blog di luciano

Contro i mozziconi

Il pulcino marino col mozziconeQuando mi sono occupato di scrivere leggi e presentare emendamenti, ho trovato quanto fosse bello e interessante farlo. Credo che sia stato nella mia carriera politica una delle cose che più mi è piaciuta. Scoprire un problema, studiarlo e giungere alla conclusione che un intervento legislativo ci stava e scegliere se presentare uno specifico provvedimento o inserirlo da qualche parte.
Ma ho imparato, a parte il gusto della scrittura e la soddisfazione per vedere approvato un testo, che in Italia le leggi sono un dedalo è che spesso certe norme restano lettera morta.
Ecco un caso di scuola per una questione apparentemente banale ma non lo è affatto e ciascuno di noi - compreso il fumatore che compie meccanicamente il gesto da una vita - può testimoniare di averne viste le conseguenze anche nei luoghi più impensati in piena Natura, spesso in luoghi meravigliosi.

Pensieri sulla Turchia

La basilica di Santa Sofia ad IstanbulViaggiare serve per conoscere, magari preparandosi prima anche per la più banale e turistica delle destinazioni, che ha sempre un versante di scoperta che può stupire, ma non bisogna trovarsi sullo scenario come se fosse la ripetitiva località domestica.
Altrimenti meglio la logica rassicurante della "stessa spiaggia, stesso mare" praticata, ad esempio, da miei genitori, che rende ogni estate la stessa ed è rassicurante come un nido confortevole.
Mentre penso che guardarsi in giro, senza immaginare turismi avventurosi che sarebbero un lavoro, sia un dovere, perché ogni volta porti a casa qualcosa di nuovo.
Con questo stato d'animo sono stato ad Istanbul per qualche giorno, visitando i luoghi topici in una corsa contro il tempo e forte di una serie di letture e cose studiate nel tempo che hanno reso tutto più interessante ed ancora.

Le "Stelle" per i gourmet

La 'Stella Michelin' rimasta in Valle d'Aosta, a CogneConfesso di considerare - in epoca di mille informazioni sui ristoranti attraverso il Web fra notizie e recensioni (ma "TripAdvisor" è terreno di caccia di troppi cattivi e furbastri) - la "Guida Michelin" come un utile punto di riferimento per le eccellenze. Così mi è capitato di scegliere degli "stellati" vicini o lontani (in caso di viaggi o vacanze), sapendo che questa "bibbia" della cucina è fallibile come tutte le produzioni umane, ma raramente ho constatato sviste marchiane. Semmai considero immorale quando certi menu superano prezzi che siano ragionevoli, perché va bene offerta e domanda, ma certe esagerazioni sono troppo sfrontate.
Riassumo la filosofia della celebre guida ben spiegata in una sezione dell'interessante museo aziendale della "Michelin", che ho visitato anni fa a Clermont Ferrand nel Puy-de-Dôme. La prima edizione fu realizzata dai fratelli André ed Édouard Michelin: era una guida pubblicitaria offerta al momento dell'acquisto di pneumatici e si rivolgeva con suggerimenti di officine ed alberghi ai ciclisti francesi, visto che le auto all'epoca erano pochine!

La Valle d'Aosta e il "punto di non ritorno"

L'ombra della ghigliottinaC'è una poesia di Pablo Neruda che bisognerebbe tenere in buona evidenza sul proprio computer o strumenti simili, visto che ormai è questo che troneggia nella nostra vita.
Recita così:
«Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell'alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti»
.

Come tutti nella quotidianità oscillo fra ottimismo e pessimismo, fra pensieri colorati e quelli grigi: credo che sia la nostra condizione di esseri pensanti, che devono al peso e alla qualità del cervello questa capacità errabonda che è il ragionamento.

Ciao ciao "Maggiolino"

Un 'Maggiolino' in piazza Roncas ad AostaNon ci sono storie. Se devo pensare alla macchina per eccellenza non posso che evocare - come in una seduta spiritica - il "Maggiolone" decapottabile (cabrio) di mio fratello Alberto. Ricordo alcune volte l'onore di salire su quest'auto scoperta - ho in memoria un giro sulla Riviera di Ponente lungo l'Aurelia fra Diano Marina ed Alassio - quando ero poco più di un ragazzino, mentre lui, con cinque anni più di me, era già ventenne.
Quell'auto aveva un carburatore doppio corpo e ricordo che nei sorpassi partiva a razzo, consumando un pezzo di una petroliera. Ma intendiamoci, la bellezza di quella macchina, arretrata appunto l'elegante capotte beige sul bianco della scocca, erano i capelli al vento e la radio (all'epoca estraibile...) che diffondeva quella musica con la quale era subito estate. Improvvidamente mio fratello la vendette e se l'avesse tenuta in garage oggi avremmo una macchina d'epoca straordinaria, oltretutto con un valore da capogiro.

