blog di luciano

Carnevale

luciano_d_introd.jpgRassicurante, nella logica della ripetitività annuale - anche se mobile, seguendo la data sempre diversa della Pasqua che cade la domenica successiva al prino plenilunio dopo l'equinozio di primavera - arriva il Carnevale.
Se muta per il calendario, muta anche a seconda delle stagioni della vita. Da piccolo lo attendevo con impazienza per comprare i diversi meccanismi di scoppio e la serie di scherzi molesti e maschere. Vivendo poi in un paese come Verrès, dove un gruppo di amici inventò nel secondo dopoguerra il "Carnevale storico", questa festività spalmata su più giorni - sino a spegnersi contro la Quaresima - mi destinava prima o poi a interpretare, come tutti, un personaggio del Carnevale e così mi ritrovai nei panni quattrocenteschi di Pierre d'Introd.

Acqua

fiume.jpgRaramente i cittadini, negli inverni scorsi, hanno percepito la difficoltà nelle forniture d'acqua in molti Comuni della Valle.
Con ordinanza, finivano negli acquedotti, per il prosciugamento delle fontane e la scomparsa di sorgenti, le acque dei torrenti.
Quest'anno assistiamo ad una positiva inversione, che non cancella l'"emergenza acqua" e la necessità di porre mano - in maniera coordinata e senza egoismi campanilistici - al sistema idrico integrato e alle derivanti infrastrutture.
L'acqua sarà sempre più preziosa e purtroppo costosa.

Valle d'Aosta sicura

telecamera_sorveglianza.jpgIn legge regionale era stata così definito il progetto di videosorveglianza da estendere progressivamente a tutta la Valle. I finanziamenti iniziali previsti riguardavano le strade regionali delle vallate e con alcuni Comuni si era iniziato un ragionamento di vigilanza locale.
Alla fine bisogna scegliere se sacrificare un pezzo di privacy a fin di bene: purtroppo la percezione di insicurezza non corrisponde solo ai dati statistici, ma finisce per essere uno stato d'animo di apprensione.

Clima che viene e che va

bruxelles_piazzetta.jpgBruxelles, per alcuni anni, e l'ho vissuto di persona, aveva perso la pioggia d'antan, come noi la neve. Ora l'inverno ritrovato ha riportato queste giornate grigie in cui una strana pioggia vaporizzata avvolge la città.
C'è chi considera questo clima tristissimo e causa ulteriore dei malumori propri e incrociati di fiamminghi e valloni, destinati ad essere insieme "i belgi".
Personalmente trovo che questa pioggia orizzontale abbia un suo fascino. Almeno, rispetto ai cieli azzurri di inverni scorsi, manifesto del riscaldamento globale, siamo tornati alla normalità.

Veltroni, addio...

veltroni_ad_aosta.jpgConosco Walter da più di vent'anni: la lunga frequentazione alla Camera ha creato una familiarità che non si cancella più.
La batosta in Sardegna - e mi spiace per Renato Soru, che ama profondamente la sua terra - che segue la legnata in Abruzzo, non lasciava spazi. La graticola era già calda e dopo le Europee sarebbe stata pronta all'uso la gogna.
Uscire di scena è segno di grande dignità, anche se spiace questo "usa e getta" della politica, specie quando a far male è più il "fuoco amico" che quello degli avversari.
Non me ne stupisco...

Viva Sanremo

disco_parlamentari.jpgE' vero: ho cantato a Sanremo e, per chi si vuole divertire, trova qui sotto il gruppo di parlamentari - me compreso - che cantarono al Festival nell'edizione del 1995.
Ho visto che alcuni colleghi di allora lo hanno messo nella biografia!


Casinò Casinò

insegna_casino.jpgIl futuro della casa da gioco di Saint-Vincent passa attraverso un ponderoso documento all'esame prossimamente del Consiglio Valle, che appare come un déjà-vu per chi conosca bene la questione e gli approfondimenti predisposti negli anni scorsi.
Senza l'acquisizione del "Billia" e delle proprietà ex "Sitav", compresi terreni e immobili che "accerchiavano" la sede principale di proprietà regionale, tutto sarebbe stato più difficile.
Ma il dossier resta complesso ed è bello sentirlo dire dopo anni di tam tam banalizzatori, specie di coloro che prevedevano facili rilanci in un batter d'occhio.

Filtri

fitro_caffe.jpgLa navigazione sul Web ha i suoi pericoli. Lo sanno bene i genitori che si attrezzano con filtri che evitano ai figli di finire chissà dove e di incontrare in Rete chissà chi. Vale forse la regola di dir loro che il computer, essendo specchio del mondo reale, comporta rischi.
Anche il settore pubblico, dove ormai l'accesso alla Rete è considerato un diritto per tutti (anche chi, francamente, non si sa cosa se ne faccia), si pone il problema dei filtri.
In Consiglio regionale non riesco a far liberalizzare YouTube, che mi dicono sia attualmente monitorato (ci sarà un "Comitato etico"?) per vedere che non ci sia nulla di sconveniente, mentre con giubilo è stata annunciato libero accesso a Facebook, che per chi lavora, mi pare una fantastica tentazione di evasione.
Il Filtro, che merita la maiuscola, denota scetticismo verso le scelte della Giunta: "Alpinfo", agenzia d'informazione transfrontaliera, pur fra i link del sito della Regione, in Consiglio cade vittima della censura per contenuti "delicati".
Spogliarelliste vallesane, animalismo in Savoia, sadomaso nel Canavese? Attenti al Filtro!

112

112_europeo.jpgVorrei conoscere chi ha proposto - evidentemente immaginando un calembour numerico - che l'11-2 si festeggiasse il "112", numero europeo per le emergenze, il cui manifesto incombe ancora sul Parlamento europeo a Bruxelles. Nell'occasione si è detto che in Italia solo il tre per cento conosce il numero europeo. Già perché in Italia non c'è, essendo il "112" il numero del pronto intervento dei Carabinieri e dunque non è il numero delle emergenze!
L'Italia resta il Paese dai tanti, troppi numeri: ciascuno il suo e prima o poi la Corte europea di Giustizia ci condannerà. La Valle d'Aosta poteva per prima vantare almeno una centrale unica di soccorso, ma al posto di aprirla pian piano, coniugando sperimentazione, collaudi e formazione, arriverà chissà quando.

Elettrico

centrale_psm.jpgE' una storia avvincente come un romanzo d'avventura quella che dal dopoguerra ad oggi ha riguardato il tema delle acque con particolare riferimento all'idroelettrico. Nessuno ha mai scritto con compiutezza delle norme giuridiche, delle sentenze, degli interventi parlamentari e delle discussioni consiliari. Ho letto molti di questi documenti negli anni Novanta, quando la liberalizzazione crescente del mercato elettrico aprì quel varco che portò la Regione ad acquisire le centrali Enel.
Mancano ancora dei tasselli importanti: l'attesa e troppe volte rinviata norma d'attuazione dello Statuto sull'elettrico (in gioco ci sono le concessioni) e l'acquisto delle quote Enel da parte della Regione nella società di distribuzione Deval e di in quella di vendita Vallenergie, che si è purtroppo distinta per gli incredibili tempi d'attesa delle bollette. Il disegno è quello che la Regione abbia un ruolo cardine per il trattamento complessivo della nostra ricchezza più importante, l'elettricità.

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