blog di luciano

Zorro ha cent'anni

'Zorro' nella versione di Guy WilliamsIl successo di Zorro - noto personaggio vendicatore dei poveri contro i soprusi dei potenti che compie in queste ore cent'anni - lo si vede a Carnevale, quando miriadi di bambini si travestono nell'eroe che ha forgiato generazioni. Lo sfigato e accomodante don Diego della Vega con una mascherina si trasforma nel coraggioso e indomito Zorro e dunque per ognuno di noi - me compreso - bastava un travestimento carnevalesco improbabile con spadina di plastica, mantellina nera, buffetto disegnato e volto celato per trasfigurarci e accennare con l'attrezzatura in dotazione la famosa "Z", griffe del nostro beniamino quando firmava le sue imprese.

Emergenza pipì (bau!bau!)

Il problema della pipì dei caniD'estate corro al mattino presto e vedo uscire dalle case, a Saint-Vincent dove abito, padroni assonnati con uno o più cani, non sempre al guinzaglio. Escono per far fare i bisogni ai loro cani. Malgrado un'ordinanza comunale che obbliga a dotarsi di una bottiglietta d'acqua per dilavare la pipì, solo una coppia che vedo quasi sempre adempie a questo obbligo, gli altri non lo fanno e dubito che ci siano state multe, pur previste. Più praticato è semmai il famoso sacchettino per la cacca dei cani, che risolve solo parzialmente il problema dell'imbrattamento e non mi dilungo per buonsenso sul fatto che le feci possano avere diversa consistenza.
Ci scandalizzeremmo giustamente se un essere umano si mettesse a fare per strada quel che fa il suo cane e in un mondo alla rovescia potrebbe capitare davvero e servirebbe, sul filo del paradosso, a mettere un po' di ordine agli eccessi e capiremmo con occhi e olfatto «l'effetto che fa».

L'orologio da polso

Il 'nuovo' orologio da polsoTocca partire da vicino e poi chissà se riuscirò ad andare più lontano. L'orologio da polso è un oggetto in voga da un tempo relativamente breve: leggo che il primo, ad uso femminile, risale al 1868. Ma è nel Novecento che si afferma come oggetto per misurare il tempo, che diventa poi oggetto di moda e persino status symbol, modernizzatori con varie aggiunte e scoperte.
Io ho avuto il primo - come da copione - alla Prima Comunione e poi ne ho avuti altri sino al vezzo da ragazzo di non portarlo più, perché mi infastidiva e per decenni ne ho fatto a meno (tranne quello per le immersioni per necessità), maturando il gusto della sfida di vivere senza con la presunzione di svegliarmi all'ora giusta, senza sveglia, per una specie di abilità acquisita. Sapendo ovviamente che laddove necessario al lavoro o nello svago l'ora spuntava da qualche parte per evitare svarioni.
L'arrivo del telefonino con l'ora me lo ha fatto portare di nuovo appresso e da Natale ho anche al polso un orologio "Apple" collegato al mio "iPhone" in una versione sportiva che mi serve - anche se pure questo è un vezzo - per avere informazioni di tipo salutista, oltre che per molte altre cose. Compreso, in certe circostanze come uno "007" di serie D, di rispondere dall'orologio alle telefonate, facendomi prendere in giro da solo.

Caro Agosto ti scrivo...

La statua di Ottaviano Augusto ad AostaGentile mese di Agosto,
le scrivo questa mia nella speranza di convincere lei e tutti quelli che lo vorranno ad una seria riflessione sul suo ruolo eminente durante le vacanze.
So quanto il punto di partenza sia difficile per lei, avendo avuto il suo da fare, benché godesse di grandi raccomandazioni, per affermarsi sul calendario. In origine, pur con diversa collocazione, il suo nome era banalmente "sextilis" (il sesto mese dell'anno nel calendario romano), poi il mese fu rinominato - con evidente ridondanza - "augustus" dal Senato romano, nell'anno 8 a.C., in onore dell'imperatore Augusto, dal quale prende il nome anche il Ferragosto ("feriæ Augusti"). Sempre il Senato aggiunse un giorno alla durata, sottraendolo da febbraio, per renderlo uguale a luglio (dedicato a Cesare). Era ovvio che ci volesse una par condicio...

Il delitto di Roma e il tempo sospeso

Gabriel Natale-Hjorth bendato nella caserma dei CarabinieriScrivo quasi sempre di argomenti di attualità che abbiano una forte ricaduta sull'opinione pubblica per la semplice ragione che trovo utile annotare quanto mi colpisce. Sinora non l'ho fatto sulla morte drammatica del giovane Carabiniere campano ucciso al centro di Roma da un ragazzo americano in modo brutale con un coltello da combattimento, che pare si fosse portato dietro da casa (come diavolo ha fatto a passare i controlli di sicurezza degli aeroporti?). Non si tratta di un'omissione, ma di una scelta: la dinamica dei fatti, che emerge in parte solo oggi, aveva e in parte ha ancora elementi da definire nello svolgersi di questa serata di bagordi di due ragazzi californiani, conclusasi con una collutazione con due Carabinieri dall'esito fatale. Mancano ancora elementi per mettere a fuoco le diverse figure coinvolte in quel sottobosco di spacciatori ben noti e forse troppo tollerati.

