blog di luciano

L'invidia del povero rosicone

Una stampa di Gustave Doré dalla 'Divina Commedia', con Dante e Virgilio che incontrano Sapìa SalvaniNella vita si accumula un meraviglioso campionario di vizi e virtù e - senza immaginare il meticoloso lavoro dantesco della "Divina Commedia" che contiene tutta la commedia umana giunta al redde rationem - ognuno di noi ha una raccolta di volti simile a quegli album della "Panini" con il volto dei calciatori.
Una di queste maschere, con cui mi è capitato e mi capita di avere a che fare e ne ho l'immagine in testa, è "l'invidioso", ricordando che l'invidia è uno dei sette Peccati Capitali. Ma proprio Dante - con sguardo in fondo bonario - pone gli invidiosi nel Purgatorio e il dantista Vittorio Sermonti così ne scrive: «I lessici medievali sanzionano: «"ti invidio" vale"‘non ti vedo", cioè "non sopporto di vedere il tuo bene"». E, in effetti, "invidiare", alla radice, designa un'alterazione malevola e funesta della funzione visiva...».

Gossip e Economia

Matteo Salvini al cinema con Francesca VerdiniAnche nella Prima Repubblica esisteva il "pettegolezzo", ma devo dire che ormai il "gossip" (oggi si chiama così) attira i politici come le mosche. Lo dimostra, in ultimo, la serie di copertine di "Chi" - la punta di diamante della cronaca rosa - dedicate agli amorazzi dei politici di grido. Ultima novità che fanno rumore è la storia di Matteo Salvini con tale Francesca (particolare scabroso è la figlia di quell'ex senatore di Forza Italia, Denis Verdini, con cui - via "Twitter" - lo stesso leader leghista non fu molto tenero), dopo la passione mediatica con la presentatrice televisiva Elisa Isoardi (che sempre via "Twitter" ritrasse Salvini stanco dopo l'amore) ed anche la nuova fiamma di Luigi Di Maio, certa Virginia, che sbaciucchia il vice Premier in favor di macchina fotografica.

Brexit: a Londra è in crisi la democrazia

Il Primo Ministro del Regno Unito, Theresa MayIl Regno Unito è un caso esemplare di un'antica democrazia che si inceppa d'improvviso per un pasticcio creato in proprio. Mi riferisco alla questione della "Brexit", cioè l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, decisa il 23 giugno del 2016 con il favore del 51,89 per cento dei votanti. Da allora, finita nella palude della negoziazione con l'Unione europea guidata con maestria dal savoiardo Michel Barnier (che potrebbe diventare Presidente della Commissione europea e ricordo che venne insignito come "Ami de la Vallée d'Aoste"), ormai si sono susseguiti colpi di scena e ritardi, che hanno portato ormai - fonte "Ansa" - a quattro scenari possibili, anche se il primo appare il più probabile e terribilmente traumatico.

Area megalitica? Uno stabilimento balneare!

La rivelazione lascia davvero di stucco. Per anni gli archeologi hanno studiato a fondo l’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans di Aosta, scoperta per caso nel 1969 durante la costruzione di case. In circa un ettaro si rivelò uno dei più interessanti siti d’Europa con significative testimonianze di quasi cinque millenni di storia, dai momenti finali del Neolitico ai giorni nostri, oggi visitabile in un vero e proprio viaggio nel passato.
Si è sempre pensato che fosse un’area sacra destinata sin dall’inizio a essere sede di ricorrenti manifestazioni legate al culto e alla sepoltura con la ricostruzione di riti che si svolgevano sovrapponendosi su quanto preesistente.
Ora la scoperta di due esperti olandesi, Jan Karlsson e Peter Bergström, apre scenari molto diversi. Tutto parte dalla tradizione popolare secondo la quale la conca di Saint-Vincent sarebbe stata invasa, nella tarda preistoria, da un lago di grandi dimensioni. Un riscontro della fondatezza era già da indagini svolte dal Servizio archeologico della Soprintendenza per i Beni culturali della Valle d'Aosta.
Il lago in questione, la cui presenza è stata geologicamente accertata, si sarebbe formato in seguito allo sbarramento del corso della Dora provocato da una frana di enormi proporzioni, precipitata in prossimità della località Champerioux di Montjovet.

Il peso del destino

Corrado Hérin su un ghiacciaio con il suo aereo ultraleggeroIl margine fra gioia e dolore, fra festa e tragedia - con capovolgimenti che lasciano stupefatti e ci interrogano sulla capricciosità del destino e delle sue combinazioni - resta uno degli aspetti più insondabili della nostra umanità. Ce lo ricordano i grandi avvenimenti della Storia e le mille vicende vissute nella nostra vita in un incrocio fra il grande ed il piccolo.
Vedete: ieri già per me era stata una giornata straniante in questo medesimo solco. In una meravigliosa giornata di sole, si svolgeva a Torgnon la festa del locale sci club, dove mio figlio più piccola frequenta la squadretta agonistica dello sci.
Avete idea di quelle domeniche in cui si è davvero in pace con sé stessi: in attesa di gareggiare anch'io in un gigante con bambini di diverse categorie e qualche genitore mi godevo da una parte la straordinaria bellezza delle nostre montagne e guardavo dall'altra con il cuore pieno questi ragazzi e bambini carichi di energia e di felicità.

