blog di luciano

Émile Chanoux non è un santino

La targa in piazza Chanoux ad AostaCi stanno il lutto postumo, il ricordo commosso, la valorizzazione del pensiero, ma di fronte ai personaggi storici bisogna essere cauti ed evitare di disperdere il loro patrimonio ideale e il meglio della loro azione nella logica consumistica "usa e getta" della "politica spettacolo" o della cultura adoperata come semplice abbellimento della povertà del vuoto intellettuale. Per non dire di chi pratica la politica con cinismo affaristico nel bisogno di sedurre le folle con concetti presi a nolo.
Il rischio di essere morto giovane, ucciso brutalmente per non tradire nessuno, diventando un simbolo fatto di idee e di speranze, è quello di vedersi trasformato in una specie di santino senz'anima. Émile Chanoux alla sua epoca faceva paura ai fascisti, ai nazisti ed ai nemici che aveva all'interno della Resistenza per le sue idee federaliste e per le varie opzioni su cui ragionava per il futuro migliore possibile per la Valle d'Aosta dopo il Ventennio e dopo quella Liberazione che lui non vedrà.

Addio, oleodotto!

Un cartello dell'oleodotto che attraversa la Valle d'AostaLa notizia di queste ore offre un quadro ormai certo, come spiega "Le Nouvelliste": "La raffinerie de Collombey sera bien démantelée à partir de 2020. Ses activités ne redémarreront pas, a annoncé mardi un membre de la direction de "Tamoil Suisse", propriétaire des lieux. L'assainissement des parcelles contaminées a même déjà débuté. En 2015, "Tamoil Suisse" annonçait la fin de ses activités de raffinage dans le Chablais. Quelque 230 salariés avaient alors perdu leur emploi. Quelques mois plus tard, le canton du Valais avait fixé un délai de cinq ans à la firme pour décider d'une éventuelle future réaffectation pétrolière du site. C'est désormais une certitude, l'usine ne redémarrera pas. L'entreprise confirme avoir reçu entre dix et vingt dossiers sérieux. Ceux-ci n'ont cependant pas été retenus".
Questo significa la parola "fine", di conseguenza, all'oleodotto del Rodano, che riforniva la raffineria presso Collombey-Muraz, partendo da Genova e passando da Ferrara, Aosta, Gran San Bernardo, raggiungendo Collombey.

«Todos caballeros (autonomistas)»

Il ritratto di Carlo V di Aragona alla Battaglia di MuhlbergPartiamo da una storia da inquadrare fra le "fake news" del passato. Non so se abbiate presente l'espressione spagnola «Todos caballeros» (in italiano «Tutti cavalieri»). Sarebbe stata pronunciata da Carlo V davanti ad una folla paludente, durante una visita ad Alghero (dove ancora oggi ci sono gli eredi dei catalani giunti come coloni nel Trecento) avvenuta tra il 7 e l'8 ottobre del 1541.
L'espressione è oggi utilizzata in tono dispregiativo per descrivere quelle proposte tendenti ad estendere urbi et orbi dei particolari privilegi, annullando così di fatto la distinzione o il prestigio derivante dagli stessi; allo stesso modo viene utilizzata per connotare l'esito di una vicenda nel quale tutti si proclamino vincitori.

Questa storia dei confini

Il passo del Piccolo San BernardoCon molta delicatezza così scriveva Hermann Hesse, vissuto a cavallo fra il l'Ottocento e il Novecento, due secoli insanguinati dalle dispute attorno alle frontiere, quando la guerra era uno dei mali endemici per il Vecchio Continente: «Nonostante il tenero amore che nutro per il mio Paese, non ho mai saputo essere un grande patriota né un nazionalista... E ben presto è nata in me una diffidenza verso i confini e un amore profondo, spesso appassionato, per quei beni umani che per loro natura stanno al di là dei confini... Col passare degli anni mi sono sentito ineluttabilmente spinto ad apprezzare maggiormente ciò che unisce uomini e nazioni piuttosto che ciò che li divide».

Salvini e i Social

Matteo Salvini nello spot di 'VinciSalvini' con i vincitori della prima edizioneLa politica è fatta da programmi, da idee e naturalmente da persone. Il tentativo ingenuo emerso in qualche metodo storiografico di dare alla Storia significati e indirizzi, epurando però il ruolo delle personalità marcanti che intercettano il vento che tira nei diversi momenti, è una grande ingenuità. Nel bene e nel male ci sono uomini e donne che sono - spesso per meccanismi di assoluta casualità - nel posto giusto al momento giusto a vantaggio o svantaggio delle vicende umane di cui diventano un innesco.
Non ho mai conosciuto di persona Matteo Salvini e mi piacerebbe farlo in un contesto che non fosse la brevità di un selfie per capire di più, ma ne seguo con curiosità le evoluzioni, perché con lui bisogna fare i conti e chi lo snobba o lo rende diabolico o "macchiettistico" sbaglia. Anche se in verità questa storia di dividere il mondo in "amici" e "nemici" sembra proprio essere una caratteristica del "salvinismo" e del suo febbrile movimentismo, a differenza della strategia più cauta del "bossismo", che ha fallito infine per certe brutte storie emerse nella gestione finanziaria e familiare del partito, che restano ancora un "tallone d'Achille" che può riemergere dal passato e influire sul futuro.