Ubriaco? L'auto non parte!

L'etilotest EadGuidare da ubriachi - lo dico senza facile moralismo perché qualche esperienza, se non si è astemi, può essere capitata a tutti - è una scelta sbagliata e non solo per le conseguenze da non prendere alla leggera, ma anche per i rischi per sé e per gli altri.
Ci sono miriadi di studi che dimostrano la pericolosità della guida in stato di ebbrezza e lo chiarisce ampiamente il peso grave dell'incidentalità. In uno studio del Ministero della Salute così risulta: "Il rischio connesso alla guida sotto l'effetto dell'alcol aumenta sia con la quantità di alcol assunta che con la frequenza delle occasioni di consumo eccessivo episodico. Con un'alcolemia di 0,5 grammi per litro il rischio di incidente fatale aumenta del 38 per cento, con un grammo per litro è quasi cinque volte maggiore. Crescono anche la probabilità di collisioni gravi e fatali, così come di incidenti in cui è coinvolto un solo veicolo, nonché di rischio oggettivo per i più giovani".

Un libro in mano

Libri...Capita ancora oggi di incontrare qualcuno che mi ricorda di quand'ero bambino, benché siano esercizi di memoria sempre più rari per ovvi motivi anagrafici. Trovo sempre divertente certa aneddotica perché la rappresentazione, specie se benevola di sé stessi, solletica positivamente il proprio ego ed è sempre piacevole in un mondo troppo spesso avvelenato dalla maldicenza.
Mi è sembrata una medaglia dunque quel che mi ha detto di recente un amico di mio papà: «Avevi sempre un libro in mano!», aggiungendo per completezza - ma di questo sapevo bene... - che ero piuttosto birbante ma davo l'immagine di come, accanto a giochi e giocattoli, fossi davvero interessato alla lettura.
Non credo con franchezza di essere stato così "intellettuale", però è vero che per i libri ho sempre avuto una grande curiosità e se penso a me bambino ricordo bene della mia voglia di mettermi a guardare, a sfogliare e certo a leggere quanto mi capitava a tiro.

Il clima che scalda la Terra

L'attuale situazione di un ghiacciaio sul Monte BiancoQuando Donald Trump, il leader della più grande potenza mondiale, gli Stati Uniti, continua - come un disco rotto - a dire che il riscaldamento globale è un'invenzione c'è davvero poco da stare allegri, perché questa sua posizione spinge grandi Paesi in via di sviluppo a fare orecchie da mercante nel nome del «voi avete dato, ora tocca a noi».
Purtroppo questo negazionismo si somma - e lo si vede anche in Valle d'Aosta - ad una sottostima di tutte quelle azioni locali di buonsenso che possono comunque risultare utili per fare la propria parte con comportamenti singoli e buone pratiche collettive, ma soprattutto bisogna incominciare ad abituarsi davvero alle emergenze prossime venture che dovranno modificare i nostri comportamenti e le nostre abitudini.

La reputazione di un Paese

Sabino CasseseLa reputazione di un Paese non è una questione di poco conto. L'ho verificato in Turchia, parlando con due guide turistiche (una in lingua italiana, l'altra in lingua francese), che mi hanno raccontato - ma la conferma l'ho avuta con altri turchi incontrati durante il recente viaggio - di come le molte vicende derivanti dal regime di Recep Tayyip Erdoğan stiano allontanando una larga parte di turisti europei per ragioni concomitanti.
La reputazione, cioè l'opinione generale che si crea, non è mai da sottovalutare: nel caso turco c'è il nazionalismo in chiave anti-europea ed ormai anti-atlantica che si mischia al conservatorismo religioso e a logiche liberticide verso la stampa libera e l'indipendenza di magistratura e burocrazia. Le confuse vicende della guerra in Siria (con milioni di siriani arrivati in Turchia con seri problemi di xenofobia) e la partita giocata sui migranti, per non dire dell'annosa questione curda e della pervicace negazione della tragedia armena, hanno creato un mix di incertezze che ha significato sempre più un isolamento della Turchia, che ricade poi sulla scelta delle persone - per paura, per convinzione, per antipatia - di non volere più la Turchia come meta per i propri viaggi. Sulla costa mediterranea, ormai meta dei russi, gli europei diminuiscono in picchiata ed emerge un nuovo turismo cinese, assai diverso da quello occidentale.

Camaleonti e trasformisti

Rutger Hauer nel ruolo del replicante 'Roy Batty'Fa sempre impressione vedere in "Blade Runner" - celebre film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott - la scena interpretata da Rutger Hauer, l'attore olandese morto in queste ore, nel suo ruolo magistrale del replicante, un essere umano sintetico protagonista del monologo diventato proverbiale: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i "raggi B" balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire».
Proverbiale perché l'inizio viene adoperato, con toni che vanno dal serio al faceto, quando si vuole significare di averne viste di tutti i colori e di mantenerne su certi fatti una buona memoria, in un mondo in cui la smemoratezza viene usata dai più furbi della compagnia.

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