventaglio ricco e mutevole e così, per le stesse ragioni, si deve parlare al plurale di "nevi".

Scuola Militare Alpina

75anni_caa.jpgSo che si chiama, nell'ultima dizione, "Centro addestramento alpino", ma la "Scuola" - nella sua definizione radicata nel territorio e espressione di eccellenza delle truppe alpine - resta per noi la "Scuola", che festeggia i 75 anni di vita.
Un abisso separa la temperie che portò nel 1934 alla nascita di questa "Università militare della montagna" dal giorno d'oggi. L'Italia, l'Europa, la Valle d'Aosta stessa e le Forze Armate sono cambiate da allora, quando la Seconda Guerra mondiale si stava drammaticamente affacciando.
Il percorso storico va evocato e compreso: oggi, finita la leva obbligatoria, gli alpini sono professionisti; le frontiere patrie sono ormai passaggi all'interno della stessa Unione europea e gli scenari di guerra - prevalentemente situati in territorio montano - sono altrove e gli alpini intervengono nel quadro di azioni internazionali.
La Valle resta però terreno adatto per imparare i segreti della montagna e la "Scuola" - illustrata anche dagli atleti in diverse specialità - resta una organizzazione unica tra tradizione nel solco delle conoscenze alpine e tecniche di montagna e combattimento in continua evoluzione, sperando che la politica sappia difendere gli Alpini nei processi di ristrutturazione futura delle Forze Armate e chissà che un Esercito europeo che prima o poi verrà dia alla truppa alpina lo spazio che merita.

Casa Savoia

emanuele_di_savoia.jpgL'approssimarsi dell'anniversario dell'Unità d'Italia servirà di certo per riflettere sul rapporto millenario fra Valle d'Aosta e Casa Savoia, uno dei tratti distintivi di secoli di storia.
I valdostani, malgrado questa lungo rapporto, votarono con chiarezza per la Repubblica, anche se - vicenda singolare - spettò al Luogotenente del Regno la firma sul decreto del 1945 che diede alla Valle d'Aosta la prima forma di autonomia del dopoguerra.
Oggi l'ipotetico erede Emanuele di Savoia, che qualche giornalista si ostina a chiamare Principe, torna in televisione in una trasmissione "Ballando con le stelle" nella quale, per fortuna, non dovrà parlare.

Indipendenza energetica

pannelli_solari.jpgL'inverno quest'anno è tornato ad essere autorevole protagonista. Basta guardare fuori dalla finestra.
Duro colpo per chi dava per certo un cambiamento climatico con temperature più alte e poca neve a quote basse. E' vero però che bisognerà aspettare i prossimi inverni per capire.
Degli studi sul clima, resta la constatazione che in Valle si consuma troppo combustibile fossile legato ai capricci del mercato. Pensiamo al metano: la bega Russia-Ucraina potrebbe toccare migliaia di famiglie valdostane e centinaia di imprese e non a caso esiste un piano di emergenza regionale pronto per l'uso.
Ecco perché esiste un triangolo idroelettrico-solare-legno (cui aggiungere tecnologie utili come le pompe di calore e altro) che va considerato prioritario, assieme all'isolamento degli edifici, per avere una preziosa indipendenza energetica.

Età della pietra

caselle_aeroporto_neve.jpgOggi dovevo andare a Roma.
Tralasciamo il fatto che da Ivrea a Caselle le strade si presentavano perfettamente innevate come se la nevicata fosse una sorpresa, quel che colpisce è come le informazioni dei voli siano all'età della pietra.
Sul sito dell'aeroporto di Caselle sin dalle prime ore del mattino si snasava una situazione critica: nulla di esplicito. Scendo lo stesso e a dire finalmente la verità, assente nei video che annunciano le partenze, è l'addetto alla registrazione, che azzarda: «Nulla sino a Mezzogiorno».
Il trasferimento orale della conoscenza resta la normalità...

Befana-Epifania

befane.jpgLa Befana è nella tradizione locale come Halloween: pura importazione in questo caso non dagli USA ma dagli Appennini e in più, come noto, spinta dal fascismo.
Meglio dunque parlare di Epifania con i Re Magi, simpatica invenzione, che seguono la stella cometa.
Tuttavia con la Befana bisogna fare i conti.
A suo vantaggio direi che si può annoverare: è brutta ma non pensa alla chirurgia plastica; usa un mezzo certamente ecologico come la scopa; incrementa il PIL, che di questi tempi è un bene.
A sua sfavore gioca: uno stile grunge che nasconde una vena sciattona; aumenta l'obesità infantile con materie micidiali come il carbon dolce; sembrerebbe single ma forse è solo zitella.