Vedere e ancora vedere

La locandina del film 'Blindness - Cecità' tratto dal libro di José SaramagoAvere tre figli di diversa età (Laurent ed Eugénie ventenni, Alexis otto anni) consente di guardare alle generazioni più giovani con un ampio spettro, che diventa ancora più vasto perché da "padre tardivo" con una moglie, Mara, di vent'anni più giovane di me, finisco comunque per frequentare trentenni e quarantenni sia per i doveri genitoriali che per la cerchia di amicizie.
E' un esercizio interessante, cui si aggiungono, beninteso, i miei coetanei con cui ci si incontra per lavoro (alcuni sono già pensionati!) e per diletto, avendo infine un osservatorio sui problemi degli anziani con mia mamma quasi novantenne, che offre uno spaccato ancora diverso e da capire di questa nostra società. Trovo che questa gamma di età a confronto sia un utile esercizio intellettuale stimolante, perché consente di misurare dal vivo quanti cambiamenti intervengano.

Un tunnel per la Mongiovetta

Un furgone si inerpica sulla 'Monjovetta'L'attuale "Mongiovetta", tratto "difficile" lungo la "Statale 26" in territorio valdostano, fu realizzata, a totali spese del Duché d'Aoste, nel 1771, e logica fu quella di facilitare il commercio e lo sfruttamento delle acque termali di Saint-Vincent, come ricorda l'incisione sulla lapide che sovrasta i primi tornanti.
Quaranta lire dell'epoca furono spese proprio per far incidere sulla roccia in latinorum quanto segue: "Caroli Emanuel III Sard. Regis invicti auctoritate. Intentatam Romanis viam per aspera Montis Iovis iuga ad faciliurem commerciorum et thermarum usum, magnis impensis patefactam Augustani perfecerunt a MDCCLXXI – Regni XLII".
Questa medesimo passaggio roccioso venne "aggirato" nell'Ottocento con la sottostante galleria ferroviaria (un sistema vecchio, inadatto all'elettrificazione, poco sicuro in caso di incidente e in parte in pericolosa "zona rossa") e negli anni Sessanta vennero costruite in analogia le gallerie autostradali (di cui si prevede finalmente il rifacimento per ovviare all'obsolescenza che innesca problemi di sicurezza).

Senza verità il "caso Regeni"

L'immagine di Giulio Regeni nella campagna di 'Amnesty international'L'omicidio di Giulio Regeni - ragazzo triestino, classe 1988 - è avvenuto in Egitto tra gennaio e febbraio 2016 e da lì è sortito un caso internazionale, che non ha avuto soluzione, malgrado mille promesse. Giulio era un dottorando italiano dell'Università di Cambridge, che stava studiando i problemi sindacali del Paese che lo ospitava, anche alla luce di vasti movimenti di piazza di quei mesi. Rapito il 25 gennaio 2016, venne poi ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani.
Scrivono ora i genitori al Rais egiziano: «Buongiorno presidente Al Sisi, siamo i genitori di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso al Cairo. A marzo di tre anni fa sulle pagine di questo giornale Lei si rivolgeva a noi "come padre prima che come presidente" e prometteva "che faremo luce e arriveremo alla verità, lavoreremo con le autorità italiane per dare giustizia e punire i criminali che hanno ucciso vostro figlio"».

L'istinto di conservazione di certi politici

Le poltrone della Giunta in Consiglio regionaleIl mondo della politica - per chi ci ha lavorato per anni con cariche elettive di vario genere - è un mondo interessante, ma pieno di insidie per chi ci si trova, se non tiene i piedi per terra. Oltretutto - basta guardare statue, cippi, vie e piazze in una città come Aosta - un tempo esisteva una sorta di riconoscimento popolare per chi avesse svolto con onore ruoli pubblici. Oggi si finisce tutti nello stesso mazzo senza distinzioni, e sembra quasi ci si debba vergognare anche quando la propria coscienza (e fedina penale) è pulita. Non lo dico con vittimismo, ma come semplice osservazione scientifica. Per altro se cerchi "Politica" trovi più citazioni irriverenti che serie.
Da «Gli uomini politici sono uguali dappertutto. Promettono di costruire un ponte anche dove non c'è un fiume» di Nikita Chrušcëv (politico sovietico di lungo corso) a «Ci sono degli uomini politici, che sarebbe bene chiamare politicanti, i quali, se avessero come elettori dei cannibali, prometterebbero loro missionari per cena» di Henry Louis Mencken (giornalista americano).

Ci mancavano gli antinatalisti...

La homepage del sito degli antinatalistiCi sono giorni in cui mi domando dove stiamo andando nel momento in cui si passa dalla follia personale alla follia collettiva sotto vesti sempre nuove. Tema certo non nuovo nella storia umana: dalle sette multiformi ai popoli osannanti dittatori sanguinari, dagli integralismi religiosi alle associazioni per delinquere, dalle mafie alle società segrete deviate, dai "complottisti" ai creatori di "fake news", dai "satanisti" ai "terrapiattisti". Esiste un lato oscuro, ulteriormente declinabile in sottospecie di congreghe del male, spesso ammantate da quelli che vengono proclamati come nobili principi.
Oggi ero indeciso nella scelta di mettere sul vetrino del microscopio fra gli "animalisti vegani specisti" che hanno picchiato in Francia un macellaio, reo di essere «un assassino di animali», o la notizia dei giovani "antinatalisti" che si sterilizzano per non avere figli nel nome di una nuova fede, che dimostra - se mai ce ne fosse stato bisogno - di come certi pensieri oscuri alberghino in un ambientalismo distorto e da bandire.

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