blog di luciano

Soru

renato_soru.jpgLeggo che anche in Valle c'è chi vorrebbe "impadronirsi" delle dimissioni di Renato Soru da Presidente della Sardegna. Evidentemente non devono aver letto l'insieme di polemiche che hanno costellato l'esperienza dell'inventore di "Tiscali" in politica.
Personalmente l'ho conosciuto e apprezzato: un vero e proprio glocal, cioè un sardo amante della sua terra con la testa nel mondo e fuori dagli schemi di quella vecchia politica che sta tornando con prepotenza.
Questa è la vera ragione della fine della sua esperienza: è stato un "uomo nuovo", accusato di essere scorbutico e antipatico, ma in realtà non era funzionale a giochi e giochetti.

Uso moderato dell'alcool

divieto_alcool.jpgLeggo di nuove iniziative nelle scuole per formare le nuove generazioni ad una diversa cultura dell'alcool.
Ricordo una sera in Lapponia, con il sole di Mezzanotte, una festa bellissima con abbondanti bevute.
Chi guidava non toccava neppure un goccio!
Segnalo ancora la ricerca di quest'anno sul consumo dell'alcool nei locali della Valle in collaborazione con gli esercenti. Gli esiti a notte fonda erano assai preoccupanti.
Ecco perché educare ad un uso moderato dell'alcool è un dovere, invertendo una immagine vincente di chi in compagnia è un brillante bevitore per evitare che si trasformi in un alcoolista morto dopo un lungo calvario o si ammazzi più in fretta in un incidente stradale.

Personalità

severino_caveri_01.jpgUn recente libro dell'Istituto storico della Resistenza, autrice Antonella Dallou, ripercorre una parte del percorso federalista in Valle d'Aosta attraverso l'esame e la comparazione di quattro eminenti personalità della storia contemporanea: Federico Chabod, Emile Chanoux, Severino Caveri e Joseph Bréan.
Quattro vite che si incrociano nella quotidianità della vita - sono quasi coetanei - quando, nel secondo dopoguerra, la storia pone la "questione valdostana" all'attenzione del mondo e si gioca una partita importante per il futuro della nostra comunità.
Colpiscono l'impegno personale, lo spessore culturale, l'onestà indubbia.
Doti che fanno di questi uomini, al di là delle differenze che naturalmente esistono, dei protagonisti da ammirare e da studiare.

106

seggio_cdr.jpgQuesto è stato il mio numero - quarta fila al centro - nella trascorsa sessione del Comitato delle Regioni a Bruxelles.
Sono uno dei 24 membri italiani di questa Assemblea, che resta per ora un passo indietro fra le istituzioni comunitarie, anche se proprio ieri il Presidente della Commissione Barroso si è espresso in aula sul ruolo importante dei governi locali nell'attuale crisi.
Segno che il regionalismo progredisce in Europa, pur con lentezza. Dobbiamo sempre ricordarci come il nostro Consiglio Valle sia fra le più antiche Assemblee regionali nell'Unione ed è bene che la nostra democrazia locale sia degna di questo ruolo.

Terrorismo

terrorista_mumbai.jpgLe azioni terroristiche a Mumbai (Bombay) confermano che il terrorismo islamico resta una grave minaccia. Lo è con ripetute azioni quotidiane e con dimostrazioni criminali complesse come quella svoltasi appunto nella città indiana.
Ci dimostra quanto l'estremismo islamico sia e resti una minaccia incombente, che rischia di rendere complessa la politica di immigrazione e la conseguente convivenza che sarà un argomento sempre più serio anche in Valle e che non a caso avevo esplorato in prospettiva con uno studio rigoroso.

Topolino

disney_e_topolino.jpgEra il 1928 quando Walt Disney inventò in un cartone animato il personaggio di Topolino. Ottimista e coraggioso, Topolino mi ha accompagnato come fumetto nella mia infanzia con poca tv.
Oggi che ha 80 anni ha il vantaggio di non essere invecchiato e di essere sopravvissuto a decenni difficili: dalla crisi di Wall Street alla seconda Guerra mondiale, dalla Guerra fredda ai fumetti giapponesi.
Ancora oggi, se capita, sbircio il giornalino e guardo i cartoni sul canale satellitare. Le storie sono ben diverse da quelle di un tempo, ma Topolino (lo scrive chi si rispecchia di più in Paperino) mantiene classe e sangue freddo.

La crisi e le sue conseguenze

meccanico.jpgNelle settimane a venire bisognerà sempre più scoprire le conseguenze della crisi. Che ci sia una conseguenza sulle industrie è indubbio ed in Bassa Valle già si conoscono i problemi e il rischio per una serie di aziende di vario genere.
I problemi di credito possono colpire anche le imprese più piccole in diversi settori, compreso commercio e artigianato. Ma oggi appare all'orizzonte il problema: la crisi dei consumi, che parrebbe già emergere e la possibilità di rincari che peggiorino il quadro.
Sarei curioso di capire dai partecipanti al sito che cosa stanno snasando. Due esempi di cose che so io: meno auto nelle officine per tagliandi di routine e riduzione delle visite mediche nel privato.
E' probabile che, come ho detto al Congresso dell'UV e che trovate qui sotto (grazie per averlo ascoltato in molti!), si possa anche a giungere a un profondo ripensamento del bilancio regionale, se sarà - come temo - il caso.

Neve

neve_24novembre.jpgFantastici i telegiornali con esperti meteo e commenti sul traffico in cui il maltempo - che ha spazi di assoluta normalità - appare una specie di disastro.
Ed invece: viva la neve! Per una generazione come la mia, che ha vissuto per un pelo le nevicate del passato, oggi nevica troppo poco e ricordo in Lapponia discussioni sul tema con gli autoctoni.
Per molto tempo ho usato l'espressione romantica "les neiges d'antan" del poeta quattrocentesco François Villon.
Per scoprire poi che nella celebre ballata ci si riferiva ad una nevicata dell'anno precedente!

Congrès

congres_uv_01.jpgIl rituale delle assise delle forze politiche non corrisponde più molto alla realtà. Nulla di straordinario, intendiamoci. Il distacco dalla politica si concretizza sotto diverse forme: disimpegno dalla militanza politica, analfabetismo istituzionale, astensionismo dalle urne.
La democrazia rappresentativa non ha alternativa, ma sembra balbettante rispetto ai tanti cambiamenti che investono il nostro mondo.
La Valle non vive sotto una campana di vetro e discutere fa bene come antidoto contro le derive demagogiche e forse autoritarie.

L'Union

uv_sede.jpgMilito da molti anni nell'UV e mi appresto a prendere parte e a prendere la parola domani all'atteso Congresso nazionale.
Ne ho vissuti molti: alcuni poco combattuti e lisci come l'olio, altri vivaci e all'ultimo voto. Difficile capire alla vigilia come saranno questi due giorni e se saranno utili o stucchevoli per il movimento.
Nato nel 1945 e rimasto ultimo partito in Valle e non solo ad aver mantenuto stesso nome e medesimo símbolo, l'UV è sempre più un gigante dai piedi d'argilla. La crisi d'iscrizioni e di partecipazione corrisponde sempre meno agli esiti elettorali che sono rimasti generalmente positivi. Un tema per nulla banale per chi vincerà fra i due candidati alla Presidenza.

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