blog di luciano

"Lo pleisi"

zio_severin_03.jpgUna nuova edizione del libro di mio zio, Séverin Caveri, "Sous les arbres toujours en fleurs" (premier volume), consente di abbeverarsi alle fonti di un pensiero lindo e pulito.
Ogni tanto penso ai miei ricordi di lui: sono tutti familiari. Ad esempio il Natale a casa di zia Eugénie con i racconti straordinari di Séverin a fratelli, sorelle e nipoti. Ricordo con emozione quando - ero piccolissimo - mi portò in un negozio di Aosta a comprare un giocattolo e ricordo quando, nella penombra della sua biblioteca, in un pomeriggio fui testimone dell’attesa di una telefonata che doveva annunciare la nascita di una Giunta Andrione.
Era un uomo di principi e, come tale, quasi fuori moda e per questo, in questi anni, ricordato appena appena con una logica da minimo sindacale, benché sia stato un gigante nella storia valdostana.
In quel libro c’è un breve scritto del 1947, "Une Maladie Dangereuse", che si rivolge all’Union Valdôtaine, di cui era fondatore e all’epoca leader. Si riferisce al clientelismo come metodo in politica: "Nous devons avouer que dans la mentalité de plusieurs Valdôtains il y a une superstition qui est solidement ancrée. La fonction des magistrats, par ce mot nous n’indiquons pas le juges, mais tous ceux qui ont reçu un mandat politique, ne serait pas celle de pourvoir aux intérêts publics, c’est-à-dire, aux intérêts de la collectivité, mais plutôt celle de faire "lo pleisi" aux amis, ou à ceux qui se croient etre tels".
Seguono cinque esempi: la richiesta di non denunciare un tizio che ha rubato delle piante; pagare la degenza in ospedale di un paziente; "dare una mano" ad una bocciata ad un concorso; evitare un esproprio per far passare una strada; cambiare un parere delle "Belle Arti" per far costruire una bruttura.
"Naturellement ces gens, lorsqu’ils vous demandent les choses les plus invraisemblables, ne manquent jamais de vous dire que leur "amitié" pour vous résistera à la bombe atomique. Pour ces gens, la Loi n’existe pas, l’Administration ne doit pas obéir à des règles de justice ni pourvoir aux intérêts publics: c'est une espèce de Congrégation de charité, qui doit leur distribuer les places, les rubans, les subsides, les privilèges, les faveurs, c’est-à-dire le injustices, en un mot, "lo pleisi".
C’est aussi intéressant de remarquer que si vous refusez tout cela, les postulants ont de profondes crises "spirituelles".
Le super autonomiste devient centraliste, le chrétien se convertit au bouddhisme, le communiste s’inscrit à la démocratie chrétienne et vice-versa. C’est un petit tremblement de terre, qui découvre que certains "idéalistes" sont des égoïste et des aspirants profiteurs cousus de fil blanc".

Mica male come ammonimento, modello alternativo a certa politica, apparentemente vincente.

VGE

giscard_d_estaing.jpgHo conosciuto l'ancien Président della Repubblica francese, Valéry Giscard d'Estaing, in un'occasione particolare. Era Presidente della Convenzione e lo incontrai (come avevo fatto con un Vice, Giuliano Amato) per parlargli dell'inserimento della "montagna" nel Trattato costituzionale dell'Unione europea, allora in discussione.
L'incontro durò più del previsto, segno di un buon esito, e Giscard - che viene dall'Auvergne, dove è Presidente del Consiglio, nel Massif central - mi raccontò il suo amore per le montagne, in particolare il Monte Bianco (sceso in sci!) e la sua conoscenza, in Valle, della "Maison de Philippe" a Courmayeur, dove ogni tanto andava a mangiare la cucina valdostana, traversando il traforo in barba al protocollo.
Da parte mia gli raccontai i contorni della nostra battaglia europeista in favore dei territori montani e ne approfittai per descrivergli la situazione della Valle d'Aosta, di cui pareva conoscere il quadro giuridico di riferimento.
Oggi mi diverte che VGE, come viene riassunto in un acronimo, sia balzato agli onori della cronaca per un romanzo che adombrava un suo flirt con Lady D.
Ora, da vero gentiluomo, smentisce e attornia i particolari torridi presenti nel suo libro in un quadro di fantasia. Chissà...

