blog di luciano

Redditometro

yacht_porto.jpgAosta, pur erroneamente segnalata come "Provincia", esce con le ossa rotte da una graduatoria pubblicata da "L'Espresso", a cura del "Centro Studi Sintesi", dove il tenore di vita si compara al reddito dichiarato.
Un modo per "contare" gli evasori fiscali, che oltretutto in Valle - con il riparto fiscale - gabbano la Regione. Per questo, si sa che tornerà un forma di "redditometro".
Tremino quelli che, magari con uno yacht in un bel porto, risultano al fisco dei poveracci. Ne conosco.

Un cambio di passo per il Papa

papa_aosta.jpgLa mia impressione - e lo scrivo alla vigilia dell'Angelus conclusivo di domattina a Les Combes (con lunga diretta, per la sola Valle su RaiTre dalle ore 9.45 sino alle 11.20) - è che la terza vacanza di Benedetto XVI in Valle segni una svolta.
Proprio all'inizio di questo soggiorno il vaticanista del Tg3 si è dimesso dopo una battutaccia fra i due gatti, poi spariti, che si aggiravano attorno alla residenza papale e i "quattro gatti" - semplifico il concetto - che seguono le udienze papali. Un modo rozzo per dire che l'attuale Papa non ha il carisma, la popolarità e il contatto umano di Giovanni Paolo II. Un tema su cui altri, snocciolando dati concreti su di un consenso in crisi, sono tornati.
L'inaspettata visita alla Diocesi di Aosta, un maggior contatto con le persone, un tono più scherzoso e meno formale potrebbero essere il segno tangibile di un cambio di passo per mostrare un volto più sorridente.

Gex: la verità contro le bugie

gex_corrado_02.jpgSono contento che la Procura di Mondovì abbia avviato una nuova inchiesta sul crash dell'aereo di Corrado Gex del 25 aprile 1966, purtroppo con la morte di tutti i suoi occupanti. Quando ho scritto in passato della vicenda, ho ricordato come il Canonico Donato Nouchy - allora Priore di Arnad - raccontasse dei suoi sospetti su di un'attentato. Il suo dubbio è che fossero componenti impazzite di area comunista che contestavano al giovane deputato la sua scelta di avvicinamento al Governo Moro, nota esperienza del centrosinistra, con conseguente appoggio alla linea che sanciva la fine della Giunta valdostana del Leone comunisti-Union con accantonamento di un'esperienza politica che, in piena Guerra fredda, aveva consentito al Pci - escluso dal Governo nazionale e ancora più all'angolo con il centrosinistra - di mantenere un'esperienza governativa, ben prima della nascita delle Regioni a Statuto ordinario.
Un'idea, quella di Nouchy, che recente pubblicistica, anche strampalata, ha mischiato a bizzarrie o ad autentiche stupidaggini.
L'inchiesta della Procura piemontese va dunque considerata nel duplice significato: fare chiarezza sull'incidente aereo, se mai sarà possibile a distanza di tanti anni e con materiali di diverso genere ormai spariti; presentare il conto a chi ha scritto cose false o persino calunniose nei confronti di Gex e sul contesto complessivo dell'incidente.

L'orologio

l_aquila_orologio.jpgOgni tanto penso a quell'orologio fermo sotto i portici a due passi dalla piazza principale dell'Aquila. Un simbolo di come per molti il tempo si sia fermato in quella notte del terremoto.
Leggo lettere sui giornali, ascolto reportage (Radiotre si è distinta) o interviste (Radio Radicale), che mostrano una realtà crescente di disagio, che qui avevo segnalato dopo una visita ai luoghi terremotati. Ciò avviene mentre pian piano, come è destino che sia, il sisma e le sue conseguenze escono pian piano dal cono di luce delle prime pagine e finiscono nel cono d'ombra delle brevi nelle pagine interne.
Intendiamoci bene: se penso alle promesse non mantenute dello Stato (fondi speciali per la messa in sicurezza del territorio), dopo la nostra terribile alluvione del 2000, mi metto nei panni dei terremotati e della loro paura che mai certi sostegni diventino realtà.
Se la Valle non avesse potuto contare sulle proprie risorse finanziarie, lo scenario anche da noi sarebbe stato del tutto diverso.

Poteva essere una success-story

eurotravel_sede.jpgMi spiace che non sia terminata con un lieto fine l'avventura dell'Eurotravel, che pareva avere le caratteristiche - usando due anglicismi - di una success-story, cui si accompagnava la vicenda umana di due fratelli self-made-man, che avevano salito con grinta e determinazione gli scalini, partendo dal piano più basso.
Evidentemente, ma non spetta a me dirlo, ci sono stati passi sbagliati che hanno condotto alla situazione attuale e non è certo solo la crisi globale ad esserne la ragione, anche se sono molti i tour operator che sono sull'orlo del baratro e come in un gioco di domino il sistema turistico italiano rischia grosso.
Frutto probabilmente del gigantismo, di bolle speculativo-finanziare e di un mondo malmostoso - in cui alla fine il turismo era solo occasione d'investimento e di giochi coi bilanci - da cui sarebbe prudente star distanti.

La lune

aldrin_sulla_luna.jpgCon una poesia di Alfred de Musset, "Ballade à la Lune", che propongo qui sotto, vorrei ricordare anch'io quella volta che, nell'estate del 1969, l'uomo arrivò sulla Luna. Ero al mare, ad Imperia, avevo dieci anni e ricordo benissimo quel duetto-duello fra Tito Stagno e Ruggero Orlando (che conobbi poi bene) sull'allunaggio.
Sembrava strano guardare la luna e pensare che l'uomo - che fosse poi una scelta americana per mostrare i muscoli poco importava e certo all'epoca non lo capivo - ci fosse salito sopra.





