blog di luciano

Cicale Cicale

cicale_copertina.jpgEra d'inverno, e le formiche stavano asciugando il loro grano, che si era bagnato.
Ed ecco che una cicala affamata andò a chiedere loro del cibo. Ma le risposero le formiche: «perché durante l'estate non hai fatto anche tu provviste?» Rispose la cicala: «non ne avevo tempo, ma cantavo armoniosamente». E quelle, ridendole in faccia, le dissero: «beh, se nel tempo estivo cantavi, d'inverno balla».
Sin qui Esopo: certo la favola, che fu ripresa anche da La Fontaine, è piuttosto crudele. Il racconto si è dimostrato così efficace - e naturalmente evocato durante le estati invase dal frinire delle cicale - che sfido qualcuno della mia generazione a dirmi se fra i ricordi più remoti non ci sia proprio questa favoletta con la sua morale.
Che poi, oggi, siano davvero vincenti le formiche solleverei qualche dubbio, vedendo che tante cicale (o meglio "cicale cicale", citando il tormentone di Heather Parisi) cantano e ballano allegramente.

Cristiani perseguitati

croce_pietra.jpgBasta una piccola ricerca o leggere alcuni libri per verificare quanto, nei diversi Continenti, in barba alla libertà di religione come uno dei princìpi cardine del diritto internazionale, i cristiani siano perseguitati.
Le recenti morti in Pakistan sono solo la più recente punta di un iceberg. Eppure, alla fine, anche in Paesi a larga maggioranza cristiana come l'Italia, la questione sembra non fare scandalo. Paiono essere distanti guerre tribali, di cui non vale la pena di occuparsi.
Ed invece, pure mondate da vicende locali che spesso hanno specifiche chiavi di lettura, queste persecuzioni danno una lettura dei tempi - con una grande carica di violenza - che ci deve fare riflettere e, come si diceva un tempo, mobilitare.
Se qualcuno ce lo chiedesse.

Farfalle

farfalla.jpgMi fa piacere - e spero non sia una mia illusione - di vedere in giro per la Valle più farfalle che in passato.
Immagino che ciò sia dovuto ad una certa rinaturalizzazione, causata da un minor uso di prodotti chimici in agricoltura, compreso quel massiccio impiego di "ddt", che per la mia generazione era l'onnipresente "Flit" (battuta anni Sessanta: «ammazza la vecchia col flit, se non ci riesci col gas...») e che è stato così adoperato a sproposito sino al divieto in Italia nel 1972 (ma l'OMS lo ha in parte riabilitato nel 2006), che era persin stato ritrovato, anni fa, nel grasso degli orsi polari!
Mi piacciono le farfalle e non paia contraddittorio il fatto che io ammiri gli appassionati - lo facevo anch'io a Pila da bambino - che le catturano per "fissarne" - anche se il rituale è piuttosto macabro, tipo voodoo - la bellezza.

Agosto

aosta_turisti_agosto.jpgLa nuova organizzazione del Turismo in Valle si trova al capezzale di un grande malato: il turismo estivo. Non mi riferisco ai dati nudi e crudi sulla cui significatività nutro dubbi e neppure all'endemico mugugno di tanti addetti ai lavori, che somiglia alla frase «al lupo, al lupo!» della celebre favola, ma alla percezione netta di una stagione estiva che si accorcia e di una clientela sparagnina.
Valorizzare la montagna d'estate è una delle cose da fare assieme alla destagionalizzazione, che dovrebbe proprio prendere per le corna il mese di agosto, quando pochi giorni - confidando nella meteo - concentrano con parossismo le speranze di un'estate, mentre negli altri mesi, quando la Valle è godibilissima, arrivi e presenze sono ridotti al lumicino.

Il burqa, un orrore

burqa.jpgIn Francia si torna a discutere del burqa, quel paludamento che copre dalla testa ai piedi le donne che, consenzienti o no, subiscono questa "sparizione", precetto degli estremisti islamici, nella convinzione che nessuna parte del corpo femminile debba risultare visibile.
Nicolas Sarkozy aveva già espresso le sue preoccupazioni e il Senato francese sta conducendo un'inchiesta. Ora l'argomento è tornato ad essere vivace perché la Polizia francese segnala che, su sei milioni di musulmani in Francia, a portare il burqa sarebbero solo 367 donne. Cifra che, per la sua esiguità, ha lasciato tutti perplessi e forse cela storie di autentica reclusione.
Personalmente assecondo chi sostiene che, nel rispetto della libertà religiosa ma nel prevalente interesse dei diritti umani, il burqa vada vietato per legge in tutta Europa.

