blog di luciano

Mussolini, l'ascesa di un dittatore

Il libro su M. di Antonio ScuratiParlare di fascismo e del suo fondatore, Benito Mussolini, non è mai facile in Italia, specie di questi tempi, in cui cresce l'ignoranza per la Storia, che è materia poco amata e dunque certi ammonimenti provenienti dal passato sembrano non servire.
Esiste, di conseguenza, una macchina ben oliata, che mira ad una sorta di assurda riabilitazione postuma del fascismo a beneficio di nuove tentazioni totalitarie contemporanee.
Ecco perché ci voleva questo romanzo storico non convenzionale scritto per la Bompiani da Antonio Scurati "M. Il figlio del secolo", che racconta della parabola ascendente (1919-1925) del Duce - uomo che emerge dal fango - raccontata con crudezza e con l'aiuto di periodiche note storiche che accompagnano il lettore per inquadrare meglio i diversi passaggi della sua vita piuttosto grama fino ai fasti degli anni Venti con l'incredibile compagnia di giro che lo affiancò a tour de rôle dagli esordi fino alla morte di Giacomo Matteotti ed all'affossamento della democrazia parlamentare. Scurati si occuperà della parabola discendente in due prossimi volumi.

Cet amour

Momenti romantici in vacanzaI pensieri estivi si riempiono di luce e di colori ed è vero che il nostro umore ne risente in profondità. In certe giornate d'estate, se non ci fosse la preghiera laica della lettura dei giornali, potremmo davvero solo pensare positivo e invece - maledizione! - l'umanità riesce sempre a tenere aperta la porta degli inferi con orrori e preoccupazioni quotidiani.
Ho avuto la fortuna per alcuni giorni di poter correre all'alba fronte mare, con quel sorgere del sole inusuale per chi viva in montagna con la linea dell'orizzonte marino da cui compare quella palla di fuoco che non finisce mai di stupire per la solennità dell'apparente ascesa.
Non sorprende affatto che i culti solari siano i più antichi: visitando le moschee, dove il prostrarsi verso la Mecca è un caposaldo irrinunciabile, ci è stato spiegato come questa tradizione sia proprio legata a culti precedenti di inchino al sole.

La app che t'invecchia

La regina Elisabetta invecchiata con 'FaceApp' e la versione realeIn questi giorni guardo meno i diversi ammennicoli sul Web perché non sono in Europa e dunque il roaming costa caro e, anche se c'è il wifi, mi limito all'essenziale, ragionando su di un fatto semplicissimo. Ho campato per anni senza essere connesso ad alcunché e mi pare di averlo fatto decorosamente, per cui non muoio di certo se tiro su il piede dall'acceleratore e mi godo la vita da... "sconnesso".
Che poi c'è poco da ridere, quando vedo in spiaggia - luogo un tempo di socialità facile da sviluppare e da analisi antropologica delle logiche da ombrellone fatte di chiacchiericci - gente che passa il tempo immersa in tablet e cellulari in un silenzio tombale ed asociale.
Ma confesso che su alcuni gruppi "Whatsapp" ho continuato a dare un'occhiata e così d'improvviso mi sono apparsi corrispondenti usuali che postavano foto in cui si piacciono molto d'improvviso invecchiati e così scopro la burla dell'app che invecchia. Si tratta di vedere l'effetto che fa proiettarsi nel proprio futuro.

Sovranismo di cartapesta

Matteo Salvini con Vladimir PutinPoveri sovranisti italiani, il loro orgoglio nazionalista è davvero di cartapesta. Fanno sorridere i tanti profili con il tricolore annesso, che poi si scopre che fanno i pappagalli delle "fake news" cotte e mangiate dal compagno Vladimir Putin con la complicità dei grandi network del Web a stelle e strisce che ci profilano meglio dei Servizi segreti.
L'estrema destra italiana adora il dittatore russo (non è una novità che i dittatori salgano al potere con il voto popolare) ed è davvero la nemesi del neofascismo all'amatriciana essere al soldo dello Zar russo cresciuto non a caso nella pancia del "Kgb".
Le vacanze aiutano a nuovi spunti sul tema. Finisco su un battello sul Bosforo con un bello spettacolo multinazionale in cui un vecchio animatore sceglie canzoni corrispondenti ai Paesi ed ogni tavolo ha la bandierina con le origini dei commensali. Parte una musica che corrisponde alle proprie radici ed ogni nazionalità si esibisce in pista con balli e canzonette. Spettacolo esilarante e anche molto coinvolgente quando si scopre che in sala ci sono tutti i Continenti ed una trentina di Paesi d'origine.

La plastica ovunque

Rifiuti di plastica sulla spiaggiaLa plastica, pensando agli sforzi iniziali degli inventori, ha ormai quasi un secolo di vita. Ha dimostrato molti vantaggi e non sto elencare tutti i pregi che hanno spinto all'utilizzo di queste sostanze variamente ottenute e che fanno parte del nostro quotidiano.
Tuttavia siamo ad un momento di riflessione per evitare un abuso e regolare di più il loro utilizzo. Basta constatare quando si differenziano i rifiuti, magari subito dopo una grande spesa al supermercato con l'eliminazione degli imballaggi, la quantità mostruosa di questa materia che ciascuno di noi "produce".
Ma è indubbio che ciò che pesa di più è l'inquinamento ambientale di sostanze dalla lunghissima durata perché si degradano lentissimamente, che mettono a dura prova zone ormai letteralmente invase da plastiche di varia provenienza.

