blog di luciano

Rocco Schiavone e il Casinò

Rocco Schiavone (interpretato da Marco Giallini) al teatro Romano di AostaLa prima volta che mi trovai per le mani un suo libro era il 2013. Si trattava di "Pista nera", ambientato sulle piste nella mia amata Champoluc. Sapevo poco dell'autore, Antonio Manzini, attore, scrittore e sceneggiatore nato a Roma nel 1964. Mi incuriosiva la scelta - che pensavo fosse temporanea ma non lo è stata - di un'ambientazione valdostana.
Nel frattempo Manzini è diventato un giallista sempre più famoso e la sua consacrazione è stata sancita dalla trasposizione televisiva del suo personaggio in una serie televisiva "Rai" di grande successo, dedicata appunto al suo personaggio, Rocco Schiavone. Personalmente ho continuato a leggere i libri per la capacità di creare trame avvincenti e per i disegni sempre meglio definiti dello stesso personaggio principale, che hanno definito una logica crescente di serialità.

Raddoppio del Bianco? Vecchia storia...

Un 'Tir' che entra nel Traforo del Monte BiancoOggi devo prendere un pochino più di spazio, ma credo non sia un esercizio inutile.
Era l'aprile del 1999. Come deputato valdostano così chiedevo all'allora primo Governo D'Alema:
Luciano Caveri: «Signor Presidente, la tragedia del Traforo del Monte Bianco che ha causato oltre quaranta morti nel rogo sviluppatosi al centro del tunnel, assieme al lutto, al dolore e alla speranza che sia fatta chiarezza su eventuali responsabilità, per un'ovvia esigenza di giustizia, ci obbliga a porre tre domande al ministro dei lavori pubblici Enrico Micheli.
La prima è quando si intenda riaprire al transito il tunnel; la seconda è se siano previste misure per una maggiore sicurezza e se sia prevista una limitazione nei transiti, specialmente dei "Tir"; la terza è se si intenda avviare il confronto con la Francia, da tempo auspicato dalle comunità locali, per una nuova direttrice, questa volta ferroviaria, sotto il Monte Bianco»
.

Pensieri su New York

Io alle prese con un tipico 'hot dog' a New YorkNon può essere un soggiorno in chiave turistica a far giudicare una città sulla quale per altro esistono testimonianze approfondite ed autorevoli, per cui risulta di conseguenza inutile ogni mio tentativo di comparazione o scimmiottamento. Ma è vero che, dedicando qualche giorno in più del consueto, si può riflettere seriamente su che cosa si possa ricavare da una città come New York, che fa parte - per la messe di storie accumulate, specie per via della televisione - di un immaginario collettivo. Quella sorta di memoria accumulata che ti dà ovviamente un senso di déjà vu, che si accompagna alla vasta letteratura accumulata giocoforza nella propria vita, compartecipando anch'essa alla formazione delle proprie convinzioni e alimentando il mito di qualche cosa di unico e come tale prezioso.

Cesare Battisti e la "dottrina Mitterand"

Cesare Battisti tornato, suo malgrado, in ItaliaNon ci sono storie, battute, distinguo che tengano nella vicenda dell'arresto, avvenuto in Bolivia, del terrorista Cesare Battisti, sprezzante protagonista di vicende legate al quel terrorismo di estrema sinistra, esempio tangibile di come - quando la violenza ci mette lo zampino - si generano dei mostri, che pensano di essere dei rivoluzionari. Anche per questo la spettacolarizzazione mediatica di questo arresto e del suo ritorno in Italia con meritevole velocità finiscono per infastidirmi, non perché si tratti di un epilogo giusto e da tempo atteso, ma semmai perché esiste sempre un confine fra rimarcare la bontà di un evento e la sua celebrazione e trasformarlo in un momento di eccesso propagandistico.

Stiamo cambiando anche i gatti

Un gatto al guinzaglioCapita di porsi degli interrogativi spesso banali e di non avere le risposte giuste. Mi interessa molto l'evoluzione del rapporto fra gli esseri umani e gli animali domestici, quelli che non ci mangiamo e dunque un tempo si chiamavano "animali da compagnia". Categoria vagamente espansa, perché una volta i coniglietti finivano in pentola.
Ho scritto più volte del cane e devo dire che al "Central Park" di New York di recente ho visto un sunto della lenta trasformazione di molti cani in bambini persino con le scarpe per riparare le zampe dal freddo, cappottini invernali di tutte le taglie e coiffures le più vezzose sopra i musi. Nulla di sconvolgente: basta entrare in un negozio per i "pet" (in inglese, dal verbo "coccolare", si designano così gli "animali da compagnia") per vedere come il fenomeno della loro antropomorfizzazione sia sempre più un realtà su cui riflettere sia per noi umani che per loro trasformati - con operazione a tavolino - a nostra immagine e somiglianza. Spesso non sono più "amici" ma molto di più e lo testimoniano amici veterinari, spesso attoniti.

