blog di luciano

I danni dell'evasione fiscale

La sede aostana dell'Agenzia delle EntrateIl tema è delicato, specie per chi fa politica, perché parlando di evasione fiscale sono più i voti che si perdono di quelli che si guadagnano. E' uno dei casi di scuola in cui un'efficiente amministrazione, nella sua auspicata neutralità, persegue chi evade senza troppe infiltrazioni da parte della politica. Ma, si sa, che le leggi le fa il Parlamento e usa, di questi tempi, più la carota che il bastone. Politica che passa il tempo a dire che le tasse vanno ridotte e per ridurle, intanto, basterebbe che fossero tutti a pagare. Mi scuso per l'affermazione lapalissiana.
Per altro la Finanziaria di quest'anno si basa molto su quanto l'Erario dovrebbe recuperare dell'evasione, ma poi la politica non disdegna condoni ed affini, che in fondo accarezzano il pelo degli evasori dalla parte giusta, sempre per fare cassa.

Giornata internazionale della Montagna

Uno scorcio di LavizzaraOggi si festeggia, nella miriade di giornate dedicate ad ogni cosa possibile, la "Giornata Internazionale della Montagna", istituita dalle Nazioni Unite nel 2003 - non a caso l'anno dopo l'"Anno internazionale delle Montagne" - per riflettere (e per far riflettere) sull'importanza delle montagne per la vita e per sensibilizzare l'opinione pubblica sullo sviluppo sostenibile e la tutela dell'ambiente.
Argomenti ormai di gran moda e per buone ragioni, ma che - quando ebbi l'onore proprio nel 2002 di presiedere il Comitato italiano per l'"Anno delle Montagne" - era già ben chiaro ed era stato approfondito, quando le misure da assumere avrebbero consentito di evitare di trovarsi oggi di fronte ad un'emergenza dell'emergenza.

Le magie dello smartphone

Persone al telefonino...Oggi cerco un fil rouge, che non so se troverò. Il punto di partenza è il rapporto del "Censis", giunto alla 53esima edizione e - lo dicono loro stessi - "interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella fase di eccezionale trasformazione che stiamo vivendo da un decennio". So quanto questi approfondimenti siano ponderosi, ma contengono dei guizzi utili per riflettere.
Uno di questi riguarda il nostro approccio con la "nuova" telefonia ed i mille altri usi degli smartphone: "Oltre la metà (il 50,9 per cento) controlla il telefono come primo gesto al mattino o l'ultima attività della sera prima di andare a dormire. Dati che testimoniano come la diffusione su larga scala dei telefonini "intelligenti" nell'arco di dieci anni abbia finito con il plasmare i nostri desideri e i nostri abitudini. Nel 2018 il numero dei cellulari ha superato quello dei televisori: in ogni famiglia ci sono in media 4,6 dispositivi mobili. In particolare, nelle case degli italiani ci sono 43,6 milioni di smartphone e 42,3 milioni di televisori. L'horror vacui del nuovo millennio pare esser diventato quello di restare senza carica: il 25,8 per cento di chi possiede uno smartphone non esce di casa senza il caricabatteria al seguito".

Chiarezza sul "Riccarandellum"

Elio RiccarandSarebbe interessante capire, alla fine, se esistano i numeri e quali potrebbero essere i voti a favore in Consiglio Valle per approvare la legge elettorale per l'elezione diretta del Presidente della Regione. Si tratta del famoso "Riccarandellum", dal nome di Elio Riccarand, leader sempreverde di "Rete Civica", la forza politica che ha posto questa opzione - piuttosto bizzarra per un partito della Sinistra più a sinistra - per reggere il Governo Fosson, quando mancò la maggioranza. E dall'opposizione meno prevedibile giunse - lo ricorderete - un'insperata stampella per farlo sopravvivere, ma nel "do ut des" spuntò una lista con argomenti da affrontare attraverso un rigido cronoprogramma, ormai addolcito dal ben noti "fare di necessità virtù".

La democrazia avvelenata

Veleno...Mi fa molto piacere quando qualcuno mi dice che legge spesso o anche solo talvolta questi miei pensieri quotidiani. Io stesso ho delle letture saltabeccanti, come oggi ti consente un semplice smartphone, ma con degli appuntamenti fissi che sono diventati una piacevole routine.
Fra questi ultimi il lucidissimo Mattia Feltri su "La Stampa", campione di questo genere di riassunto di pensieri che ormai molti giornali propongono con cadenza giornaliera e non sono assimilabili ai vecchi editoriali. Mi sono affezionato a questa lettura intelligente con considerazioni che fanno riflettere o sull'attualità o su di una notizia scovata scavando nel flusso impressionante delle notizie che ci martellano.

