blog di luciano

9) L'Autonomia comunitaria

Zygmunt BaumanUso spesso, perché mi piace, la parola "comunità", importante per un federalista personalista quale sono. Comunità è un insieme di individui che condividono un territorio e trovano altri elementi da mettere assieme, e ciò può avvenire a geometria variabile. Chi nega l'esistenza di una "comunità valdostana" può farlo e vivere una sua dimensione solipsistica, ma non può negare l'evidenza di tanti legami e collanti, che poi si sostanziano di questi tempi nell'ordinamento politico autonomista.
Esiste dunque un'Autonomia comunitaria come un insieme di persone che, assai diverse per idee, valori e personalità, cercano e trovano elementi che fanno da comune denominatore. Ci pensavo, guardando i luoghi di nascita delle persone che compongono la lista di cui faccio parte per le prossime elezioni regionali. Trovare un'unità nella diversità.

Sono candidato

Elso Gerandin ed i rappresentanti della lista 'Vallée d'Aoste Unie' durante la presentazioneVabbè sono candidato di MOUV' in Vallée d'Aoste Unie, lista costruita con "VdA Ensemble".
L'ultima volta che mi presentai fu nel 2008 e dunque non ho più messo la mia faccia in una competizione da dodici anni. E la scelta di restare in panchina dal 2013, tornando al mio lavoro, mi pare sia stata salutare.
Ora torno nella tenzone e penso di non essere né un revenant né un dinosauro, ma uno che ritiene di poter dire la sua in un periodo complesso per il futuro della Valle d'Aosta, mettendo a disposizione l'esperienza accumulata in diversi ruoli.
Fra elezioni regionali e comunali in contemporanea ci saranno oltre mille candidati, cui vorrei dedicare un articolo di qualche anno fa del giornalista e scrittore Paolo Fallai nella sua rubrica sulle parole sul "Corriere della Sera", che verte proprio sul termine "candidato".

8) L'Autonomia europeista

La bandiera europea e quella italiana e quella valdostana un po'... annodataCi vorrebbe un bravo economista per calcolare quanti soldi europei siano arrivati in tanti anni per alimentare l'Autonomia valdostana e ciò sbugiarderebbe chi sputa sull'integrazione europea. Anzi, ci sarebbero ancora parecchie risorse da scovare, ma oggi in molti sfuggono all'impegno di adoperarle per evitare responsabilità.
Nel frattempo gli Affari europei, Dipartimento della Regione un tempo fiore all'occhiello, vive senza avere un indirizzo politico autorevole e l'Ufficio di Bruxelles agonizza. Non abbiamo un parlamentare europeo ed il membro al "Comitato delle Regioni" è solo supplente. E pensare che il pensiero autonomista valdostano ha l'europeismo nel DNA.

Il destino e il labirinto

Il treno che passa...Ho più volte raccontato degli elementi di casualità che mi portarono in politica. Non che non avessi già una passione civile, ma la mia dimensione pubblica era tutta lanciata in quel lavoro di giornalista, cioè raccontare agli altri gli eventi, che avevo scelto sin da ragazzino. Ed anche per arrivare a quel mestiere ebbi singolari e rapidi saliscendi, perché spesso le porte aperte o chiuse sono questione di poco tempo. Talvolta giorni e spesso minuti, se non secondi, che ci portano altrove da dove avremmo desiderato essere o ci portano ad essere nel buio o nella luce.
D'altra parte sappiamo tutti come pesino nella vita scelte proprie, incanalate da mille fattori, che sono ulteriormente influenzate da quello che, senza poter svelarne l'arcano, chiamiamo Destino.

7) L'Autonomia sociale

Umberto Eco in una foto di Alex JacksonNel solco di una visione contemporanea, ma anche del federalismo personalista, deve esserci, mantenersi e rafforzarsi un modello di "Welfare alla valdostana", espressione originale e locale del più celebre "Welfare State", tradotto in "Stato-sociale" all'italiana o nell'espressiva definizione francese di "Etat-providence". Dopo il "covid-19" mai come ora bisogna rifletterci e non è certo la sua versione nefasta fatta di assistenzialismo. Sotto il profilo occupazionale esiste la solita differenza fra dare un pesce ("Reddito di cittadinanza"...) o una canna da pesca (occasioni di lavoro...).
Parafrasando l'antico e pur massonico "Diritto alla Felicità" della Costituzione americana, ritengo che in una piccola comunità debbano emergere elementi di solidarietà e di fratellanza con politiche pubbliche attive, che sappiano coinvolgere le energie del privato.

