blog di luciano

«Studia, figlio mio!»

bimbo_bivio.jpgL'appello del titolo credo risulti familiare. Chissà quante volte, nell'Italia del dopoguerra, questa sollecitazione suonava come un viatico.
Ci pensavo mentre mio figlio, giunto in Terza media, deve scegliere la scuola superiore nella profonda indeterminatezza dei futuri cambiamenti della Riforma Gelmini. L'orientamento mi è parso un meccanismo fragile che propone infine un foglietto striminzito con un consiglio: meglio forse consultare un oroscopo.
Certo è che il clima nel mondo del lavoro non è buono: sulle inserzioni dei giornali tanti chiedono lavoro, poche imprese lo offrono. Il paradosso è che chi più ha studiato, smentendo gli ammonimenti affettuosi dei genitori, oggi rischia grosso che sia il patto di stabilità che comprime l'impiego pubblico o i privati che falcidiano quadri e dirigenti. Non bastano gli sgravi su auto e elettrodomestici per fare una politica in favore dell'occupazione in tempo di crisi e non bisogna solo guardare agli ammortizzatori sociali, pur indispensabili, per le fasce a reddito più basso.

Addio, Eluana...

eluana_englaro_0.jpgda tempo eri in Paradiso o laddove vanno quelli che hanno molto sofferto.
Il coraggio dei tuoi genitori ti ha reso un simbolo di un dibattito falsato da ideologismi e integralismi.
Riposa in pace.

Il Grande Fratello imbrattato

gf_federica.jpgIl "Grande Fratello" è una trasmissione televisiva in quaranta Paesi del mondo, dove il format si è diffuso con la stessa logica voyeuristica: un gruppo di persone in una casa, scrutate nelle 24 ore dalle telecamere.
La definizione viene dal romanzo "1984" di George Orwell, in cui un dittatore - personificazione del Partito comunista russo e di Stalin in particolare - incombe e spia i cittadini. Un tema sempreverde, specie oggi in cui le reti informatiche vigilano, ci catalogano e ci scrutano.
La trasmissione tv imbratta la definizione orwelliana e la profondità del suo pensiero con deprimenti psicodrammi da avanspettacolo.
L'audience contiene, immagino e spero, una parte di telespettatori che assistono increduli all'esibizione del vuoto pneumatico.

La crisi non è priorità?

berlusconi_ratzinger.jpgBarack Obama non dorme di notte a causa della gravità della crisi e sprona Congresso e Senato - trattati con grande deferenza - a fare presto.
Da noi, invece, il Consiglio dei Ministri che vara misure urgentissime per rilanciare industria e costruzioni diventa l'occasione per esibirsi sul "caso Englaro" e il Parlamento, trasformato sempre più in una sorta di zerbino di Silvio Berlusconi (che nel nome della libertà vuole uno Stato che legiferi per una singola ammalata assurta a simbolo a favore di sondaggi), al posto di approvare di corsa le nuove misure anticrisi dovrà occuparsi di una legge fatta solo ed esclusivamente per una persona, Eluana.
Una donna, in coma irreversibile da 17 anni, che è diventata vittima di discorsi da osteria mentre del caso si sono dovuti, con vero approfondimento e non con il cazzeggio, occupare i giudici per l'ignavia della politica.
Mi vergogno di tutto ciò e non capisco neppure la crociata della Chiesa che mette sul rogo un padre dolente ma lucido e i giudici misurati che si sono occupati del caso, oltreché un vecchio Presidente come Giorgio Napolitano che è sempre stato uomo retto e profondo.
Non ricordano Papa Wojtyła che volle morire senza sacralizzare una vita artificiale che forse gli avrebbe consentito di vivere ancora?

Corrado Gex

corrado_gex.jpgE' vero e confermo i dubbi del Canonico Donato Nouchy, allora giovane Priore di Arnad, rispetto alla morte in un incidente aereo del suo carissimo amico Corrado Gex. Il sospetto riguardava un'avaria all'aereo di Gex, mentre volava nella zona del Grand Combin. il deputato valdostano era riuscito ad atterrare lo stesso, ma aveva segnalato a Nouchy che si era trattato di una manomissione del motore e che in caso di un suo incidente avrebbe dovuto nutrire sospetti.
I timori riguardavano, secondo Nouchy, singole personalità - di cui non mi fece nome - ex partigiani comunisti che volevano punire Gex per il suo spostamento a destra. Nulla di complottistico, ma una sorta di follia, che non aveva a che fare con il piano - tutto politico - degli scontri in corso nella politica valdostana, come ebbe modo di dirmi, nel commentare quei mesi turbolenti che portarono poi alla caduta della Giunta del Leone, anche come riflesso dei nuovi equilibri politici a Roma.
Personalmente non credo alla tesi dell'attentato e penso invece che fu l'imprudenza di Gex a causare la caduta del suo aereo e la morte sua e dei suoi compagni di viaggio. All'aeroporto di Albenga, non a caso, gli fu sconsigliato di partire e non a caso ci fu, per paura, chi non volle ripartire con lui.
Il resto, nel rispetto delle convinzioni di tutti, anche di chi è pieno di dubbi e di dietrologie, rischia semplicemente di alimentare storie infondate. Le morti violente, specie di persone giovani e famose, gemmano dei miti, di cui bisogna non solo diffidare ma che necessitano anche la lucidità necessaria per evitare paradossi e magari dimenticanze. Per cui, ad esempio, è stato meritorio ricordare Gex con grande dispendio di energie e di denaro, ma ci sono molte altre personalità - penso ad esempio ad Albert Deffeyes, morto giovane ma per malattia - che non devono essere dimenticate.