Pensieri alla "Nutella"

Nutella...Sono un curioso frequentatore di negozi, dal piccolo esercizio di paese (i pochi che resistono) al grande ipermercato da dimensioni spaziali. Quando vado in giro per il mondo - con preferenza per i prodotti alimentari - giro i chioschetti ed i mercatini di quartiere, così come sono curioso di frutti bislacchi o verdure mai viste sino a spingermi a vedere coltivazioni varie. Trovo che, anche osservando commercianti, avventori, agricoltori si entri in sintonia con usi e costumi e si trovino gusti e prelibatezze mai sentiti prima. Naturalmente come non cedere al provare a tavola i prodotti trasformati?
In questo mi considero un onnivoro cittadino del mondo. Pur osservando un pendolo in azione nei consumi. Da una parte esiste il "chilometro zero" (se si evitano eccessi e paradossi) che mi piace molto ed ammiro chi è in grado di fare evolvere i prodotti tradizionali con nuovi apporti di tipicità attraverso materie prime diversamente utilizzate, dall'altra, invece, una standardizzazione che fa sì che prodotti globalizzati appaiano anche nelle lande più desolate a conferma di un mondo che, in barba ai dazi, segue mode comuni su cui è inutile piangere.

La sindrome del lieto fine

Ebenezer ScroogeEsiste la sindrome del lieto fine? Penso proprio di sì, tant'è che quando leggo un libro o guardo un film le cui storie finiscono male mi resta un retrogusto amaro. Talvolta mi è capitato di pensare che gli autori lo abbiano fatto apposta per sparigliare le carte o eccedere in originalità.
Molto deriva dallo stereotipo fiabesco del "Vissero felici e contenti", che poi si ritrova nella logica "happy end" (che poi sarebbe happy ending) soprattutto filmica. Questo vale, in termini di profondità storica, per la "fiaba", che deriva dal latino "fabula", cioè "racconto", derivato a sua volta dal verbo latino "fari", ovvero "parlare".
Si tratta di una narrazione in prosa non troppo lunga e di origine popolare, che ha per protagonisti personaggi fantastici (fate, gnomi, orchi, fate ed il resto del campionario) e sono in genere puro intrattenimento con rari storie a... cattivo fine.

Caro Babbo Natale, datti una regolata...

Ad Aosta si invita a scrivere a Babbo NataleCaro Babbo Natale,
è indubbio come questo sia il periodo giusto per scriverti la letterina per i regali natalizi. Lo faccio anch'io quest'anno, anche se ne approfitterò per dirti che non tutto per te si preannuncia "rose e fiori" ed è bene che qualcuno - a costo di non ricevere niente a Natale - ti metta in guardia, lassù in Lapponia.
Noto anzitutto come tu sia stato oggettivamente un precursore: questa storia di ordinare per corrispondenza i regali è una primogenitura di cui ti va dato atto. Di questi tempi una larga parte di umanità adulta spinge i propri bambini a scriverti la letterina e gli stessi si affannano a ordinare sempre per scritto i regali su servizi vari, cominciando da "Amazon". In fondo il signor Jeffrey Preston Bezos, fondatore, presidente e amministratore delegato di "Amazon", ti ha smaccatamente ricopiato e dovrebbe pagarti dei diritti, pensando a quanto si è arricchito.

Il professore nazista

Il 'tweet' di Emanuele CastrucciHo seguito con interesse, perché esempio tragico dell'aria che tira in questi tempi confusi, le polemiche per un tweet pro Hitler apparso sul profilo "Twitter" di un docente dell'Ateneo di Siena, il professor Emanuele Castrucci, che insegna - roba da barzelletta, se non fosse vero - Filosofia del diritto e Filosofia politica. Ha scritto, come se ad esprimersi fosse il Fürher in prima persona: «Vi hanno detto che sono stato un mostro per non farvi sapere che ho combattuto contro i veri mostri che oggi vi governano dominando il mondo». La frase è accompagnata da una foto di Hitler in divisa e con un cane lupo.
Già l'affermazione e la modalità lasciano di sasso, ma sul suo medesimo profilo, il docente aggiunge: «Hitler, anche se non era certamente un santo, in quel momento difendeva l'intera civiltà europea».

Evviva la sorpresa!

Sorprese a buon mercatoLa parola "sorpresa" (dal francese "surprendre, cogliere inaspettatamente" e quindi "meravigliare") sorprende!
E' infatti una parola come un Giano bifronte, per cui si può fare una sorpresa e la si può ricevere e ormai mi pare che la usiamo più nelle accezioni positive che in quelle negative (la triste "brutta sorpresa").
In vista del Natale, la sorpresa (che spunta anche dalle uova di Pasqua...) è argomento connesso alla nostra capacità di stupire in qualche modo nel rito antico e simbolico dello scambio dei doni. Cimento assai complesso perché all'apertura di un regalo c'è chi - penso a mia moglie - è capace dalla lettura della sua faccia di mostrare se la sorpresa sia stata azzeccata o oggetto dell'umiliante "cambio merce" nel negozio dov'è avvenuto l'acquisto.

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