blog di luciano

Pensieri

albero_natale.jpgIl giorno di Natale riporrò palmare e computer. Mi sembra un segno di valorizzazione della festività e di oasi nella frenesia quotidiana.
Per cui, a poche ore, saluto partecipanti e lettori, contraccambiando gli auguri ricevuti con diverse modalità.
La rinascita del sito è stata per me come riaprire una finestra: aria fresca. Ho cercato di dare continuità alla mia presenza e sono contento dell'esito.
Un pensiero alle persone che amo, a quelle cui voglio bene o che stimo. Gli amici veri si vedono nei momenti difficili e così è stato.
Mi spiace per chi ho perso per incomprensioni o per colpa mia: spero che il tempo sia una medicina e non mi sottrarrò, quando potrò farlo, ai necessari chiarimenti. Intanto, che il Natale vi sorrida e ci ritroveremo, per chi lo vuole, sul mio sito.

cinque_lire.jpgAncora oggi mi capita di evocare la vecchia lira, a 10 anni dall'avvento dell'euro. Lo faccio, anche se ormai è inutile, per ricordare - come un disco rotto - che questa moneta europea è stata in Italia il trionfo del raddoppio dei prezzi.
In positivo, invece, ci ha messo a riparo, specie di questi tempi, dalla svalutazione ed è stata una realizzazione vera e concreta dell'integrazione europea.
I miei figli si divertono quando spunta da qualche parte una vecchia moneta in lire, che loro non ricordano per nulla, mentre io ricordo - come un flash - le cinque lire per comprare un ghiacciolo, prima prova personale di una transazione commerciale per comprarlo dal baracchino "da Peppino" davanti alla "Spiaggia d'Oro" ad Imperia.

I simboli del Natale

presepe_minimal.jpgDomani, dalle 9 alle 10 su Top Italia Radio, mi occuperò di Natale e dei suoi simboli. La storia di questa data del 25 dicembre è impastata di precedenti culturali di cui il cristianesimo si è impadronito, basti pensare al vischio.
Quel che stupisce è che mentre altre religioni chiedono attenzione, i cristiani rinuncino in modi crescente al presepe, carico di evocazioni e significati. Esiste quasi l'idea che la modernità sia destinata ad imporre un suo superamento e ciò è segno di una crisi profonda.

Torta di compleanno

50anni_candeline.jpgCon qualche ora di anticipo, ho spento 50 candeline. Opportunamente campeggiava sulla torta la scritta NOOO!!!, evocando il grido-tormentone del discotecaro di "Zelig" (o, come dice lui, "Gilez"), il comico Giovanni Vernia.
Bernard Werber spiega in questo modo questa storia, pare molto antica, di accensione e spegnimento delle candeline: "L'homme se rappelle ainsi à intervalles réguliers qu'il est capable de créer le feu puis de l'éteindre de son souffle. Surveiller le feu constitue un des rites de passage pour l'homme et si on n'a plus le souffle nécessaire à l'extinction des bougies, alors on est désormais exclu du monde humain actif".
Per la cronaca: per ora mi sono difeso discretamente nel lungo soffio...

Te!

sms_in_progress.jpgConstato la progressiva decadenza del corretto uso del soggetto "tu" con il "te".
Non si tratta del tollerato e adolescenziale "io e te", ma di un'epidemia verbale ormai sconfinata negli sms.
Non è questione di essere puristi, essendo la lingua in continua evoluzione, ma è giusto segnalare un sorta di tic, nato chissà come, e presto diffuso - come una sorta d'incendio - nell'uso comune.
Difendiamo il tu!

La montagna

cogne_valanga_dic_2008.jpgMai dimenticare quanto l'ambiente montano sia ostile e pericoloso. La Valle da questo punto di vista va ricordata per l'eccezionalità della sua altimetria, che consente di avere fauna e flora che spaziano dal Mediterraneo al Grande Nord: croce e delizia se pensiamo invece ai fenomeni atmosferici che possono essere estremi.
Le cronache di un tempo erano scritte da parroci, unici savants in molte vallate, che raccontavano di come valanghe, frane, inondazioni colpissero le loro comunità. Oggi sono i media ad amplificare gli avvenimenti ed è bene ricordare che la montagna non è buona o cattiva, è semplicemente Natura, cui l'uomo compartecipa.

Sul Calepin...

mail_natale.jpgQui vicino parlo dei regali natalizi. Come ben sapete per me sono anche i regali del compleanno. Con l'ovvia frustrazione, sin da piccolo, del regalo un po' più grande, come misura compensativa...
Ma in queste ore, come in passato, sono sepolto dai bigliettini d'auguri.
Più il tempo passa - e si moltiplicano con le nuove tecnologie i metodi per scambiarsi gli auguri - e più questo colossale spreco di carta e di francobolli appare piuttosto grottesco.
Andrebbe proposta, tutti nello stesso istante, sincronizzando gli orologi come i marines in azione, una sorta di moratoria.

Semper Tangentopoli

Il monumento a Bettino Craxi ad AullaColpisce - senza fare di ogni erba un fascio - la circostanza che la pratica della mazzetta resti una costante bipartisan della politica italiana. E' una logica di malaffare che inquina profondamente e di tanto in tanto riappare in superficie, come sta avvenendo ora.
L'onestà personale è una precondizione per nulla banale anche se talvolta chi lo dice sembra essere un fesso contrapposto ai furbi. Ricordo, all'inizio di "Mani pulite", un ringhiante Craxi, in un'aula della Camera zitta e attenta, che sfidava i parlamentari con una frase tipo: «Si alzi in piedi chi può dire di non aver fatto parte di un sistema di finanziamenti».
Allora non osai alzarmi, oggi lo farei.

La Cogne

cas_interno_01.jpgOra la crisi ha un nome "Cogne" e un cognome "Marzorati". L'annuncio, arrivato solo ora, era prevedibile: bastava leggere dei problemi del settore siderurgico.
La cassa integrazione, la mobilità, il mancato rinnovo di contratti a tempo determinato, un rinculo sulle aziende dell'indotto: sono questi gli elementi cardine del periodo difficile per l'azienda leader in Valle, che si trova ad affrontare il periodo più nero dopo la privatizzazione e dalle dichiarazioni di queste ore mostra serenità.
A giorni l'azienda, immagino su consiglio dei suoi esperti in comunicazione per dimostrare fiducia, organizzerà una festa natalizia per i bimbi in piazza ad Aosta con giochi e zucchero filato.
E' un modo, immagino, per esorcizzare i tempi grami, altrimenti sarebbe di cattivo gusto.

Il tormentone

La pubblicità rappresenta una realtà di fantasia e migliore talvolta della realtà stessa. I guru di questa comunicazione sono degli ammaliatori che rappresentano un mondo parallelo affascinante, che stimola quel che interessa loro: i consumi.
In vista di ogni Natale, vi è sempre una canzoncina che conquista i nostri cuori e diventa, nella ripetitività degli spot, un tormentone. Vince quest'anno "A Natale puoi..." della Bauli, che ci colpisce con i buoni sentimenti e sappiamo quanto ci sia bisogno di questa semplicità.

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