Anche Leonardo divide Italia e Francia

Leonardo Da Vinci, interpretato da Paolo Bonacelli, con Mario (Massimo Troisi) e Saverio (Roberto Benigni), in 'Non ci resta che piangere'Strana storia che, comunque vada, prefigura un disastro culturale, che si aggiunge ai già difficili rapporti fra Italia e Francia su temi politici (i "gilets jaunes" cavalcati dai "Cinque Stelle" e l'asse fra Lega e Marine Le Pen) ed economici (tunnel della linea "Torino - Lione" in attesa ed acquisto da parte della "Fincantieri" dei cantieri di Saint-Nazaire).
Mi riferisco al venir meno - per mano italiana - dell'accordo tra Italia e Francia per un interessante e utile scambio di opere d'arte. Il museo del "Louvre" di Parigi (otto milioni e mezzo di visitatori nel 2017!) si era impegnato con il governo Gentiloni a prestare opere e dipinti di Raffaello per una mostra prevista in Italia per il 2020, per celebrare i cinquecento anni dalla sua morte. In cambio, l'Italia avrebbe prestato a sua volta dei quadri e disegni di Leonardo ai vicini d'Oltralpe, per l'allestimento di una mostra nel 2019 al "Louvre" che intendeva celebrare Leonardo Da Vinci e la sua febbrile attività artistica e scientifica anche in questo caso per i cinquecento anni dalla morte, visto che i due artisti vissero nella stessa epoca.

«Posto, ergo sum!»

Una volta si scriveva così...Visto che non ci sono preclusioni a scherzare sui filosofi, vorrei prendere a prestito la celebre formula di Cartesio «Cogito, ergo sum» («Penso, dunque sono»), che esprime la certezza e l'evidenza immediata, intuitiva, con cui il soggetto pensante coglie la propria esistenza.
Oggi, usando l'italiano e non il latino, perché a cavallo fra Cinquecento e Seicento, epoca in cui visse René Descartes, Internet non c'era e dunque manca il verbo in latino, si potrebbe dire che per molti nostri consimili vale il «Posto, dunque sono», dal verbo ricopiatura dall'inglese "postare", cioè pubblicare uno scritto, una foto, un video su di uno dei "social" sul Web.
Attività sempre più corrente e sono in tanti - me compreso - a usare qualcuno di questi mezzi. Io posto da anni questi post sul mio Blog, ma in parallelo cinguetto su "Twitter". All'epoca di Descartes gli unici uccelli che si occupavano di comunicazione erano i piccioni viaggiatori.

Gli incidenti sulla neve

Il cartello sul Corno Renon, in Alto Adige, alla partenza delle pisteQualche settimana fa me la sono goduta. Ero con il mio piccolo sciatore ed un suo amichetto che facevano gli sbruffoni sulle piste. Per puro sadismo ho dato un occhio ad un muro solo parzialmente battuto, perché ormai sostituito da una sorta di chicane per evitarlo. Così il muro appariva come certe piste di un tempo: tutto gibboso e i due sbarbatelli - abituati a piste fresate a perfezione dai gatti delle nevi di oggi - si sono incartati, mentre il vecchietto sottoscritto scendeva passando da una gobba all'altra. Forza dell'abitudine rimasta nelle gambe da quelle piste anni Sessanta - Settanta, quando le attrezzature per lo sci erano meno confortevoli e lo erano anche gli impianti e naturalmente le piste, specie sotto il profilo della sicurezza. Oggi, pur non esistendo un azzeramento totale del rischio (penso alla necessità di usare il casco perché la maggior velocità innesca il rischio di scontri), di sicuro certi pericoli del passato sono ridimensionati fra reti, materassi e segnaletica.

L'acqua e gli alieni

Alok Jha, in una foto dal suo profilo 'Twitter'Certo che quando sono in giro vado nei musei! Ci vado perché sono un concentrato di sapere e perché - per fortuna! - in gran parte si sono evoluti nel tempo e propongono approcci e tecnologie che evitano l'effetto di luoghi noiosi e polverosi del tempo che fu. Penso, perché scolpito nella mia infanzia, al Museo Egizio di Torino, dove turbolente scolaresche valdostane venivano portate un percorso comprensibili solo ai colti curatori ed allestitori.
Per cui a New York - in un giusto equilibrio fra ozio e negozio - come si poteva mancare un classico? Usando come esca per il giovane pargolo quel film spassoso che aveva visto, "Una notte al museo", che è stato girato nel Museo di Storia Naturale di New York. Situato nell'Upper West Side di Manhattan, nei pressi di "Central Park" (che è invece museo a cielo aperto di antropologia urbana), non è solo uno dei più grandi musei della città, ma anche uno dei più importanti e ricchi musei di storia naturale al mondo. Basta appunto visitare la zona dedicata agli scheletri dei dinosauri per restare ipnotizzati e lo stesso vale, al momento, per la nostra modernissima sugli Oceani.

Europee e il caso valdostano

Un momento delle elezioni europee del 2014Le elezioni europee per i valdostani sono un problema dal 1979 e quarant'anni dopo, il 26 maggio prossimo, quando si voterà per la nona volta per il Parlamento europeo, temo resterà irrisolta l'annosa questione politica di una rappresentanza garantita in favore della nostra Regione. Ciò potrebbe avvenire in analogia al seggio di Deputato e a quello di Senatore previsti dallo Statuto in apposita circoscrizione elettorale o con la giusta assegnazione, con legge ordinaria, di almeno un europarlamentare per Regione.
Anzi, dovendo tracciare la storia e si capirà perciò meglio il perché, le cose nel tempo direi che sono persino peggiorate sia per una tendenza a pluri-candidature in diverse liste che disperdono i voti dei valdostani che, peraltro, votano sempre meno, crescendo l'astensionismo sia perché lo sbarramento nazionale al quattro per cento fissato nel 2009 e considerato di recente legittimo dalla Corte Costituzionale ha chiuso una delle porte apertasi in passato.

Condividi contenuti

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2019 Luciano Caveri