Canta che ti passa

juke_box.jpgQuando la politica, nel cuore dell'estate, si tinge di coloriture da teatro dell'assurdo, conviene pensare alle estati di tanti anni fa. Quelle estati da ragazzi, che non finivano mai e la gioia di vivere era un virus contagioso.
Pensavo a come oggi facciano i ragazzini a sopportare l'assenza dei juke-box e non c'è musica scaricabile da Internet o scambiabile con il bluetooth che regga alla socialità fisica del juke-box. Bastava una monetina per scegliersi il disco e la programmazione scelta era un'operazione multistrato.
Un disco da soli, con gli altri, in due, in tanti, per fare ambiente, per crearsi una nicchia, per ballare, per cantare, per lumare, per ridere, per piangere...
E via di questo passo mentre il disco prescelto, numero e lettera, suonava dalla pancia del juke-box.

I drammi degli 8000

marco_confortola.jpgMarco Confortola è tornato ieri a Courmayeur ad un anno da una manifestazione in cui, per caso, durante un collegamento telefonico da sotto la cima della grande montagna con Agostino Da Polenza, si comprese che Confortola - dopo aver conquistato la vetta del K2, come aveva fatto il suo paesano Achille Compagnoni nel 1954 - nella discesa stava seriamente rischiando la vita.
In poche ore, morirono undici alpinisti vicino a lui e Marco si salvò per fortuna e pellaccia, rimettendoci le dieci dita dei piedi, tagliate perché irrimediabilmente congelate.
Purtroppo da allora altri drammi hanno colpito le spedizioni ai grandi "ottomila" della terra e questo aspetto "noir" del grande alpinismo rischia di essere una delle cifre negative di questi tempi e di un'evoluzione estrema di questa pratica sportiva da sempre pericolosa, ma certi drammi rischiano di accentuare la distanza dalla realtà.

Aosta-Martigny

treno_tunnel_svizzero.jpgIl tunnel ferroviario Aosta-Martigny, di cui pare si parli nel Dpef in discussione (l'ultimo documento di programmazione economico-finanziaria nel Parlamento italiano, vista la riforma del Bilancio), è figlio della stessa epoca del trenino Pila-Cogne. Direi più di vent'anni fa. Ho avuto modo di seguire la storia di questo tracciato internazionale nelle diverse funzioni esercitate a Roma, a Bruxelles e poi in Valle d'Aosta.
Il funzionario che lo spingeva, lo stesso del trenino (e che non cito perché morto), si era inventato all'epoca una serie di reti di lobby per mostrare la facilità di costruzione del traforo con la Svizzera, che poi nella realtà era una costruzione assai instabile nelle sue basi, peggiorando poi il quadro negli anni successivi.
Quando, infatti, mi sono ritrovato con una responsabilità specifica ho semplicemente verificato che le autorità federali svizzere mai vorranno "lanciare" questo nostro traforo sino a quando non usciranno dalla palude in cui sono finite con il traforo ferroviario del San Gottardo, che è iniziato nel 1998, dopo un referendum del 1995, e finirà - con una spesa di oltre sei miliardi di euro - tra il 2017 e il 2018!
Mantenere viva l'idea dell'Aosta-Martigny è dunque positivo, ma è bene che sia solo una fiammella.

Sud

raffaele_lombardo.jpgIl Sud ha già un partito: è il da tempo esistente Movimento delle Autonomie del Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo.
Ma l'operazione in atto, questa volta, è più complessa. Infatti diverse anime del PdL berlusconiano stanno - con una logica movimentistica ben più vasta del progetto di Lombardo - accarezzando l'idea di un movimento territoriale nel solco della Lega.
Berlusconi ha messo, subito e come risposta, sul tavolo i fondi "Fas" (Fondo aree sottosviluppate), specie in favore della Sicilia. Peccato che questi fondi, che già sono quasi tutti al Sud, siano spostati ogni tanto per la copertura finanziaria di qualunque urgenza, come i celebri aerei di Mussolini.

Lo spiumacittadino

superenalotto_01.jpgIl Superenalotto fa sognare: uno dei giochi nel gioco sta nel discutere con gli amici o al bar che cosa si potrebbe fare con gli oltre 100 milioni di euro, cifra da capogiro.
Sarebbe bene, tuttavia,  scavare  a fondo nell'impazzimento di uno Stato biscazziere, ben lieto di svuotare con i giochi più disparati le tasche dei cittadini con implicazioni con il malaffare, come dimostrato dai trigomiriri sulle slot machine.
Chi guardi il sito dei Monopoli di Stato,  non può che rimanere stupito e amareggiato dallo strapotere di una macchina dell'azzardo pubblico unica al mondo. Strana idea di Stato... asociale che pare la normalità e quando si cercano i soldi - come per il terremoto abruzzese - ricorrendo ormai, con metodo, ad un nuovo gioco "spiumacittadino".

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