Publicité, adieu!

france3_amelie.jpgGiornata storica per la televisione pubblica francese. In attesa che con il voto del Senato si approvi la legge che prevederà da qui al 2011 la scomparsa totale della pubblicità sulle televisioni dello Stato, da questa sera - su decisione di France Télévision in ossequio alla scelta del Presidente Sarkozy - spariscono gli spazi pubblicitari dalle ore 20 alle 6 di ogni giorno.
Di fatto le grandi emittenti pubbliche France 2 e France 3, come gli altri canali pubblici, escono dal mercato e dalle regole di audience ad esso collegato. In contemporanea lo Stato assicura le risorse finanziarie perdute e consente ai privati di aumentare gli spazi orari per gli spot pubblicitari e infine la televisione pubblica riporta la propria prima serata poco dopo le 20.30.
Il Presidente della Repubblica spiega che la televisione pubblica torna così ai suoi doveri di qualità senza l'ossessione degli ascolti, mentre i suoi avversari e i dipendenti del servizio pubblico lo accusano di pagare ai magnati delle televisioni private il prezzo dell'appoggio alla scalata dell'Eliseo.
Credo che questa accusa sia giusta, ma penso che valga la pena di vedere cosa avverrà.

Saldi Saldi Saldi

saldi_donna.jpgIeri a Torino i megaparcheggi sotterranei del centro erano saturi.
In un grande negozio di articoli sportivi a Grugliasco la folla assomigliava ad un'orda di cavallette. Testimonio, non più tardi dello scorso anno, che analogo impazzimento si registrerà a giorni a Parigi, dove in certi grandi magazzini si rischia la pelle se ci si trova nella calca del primo giorno.
I saldi esaltano, inferociscono, consolano e i verbi potrebbero sprecarsi nella definizione di questo fenomeno collettivo, che assume toni ancora diversi in tempo di crisi nel rapporto sadomaso fra commerciante piccolo o grande e il consumatore bramoso per necessità o sfizio.
Conosco sotto il profilo giuridico la materia e la legislazione, nella foga regolatrice, insegue le furbizie a tutela di consumatori e dei commercianti corretti. Ma c'è alla fine da chiedersi se, una volta chiarite le ipotesi di vendite speciali e straordinarie che mascherano scorrettezze o truffe, se non convenga davvero liberalizzare e che sia la logica del mercato e l'autodisciplina a sdrammatizzare i saldi.

Il collasso

champoluc_piste.jpgLe vacanze natalizie, ormai agli sgoccioli, sono il cuore della stagione invernale. Anche quest'anno si ripropone in diverse località - con la situazione drammatica di Champoluc in primo piano - la situazione di ingorgo automobilistico per accesso e deflusso agli impianti.
Il collasso delle strade e dei parcheggi locali si somma il sabato e la domenica sera, e ovviamente alla fine delle vacanze, con la paralisi di alcune strade regionali e dell'autostrada per il controesodo.
Tema non semplice: ci sono infrastrutture necessarie (sblocchiamo le urgenti nel "pacchetto crisi"!) senza pensare di dimensionarsi sulle punte massime per questioni di economicità e bisogna fin da subito predisporre sistemi informativi che consentano in loco e al rientro di orientarsi come orari e come itinerari.
Altrimenti, i sistematici ingorghi puniranno il nostro sistema turistico.

Esempi

piero_angela.jpgQualche giorno fa, Piero Angela ha compiuto 80 anni. Il suo è un giornalismo di qualità: un modello di divulgazione scientifica cresciuto negli anni.
La televisione generalista è in crisi, calano ascolti e pubblicità. Il modello di telespettatore è quello dell'anziana casalinga del Sud: ecco dunque rispuntare, come degli zombies, Raffaella Carrà, Pippo Baudo e trasmissioni nostalgiche sul passato.
Per fortuna ci sono professionisti come Angela, che mi raccontò in una intervista come la vocazione allo smontare fenomeni scientifici gli venne, ai tempi della Rai pioneristica a Torino, raccontando il funzionamento di una centrale idroelettrica in Valle d'Aosta.
Uno dei suoi migliori amici era Mario Pogliotti, mio caporedattore ad Aosta, personalità poliedrica fra giornalismo d'inchiesta e mondo dello spettacolo. Nella stanza del forno crematorio di Aosta, un Piero Angela commosso ricordò Pogliotti, promettendo che ci avrebbe fatto ridere, perché Mario avrebbe voluto così. E così avvenne a crepapelle, dando un senso diverso - egualmente affettuoso - al cliché di un funerale. Anche questo dimostra lo spessore di una persona.

Condividi contenuti

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2020 Luciano Caveri