blog di luciano

Il futuro degli impianti a fune

La cabinovia per PilaSeguo con interesse e sulla base di una certa competenza accumulata nel tempo il dibattito sul futuro degli impianti a fune in Valle, sorridendo - perché conosco l'ambiente - quando si parla di «lobby degli impiantisti» da parte di chi favoleggia la fine dello sci. L'unica vera lobby è sul lato costruttivo con un duopolio mondiale, che condiziona i prezzi di costruzione a causa di una concorrenza assai dubbia.
Bisogna farla questa riflessione, guardando bene a cosa si sta facendo attraverso tutte le Alpi, perché il problema è comune in tutte le sue sfaccettature nel legame fra impiantistica e turismo.
La verità è semplice: lo sci resta una colonna portante del turismo invernale, ma bisogna mettere ordine con scelte definitive ad un settore che ha bisogno di certezze almeno per due ragioni.

Simul stabunt vel simul cadent

... così insieme cadrannoSia chiaro che non mi infilerò in dotte argomentazioni giuridiche, ma piegherò un'espressione del diritto ad altro uso, come per altro già avvenuto per la capacità nella vivezza della lingue di carpire e di riusare modi di dire estranei, sino ad un certo punto ad altre materie.
Cito a questo proposito il «Simul stabunt vel simul cadent», vale a dire «Come insieme staranno così insieme cadranno». Vale a dire un'espressione usata, in diritto, per indicare i casi nei quali il venir meno di una situazione ha, per conseguenza, la fine contestuale di un'altra e viceversa.
Questo vale anche nei ragionamenti sull'avvenire della Valle d'Aosta? Il tema è interessante e riguarda una serie concatenata di ragionamenti, che derivano dall'aria dei tempi e questo vuol dire saper valutare il clima politico in cui si è immersi.

L'orrore dalla Nuova Zelanda

L'inizio di video del terrorista Brenton Tarrant mentre sta per entrare, armato, nella moscheaCapita, in un giorno qualunque, di riflettere sull'orrore. Arriva dall'altra parte del mondo - ed è esattamente così guardando un mappamondo - la notizia di un attentato a luoghi di preghiera - delle moschee - in un piccolo e civilissimo Paese, la Nuova Zelanda.
Decine e decine di persone sono state falciate da un commando di estremisti che non so neanche bene come definire per la loro ferocia contro gli islamici, indicati evidentemente - da quanto raccolto sino ad ora - come nemici da uccidere e distruggere. Esattamente, al contrario, quello che hanno fatto gli islamisti contro noi occidentali o contro le chiese cristiane in diversi Paesi del mondo.
Un "occhio per occhio, dente per dente", la rozza logica della "legge del taglione", che colpisce per l'ennesima volta in un vortice che trascina la nostra umanità in fondo ad un pozzo profondo da cui ci si chiede quando e come sarà possibile risalire.

Buona manifestazione, ragazzi!

Greta ThunbergUna premessa è d'obbligo. Non ho particolare nostalgia per i tempi della scuola, che ho vissuto in modo piuttosto gioioso, ma per fortuna ogni età ha i suoi "pro" ed i suoi "contro" e trovo ridicolo vivere guardando all'indietro.
Questo non vuol dire affatto non coltivare i ricordi, compresi quelli che ti scaldano il cuore e che possano essere considerate tappe che portano ciascuno di noi ad essere quello che è. Per cui, fra le cose care della giovinezza come terreno di allenamento per l'età adulta, ricordo le manifestazioni studentesche. Sui contenuti fattuali stendo un velo pietoso, perché arrancavamo in proteste di cui non sempre avevamo esatta documentazione. Ad Aosta al Ginnasio ricordo grandi discussioni sui "decreti delegati" di riforma della scuola che, con la conoscenza successiva e il senno di poi, appaiono ingenuità adolescenziali. Per non dire ad Ivrea - dove ho fatto il Liceo - certe manifestazioni contro lo Scià di Persia a favore di chi poi ha stretto l'Iran nella morsa del fondamentalismo religioso. Dei veri fessi da combattimento.

Sulla francofonia valdostana

La targa sotto il Municipio di Aosta che ricorda la francofonia valdostanaCapisco quanto sia difficile condurre discussioni approfondite in Valle d'Aosta, dove troppo spesso la Politica è "guerra fra bande" e raramente in Consiglio Valle - stremato dalla ricerca di maggioranze improbabili per non andare al voto - ascolto discussioni su temi di prospettiva, ma semmai scambio di invettive o fotografie impietose su di una situazione di crisi che pare non risparmiare nulla in un cupo precipitevolissimevolmente.
Si discute sui giornali , in punta di fioretto, sulla francofonia valdostana ed è giusto perché l'argomento non dev'essere un tabù. Rispetto a 150 anni fa, quando la mia famiglia di origini liguri aveva cominciato a integrarsi (il mio bisnonno Paolo-Paul era Sottoprefetto e mio nonno René nacque ad Aosta nel 1867), molto è cambiato: allora la Valle d'Aosta era bilingue, ma in sostanza il bilinguismo era francese-francoprovenzale.