Adieu, César

Io con César, alla fine degli anni '80, davanti al ParlamentoNon stava bene in questi ultimi tempi, ma ancora di recente lo avevo visto battagliero come sul sempre, ormai alla soglia dei cento anni.
César Dujany - ed è come se morisse un pezzo di me, mentre ne scrivo - ha attraversato il Novecento ed ha traguardato il nuovo Millennio con il piglio del montanaro deciso e con la schiena dritta senza mai mollare la passionaccia per la politica. Una politica impegnata e colta, ma senza mai lasciare da parte la semplicità del tratto ed una signorilità che veniva da un'epoca in cui la sobrietà e l'educazione erano importanti.
Ma era in certe circostanze la sua una mano di ferro in un guanto di velluto, quando doveva difendere e spiegare le ragioni della nostra Autonomia ed affermarne i diritti.

Ercolino sempreinpiedi, il misirizzi

Ercolino sempreinpiediSecondo una classifica elaborata dal "Sole - 24 Ore" Imperia è la capitale d'Italia del clima. Chi ha vissuto, come me, numerosissime estati in questa città unita dal fascismo nel 1923 - mettendo assieme Oneglia e Porto Maurizio - lo sapeva già. Ci andavo con la famiglia sulle tracce materne: nonno Emilio era cresciuto nell'entroterra a Ginestro (dove saremmo proprietari di uliveti, immagino ormai usucapiti) per poi costruire la casa a Castelvecchio. Città di mare con sprecata vocazione turistica, il capoluogo di Provincia della parte più bella della Riviera di Ponente della Liguria già quando ero bambino usava come slogan "Tremila ore di sole l'anno". Situazione del tutto veritiera: per chissà quale giochi di venti anche le giornate più grigie assicuravano qualche raggio di sole ad illuminare le spiagge sabbiose da una parte e quelle sassose dall'altra.

La famiglia e i diritti civili

L'ingresso del 'Congresso mondiale delle famiglie'Chiunque voglia parlare di famiglia ha il mio appoggio e partecipo volentieri alle discussioni: mi piace ogni occasione dialettica e trovo che questo tema sia decisivo anche in una piccola realtà come la Valle d'Aosta a "crescita zero" - una vera crisi demografica! - che rischia di farci scomparire. Certo, il mio riferimento resta il "federalismo personalista", che - come da definizione - intravvede nella famiglia una delle cellule fondamentali della società e come tale va considerata: una comunità. Senza farne un feticcio e conscio di tutti i limiti e le asperità che ci sono, confermo che si tratta di uno dei tasselli a fondamento del nostro modo di vivere.
La famiglia è meno vasta e ramificata che in passato, ma resta un elemento essenziale anche nell'attuale versione ristretta.

Valle d'Aosta: voltare pagina in fretta

Augusto Rollandin, di spalle, nell'aula del Tribunale di AostaLa condanna inflitta ad Augusto Rollandin non stupisce ma rappresenta di certo un "punto e a capo".
Come non rilevare anzitutto che siamo all'ennesima notizia che sporca l'immagine della Valle d'Aosta. In questi anni troppe vicende, spesso concatenate, hanno gravemente minato quella reputazione che faceva della nostra piccola Regione alpina un modello. Un tempo, quando capitava di dire «sono valdostano» si suscitavano simpatia e persino qualche invidia, perché eravamo ritenute persone serie e laboriose, che avevano creato un modello funzionante e valido.
Oggi capita di vedere nei visi dei nostri interlocutori esterni sorrisi e smorfie e di sentirsi dire cose poco piacevoli, persino con esagerazione, perché si tende a passare dagli eccessi retorici dell'"isola felice" - che era un'iperbole persino ridicola - alla rappresentazione di un luogo dove si consumano solo vicende oscure.

L'europeismo ogni cinque anni

Bernard PivotHo seguito per anni le trasmissioni televisive di Bernard Pivot, conduttore televisivo e critico letterario, che su "Antenne 2", poi "France 2", conduceva programmi culturali sulle novità librarie con maestria e sagacia. Da "Apostrophe" a "Bouillon de culture" dimostrava come si possa ottenere attenzione ed ascolto anche con programmi seri. Dipende dalla capacità di chi dirige le trasmissioni e anche dalla considerazione che la massa di telespettatori può essere "educata" non costringendola a logiche per acchiappare audience con volgarità, stupidità e personaggi dubbi che vengono chiamati sullo schermo per la loro violenza verbale o peggio ancora.
Ora Pivot delizia il suo pubblico con piccole perle di saggezza via "Twitter", il più elegante dei "social", che frequento ormai da anni e che obbliga - per la sua stringatezza - a sintesi che mettono alla prova alla ricerca di una certa asciuttezza.

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