blog di luciano

Pavese: «Non fate troppi pettegolezzi»

L'ultimo scritto di Cesare PaveseSi possono mettere assieme cose importanti e terribili banalità? Ci provo, infilandomi in una passerella che può avere dei rischi. Amo Cesare Pavese, morto suicida settant'anni fa. L'ho scoperto da ragazzo nella biblioteca di casa con un libro "La luna e i falò" datato 1950 con la scrittura di mio papà. Non ho mai pensato - ed ora non posso farlo, perché lui non c'è più per dirmelo - se fosse stato comprato in seguito a quel tragico evento oppure se fosse di poco precedente.
Fatto sta che negli anni successivi, specie durante l'adolescenza ma anche in seguito, lessi tutto quel che Pavese aveva scritto. Mi piacevano in particolare quei riferimenti alle Langhe, che non solo diventavano un luogo universale, ma ci ritrovavo certi aspetti del fondovalle valdostano e di quelle colline liguri che conoscevo e che montavano poi a quote ben più elevate nell'entroterra.

1) Diario di un candidato

Un momento della presentazione di 'VdA Unie'Terrò un diario della campagna elettorale pubblicato qui quando avrò qualche cosa da scrivere.
Sul "perché" sono tornato in pista, presentandomi alle Regionali, le ragioni sono ampiamente comprensibili per chi segua con regolarità o anche sporadicamente questo blog.
Penso, beninteso se fossi eletto, di poter essere utile per le esperienze politiche ed amministrative accumulate, su cui non mi dilungo e basta scorrere il curriculum presente in questa pagina per farsi un'opinione.
La sola accusa, a parte un recente attacco strampalato sul mio lavoro in "Rai" di un leghista di Borgomanero, è quella di essere «un dinosauro», che immagino dovrebbe essere un terribile insulto che dovrebbe dimostrare che sono vecchio come il cucco.
Sarà che ho trovato sino alla sua scomparsa assai vitale e ricco di idee il Senatore César Dujany, che ci lasciati alla soglia dei cent'anni, ma trovo che sostenere che un sessantunenne sia un essere umano "usurato", mi sembrava esagerato e forse nasconde il fatto che fosse difficile colpirmi sul lato dell'onestà personale, e mi auguro anche della competenza. Per cui incasso quest'aurea di vecchiume, ma tiro dritto.

Quella mascherina sul volto

Mascherine a spassoPorto sempre, laddove lo prevedano le regole, questa famosa mascherina. In molti Paesi europei, dove si nota una forte la recrudescenza del virus, questa protezione del viso è stata imposta con molta decisione.
Eppure è interessante come questo oggetto che è entrato d'improvviso nella nostra quotidianità sia diventato un simbolo di uno scontro ideologico, prodromico allo scontro che avverrà sul vaccino. A questo proposito già si leggono le prese di posizione contro l'obbligatorietà del vaccino di politici sempre a mezza strada per non scontentare nessuno, specie con l'approssimarsi delle elezioni per corteggiare i famosi "noVax". Come vanificare lo sforzo epocale dei ricercatori, accusati dai soliti noti di essere biechi speculatori al soldo delle cattive e predatorie case farmaceutiche.

Le piccole cose

Aperitivo in tempo di coronavirusSono giorni strani, fatti di emozioni mutevoli, in un periodo frenetico di discontinuità. Capita perciò di essere più attenti all'ascolto - pur non volendo farla troppo grossa - del proprio stato d'animo. Ha scritto Isabel Allende: «Una bella fotografia racconta una storia, rivela un luogo, un evento, uno stato d'animo, è più potente di pagine e pagine scritte». Giusto, però un film può metterci lo zampino.
Ho guardato l'altro giorno, con i lucciconi alla fine della visione, lo straordinario docufilm del regista valdostano Davide Bongiovanni dedicato al "covid-19" e intitolato "(R)esisti".
Un lavoro avvincente che ricostruisce con intensità e garbo, senza indulgere a particolari macabri e senza retorica melensa, quei mesi drammatici a cavallo fra inverno e primavera che ci hanno toccati tutti. Anzi, che ci toccano tutti e l'impiego del presente non è casuale per due ragioni.

Finalmente i costituzionalisti!

No!Con l'avvicinarsi del referendum confermativo sul taglio dei parlamentari mi diverto a vedere come sui "social" si moltiplichino i "costituzionalisti in erba", che pur non avendo alcun titolo accademico sproloquiano sul tema.
E' vero che anche io ne ho scritto, ma ho l'esimente, pur non avendo il titolo, di aver fatto una lunga praticaccia per anni alla Commissione Affari Costituzionali della Camera e in almeno due Bicamerali che si sono occupato di riforme. Per cui, sulla base di questo lungo praticantato, apprezzo ancor di più il documento di cui vi parlerò. Si tratta di documento che così recita nel titolo: "Le ragioni del nostro "no" al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari". E' questa l'intestazione del documento firmato da 183 costituzionalisti, che suona come un'esplicita risposta al direttore dell'"HuffPost" Mattia Feltri.

