blog di luciano

Filtri

fitro_caffe.jpgLa navigazione sul Web ha i suoi pericoli. Lo sanno bene i genitori che si attrezzano con filtri che evitano ai figli di finire chissà dove e di incontrare in Rete chissà chi. Vale forse la regola di dir loro che il computer, essendo specchio del mondo reale, comporta rischi.
Anche il settore pubblico, dove ormai l'accesso alla Rete è considerato un diritto per tutti (anche chi, francamente, non si sa cosa se ne faccia), si pone il problema dei filtri.
In Consiglio regionale non riesco a far liberalizzare YouTube, che mi dicono sia attualmente monitorato (ci sarà un "Comitato etico"?) per vedere che non ci sia nulla di sconveniente, mentre con giubilo è stata annunciato libero accesso a Facebook, che per chi lavora, mi pare una fantastica tentazione di evasione.
Il Filtro, che merita la maiuscola, denota scetticismo verso le scelte della Giunta: "Alpinfo", agenzia d'informazione transfrontaliera, pur fra i link del sito della Regione, in Consiglio cade vittima della censura per contenuti "delicati".
Spogliarelliste vallesane, animalismo in Savoia, sadomaso nel Canavese? Attenti al Filtro!

112

112_europeo.jpgVorrei conoscere chi ha proposto - evidentemente immaginando un calembour numerico - che l'11-2 si festeggiasse il "112", numero europeo per le emergenze, il cui manifesto incombe ancora sul Parlamento europeo a Bruxelles. Nell'occasione si è detto che in Italia solo il tre per cento conosce il numero europeo. Già perché in Italia non c'è, essendo il "112" il numero del pronto intervento dei Carabinieri e dunque non è il numero delle emergenze!
L'Italia resta il Paese dai tanti, troppi numeri: ciascuno il suo e prima o poi la Corte europea di Giustizia ci condannerà. La Valle d'Aosta poteva per prima vantare almeno una centrale unica di soccorso, ma al posto di aprirla pian piano, coniugando sperimentazione, collaudi e formazione, arriverà chissà quando.

Elettrico

centrale_psm.jpgE' una storia avvincente come un romanzo d'avventura quella che dal dopoguerra ad oggi ha riguardato il tema delle acque con particolare riferimento all'idroelettrico. Nessuno ha mai scritto con compiutezza delle norme giuridiche, delle sentenze, degli interventi parlamentari e delle discussioni consiliari. Ho letto molti di questi documenti negli anni Novanta, quando la liberalizzazione crescente del mercato elettrico aprì quel varco che portò la Regione ad acquisire le centrali Enel.
Mancano ancora dei tasselli importanti: l'attesa e troppe volte rinviata norma d'attuazione dello Statuto sull'elettrico (in gioco ci sono le concessioni) e l'acquisto delle quote Enel da parte della Regione nella società di distribuzione Deval e di in quella di vendita Vallenergie, che si è purtroppo distinta per gli incredibili tempi d'attesa delle bollette. Il disegno è quello che la Regione abbia un ruolo cardine per il trattamento complessivo della nostra ricchezza più importante, l'elettricità.

Lo sci

sciatori_tanti.jpgScrivo oggi perché domani sono a Bruxelles e al mattino sarò in viaggio.
Leggo sulla stampa svizzera di una discussione che - confesso - riassume un interrogativo che io stesso mi sono posto. Vale a dire: come spiegare che a fronte di una crisi economica che morde dappertutto la stagione dello sci, per fortuna, ha funzionato al di là di ogni più rosea aspettativa?
Le gran nevicate sembrano essere state un boccone cui gli sciatori - con qualche preoccupazione in più per gli inglesi con la batosta presa dalla sterlina - non hanno voluto rinunciare: sciatori che invecchiano nel tempo e che con grande fatica vengono sostituiti da appassionati delle nuove generazioni.
Trovo una generale preoccupazione e cioè che il rinculo della crisi possa investire il prossimo inverno. Ammesso che la neve torni - e su questo più che fare gli scongiuri non si può fare... - credo che ci si debba pensare per tempo, cercando di fare tesoro di quel gusto di sciare che quest'anno sarà venuto anche al più sfortunato dei "kannibali domenicali" e trovando sempre più formule "low cost" per i ragazzini.

Record mondiale

autostrada_01.jpgCredo che i cantieri della "Sav - Società Autostrade Valdostane" dovrebbero concorrere al record mondiale per la lentezza dei cantieri.
L'ho sempre detto ai dirigenti della società che, purtroppo, vede la Regione in un ruolo di minoranza, essendo stata fatta a suo tempo la scelta sbagliata di non comprare le azioni in vendita dagli enti pubblici piemontesi (io, che non avevo ruoli in Valle, avevo segnalato l'opportunità!).
Chi, come me, transita tutti i giorni soffre delle strettoie per l'agognato rinnovamento dei guardrail centrali (chissà prima o poi verranno anche quelli laterali o il rifacimento dell'illuminazione crepuscolare delle gallerie di Montjovet...) e soffre ancor di più a vedere - quando mai ci sono - microsquadre di operai che montano le protezioni con assoluta flemma.
L'esazione è invece è assai efficace.

