blog di luciano

Canta che ti passa

juke_box.jpgQuando la politica, nel cuore dell'estate, si tinge di coloriture da teatro dell'assurdo, conviene pensare alle estati di tanti anni fa. Quelle estati da ragazzi, che non finivano mai e la gioia di vivere era un virus contagioso.
Pensavo a come oggi facciano i ragazzini a sopportare l'assenza dei juke-box e non c'è musica scaricabile da Internet o scambiabile con il bluetooth che regga alla socialità fisica del juke-box. Bastava una monetina per scegliersi il disco e la programmazione scelta era un'operazione multistrato.
Un disco da soli, con gli altri, in due, in tanti, per fare ambiente, per crearsi una nicchia, per ballare, per cantare, per lumare, per ridere, per piangere...
E via di questo passo mentre il disco prescelto, numero e lettera, suonava dalla pancia del juke-box.

I drammi degli 8000

marco_confortola.jpgMarco Confortola è tornato ieri a Courmayeur ad un anno da una manifestazione in cui, per caso, durante un collegamento telefonico da sotto la cima della grande montagna con Agostino Da Polenza, si comprese che Confortola - dopo aver conquistato la vetta del K2, come aveva fatto il suo paesano Achille Compagnoni nel 1954 - nella discesa stava seriamente rischiando la vita.
In poche ore, morirono undici alpinisti vicino a lui e Marco si salvò per fortuna e pellaccia, rimettendoci le dieci dita dei piedi, tagliate perché irrimediabilmente congelate.
Purtroppo da allora altri drammi hanno colpito le spedizioni ai grandi "ottomila" della terra e questo aspetto "noir" del grande alpinismo rischia di essere una delle cifre negative di questi tempi e di un'evoluzione estrema di questa pratica sportiva da sempre pericolosa, ma certi drammi rischiano di accentuare la distanza dalla realtà.

Aosta-Martigny

treno_tunnel_svizzero.jpgIl tunnel ferroviario Aosta-Martigny, di cui pare si parli nel Dpef in discussione (l'ultimo documento di programmazione economico-finanziaria nel Parlamento italiano, vista la riforma del Bilancio), è figlio della stessa epoca del trenino Pila-Cogne. Direi più di vent'anni fa. Ho avuto modo di seguire la storia di questo tracciato internazionale nelle diverse funzioni esercitate a Roma, a Bruxelles e poi in Valle d'Aosta.
Il funzionario che lo spingeva, lo stesso del trenino (e che non cito perché morto), si era inventato all'epoca una serie di reti di lobby per mostrare la facilità di costruzione del traforo con la Svizzera, che poi nella realtà era una costruzione assai instabile nelle sue basi, peggiorando poi il quadro negli anni successivi.
Quando, infatti, mi sono ritrovato con una responsabilità specifica ho semplicemente verificato che le autorità federali svizzere mai vorranno "lanciare" questo nostro traforo sino a quando non usciranno dalla palude in cui sono finite con il traforo ferroviario del San Gottardo, che è iniziato nel 1998, dopo un referendum del 1995, e finirà - con una spesa di oltre sei miliardi di euro - tra il 2017 e il 2018!
Mantenere viva l'idea dell'Aosta-Martigny è dunque positivo, ma è bene che sia solo una fiammella.

Sud

raffaele_lombardo.jpgIl Sud ha già un partito: è il da tempo esistente Movimento delle Autonomie del Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo.
Ma l'operazione in atto, questa volta, è più complessa. Infatti diverse anime del PdL berlusconiano stanno - con una logica movimentistica ben più vasta del progetto di Lombardo - accarezzando l'idea di un movimento territoriale nel solco della Lega.
Berlusconi ha messo, subito e come risposta, sul tavolo i fondi "Fas" (Fondo aree sottosviluppate), specie in favore della Sicilia. Peccato che questi fondi, che già sono quasi tutti al Sud, siano spostati ogni tanto per la copertura finanziaria di qualunque urgenza, come i celebri aerei di Mussolini.

Lo spiumacittadino

superenalotto_01.jpgIl Superenalotto fa sognare: uno dei giochi nel gioco sta nel discutere con gli amici o al bar che cosa si potrebbe fare con gli oltre 100 milioni di euro, cifra da capogiro.
Sarebbe bene, tuttavia,  scavare  a fondo nell'impazzimento di uno Stato biscazziere, ben lieto di svuotare con i giochi più disparati le tasche dei cittadini con implicazioni con il malaffare, come dimostrato dai trigomiriri sulle slot machine.
Chi guardi il sito dei Monopoli di Stato,  non può che rimanere stupito e amareggiato dallo strapotere di una macchina dell'azzardo pubblico unica al mondo. Strana idea di Stato... asociale che pare la normalità e quando si cercano i soldi - come per il terremoto abruzzese - ricorrendo ormai, con metodo, ad un nuovo gioco "spiumacittadino".

