blog di luciano

Un ritorno

L'aula del Consiglio Valle all'avvio della XVI LegislaturaOggi è una data interessante per la mia vita e qui l'annoto senza troppi giri di parole con un'azione verità e più passa il tempo e più dire le cose come stanno mi appartiene. Come si dice: pane al pane e vino al vino.
Ricordo di aver passato gli ultimi sette anni senza aver alcun ruolo elettivo. Un periodo sabbatico, in cui sono tornato al mio lavoro in "Rai" perché bisogna sempre avere un lavoro cui tornare perché è una forza. Ho vissuto senza ansie o problemi, dopo ventisei anni di cariche ottenute fra Roma, Bruxelles ed Aosta.
Bella esperienza davvero fra Camera, persino con un passaggio al Governo, poi il Parlamento europeo, anche presidente di Commissione, ma anche al "Consiglio d'Europa" con un bel ruolo e idem al "Comitato delle Regioni" ed in Valle D'Aosta assessore e pure presidente della Regione. Sempre fiero di esserlo e, immodestamente, ben considerato perché ho sempre lavorato duro, ma sorridendo. Poi ovviamente ho i miei difetti, alcuni di cui vado persino fiero ed altri no.

Il professore francese decapitato

Un cartello durante la manifestazione per Samuel PatyFaccio un post su "Twitter", dicendo che moralmente mi sentivo partecipe della manifestazione pubblica che a Parigi ha ricordato la morte di Samuel Paty, povero professore francese ucciso e decapitato da un diciottenne ceceno islamista.
Mi risponde una donna indignata: «Non capisco perché si debba sottolineare di che religione sia... Che con la religione non ha niente che fare... Non si sente mai arrestato mafioso di religione cristiana ortodossa che sia... tutto per aumentare odio. Vivi e lascia vivere ma col massimo rispetto verso tutti e tutto».
Roba da non credere! Islamico ed islamista hanno una bella differenza semantica e resta la circostanza, evidente per chiunque, ma non per la mia interlocutrice, che Abdoullakh Abuyezidvich Anzorov, accolto in Francia con lo status di rifugiato dalla Russia, ha decapitato il professore con un coltello gridando «Allahu Akhbar!»...

Scurati torna su Mussolini

Il secondo libro di Antonio Scurati su MussoliniAvevo riassunto in queste pagine, consigliandone la lettura, il romanzo storico di rara profondità scritto per la Bompiani da Antonio Scurati "M. Il figlio del secolo". Una storia straordinaria per la lucidità del racconto, che spazza via certa scrittura polverosa degli eventi storici, nel farci vivere la parabola ascendente (1919-1925) del Duce, uomo baciato dalla fortuna e dagli eventi nella sua ascesa verso la dittatura. Con crudezza nella descrizione si parte da questo disperato che sale i gradini del potere per una serie di combinazioni e le note storiche accompagnano il lettore nei diversi passaggi della sua vita piuttosto grama fino ai fasti degli anni Venti con l'incredibile compagnia di giro che lo affiancò a tour de rôle dagli esordi fino alla morte di Giacomo Matteotti ed all'affossamento della democrazia parlamentare.

Valle d'Aosta: zona rossa e brutti dati

Il posto di blocco sulla ss26 all'inizio di VerrayesIn queste ore la Valle d'Aosta torna ad avere livelli record di diffusione del "coronavirus": per essere precisi è la regione con l'indice di trasmissibilità (Rt) del coronavirus più alto in Italia. Il coefficiente - secondo il monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore della Sanità (periodo fra il 5 e l'11 ottobre) - è 1,53.
Tre Comuni sono stati "chiusi" con conseguenze per tutti, visto che la Statale 26 è stata interrotta per alcuni chilometri, obbligando a prendere un tratto di autostrada. I disagi sono evidenti per chi è in quarantena con frontiere e già si sa bene che eventuali allargamenti della zona o ulteriori focolai circoscritti potranno esserci ancora altrove.
Sono stupefatto di leggere di persone di elevato livello culturale che inseguono, anche in Valle d'Aosta, teorie complottiste a diversi livelli di gravità e credo che sulla questione vada fatta un minimo di pulizia per non lasciare margine al dubbio.

Il poeta e il ciclista

Alfonso Gatto al 'Giro d'Italia'Leggo incuriosito un articoletto sulla "Gazzetta dello Sport" che racconta di come il campionissimo del ciclismo, Fausto Coppi, un mito del pedale alimentato dal gossip sulle sue vicende familiari e soprattutto dalla sua morte prematura, avesse cercato di insegnare ad andare in bicicletta al poeta Alfonso Gatto, che seguiva il "Giro d'Italia" per il quotidiano "L'Unità".
Trovo sul Web l'articolo originale del racconto, non mediato da chi si limita a riferire i fatti. E' un pezzo esemplare: "La voce che io non so andare in bicicletta ha fatto il giro della carovana. Quando siamo in corsa non è male che Leoni mi sfreccia vicino facendomi l'occhietto, io cerco di sorridergli, ma quando lui è passato mi mordo le unghie per la vergogna. Credevo di trarre vantaggio dalla mia posizione, ora mi accorgo che la popolarità di cui godo è proprio il prezzo del disonore. Perfino i ragazzi all'arrivo mi aspettano per indicarmi: faccio finta di non sentire, ma le loro parole mi restano nell'orecchio e mi fanno arrossire anche quando dormo. «Sembra un vecchio campione» dicono «ed è soltanto un posapiano. Lui a casa ha il triciclo» e via di questo passo. Hanno ragione. In bicicletta vanno tutti, le donne e i bambini, i preti e i soldati. Io soltanto no".