Contro i furbetti

hosny_farouk.jpgEssere incoerenti non porta bene e crogiolarsi nella logica del realismo politico, al limite del cinismo, ogni tanto torna indietro come un boomerang.
Esemplare, nella sua plasticità, è la sconfitta dei Paesi - purtroppo anche l'Italia - che spingevano per portare alla guida dell'Unesco Farouk Hosny, ministro egiziano che aveva simpaticamente dichiarato che era sua intenzione «bruciare i libri ebraici nelle biblioteche d'Egitto».
Ma il Governo italiano, che già esalta Gheddafi nel nome della "Realpolitik", a fronte di un rigurgito antisemita di questo spessore, non ha ritenuto di schierarsi contro questa candidatura.
Per fortuna ci hanno pensato altri e alla guida dell'organizzazione delle Nazioni Unite è finita Irina Bokova, degnissima signora bulgara, sconfiggendo - e la lezione è esemplare - i soliti furbetti.

Il "caso Lanièce"

rollandin_laniece_vierin.jpgDopo le dimissioni causate dalla sentenza di ineleggibilità come consigliere regionale stabilita in appello dalla Cassazione, l'Assessore alla Sanità Albert Lanièce verrà riproposto, al Consiglio Valle di domani, al suo ruolo.
Così ha deciso il Comité fédéral dell'UV su proposta del Presidente Augusto Rollandin.
Appartenevo a coloro che, nel Gruppo unionista, senza mai farne un fatto personale o peggio territoriale, avevano segnalato l'incongruenza nell'atto di riproposizione alla luce di un documento dello stesso Conseil di un anno fa e delle conseguenti dichiarazioni in Consiglio del Presidente della Regione: "se bocciato in Cassazione - così si scrisse e si disse - Lanièce sarà sostituito da un consigliere regionale". Segnalo con l'occasione che io non ero in lizza, per mia scelta, per un'eventuale responsabilità di questo genere.
Rollandin, preso atto delle opportune dimissioni dell'Assessore, ha deciso diversamente e, ieri sera, ha spiegato e domani fornirà le motivazioni che lo hanno portato ad operare questa scelta, legittima perché da sempre in casa Union la scelta della squadra degli Assessori, pur con i "manuali Cencelli" del caso, applicati anche un anno fa, è una responsabilità diretta del Presidente, che porta alla sola ratifica del Conseil la sua decisione, rafforzata dalla votazione collettiva in Consiglio della Giunta prevista dalla legge in vigore.
Si sprecheranno i commenti, alcuni già scritti. Da parte mia ribadisco che le scelte diverse vanno opportunamente motivate e, di conseguenza, ognuno si assume sul "caso" le proprie responsabilità.

Una comunità esistente

statistiche_orarie.jpgAvevo promesso di "dare i numeri" sul sito, ringraziando tutti quelli che si sono espressi sull’anniversario.

Cominciamo con qualche spiegazione:
- visitatore unico: accesso proveniente da un unico IP (la Regione è un visitatore unico, anche se, penso che a leggere siano di più…), conteggiato come tale per 24 ore;
- numero di visite: accessi totali effettuati sul sito, anche dallo stesso IP;
- pagine viste: numero di pagine web aperte sul sito;
- hits: i click effettuati sul sito, che misurano l'interattività con l'utente.

