blog di luciano

Il preservativo

papa_africa.jpgUna delle forze della francofonia sta nel poter dialogare direttamente con esponenti di una larga parte dell'Africa.
L'Aids (Sida per i francofoni) è indicato da sempre come uno degli elementi dolenti, frutto della promiscuità sessuale che è nei costumi e dei costi gravosissimi dei medicinali, che in Occidente consentono ai malati di vivere bene, mentre senza quei farmaci il capolinea è la morte.
Ecco perché le dichiarazioni del Papa, fatte oltretutto in Africa, sull'uso del preservativo che peggiorerebbe persino la diffusione del virus, forse frutto anche di un'incertezza linguistica, colpiscono tutti coloro che hanno avuto la rappresentazione di un'autentica piaga, tenendo conto soprattutto dei pregiudizi che gli africani hanno nell'uso del profilattico come elemento di impedimento della naturalità nei rapporti sessuali.

Piccole battaglie perdute

punto_info_vda_les_iles.jpgE' divertente come ci siano cose banali che paiono irrisolvibili. Alcuni anni fa è stata costruita la nuova area di servizio alle porte di Aosta. Nella sua concezione l'area ristorazione-vendita doveva essere una specie di biglietto da visita della Valle d'Aosta: chi entra nel grill si accorge che non è stato così.
All'epoca, funzionando per alcuni anni, nella torretta in vetro a piano terra, con alcuni richiami immaginifici nella parte superiore (sagome di cartone con soggetti vari), era stato aperto un ufficio informazioni della Regione in convenzione con le guide turistiche.
La valutazione dei passaggi portò alla chiusura, ma da tre anni - dopo averle provate tutte per farlo - constato che la scritta che segnala un ufficio informazioni non è stata tolta.
Piccole battaglie perdute.

Soldi veri!

marcegaglia_berlusconi.jpgImmagino che nelle prossime ore lo scontro fra Confindustria (Emma Marcegaglia) e Governo (Silvio Berlusconi) si risolverà con un "volemose bene".
Ma i fatti restano: la crisi incombe, specie nel settore industriale e per ora le misure di contrasto restano fragili. Un esempio fra tutti riguarda le misure per elettrodomestici e mobili. Per usufruirne, guida alla mano, bisogna essere Pico della Mirandola nello zig zag burocratico. E per l'auto i paletti restringono i vantaggi.
Ora appaiono all'orizzonte le misure liberalizzatrici nel settore delle costruzioni con annunci di deregulation che stupiscono, perché paiono in contrasto con i delicati equilibri di competenze fra Comune e Regione con la riapparizione miracolistica dello Stato.
Speriamo davvero che l'economia riparta.

Consumi intelligenti

marzo_frutti.jpgGli opposti estremismi non mi piacciono.
Trovo ideologico il comportamento di chi predica il consumo esclusivo di prodotti a "chilometri zero" e pone la filiera corta come scelta unica (noi dove esporteremmo Fontina, salumi e vini?), ma altrettanto ridicolo è chi mette in tavola solo prodotti di provenienza esterna e cerca sempre, per chissà quale prestigio, frutta e verdura "esotiche".
Una via di mezzo mi sembra saggia: giustissimi i prodotti di stagione, ottimo l'uso di prodotti locali (rivendico l'idea e persino la denominazione di "Saveurs du Val d'Aoste"), ma lasciatemi godere un salmone scandinavo o un ananas di un Paese del Terzo Mondo che ha bisogno di esportare.

Cambiamenti

posta_iphone.jpgL'evoluzione tecnologica mette le vertigini. Da fenomeno elitario pur in progressione, Internet è ormai banale. Non lo è se una generazione come la mia misura i cambiamenti.
Fra questi, per la diffusione di massa e l'impatto quotidiano, la posta elettronica spicca ed esalta il ritorno diffuso alla scrittura, come avviene anche con il gergo dei messaggini.
Ricordo con divertimento, già alcuni anni fa, il funzionario regionale che, dolente, non si rassegnava al fatto che la Commissione europea - che aveva inviato una mail di risposta ad un quesito - non concepisse neppure l'idea di inviarla di nuovo in cartaceo e con la Posta e ciò creava un gran scoramento per chi viveva di abitudini.
Chi si ferma è perduto...