C'était, dans la nuit brune,
Sur le clocher jauni,
La Lune,
Comme un point sur un i;

Lune, quel esprit sombre
Promène au bout d'un fil,
Dans l'ombre,
Ta face et ton profil?

Es-tu l'œil du ciel borgne?
Quel chérubin cafard
Nous lorgne
Sous ton masque blafard?

N'es-tu rien qu'une boule?
Qu'un grand faucheux bien gras
Qui roule
Sans pattes et sans bras?

Es-tu, je t'en soupçonne,
Le vieux cadran de fer
Qui sonne
L'heure aux damnés d'enfer?

Sur ton front qui voyage,
Ce soir ont-ils compté
Quel âge
A leur éternité?

Est-ce un ver qui te ronge
Quand ton disque noirci
S'allonge
En croissant rétréci?

Qui t'avait éborgné
L'autre nuit? T'étais-tu
Cognée
A quelque arbre pointu?

Car tu vins, pâle et morne,
Coller sur mes carreaux
Ta corne
A travers les barreaux.

Et c'est, dans la nuit brune,
Sur le clocher jauni,
La Lune
Comme un point sur un i.

L'émigration: una miniera di personalità

valbon_georges.jpgHo sempre pensato che si debba fare di più per scavare nella diaspora dei valdostani nel mondo: un fenomeno migratorio di proporzioni colossali, che ha sparso valdostani in tutti i Continenti.
La maggior parte ha perso contatti con il Paese di origine e devo dire che Internet oggi consente a chi ha tagliato le proprie radici - come è naturale che sia, dopo alcune generazioni - di ritrovarle. Mi riferisco in particolare ad America del Sud e Stati Uniti.
Anche nella vicina Francia, dove l'emigrazione valdostana è stata massiccia, emergono talvolta delle personalità di origine valdostana che non conoscevo, naturalmente per colpa mia. Penso a Georges Valbon, morto poche ore fa in Valle d'Aosta dove era nato il papà, fuggito durante il fascismo. Sindaco per trent'anni di Bobigny era stato partigiano di spicco, lasciando l'Armée in cui era entrato volontario per il rifiuto di combattere in Indocina. Comunista convinto e uomo di cultura (l'Humanité ne traccia un bel profilo), Valbon aveva mantenuto un legame con la terra d'origine della sua famiglia.

Il Tour

tour_de_france_aosta.jpgBello da vedere in televisione, sapendo che milioni e milioni di persone seguono in televisione questa corsa ciclistica. Ricordo che i telespettatori del "Giro d'Italia", come numero, non sono neppure lontanamente comparabili.
La tappa attraverso i nostri Colli alpini permette, con la maestria dei francesi nella regia, di vedere delle bellissime immagini della nostra Valle, che sembrano rifarsi, per così dire, al Calepin su "Il nostro territorio".
L'idea poi che ci sia un fil rouge fra il "Tour" di oggi e il primo vincitore, il valdostano naturalizzato francese Maurice Garin, nella prima gara del 1903, è affascinante.

Imbrattare i muri

scritta_muro.jpgCon le nuove norme contenute nel tanto discusso decreto sulla sicurezza, è previsto un apprezzato giro di vite per chi si diverte a disegnare graffiti o a tracciare scritte sui muri e su tutto il resto.
Le sanzioni amministrative e penali, per gli autori e per chi vende a minori bombolette di vernice indelebile, credo che faranno il loro effetto. I writer dall'elevato contenuto artistico sono, basta guardare i muri di Aosta, un'infinitesimale minoranza e purtroppo - a parte patetiche dichiarazioni d'amore che varrebbero alcuni calci nel sedere - si è pure esaurita quella carica ironico-sarcastica che ricordo in certe scritte negli anni Ottanta.
Ci sono teppisti che godono come matti a rovinare il decoro di palazzi e arredi urbani di vario genere. Ricordo palazzi del centro appena ridipinti, divenuti tela sin da subito per certi sghiribizzi che sono una vera e propria violenza oltreché un danno.

Mediapolis

mediapolis_prato.jpgE' clamoroso come io resti un inguaribile provinciale.
Ho girato il mondo, ho studiato, mi tengo aggiornato, ma delle volte mi manca, purtroppo, quel colpo d'ala che forse sarebbe necessario. Mi riferisco a "Mediapolis", quel grosso conglomerato di cui si parla da più di dieci anni e che sorgerà (entro il 2011, secondo gli ideatori, con inizio lavori a breve) nel Comune di Albiano di Ivrea con una spesa coraggiosa in epoca di crisi: 500 milioni di euro.
Basta cliccare qui per capire che il progettone c'è: 600mila metri quadrati interessati, di cui 90mila coperti, un parco a tema (con ventidue attrazioni meccaniche), 7.800 posti auto e 107 per i bus, un'arena per gli spettacoli da 15mila posti e molto altro ancora. Con slogan suggestivi del genere: «tutto il parco è un set televisivo», «lo shopping come esperienza emotiva».
Si parla poi di energia, spazi verdi, valorizzazione del piccolo commercio e - mica male - 1.200 posti di lavoro.
Essendo che i parchi tematici in Europa vanno male, che i grandi ipermercati sono in crisi, che il settore televisivo langue e altri pessimismi analoghi che evito per non sembrare un gufo, direi che l'ottimismo del gruppo economico interessato dal progetto - con sede in Lussemburgo - riempie il cuore.
Chissà, ma è una bagatella, se per il vasto spazio commerciale è stato chiesto - come previsto dalla legge Bersani sul commercio - il parere della nostra Regione.
Anni fa, per questo, avevo scritto.

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