Gatti "maomettani"

Alcuni gatti ad AntalyaAmo gli animali di un amore sincero. Naturalmente facendo dei distinguo sul mondo animale nel suo complesso, visto che conta - secondo i calcoli assai diversi fra loro - dai tre ai cento milioni di specie. Aggiungo che sarei falso a dire che, in questa immaginaria "Arca di Noè" di cui non riesco neppure a concepire la stazza, mi piacciano tutte queste specie in modo indiscriminato. Arranco tra l'altro di avere contezza di a che cosa corrispondano in concreto numeri così da capogiro, sarei un ipocrita.
In più esiste un principio abbastanza assodato: a noi interessano di più, come simpatia e empatia, gli animali con un muso più simile al nostro e che hanno accettato la domesticazione. Chi dice - che so! - di amare ragni, coccodrilli, zanzare, lombrichi ha dei seri problemi.

Notizie vicine e lontane

I Carabinieri che, a Reggio Calabria, portano via gli arrestatiAnche da distante, come sono in questi giorni, seguo la cronaca valdostana, pur ripromettendomi di scrivere da qui - per necessità di decompressione - più di cose varie piuttosto che di storie della Valle con cui troppo spesso durante l'anno riempio questo mio spazio quotidiano. In molti casi si tratta di fatti attinenti la politica e le sue molte sfaccettature in un periodo nel quale c'è poco da stare allegri e covo sempre di più e direi ormai pugnacemente la determinazione che non si può assistere senza fare nulla a certo sfacelo.
Un tempo la distanza impediva di stare in contatto e certe vacanze aveva un sano effetto di straniamento dalla quotidianità del tran tran della propria vita. Ricordo in fondo con ingenua nostalgia quando capitava davvero, neppure dovendo essere dall'altra parte del mondo, di ritrovarsi senza notizie di questioni domestiche.

"Coca-Cola": i retroscena del successo

L'evoluzione della bottiglietta della 'Coca-Cola'Non ho precisa idea di quando abbia bevuto la mia prima "Coca-Cola". Quand'ero ragazzino ricordo altre bevande, tipo la "spuma" quando giocavo a pallone o la "gazzosa" al bar coi genitori, per poi evolversi in cose tipo "acqua tonica" o aranciata.
Ma dalla discoteca e dalle feste varie in poi la "Coca-Cola" l'ho bevuta sola o con qualche alcolico dentro (il rum, per dire). Poi l'ho bevuta dappertutto nel mondo dove sono stato e la bevo oggi in versione "Zero" o "Light".
Mi hanno sempre divertito le leggende metropolitane su questa bevanda, tipo che con l'aspirina sballasse, che fungesse da contraccettivo, che fosse un potente solvente. Immagino che ce ne siano molte altre.
Ora trovo un lungo articolo di Yann Contegat su "Daily geek show" che racconta una storia mai letta, neppure su di un libro che lessi anni fa sull'avventura della bibita stelle e strisce.

Narciso, un fiore per cambiare

Fabrice Midal«Sei un Narciso!». Non ve lo siete mai sentiti dire? Eppure questo famoso narcisismo (tipo eccessiva ammirazione di sé) mi era noto nelle sue fonti classiche, ma - visto che non si finisce d'imparare - ho letto con vivo interesse il libro, frutto di trasmissioni radiofoniche, di "Narcisse n'est pas égoïste" (French Edition) di Fabrice Midal, filosofo e scrittore francese. Una sorta di inchiesta molto colta e che attraversa i millenni, partendo dal mondo antico attraverso scrittori, poeti, pittori, filosofici, psicanalisti. Un viaggio che mira a sdoganare Narciso.
Un breve riassunto del racconto in una delle varie versione, la più nota è di Ovidio: Narciso è figlio di Cefiso, una divinità fluviale, e di Liriope, una ninfa. La madre si dimostrò subito molto preoccupata per la straordinaria bellezza del bambino. L'oracolo Tiresia le consigliò di non fargli mai conoscere se stesso. Da adolescente in molti si innamorarono per questo aspetto così bello. Narciso, però, respingeva tutti.

1969: l'uomo sulla Luna

Buzz Aldrin nel 'Mare della Tranquillità', sulla LunaSi gonfia come un clamoroso fenomeno mondiale la rievocazione di quel 20 luglio del 1969, quando l'uomo arrivò sulla Luna e nacque il verbo "allunaggio". Trovo che ci sia in questa scelta rievocativa di quell'impresa qualcosa in più di una celebrazione di una grande storia nel cammino dell'umanità, ma che sia una scelta pregna di un desiderio di riscatto in un momento assai complesso per il genere umano. E' infatti necessario ora più che mai concentrarci sul destino nel nostro pianeta, che proprio le esplorazioni spaziali ci hanno consentito di vedere dall'esterno con quelle immagini che ne illustrano la straordinaria bellezza. E proprio i misteri del cosmo hanno definito la sua terribile fragilità, ed oggi abbiamo la consapevolezza delle nostre pesanti responsabilità nello sfruttamento della Terra, che si aggiungono alle altre mille incognite che possono cancellare la presenza umana come avvenne con la bizzarra civiltà dei dinosauri.

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