Meridiane

meridiana_0.jpgLa meridiana mi ha sempre affascinato e stupito: catturare il passare del tempo con i raggi del sole.
Penso poi al lavoro certosino di Robert Berton che nelle sue preziose pubblicazioni disegnò un ricco campionario di vecchie meridiane valdostane.
Lo sforzo artistico e la minuzia scientifica della collocazione (nel mio caso Tecco - Anselmo) si coniugavano - come ho cercato di fare anch'io - con l'arguzia di una frase fulminante, spesso attingendo al patrimonio classico.
La meridiana è silenziosa, ecologica, pensosa e precisa sin quando il sole - che dà la vita alla natura intera - la illumina.

Legge sulla montagna

nivolet.jpgHo ripresentato in Consiglio Valle, con alcune migliorie, la proposta di legge definita nel titolo "Disposizioni per lo sviluppo e la tutela della montagna".
La considero come il coronamento di tanti anni di attività e di di una lista interminabile di dibattiti e convegni. Lo sforzo è quello, facendo una classificazione nuova e originale con Comuni di montagna e di alta montagna, di mettere una parola fine al cuore del problema: la situazione italiana vede ancora classificate come montagna aree pedemontane, collinari o costiere.
Una stortura intollerabile che ridicolizza la richiesta di una politica specifica per la montagna, resa maggiormente perseguibile con il "Trattato di Lisbona".
Troppa montagna, nessuna montagna.

Le speranze della Savoia

chambery_01.jpgLa Savoia si prepara a ricordare i 150 anni dall'annessione alla Francia in una fase di grandi discussioni sul futuro del decentramento in Francia.
La Commissione Balladur ha presentato un rapporto al Presidente della Repubblica sulla riforma del sistema autonomistico, intitolato non a caso "Il est temps de décider".
Il documento è corposo e assai ben costruito: la logica è ridurre il numero delle Regioni e dotarle di maggiori poteri e competenze a detrimento dei Dipartimenti, prevedendo in sostanza forme di forte accorpamento dei molti Comuni francesi.
L'associazione "La Région Savoie j'y crois" rilancia la speranza che i nuovi ritagli regionali e la mortificazione dei Dipartimenti (la Savoia ne ha due) possa portare ad una mobilitazione popolare per liberarsi del centralismo di Lyon e dar vita ad una Regione Savoia nel solco della storia.
Nobile speranza ma proprio leggendo il "rapporto Balladur" gli spazi paiono ristretti.

Fare i conti senza l'oste

cartello_na_italie.jpgCome da me scritto più volte, il federalismo fiscale sta prendendo una brutta piega.
Ecco giustappunto l'idea di sveltire, presto e subito, i "tagli" per i riparti fiscali per le Autonomie differenziate del Nord.
Triste epilogo che mostra il volto truce del disegno pseudofederalista, che doveva essere la panacea per tutti e diventa invece un inspiegabile regolamento di conti.
A nessuno interessa l'idea che i valdostani potrebbero arrabbiarsi davvero per un tentativo di cambiare le regole senza il necessario consenso?

Il Vallese tinto di rosa

esther_waeber_kalbermatten.jpgLa Repubblica del Vallese - cui ci lega una vicinanza, una solida amicizia e grandi similitudini - avrà per la prima volta in assoluto una donna nel proprio governo, il Conseil d'Etat. E' una socialista e si chiama Esther Waeber-Kalbermatten.
Quando parliamo del federalismo svizzero, modello assai interessante, dobbiamo anche rimarcarne i limiti, quali quello del ruolo femminile in politica. Pensate che, mentre in Italia la conquista del voto alle donne fu con un atto del 1945, nel Vallese ciò avvenne solo nel 1970 e solo nel 1990, su decisione dei giudici, il voto femminile fu reso obbligatorio nel Cantone assai conservatore dell'Appenzeller Interno.

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