«Studia, figlio mio!»

bimbo_bivio.jpgL'appello del titolo credo risulti familiare. Chissà quante volte, nell'Italia del dopoguerra, questa sollecitazione suonava come un viatico.
Ci pensavo mentre mio figlio, giunto in Terza media, deve scegliere la scuola superiore nella profonda indeterminatezza dei futuri cambiamenti della Riforma Gelmini. L'orientamento mi è parso un meccanismo fragile che propone infine un foglietto striminzito con un consiglio: meglio forse consultare un oroscopo.
Certo è che il clima nel mondo del lavoro non è buono: sulle inserzioni dei giornali tanti chiedono lavoro, poche imprese lo offrono. Il paradosso è che chi più ha studiato, smentendo gli ammonimenti affettuosi dei genitori, oggi rischia grosso che sia il patto di stabilità che comprime l'impiego pubblico o i privati che falcidiano quadri e dirigenti. Non bastano gli sgravi su auto e elettrodomestici per fare una politica in favore dell'occupazione in tempo di crisi e non bisogna solo guardare agli ammortizzatori sociali, pur indispensabili, per le fasce a reddito più basso.

Addio, Eluana...

eluana_englaro_0.jpgda tempo eri in Paradiso o laddove vanno quelli che hanno molto sofferto.
Il coraggio dei tuoi genitori ti ha reso un simbolo di un dibattito falsato da ideologismi e integralismi.
Riposa in pace.

Il Grande Fratello imbrattato

gf_federica.jpgIl "Grande Fratello" è una trasmissione televisiva in quaranta Paesi del mondo, dove il format si è diffuso con la stessa logica voyeuristica: un gruppo di persone in una casa, scrutate nelle 24 ore dalle telecamere.
La definizione viene dal romanzo "1984" di George Orwell, in cui un dittatore - personificazione del Partito comunista russo e di Stalin in particolare - incombe e spia i cittadini. Un tema sempreverde, specie oggi in cui le reti informatiche vigilano, ci catalogano e ci scrutano.
La trasmissione tv imbratta la definizione orwelliana e la profondità del suo pensiero con deprimenti psicodrammi da avanspettacolo.
L'audience contiene, immagino e spero, una parte di telespettatori che assistono increduli all'esibizione del vuoto pneumatico.

La crisi non è priorità?

berlusconi_ratzinger.jpgBarack Obama non dorme di notte a causa della gravità della crisi e sprona Congresso e Senato - trattati con grande deferenza - a fare presto.
Da noi, invece, il Consiglio dei Ministri che vara misure urgentissime per rilanciare industria e costruzioni diventa l'occasione per esibirsi sul "caso Englaro" e il Parlamento, trasformato sempre più in una sorta di zerbino di Silvio Berlusconi (che nel nome della libertà vuole uno Stato che legiferi per una singola ammalata assurta a simbolo a favore di sondaggi), al posto di approvare di corsa le nuove misure anticrisi dovrà occuparsi di una legge fatta solo ed esclusivamente per una persona, Eluana.
Una donna, in coma irreversibile da 17 anni, che è diventata vittima di discorsi da osteria mentre del caso si sono dovuti, con vero approfondimento e non con il cazzeggio, occupare i giudici per l'ignavia della politica.
Mi vergogno di tutto ciò e non capisco neppure la crociata della Chiesa che mette sul rogo un padre dolente ma lucido e i giudici misurati che si sono occupati del caso, oltreché un vecchio Presidente come Giorgio Napolitano che è sempre stato uomo retto e profondo.
Non ricordano Papa Wojtyła che volle morire senza sacralizzare una vita artificiale che forse gli avrebbe consentito di vivere ancora?

Corrado Gex

corrado_gex.jpgE' vero e confermo i dubbi del Canonico Donato Nouchy, allora giovane Priore di Arnad, rispetto alla morte in un incidente aereo del suo carissimo amico Corrado Gex. Il sospetto riguardava un'avaria all'aereo di Gex, mentre volava nella zona del Grand Combin. il deputato valdostano era riuscito ad atterrare lo stesso, ma aveva segnalato a Nouchy che si era trattato di una manomissione del motore e che in caso di un suo incidente avrebbe dovuto nutrire sospetti.
I timori riguardavano, secondo Nouchy, singole personalità - di cui non mi fece nome - ex partigiani comunisti che volevano punire Gex per il suo spostamento a destra. Nulla di complottistico, ma una sorta di follia, che non aveva a che fare con il piano - tutto politico - degli scontri in corso nella politica valdostana, come ebbe modo di dirmi, nel commentare quei mesi turbolenti che portarono poi alla caduta della Giunta del Leone, anche come riflesso dei nuovi equilibri politici a Roma.
Personalmente non credo alla tesi dell'attentato e penso invece che fu l'imprudenza di Gex a causare la caduta del suo aereo e la morte sua e dei suoi compagni di viaggio. All'aeroporto di Albenga, non a caso, gli fu sconsigliato di partire e non a caso ci fu, per paura, chi non volle ripartire con lui.
Il resto, nel rispetto delle convinzioni di tutti, anche di chi è pieno di dubbi e di dietrologie, rischia semplicemente di alimentare storie infondate. Le morti violente, specie di persone giovani e famose, gemmano dei miti, di cui bisogna non solo diffidare ma che necessitano anche la lucidità necessaria per evitare paradossi e magari dimenticanze. Per cui, ad esempio, è stato meritorio ricordare Gex con grande dispendio di energie e di denaro, ma ci sono molte altre personalità - penso ad esempio ad Albert Deffeyes, morto giovane ma per malattia - che non devono essere dimenticate.

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