Il primo giorno, poco più di un anno fa, i visitatori furono 23, ora si viaggia su di una forbice tra i 100 ed il 160 visitatori unici al giorno (tra le 1.800 e le 3.000 pagine viste al giorno).
In totale,
- i visitatori unici sono stati 23.676, una media di 1.973 al mese;
- le visite totali sono stati 52.041, che vuol dire che uno stesso utente, in media, ogni giorno legge il sito due volte;
- le pagine lette sono state 593.915, in media, ogni utente ha visitato 25 oggetti prodotti (questo dato comprende anche la home page, dove, senza fare nulla, si leggono dieci post);
- il totale degli hits è di 2.442.256;
- i commenti totali hanno superato quota 2.300.

Il grosso degli accessi è ovviamente, provenienti dell'Italia, circa il 70 per cento, seguito dagli Stati Uniti (in realtà il dato Usa comprende tutto il .com) a cui segue una qual certa presenza (10 per cento) dalla Latvia, la Lettonia.  Stupore!
In realtà questo dato rappresenta la provenienza degli "attacchi dos" che hanno tentato più volte di buttare giù il sito, siccome la legislazione di quel Paese, come nel caso della Russia, permette ai criminali informatici di nascondersi.
Seguono, più realmente, accessi dalla Francia (otto per cento), dalla Cina (sei per cento, la metà finti, come la Latvia), Svizzera (cinque per cento), Russia (quasi il cinque per cento, finti, anche in questo caso come la Latvia), e sotto il quattro per cento, Regno Unito, Germania e Giappone.

Il picco degli accessi si verifica intorno alle ore 11, ma dalle ore 8 alle 17 il traffico subisce un grosso incremento rispetto al resto della giornata. Qualcuno ha segnalato come tener vivo il sito sia un’attività impegnativa.
Vi assicuro che lo è.

Caleidoscopio 22 settembre

radio_bozon_e_corti.jpgOgni lunedì, da oggi, vi segnalerò gli argomenti della trasmissione radiofonica che andrà in onda il martedì, giorno successivo, su "Radio1" negli spazi di "RaiVdA" alle 12.35, dopo la "Voix de la Vallée". I nuovi spazi della radio del servizio pubblico mi paiono essere assai graditi dal pubblico.
A leggere la trasmissione è una "voce" nota e importante come quella di Vittorio Bestoso, visto che - avendo io il ruolo di consigliere regionale - non appaio in video e in voce.
Questa settimana parleremo dell'Abruzzo e dell'esperienza valdostana di "adozione" del piccolo Comune di Lucoli, dove in queste ore è stato smantellato il campo. Poi, come è ovvio, un ricordo di Mike Bongiorno e infine spetterà a Christian Diemoz raccontare un libro di editoria locale e un disco ad esso legato. Sono una ventina di minuti, con i giusti intervalli musicali, che credo possano essere interessanti, come lo è stata l'esperienza della radio per me, che ho cominciato 35 anni fa (!) su "Radio Saint-Vincent" nella trasmissione "Frequenza modulabile".
Data per morta, per mano della televisione, la radio ha dimostrato una grande vitalità e anche in Valle questo strumento potrà dimostrarsi prezioso per informare e intrattenere i valdostani.

Una Valle senza più ghiacciai?

mondo_caldo.jpgSono anni che seguo, compatibilmente con le mie nozioni scientifiche, il dibattito sull'evoluzione del clima, pensando alle sue conseguenze per la Valle e per le future generazioni che l'abiteranno, in parte tracciate nell'unico studio organico  che commissionai anni fa. Mi pongo da allora in una posizione mediana fra i catastrofisti e gli indifferenti (come il paradossale documento negazionista - cioè "fa più caldo per cause naturali, l'umanità non c'entra un piffero" - votato, mesi fa, dal Senato).
Il riscaldamento del pianeta, qualunque possa essere appunto la percentuale di responsabilità umana nel fenomeno, è un tema mondiale, anche se l'impressione è che la politica lo affronti prendendosela comoda.
Certo lo scenario di una Valle d'Aosta senza più ghiacciai, nel giro di pochi decenni, fa impressione e basta vedere le temperature (o più semplicemente le vendemmie anticipate) per verificare come le modificazioni siano palpabili e eventuali inverni nevosi - speriamo che il prossimo lo sia - non paiono contraddire lo scenario.
A fine anno, nel Summit sul clima a Copenhagen, si dovrebbero assumere decisioni importanti, ma le premesse sono deludenti.