Redditometro

yacht_porto.jpgAosta, pur erroneamente segnalata come "Provincia", esce con le ossa rotte da una graduatoria pubblicata da "L'Espresso", a cura del "Centro Studi Sintesi", dove il tenore di vita si compara al reddito dichiarato.
Un modo per "contare" gli evasori fiscali, che oltretutto in Valle - con il riparto fiscale - gabbano la Regione. Per questo, si sa che tornerà un forma di "redditometro".
Tremino quelli che, magari con uno yacht in un bel porto, risultano al fisco dei poveracci. Ne conosco.

Un cambio di passo per il Papa

papa_aosta.jpgLa mia impressione - e lo scrivo alla vigilia dell'Angelus conclusivo di domattina a Les Combes (con lunga diretta, per la sola Valle su RaiTre dalle ore 9.45 sino alle 11.20) - è che la terza vacanza di Benedetto XVI in Valle segni una svolta.
Proprio all'inizio di questo soggiorno il vaticanista del Tg3 si è dimesso dopo una battutaccia fra i due gatti, poi spariti, che si aggiravano attorno alla residenza papale e i "quattro gatti" - semplifico il concetto - che seguono le udienze papali. Un modo rozzo per dire che l'attuale Papa non ha il carisma, la popolarità e il contatto umano di Giovanni Paolo II. Un tema su cui altri, snocciolando dati concreti su di un consenso in crisi, sono tornati.
L'inaspettata visita alla Diocesi di Aosta, un maggior contatto con le persone, un tono più scherzoso e meno formale potrebbero essere il segno tangibile di un cambio di passo per mostrare un volto più sorridente.

Gex: la verità contro le bugie

gex_corrado_02.jpgSono contento che la Procura di Mondovì abbia avviato una nuova inchiesta sul crash dell'aereo di Corrado Gex del 25 aprile 1966, purtroppo con la morte di tutti i suoi occupanti. Quando ho scritto in passato della vicenda, ho ricordato come il Canonico Donato Nouchy - allora Priore di Arnad - raccontasse dei suoi sospetti su di un'attentato. Il suo dubbio è che fossero componenti impazzite di area comunista che contestavano al giovane deputato la sua scelta di avvicinamento al Governo Moro, nota esperienza del centrosinistra, con conseguente appoggio alla linea che sanciva la fine della Giunta valdostana del Leone comunisti-Union con accantonamento di un'esperienza politica che, in piena Guerra fredda, aveva consentito al Pci - escluso dal Governo nazionale e ancora più all'angolo con il centrosinistra - di mantenere un'esperienza governativa, ben prima della nascita delle Regioni a Statuto ordinario.
Un'idea, quella di Nouchy, che recente pubblicistica, anche strampalata, ha mischiato a bizzarrie o ad autentiche stupidaggini.
L'inchiesta della Procura piemontese va dunque considerata nel duplice significato: fare chiarezza sull'incidente aereo, se mai sarà possibile a distanza di tanti anni e con materiali di diverso genere ormai spariti; presentare il conto a chi ha scritto cose false o persino calunniose nei confronti di Gex e sul contesto complessivo dell'incidente.

L'orologio

l_aquila_orologio.jpgOgni tanto penso a quell'orologio fermo sotto i portici a due passi dalla piazza principale dell'Aquila. Un simbolo di come per molti il tempo si sia fermato in quella notte del terremoto.
Leggo lettere sui giornali, ascolto reportage (Radiotre si è distinta) o interviste (Radio Radicale), che mostrano una realtà crescente di disagio, che qui avevo segnalato dopo una visita ai luoghi terremotati. Ciò avviene mentre pian piano, come è destino che sia, il sisma e le sue conseguenze escono pian piano dal cono di luce delle prime pagine e finiscono nel cono d'ombra delle brevi nelle pagine interne.
Intendiamoci bene: se penso alle promesse non mantenute dello Stato (fondi speciali per la messa in sicurezza del territorio), dopo la nostra terribile alluvione del 2000, mi metto nei panni dei terremotati e della loro paura che mai certi sostegni diventino realtà.
Se la Valle non avesse potuto contare sulle proprie risorse finanziarie, lo scenario anche da noi sarebbe stato del tutto diverso.

Poteva essere una success-story

eurotravel_sede.jpgMi spiace che non sia terminata con un lieto fine l'avventura dell'Eurotravel, che pareva avere le caratteristiche - usando due anglicismi - di una success-story, cui si accompagnava la vicenda umana di due fratelli self-made-man, che avevano salito con grinta e determinazione gli scalini, partendo dal piano più basso.
Evidentemente, ma non spetta a me dirlo, ci sono stati passi sbagliati che hanno condotto alla situazione attuale e non è certo solo la crisi globale ad esserne la ragione, anche se sono molti i tour operator che sono sull'orlo del baratro e come in un gioco di domino il sistema turistico italiano rischia grosso.
Frutto probabilmente del gigantismo, di bolle speculativo-finanziare e di un mondo malmostoso - in cui alla fine il turismo era solo occasione d'investimento e di giochi coi bilanci - da cui sarebbe prudente star distanti.

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