L'arte del compromesso

Un esempio di compromessoSeguo per curiosità l'interessante newsletter dello "Studio Cataldi" di Ascoli Piceno, che è lo studio legale che - non ne vedo molti altri - ha una presenza massiccia sui "social" con notizie molto interessanti dalla galassia della Giustizia. Trovo che sia un modo interessante per affermarsi, rompendo il muro specialistico che spesso avvolge questa realtà.
Un editoriale dell'avvocato Roberto Cataldi mi ha molto colpito, riferendosi alla politica, dove ho vissuto a lungo come eletto e dove bazzico ancora per dovere civico. Osserva Cataldi: «Una delle parole più temute quando si parla di politica è: "compromesso". Spesso, tradendo la sua origine etimologica, al termine viene data una valenza negativa. Lo si associa all'ambivalenza, all'inciucio politico, al difetto d'onestà e d'integrità morale. Ma si tratta chiaramente di una distorsione dettata dai tempi, soprattutto dalle vicende politiche che i media in questi ultimi trent'anni ci hanno raccontato, mettendo in evidenza un mal costume tipizzante dell'agire politico».

Quando la confessione torna utile

Il confessionaleFaccio parte di un "gruppo Whatsapp" piuttosto singolare grazie alla cortesia di un giovane sacerdote pugliese, Salvatore Sciannammea, persona molto simpatica e grande predicatore, "prestato" temporaneamente - per "coprire" le parrocchie di Champdepraz ed Issogne - alla Diocesi di Aosta in carenza di preti.
Ogni notte, ad orari antelucani, propone il "Vangelo del giorno" cui segue un suo audio con una rapida omelia di commento. E' interessante l'esercizio di riproporre qui ed oggi - nella loro modernità e via "social" - spaccati di vita della Palestina del tempo di Gesù attraverso le parabole, che sono un insieme di racconti allegorici che contengono un insegnamento morale, caratteristico della predicazione, compresi i suoi sviluppi nella lettura odierna che deve darne chi celebra la messa.

Conte e lo zapping dei cittadini

Un utile telecomandoQuesti che stiamo vivendo verranno ricordati come anni difficili, percorsi da una continua fibrillazione che ha poco a che fare con gli sbandierati cambiamenti. Non ci vogliono grandi sondaggi per capire che esiste una generalizzata preoccupazione per il futuro e, se è vero che il conformismo di larga parte degli italiani è una realtà palpabile, si aggiunge a questo un certo cinismo, per cui cambiare in "quattro e quattro otto" opinione non è considerato "tradimento" ma "dinamismo" ed in molti sono attirati temporaneamente da chi la spara più grossa.
Sono molti i leader che negli ultimi decenni hanno aperto e chiuso fabbriche dei sogni e la coppia Berlusconi-Renzi è una delle storie più note di chi si può somigliare in aree politiche diverse.

L'Europa smemorata

Il politologo Peter J. VerovšekI termini "micro" e "macro" sono adoperati per definire alcuni confini dell'Economia, ma credo che - in una logica federalista - si possano usare per i cerchi concentrici della Politica. Il "micro" è il nostro Comune, il "macro" la dimensione planetaria. Il "micro" è la nostra visione sui territori dove abitiamo, il "macro" sono i problemi enormi che assillano l'umanità intera. In mezzo ci stanno molte cose intermedie per le crescenti interazioni e per via di effetti che, come onde, vanno dal grande al piccolo e viceversa.
Di questi tempi si parlerà molto d'Europa in vista del voto di Maggio e concordo sul fatto che ci debba essere attenzione.
Leggete questo sommario: "L'Europa reagì al fascismo con il suo impegno per favorire la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto. La perdita di questa memoria europea rappresenta un pericolo concreto: e la rinascita del populismo ne è un esempio".

Una Valle d'Aosta sempre più vecchia

Il professor Alessandro RosinaScriveva l'Ansa poche settimane fa: "Con 125.700 abitanti stimati al primo gennaio 2019, la Valle d'Aosta ha perso circa 500 residenti in un anno: era dal 2008 che la popolazione non scendeva sotto quota 126 mila. Il dato emerge dal rapporto "Indicatori demografici" diffuso dall'Istat. Il calo rispetto al 2018 è del 3,7 per mille, più accentuato della media nazionale (meno 1,5). I decessi in Valle d'Aosta superano di 600 unità le nascite e non vengono compensati dalla differenza positiva tra immigrati ed emigrati all'estero (300)".
Questo calo di popolazione evidenzia una crisi demografica sempre più grave e rispetto alla quale sembra non esserci coscienza completa da parte della popolazione, allarmata piuttosto - sotto l'influenza di chi drammatizza, riuscendoci - dai famosi "stranieri", specie se "migranti".

Condividi contenuti

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2019 Luciano Caveri