Calamandrei sulla Scuola

Piero CalamandreiPovera Scuola, vittima più di altre del "covid-19" e di una gestione sanitaria che, piano piano, sta svuotando le aule e porterà ad un tracollo ed al generalizzarsi, ma con mille difficoltà, della "Didattica a Distanza". La situazione di "vuoto politico" in Valle e la disastrosa Ministra Lucia Azzolina (una perla il suo concorsone) non aiutano, malgrado gli sforzi di tanti insegnanti di buona volontà, cui fanno purtroppo da contraltare quelli che non ce l'hanno affatto.
E pensare che la scuola conta e conta più che mai e non è la questione di "parcheggiare" i nostri figli, ma pretendere invece che la Scuola funzioni perché senza di essa la società viene privata di un servizio pubblico.
Mi veniva in mente, avendolo visto citato, il discorso pronunciato da Piero Calamandrei al terzo Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale ("Adsn") nel lontano 1950.

Le trattative

Un momento delle trattative politiche in onda sul 'Tgr'Non ho mai parlato qui delle trattative politiche in corso per la formazione del prossimo Governo regionale in Valle d'Aosta. Non per una scelta omissiva o per chissà quali aspetti di segretezza oscura, ma perché credo che, quando ci sono accordi politici da stipulare, certi passaggi prevedano riunioni riservate, che consentano di parlarsi con franchezza e con una ragionevole tranquillità e ciò prescinde dai toni, spesso concitati, di momenti come questi. Lo dico per vita vissuta in tanti anni di impegno politico.
Invece - e pur essendo giornalista me ne dolgo - spuntano colleghi, telecamere e macchine fotografiche ad ogni appuntamento e soprattutto leggo, quasi durante le riunioni, resoconti più o meno credibili di quanto avvenuto. Ricordo che persino i "grillini", assurti al potere, hanno capito che la logica di riunioni in streaming non sono per nulla un'esaltazione della democrazia, perché si finisce per parlare ai propri accoliti e non si mira a sviluppare un dibattito fecondo che porti a risultati concreti. Lo si vede anche dalle sedute del Consiglio Valle con consiglieri che in certi casi non parlano fra di loro nell'agone parlamentare per la semplice ragione che puntano la telecamera accesa a beneficio dei propri elettori o per farsene di nuovi.

Manifestazioni e sci al tempo del covid-19

Gli impianti di risalita a La Thuile, ancora chiusiDa tempo ci si interroga sulla fattibilità di grandi manifestazioni popolari in questa situazione particolare di un'epidemia che, attenuatasi nel corso dell'estate, ora rialza la testa. Purtroppo anche da noi le percentuali dei contagiati, soprattutto rispetto ai tamponi effettuati, non promettono nulla di buono. Non lo dico per allarmismo, ma perché credo che la soglia di attenzione deve accrescersi, dopo un periodo estivo in cui ci si è sentiti troppo liberi, pur sapendo dei rischi reali della seconda ondata.
Pensando al calendario autunno-inverno, normalmente fra i momenti più significativi di grande riunione ci sarebbero stati le finalissime delle "Reines", rese impossibili per l'annullamento del calendario delle eliminatorie. Ci sarà lo stesso, in tono minore, una esibizione sempre nella penultima domenica di ottobre, ma nulla di comparabile con quanto avveniva normalmente.

Il covid-19: nemico numero 1

L'inizio del percorso dedicato al 'covid-19' in un ospedaleChe la malattia sia un "male" lo dice la parola stessa, derivata dalla locuzione latina che definisce chi ne è vittima, "male habĭtus", cioè "che sta male".
Peggio ancora quando ci si trova di fronte ad un'epidemia (diffusione rapida di una malattia contagiosa), che diventa pandemia (epidemia con tendenza a diffondersi rapidamente attraverso vastissimi territori) e che contiene quella parolina greca "dêmos", popolo, che ritroviamo anche in democrazia.
In effetti questa storia del covid-19 mette assieme questi due problemi: una malattia che ha colpito senza pietà ormai da mesi,che sta facendo il giro del mondo e che in Italia sta tornando con la seconda ondata, altrettanto pericolosa. Con disillusione di chi, ancora pochi giorni fa, pensava che saremmo stati colpiti appena appena, quando invece Paesi europei simili all'Italia affrontavano già con apprensione la rinnovata emergenza sanitaria.

Usare i fondi europei!

Il cartello degli uffici del 'Mes'Capita di discutere, anche in questo periodo di complesse trattative politiche in Valle d'Aosta per la formazione del Governo regionale della prossima Legislatura, dell'Unione europea e dell'approccio necessario per chiunque governerà. Inutile dire quanto ritenga necessario riprendere un cammino di maggior presenza e incisività verso Bruxelles non solo con un rilancio del nostro ufficio nella Capitale europea, ma anche riprendendo il filo del Dipartimento regionale che si occupa della materia.
Centrale poi è la questione della capacità di spesa dei fondi comunitari a disposizione e la "caccia" ad ulteriori risorse, ma anche una programmazione sul nuovo periodo che porterà al 2027 per non perdere neanche un centesimo. Però esiste anche questo filone, su cui la Valle deve poter contare, degli strumenti europei messi in campo a causa del covid-19.
In uno l'Italia è entrata senza remore. Mi riferisco al "Recovery fund", o "Next generation Eu" come lo ha battezzato la Commissione europea, è un nuovo strumento europeo per la ripresa con un bilancio su base temporanea tramite nuovi finanziamenti raccolti sui mercati finanziari per un ammontare pari a 750 miliardi di euro (390 di contributi a fondo perduto e 360 di prestiti).

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