blog di luciano

CasaPound ad Aosta

casapound_militante.jpgHo sempre ritenuto l'antifascismo una parte fondamentale della mia formazione culturale. Ma, ciò detto, ho sempre trovato che ci sia un "antifascismo da operetta" pronto ad indignarsi e ad accendersi come un cerino a detrimento dei problemi veri, che ci sono in un Paese dove il fascismo ha lasciato continuità da brivido e dove i terroristi neri hanno ucciso senza pietà per poi rifugiarsi, non tanto maschiamente, nella cultura italiana del perdonismo piagnone del «teniamo famiglia».
Non mi convincono, tuttavia, le vibranti dichiarazioni contro l'annuncio della possibile nascita ad Aosta di una sede di "CasaPound", un'organizzazione di evidente stampo fascista.
Consiglio la visita al sito ufficiale, dove si trova il programma dell'organizzazione.
In un italiano zoppicante e degno di essere letto e doppiato dalla voce stentorea di un "Film Luce" del Ventennio, si trova una miscellanea confusa e indigesta di fascismo sociale. Si va dalla riconquista nazionale all'Europa autarchica, dallo schiavismo anglosassone alla mobilitazione per evitare che l'Italia diventi un «popolo di barboni», dalla valorizzazione del Diritto Romano all'auspicio che l'Italia si doti di arma nucleare.
Tralascio altre amenità di questo genere, che mostrano una pochezza di contenuti e un insieme di slogan privi di fondamento.
Che se la aprano - se ce la faranno - questa "CasaPound" ad Aosta, perché affonderanno nel ridicolo.

Nord e Sud II

copiare.jpgMi ero molto divertito, l'indomani della prova "Invalsi" (acronimo dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, dizione che sembra uno scioglilingua), a vedere con mio figlio Laurent - uno degli esaminati in Terza Media - le domande a quiz di italiano e matematica che gli erano state sottoposte.
Una quarantina per l'italiano, una parte delle quali tratte da un testo di Dino Buzzati, una ventina per la matematica (la prima era simpatica e riguardava l'unità di misura per esprimere il peso di un uovo di gallina: in grammi!).
Oggi leggo i risultati analitici della prova per Regioni: la Valle d'Aosta risulta la numero uno nella lingua italiana ma naviga a fondo classifica per la matematica.
Ma quel che è stupefacente è che nel documento ufficiale l'Invalsi, spiegando alcune correzioni, esplicita il fatto che al Sud si è copiato e si è fruito di un "aiutino" dei professori, per cui - con correzione conseguente - il Sud, che prima eccelleva, è finito in fondo alle graduatorie.
Ovvia l'analogia con la manica larga dei 100 e lode alla Maturità.
Sans commentaire.

Nord e Sud

insalata_e_pomodori.jpgTutti a filosofeggiare per giorni, dopo che la "Banca d' Italia" ha spiegato che al Sud e al Centro, rispetto al Nord, vi sono molte voci più basse nel costo della vita.
Basta entrare in un bar, in un ristorante, in un negozio di frutta e verdura, in una macelleria per vedere che questa differenza c'è ed è evidente.
A spiegarne le ragioni ci han provato in tanti: dalle tasse pagate o non pagate ai costi di trasporto, dalle intermediazioni alle speculazioni, dalla taratura sulla disponibilità media del cliente alle regole della concorrenza, dall'adeguamento o meno a molte norme ad esempio sulla sicurezza al "nero" sui dipendenti. 
Tutto vero, per carità, e tutto sottoponibile a fini analisi economiche. Fatto sta che se compro il pane, bevo un aperitivo, pago un pranzo al Nord spendo di più.

Chi beve birra...

birra_aosta_sottobicchiere.jpgSono contento che nascano in Valle due birrerie artigianali e ciò significa autoproduzione di qualità.
E' vero che la Valle ospita il anche il grande stabilimento "Heineken" di Pollein, ma non vengono più usati da tempo quei marchi ereditati nelle acquisizioni che ricorderebbero - se viventi - un passato prestigioso dei birrifici valdostani, come "Zimmermann" (ricordo da "Gervasone" a Verrès la bottiglietta con un'etichetta verde) ed "Aosta".
Si trova nella storia di questi marchi, come in quello "Menabrea" di Biella (oggi della "Forst"), tutta la forza imprenditoriale nel settore della birra dei nostri walser, protagonisti anche in Baviera - con un ramo dei Beck-Peccoz - con la birra "Kuhbacher".
D'altra parte, i walser sono stati e resteranno - se riusciranno a salvare la loro cultura - un "ponte" con il mondo germanofono, di cui la birra è componente identitaria importante.
Accanto al gigantismo delle multinazionali che si sono mangiate i più piccoli, concentrando le produzioni in stabilimenti enormi e ciò tiene vigili sul futuro di Pollein, oggi ci sono di nuovo gli spazi per produzioni locali.
Che i nuovi birrifici ricordino la storia della birra in Valle!