La melina nella politica valdostana

Un nano da giardino resistenteSperiamo che l'estate, come utile pausa per fare il punto in vista della ripresa piena di incertezze e rischi, porti consiglio a tutti, e non mi escludo affatto da questa mia speranza. L'autocritica è esercizio salutare, ma in certe occasioni serve se diventa cimento collettivo, anche da parte di chi si sfila facilmente, sfuggendo alle proprie responsabilità.
Diceva Voltaire: «Aucun flocon de neige, ne se sent responsable d'une avalanche».
Serve, infatti, riflettere davvero sul "bene comune" per i valdostani e smontare l'idea che solo formule sulfuree, costi quel che costi, salvaguardino la stabilità delle Istituzioni, che - come noto - devono resistere a chi le incarna pro tempore proprio perché tutto non si inceppi.

Aujourd'hui...

La giornalista francese Claire ConruytNon ci si accapiglia più di tanto ormai sul Francese in Valle d'Aosta, come se questa lingua fosse ormai destinata a spegnersi, raggiungendo il risultato perseguito da molti dall'Unità d'Italia in poi, quando la piccola Valle era rimasta unica isola linguistica della vecchia lingua materna dei Savoia stessi.
Personalmente non ho mai dato una lettura ideologica della lingua e delle sue conseguenze. Il particolarismo valdostano è un fatto millenario, forgiato più da ragioni geografiche ed economiche legate al contesto alpino che alla questione linguistica, nata e sviluppatasi - come dicevo - quando la Maison de Savoie ha deciso di scendere la Penisola e rompere quei legame d'Oltralpe che affondavano le radici anche nel francese.

Quando un premio ti commuove

Io durante la premiazione a Macugnaga'Racconterei una storia se dicessi che non sono stato profondamente lusingato a ad essere chiamato sul palco della "Kongress Haus" di Macugnaga per ricevere l'"Insegna di San Bernardo" (il grande santo valdostano forse da noi poco colto nel suo ruolo storico), motivato dalla giuria dal mio impegno per la Montagna e per l'attività politica in favore delle minoranze linguistiche, comprese naturalmente le popolazioni walser.
E' stato Enrico Rizzi, uno dei massimi esperti della storia e della cultura walser a dire: «Luciano è il primo e sinora il solo politico a ricevere l'onorificenza perché è stato l'unico a dimostrare un'attenzione costante alle minoranze linguistiche in tutto il suo prestigioso percorso politico».
Ha aggiunto, imbarazzandomi per lodi: «Ho conosciuto Luciano il 14 ottobre 1988 quando da giovanissimo deputato valdostano, accompagnato da Cesare Dujany a Gressoney, si presentò ad una delle assise walser. Da lì, da quel giorno, è nato il suo impegno in favore di tutte le minoranze linguistiche, walser in primis, di cui si è fatto paladino».

I luoghi del cuore

La mitica 'Vespa 125'I luoghi del cuore esistono e sono scolpiti dentro di noi e la memoria è in grado di riesumarli. Basta un pretesto per accendere la miccia e ritrovarsi d'improvviso in situazioni di vita vissuta.
Capita spesso. Ogni volta che finisco a Pila mi rivedo nella baita che affittava zia Eugenia e magari la sera ripiglio in mano quelle foto in bianco e nero di me minuscolo che giravo nudo con il cappellino in testa. Se vado al Crest di Champoluc vedo la casa che costruì e poi vendette mio papà, e ricordo feste memorabili con i miei amici da adolescenti scapestrati. Salgo ancora oggi sulla mia "Vespa 125" del 1975 e non fosse per l'obbligo del casco mi ritroverei con quelle sensazioni uniche di libertà che mi dava lo scorrazzare senza pensieri. Vado nella mia cameretta nella casa di Verrès dove sono cresciuto e ritrovo quei libri che hanno fatto parte della mia formazione, sempre con un libro in mano.

Località "Chiappetti": non solo frana

La frana in località 'Chiappetti' a QuincinettoLocalità "Chiappetti" si trova sulla sinistra (carreggiata di discesa dalla Valle d'Aosta) a poco meno di due chilometri da dove, sull'autostrada "Torino - Aosta", "Ativa" finisce a Quincinetto ed inizia, sullo stesso Comune, la "Sav". E' un luogo strano dal punto di vista paesaggistico e devo ad un documentario trasmesso su "Rai Vd'A" (che riproporremo a giorni) la consapevolezza del suo pregio grazie alla "scoperta" di un amico, lo svizzero Michael Jakob, professore di storia e teoria del paesaggio al Politecnico di Losanna "Epfl" e presso la Scuola di ingegneria di Ginevra-Lullier e cattedratico di Lettere comparate nell'Università di Grenoble.
Da allora ho sempre guardato a quello spazio con interesse, a maggior ragione dopo che quella zona, già da alcuni anni, è assurta alle cronaca per una frana monitorata dalla Regione Piemonte e dall'Università di Firenze, perché - in caso di caduta - bloccherebbe un'autostrada - la nostra, valdostana - che fa parte della "Rete transeuropea dei trasporti" e periodicamente, in assenza degli attesi lavori di bonifica, si sono registrati, come avvenuto ultimamente, caotici blocchi del traffico, riversato sulla Statale 26 con ingorghi epocali. Ora ci sono ipotesi importanti per contrastare rischi e affrontare emergenze, ma l'area "Chiappetti" vale un approfondimento.

Condividi contenuti

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2019 Luciano Caveri