Il partito degli astensionisti

Matita rotta...Il degrado della vita pubblica valdostana è certamente dimostrato da queste elezioni anticipate, a soli due anni dal voto alle Regionali del 2018. Di questo si parla poco, purtroppo, perché molti dei responsabili di questa situazione, fatta di voltafaccia, incapacità e faciloneria, sono di nuovo in lista come se nulla fosse, compresi alcuni che per ragioni morali o giudiziarie avrebbero dovuto evitare di candidarsi.
Intanto la democrazia valdostana trema, perché non sono la numerosità delle liste e la quantità dei candidati un indice di buona salute, se intanto l'esercizio del voto da parte dei cittadini cala.
Nell'ultima tornata, già affollatissima di potenziali consiglieri regionali, il dato dei votanti si fermò al misero 65,12 per cento contro il 73,03 per cento di cinque anni prima.

Appennino: il fallimento del post terremoto, 4 anni dopo

Uno dei danni più simbolici del terremoto ad AmatriceDomani si ricorderà il drammatico terremoto sull'Appennino del 2016, la cui prima scossa avvenne proprio il 24 agosto. Anzi, quella zona venne letteralmente martoriata anche da una serie di scosse successive così puntigliosamente riassunte da "Wikipedia": "Gli eventi sismici del Centro Italia del 2016 e 2017, definiti dall'INGV "sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso", hanno avuto inizio ad agosto 2016 con epicentri situati tra l'alta valle del Tronto, i Monti Sibillini, i Monti della Laga e i Monti dell'Alto Aterno.
La prima forte scossa si è avuta il 24 agosto 2016, alle ore 3:36 e ha avuto una magnitudo di 6.0, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli e Arquata del Tronto (AP)"
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Muoversi per il turismo straniero

Turisti nel centro di Aosta ad agosto 2020Le elezioni spostate, causa "covid-19", dalla primavera a fine estate (i risultati arriveranno in parte già in autunno...), hanno creato uno strano clima politico.
L'augurio è che non capiti mai più una congiunzione astrale così sfavorevole. Pur non credendo ad oroscopi e fattucchiere, è vero però che questo 2020 si sta impegnando a fondo per farci diventare superstiziosi. Ma non è questo il punto. Quel che inquieta è questa situazione di viva incertezza in cui ci si trova. Vorrei fare, per non girarci attorno, un esempio concreto.
Partiamo - e forse vi domanderete dove voglio arrivare - dall'Osservatorio turistico valdostano che, mentre scoppiava la pandemia, scriveva con lucidità: "Sebbene il momento storico in cui scriviamo sia molto difficile, abbiamo deciso comunque di pubblicare la nostra consueta rubrica sull'analisi dei dati sul turismo di montagna, che oggi, prendendo in considerazione la situazione turistica valdostana dell'anno 2019, può rappresentare una buona notizia per coloro che lavorano nel settore".

10) Le Autonomie

Le porte di ingresso a Palazzo regionale ad AostaHo percorso in queste ultime settimane una strada di ricostruzione rapida dell'Autonomia nei suoi diversi volti. L'ho fatto perché credo che sarebbe interessante che questo argomento fosse al centro del confronto politico in vista delle elezioni regionali.
Così non sarà per molte ragioni e ne cito solo tre. La prima è banale: elezioni con una campagna elettorale che inizi nel cuore dell'estate sono una sciagura, essendo il comprensibile apice di distrazione per chi è in ferie e, in Valle d'Aosta, per quanti e sono molti lavorano nel settore turistico. La seconda è che il conclusivo periodo di campagna si affaccia su settembre, che inquieta, e basta la lettura dei quotidiani per vedere come i richiami al rischio della recrudescenza del "covid-19" non siano frutto di chissà quale pessimismo ma semmai di crudo realismo. La terza, cioè in sostanza che parlare di Autonomia sia in fondo un ripetitivo masticare temi obsoleti, è quella che più mi inquieta e su cui meno si riflette.

Le inquietudini sul taglio dei parlamentari

Alessandra AlgostinoE' indubbio che l'election day comporterà risparmi, ma tre schede in Valle d'Aosta creeranno belle code nelle attese ai seggi. Mentre le elezioni regionali e comunali sono note al cittadino, così non è per il referendum confermativo. Manca una capillare informazione sulle conseguenze della riforma che taglia il numero dei parlamentari.
Alessandra Algostino, ordinario di diritto costituzionale presso la Università di Torino, si schiera con chiarezza sin dal titolo del suo articolo pubblicato su questionegiustizia.it: «Perché ridurre il numero dei parlamentari è contro la democrazia».
Immagino già chi ragiona con la pancia dirmi: «sei contro la riduzione dei parlamentari a difesa della Casta, cui hai appartenuto!». No, io sono favorevole ad una riduzione dei membri delle Camere e sono per un bicameralismo che veda una seconda Camera delle Regioni, che sostituisca il Senato, nel quadro di una riforma federalista dell'Italia.

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