Fête des émigrés

hone_emigres.jpgLa definizione del parroco di Hône, don Vincenzo Cauda, è stata la più bella: un'emigrazione «onesta». Come è vero!
I valdostani, dispersi in tutti i Continenti, non hanno mai diffuso mafie o malaffare. Un'emigrazione silenziosa e fattiva, che ci onora, pensando ad un'emigrazione italiana che alberga nelle sue file personaggi strani e profittatori. Basta pensare a quella follia costituzionale dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere.
Mi ha colpito di essere stato avvicinato ad Hône da persone che hanno perso negli ultimi mesi i genitori émigrés, che avevo conosciuto negli anni passati. Un pezzo di storia valdostana che ci lascia.

Cento anni

riccardo_cassin.jpgPer un alpinista, che rischia la vita in montagna, campare un secolo è un record. Se n'è andato a questa veneranda età Riccardo Cassin.
L'ho incontrato spesso per cerimonie ufficiali e dietro le quinte. Era di una generazione che ha vissuto i profondi cambiamenti dell'alpinismo in prima fila grazie ad incredibili doti innate di scalatore.
Lo ricordo come un grande vecchio ironico e sempreverde. Credo sia uno dei segreti della longevità.

Parchi acquatici e naumachie

parco_acquatico.jpgI parchi acquatici - ne ho visto di simpatici, compreso uno gigantesco nel novarese - sono una caricatura della realtà, come è sempre avvenuto nella storia umana.
Dalla naumachia dell'antica Roma (battaglie navali a beneficio del pubblico) allo sci al coperto, come avviene oggi nel deserto di Dubai.
E' divertente pensare che questa è una caratteristica umana, quella di uno straniamento naturale e geografico che ci permette di spostare cose e situazioni, seguendo i nostri desideri.
Meglio fare un bagno, perché non vorrei che certi avvitamenti mentali siano frutto del solleone.

Le bandiere regionali al Quirinale

quirinale_bandiere_regioni.jpgNel mese di agosto i giornali assomigliano alle barche che cercano il vento. L'assenza di materia prima, mentre per contro i lettori nullafacenti leggono di più i quotidiani, obbliga a enfatizzare ogni alito di notizia.
Così questa storia leghista di una modifica costituzionale per valorizzare bandiere ed inni regionali costringe i portavoce degli schieramenti politici a prese di posizione e i titolisti a darsi da fare. Nella bonaccia ogni zefiro va sfruttato, ma francamente siamo al ridicolo.
Noi, da tempo, abbiamo una legge regionale che riconosce bandiera, inno e simbolo della Valle d'Aosta e sono fiero di aver fatto questa legge.
La cosa ha turbato qualcuno? Perché non ricordare che nel cortile d'onore del Quirinale ci sono già, ben esposte, le bandiere delle Regioni e delle Province autonome?

Carceri al collasso

casa_circondariale_brissogne.jpgIl carcere di Brissogne scoppia nuovamente di detenuti con condizioni di vita difficili non solo per chi è in galera (circostanza che non emoziona generalmente l'opinione pubblica), ma anche per chi - come la Polizia penitenziaria - deve lavorare in situazioni complesse, comprese le ristrettezze causate dalla continua riduzione dei fondi a disposizione. Non avete idea come in questo settore, e nell'intero comparto sicurezza, il denaro a disposizione non corrisponda affatto alle dichiarazioni aggressive e muscolose contro la delinquenza. Non si fanno le nozze con i fichi secchi.
E' finito l'effetto indulto che aveva reso vivibile la prigione e ci si ritrova nelle condizioni precarie di prima.
Spiace perché Aosta potrebbe essere un carcere modello ed invece finisce per essere niente altro che uno stabilimento penitenziario sovraffollato.

Abolire l'Anas

anas_gabbiotto_rovinato.jpgAbolire l'Anas?
Arrabbiato per la vicenda grottesca del nuovo passante di Mestre, il Presidente del Veneto, Giancarlo Galan, lancia la provocazione. Basterebbe andasse a vedere nelle Province autonome di Trento e di Bolzano per verificare come si possa chiudere questo vecchio carrozzone.
Anche in Valle lo dovremmo fare, visto che la regionalizzazione delle strade statali delle vallate laterali ha lasciato al locale Compartimento - esistente sulla carta, ma privo di reale autonomia e di personale sufficiente - le sole strade statali 26 e 27, mentre la vigilanza su autostrade e tunnel è in capo ad altri uffici Anas fuori Valle.
Tutto dovrebbe, con le risorse necessarie, passare alla nostra Regione.
Esistono già ipotesi di questo genere in documenti passati.

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