Attenzione

beppino_englaro.jpgOggi riscrivo sul blog per straordinaria necessità e urgenza.
Questo - usando proprio un gioco di parole - è quanto deve essere alla base, nel sistema costituzionale italiano, del ricorso allo strumento del decreto legge.
Silvio Berlusconi e il suo Governo ne hanno adottato uno ad personam, concernente il "caso Englaro", malgrado il garbato avvertimento del Presidente Giorgio Napolitano sull'insussistenza di quei requisiti che, come dicevo, legittimano il decreto legge.
Malgrado il "no" del Quirinale alla firma del Presidente della Repubblica al decreto e ciò ne blocca l'iter, il Governo ha varato - come atto politico - il decreto e non c'è stata nessuna considerazione del messaggio di Napolitano.
Anzi, basta leggersi le agenzie...

E da noi?

messager_1958.jpgNel "Calepin" descrivo alcuni avvenimenti del 1958.
E in Valle? Ci soccorrono i "Messager Valdôtain" di quell'anno e di quello successivo. Presidente della Giunta era il democristiano Vittorino Bondaz, ma proprio in quell'anno la Dc perde i parlamentari a Roma con l'elezione alla Camera di Severino Caveri ed al Senato di Renato Chabod, frutto dell'accordo fra UV e Sinistra.
Fra le opere in funzione l'ovovia Aosta-Pila, molte nuove scuole (Gignod, Hône, Morgex), mentre le acque della nuova diga di Valgrisenche coprono i villaggi preesistenti.
Si lavora nei cantieri dei Trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. Il Vescovo Maturino Blanchet posa la prima pietra della scuola che verrà dedicata a Manzetti e lo "Charaban" si esibisce in Svizzera.
Nota familiare: mia mamma è Caterina di Challant al Carnevale storico di Verrès.

Scuola regionale

banco_scuola.jpgDal 1975 il comparto scuola è pagato dalla Regione e il personale insegnante è dipendente regionale. Peccato che il contratto sia rimasto nazionale e la Regione lo subisca senza nessun tipo di partecipazione.
L'autofinanziamento ha evitato soppressione di scuole e di cattedre come avvenuto in Italia, anzi da noi offerta scolastica e insegnanti sono aumentati. Il costo del comparto scuola si appresta a superare il costo di tutti gli altri dipendenti regionali, eccettuata la Sanità i cui costi di personale sono egualmente decisi a Roma.
L'ovvietà alla Totò dovrebbe essere: chi paga contratta, come avviene felicemente a Trento, dove i contrari alla provincializzazione si sono ricreduti.

Europee

camera_ingresso.jpgPD e PdL sono una finzione di un bipolarismo inesistente. I medesimi schieramenti arlecchino avevano già approvato la legge per le elezioni politiche con la soppressione dei collegi uninominali e delle preferenze per la parte proporzionale. Tutto il potere ai partiti.
Ora fissano il 4% di sbarramento per le europee: nulla di scandaloso in sé, peccato che sia stato fatto senza nessun dibattito con un blitz parlamentare e certe promesse siano state da marinai, come quelli davanti a Montecitorio nella foto.
Così il seggio per la Valle d'Aosta è finito massacrato dal "niet" a tutti gli emendamenti. Lo sbarramento rende ancora più improbo usare il meccanismo di apparentamento per la Valle d'Aosta.
Ecco perché credo vadano valutati gli spazi di ricorso alla Corte Costituzionale.

Scuole di villaggio

scuola_antica.jpgLe scuole di villaggio erano una realtà capillare in Valle d'Aosta prima che l'istruzione diventasse un problema del pubblico, allora era uno sforzo delle comunità.
Per questo nei secoli passati i tassi di analfabetismo erano meno gravi che altrove.
Dove c'erano bambini, si ricavavano locali per fare le lezioni. Emile Chanoux ha dedicato pagine commosse a questa istituzione, segno di civiltà.
Nel dopoguerra - in una logica di continuità - parecchi dei soldi pubblici di un'autonomia speciale senza risorse vennero concentrate nella costruzione di scuole nei paesi, rispettose dell'architettura locale.
Sarebbe bello oggi pensare alla medesima capillarità per l'e-learning e per il telelavoro, immaginando luoghi fisici, come in certi casi le vecchie scuole dismesse, che creino attorno ai computer una socialità per evitare che si crei un effetto isolamento delle singole persone di fronte allo schermo del proprio computer. Per evitare il "digital divide", il "cultural divide" e il... "social divide"!

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