Un anniversario

writing_pc.jpgIl nuovo sito, questo su cui scrivo, compie in queste stesse ore un anno, anche se è erede di una esperienza ben più lunga.
"Darò i numeri" nei prossimi giorni e sono lusinghieri per il numero delle visite e l'interesse per il sito.
Credo di essere stato e di essere ancora uno fra i pochi politici a credere nelle potenzialità di Internet e nell'interazione fra le nuove tecnologie nel rapporto fra l'eletto e il cittadino e credo che "Un computer in famiglia" sia stato un esempio di tante azioni che si sarebbero potute fare.
Credo inoltre nella potenzialità della democrazia informatica, che mai sostituirà il contatto personale, ma penso che scoprirsi in Rete, giorno dopo giorno, consenta di sondare bene l'animo di chi scrive, a condizione che non lo faccia fare ad altri! 
Grazie di cuore a chi partecipa.

La tendopoli smantellata

lucoli_campo_vda_02.jpgSpero di tornare presto a Lucoli, quel paese a pochi chilometri da L'Aquila, "adottato" per caso dalla Valle d'Aosta e dove in queste ore si sta smontando quel campo dalle tende blu e dalle piazze e vie dai nomi valdostani. So che i filmati realizzati dalla "Rai" sono stati accolti con commozione, durante la visione nella grande televisione della tenda principale.
Era il racconto della sofferenza dei terremotati attraverso le sensazioni dei nostri volontari, che hanno dimostrato - sotto l'egida della Protezione Civile - di saper lavorare assieme.
I lucolani ringraziano, anche con messaggi accorati di amicizia e in una recente visita ad Aosta sono stato testimone oculare dell'affetto creatosi. Montanari noi, montanari loro: legati dal destino di quel sisma terribile, i cui effetti - specie su L'Aquila, dove i nostri pompieri hanno grandi responsabilità - dureranno purtroppo nel tempo.
Un'annotazione: bene ha fatto il mio amico Presidente del Trentino, Lorenzo Dellai, ad arrabbiarsi con Silvio Berlusconi. Le casette inaugurate per prime erano quelle piazzate dalla Provincia autonoma, ma in pochi lo hanno saputo...

Kabul

kabul_attentato_settembre_2009.jpgConfesso di aver atteso prima di scrivere. La speranza era che venissero le parole giuste per parlare delle conseguenze della trappola assassina in cui sono caduti i militari italiani.
Non ho trovato argomenti adatti, ma il silenzio, visto che ho sempre parlato, nel piccolo, degli argomenti di maggior attualità, poteva suonare come una grave omissione, una scelta di non toccare argomenti delicati o difficili.
Invece direi che non si può dir altro che questa è la guerra, anche sotto la forma nobile di quella che pudicamente si chiama "missione di pace" e che i militari di carriera sanno che la morte è un rischio connesso alla scelta professionale che hanno fatto.
Gli estremisti islamici sperano prima o poi, lì come altrove, di fiaccare la resistenza dell'opinione pubblica dei Paesi i cui ragazzi rientrano stesi nelle bare. Fanno il loro mestiere, basandosi oltretutto su di una visione del mondo astratta e fallace, che li vede protagonisti di una guerra contro l'Occidente e i suoi valori, spesso aiutati da un pacifismo simile a quello - leggete qui vicino - che aiutò Hitler a perseguire i suoi progetti.
Per cui il dolore deve servire a confermare un impegno.

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