Erano saliti per vedere le stelle

Marco Appendino con gli amici ed la 'Land Rover Defender' in montagnaLa montagna è fatta di storie che si somigliano. Per questo sono sempre stato curioso - e non solo in quello straordinario susseguirsi di popoli e di culture che sono le Alpi - di capire come altrove si risolvessero i medesimi problemi. Per cui è facile confrontarsi e immedesimarsi con montanari vicini e lontani, come fossero degli alter ego.
Questo vale anche per storie apparentemente minori e purtroppo fra queste ci sono anche le tristi vicende di cronaca nera. Ed è nerissima e dolorosa questa vicenda, raccontata magistralmente nelle pagine de "La Stampa" che ogni tanto ricorda di avere nelle zone alpine di suo radicamento storico cronisti di razza, del fuoristrada rotolato fuori da una strada poderale, falciando giovani vite, così preziose sempre e lo sono a maggior ragione in quelle vallate occitane dove le culle sono sempre più vuote.

6) L'Autonomia culturale

Claude Lévi-StraussL'Autonomia non è solo fatta di Istituzioni politiche e di un ordinamento giuridico. Si erge su fondamenta importanti, che si possono sintetizzare in quell'insieme di espressioni presenti in "Civilisation Valdôtaine".
Dice il dizionario on line "La Toupie": "Une civilisation est l'ensemble des caractéristiques spécifiques à une société, une région, un peuple, une nation, dans tous les domaines: sociaux, religieux, moraux, politiques, artistiques, intellectuels, scientifiques, techniques... Les composantes de la civilisation sont transmises de génération en génération par l'éducation".
Interessante rifletterci, sapendo quanto questa nostra civiltà sia una delle espressioni del mondo alpino, che oggi muta, come sempre avvenuto, nel confronto con un mondo sempre più globalizzato e questo arricchisce e impoverisce.

Direzione Ferragosto

Chiuso per ferie...Il tempo passa molto in fretta e la prua di questa estate si dirige ormai verso il Ferragosto, che resta un giorno da sempre sopravvalutato in un'Italia che somiglia ancora a quella ormai inesistente della chiusura forzata di agosto con ferie obbligatorie in logiche fantozziane. Ma così è per antica abitudine, che ci porta a logiche da formicaio e da "tutto esaurito", quest'anno segnale apprezzabile, dopo mesi difficili e con il periodo che verrà denso di incognite.
Il comico Enrico Bertolino, in una bella intervista al "Corriere", alla domanda «Come sarà settembre?» risponde caustico: «All'insegna della vendetta dell'infettivologo che andrà in giro a dire: ve lo avevo detto».

5) L'Autonomia dinamica

Le bandiere sudtirolesi e scozzeseVale sempre, come arricchimento, il confronto con le Autonomie differenziate presenti sul territorio italiano. Ed ecco un termine importante come Autonomia dinamica, che possiamo prendere dalla più forti e rapide "Speciali" a seguire le necessità di adeguarsi agli scenari, quelle sudtirolese e trentina (spesso a rimorchio della prima che gode dell'importante garanzia internazionale dell'Austria).
Sono loro che hanno creato poderosi pacchetti di norme di attuazione dei loro Statuti, facendo così potenti passi in avanti in materie ferme nel dettato statutario propriamente detto.
Meccanismo che noi non avevamo agli esordi della stagione autonomista. Non sto a tediarvi con spiegazioni giuridiche sul perché la Valle, che non prevedeva "norme di attuazione" nel suo Statuto, si sia ritrovata a dover avere una Commissione Paritetica a causa di una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 76 del 1963, che mirava già all'epoca a ridurre la portata della nostra Autonomia speciale. Tant'è che fino a questo 48 bis del 1993 - mia creatura - le "norme d'attuazione", dagli anni Settanta in poi, passavano attraverso procedure difficili e complesse.

Un rischioso taglio dei parlamentari

La Camera dei deputati vuota...Tra due giorni la Consulta darà o no ragione alla Regione Basilicata, che tramite i suoi avvocati ha depositato alla Corte costituzione un'istanza per chiedere la sospensiva del referendum confermativo sul taglio dei parlamentari fissato per il prossimo 20-21 settembre. Alla base della richiesta ci sarebbe, secondo la Basilicata, un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato e, se al referendum dovessero vincere i "sì", ci sarebbe una «lesione grave della rappresentatività parlamentare costituzionalmente riconosciuta alla Regione, che verrebbe drasticamente ridotta».
Non sarebbe male che ciò avvenisse, perché forse farebbe uscire questa storia del taglio da un certo oblio che non ci sta proprio, compresa una clamorosa e forse voluta mancata di informazione...

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