blog di luciano

3) L'Autonomia giuridica

Un poster del 1937 di 'Aosta e la sua Provincia'Fra le poche cose che so di certo sull'Autonomia è che senza un suo fondamento giuridico non si va da nessuna parte. L'ho imparato facendo politica a Roma e a Bruxelles, confrontandomi con le Autonomie speciali in Italia e con le Regioni europee simili o con maggior Autonomia della nostra. I più pervicaci restano i sudtirolesi, i più tosti - arrivati sino alla soglia dell'indipendenza, sono i poveri catalani che per questo hanno propri politici in galera e gli scozzesi che hanno provato a restare soli, ma hanno perso il referendum.
Segno che bisogna diffidare di chi a parole alza la posta e spinge sull'acceleratore della retorica vuota o s'inventa scenari fantasiosi sul futuro della Valle e pare non conoscere quanto avvenuto sinora.
Se torniamo indietro nel tempo cosa scopriamo? Intanto che dobbiamo rifarci a quanto sappiamo e cioè ai documenti scritti che dal Medioevo in poi, che hanno regolato i rapporti con le strutture politiche di cui abbiamo fatto parte.

Il distanziamento che non c'è più

Turisti ammassati in piazza Chanoux ad AostaL'estate è una stagione festante per sua natura e come tale va vissuta nei limiti del possibile. Specie in questo 2020 in cui siamo reduci da quei mesi che ci hanno visti costretti a misure di confinamento e ad una vita vissuta del tutto diversa dalla normalità. Credo che tutti noi ne abbiamo sofferto ed abbiamo ancora delle cicatrici da far rimarginare, pur con differenti livelli di gravità, a seconda delle esperienze avute.
L'estate è il momento in cui le occasioni per stare insieme agli altri si moltiplicano. Ed in questo periodo particolare diventa oggettivamente più difficile rispettare le regole necessarie ma certamente invasive per evitare i contagi da "covid-19". Molte di queste ruotano attorno a quell'espressione sintetica ma infelice che è il "distanziamento sociale". Anche le parole pesano ed il significato letterale di questa espressione è infelice, pensando come proprio di fronte ad una grave emergenza sanitaria sia decisivo mantenere vivo e operativo il concetto di essere comunità.

2) L'Autonomia alpina

Il territorio di 'Eusalp'L'Autonomia valdostana, che attraversa la storia sino ad oggi, è stata per secoli basata sul particolarismo derivante dall'essere un Pays d'État interamente montano.
Essere un esempio di Autonomia alpina resta un fatto importante e esemplare nella discussione sul nostro futuro politico e per quello delle Alpi. Questa straordinaria catena di montagne che attraversa l'Europa e unisce e divide popolazioni rese diverse e assieme simili da civiltà cresciute e sviluppatesi sotto le grandi cime. Esistono libri bellissimi che raccontano di questa sinfonia di popolazioni, con usi e costumi che riecheggiano come echi da una vallata all'altra a dispetto della rigidità dei pur diversi Stati nazionali che incidono sulle questa catena, dalla Slovenia sino al Principato di Monaco.

Ricordare la moglie di Cesare...

Una moneta dedicata a Pompea SillaCi sono in giro storie poco convincenti che finiscono per diventare tormentoni estivi. Ma anche i tormentoni estivi hanno un loro insegnamento e neppure fugace.
Per giorni è spuntato nelle cronache un uomo diventato inspiegabilmente potente a Palazzo Chigi nei Governi Conte 1 e Conte 2. Mi riferisco a Rocco Casalino, ex concorrente del "Grande Fratello" ed ora e per due volte portavoce del presidente del Consiglio (170mila euro l'anno, lordi), che si è trovato invischiato nella storia del proprio compagno di vita cubano (ora lasciato, ma poco conta), che è finito nei guai perché giocava on line con le azioni in Borsa on line. Casalino ha preso le distanze...
Ma ciò vale - sempre storia di parenti o meglio congiunti - per il presidente della Lombardia Attilio Fontana, infilatosi in passi falsi nella ricostruzione di una vicenda opaca di fornitore di camici in epoca "covid-19", che gli sta causando guai giudiziari. Fontana si indigna...

1) L'Autonomia territoriale

Fiori di lotoPer gli amatori del genere, da oggi e prossimamente - con una cadenza più o meno regolare - parlerò di Autonomia valdostana.
Cercherò di dimostrare che l'Autonomia non è un aspetto singolare, una specie di monolite, ma è una realtà plurale. Somiglia, per usare un'immagine, ad una matrioska, quella bambola russa che contiene al suo interno tante bamboline. Solo la coscienza di questa varietà consente di avere la consapevolezza di tutti noi dell'importanza di una sua salvaguardia. Solo la conoscenza genera una sua difesa e lo ribadisco in un momento in cui l'autonomismo è diventato un'espressione caotica, illeggibile perché spazia da un regionalismo moscio ad un indipendentismo giuridicamente indefinito.

Muoversi, afflato di libertà

L'aeroporto di 'Torino Caselle'Da oggi stacco la spina per qualche giorno, anche se non mancherò l'appuntamento con la scrittura quotidiana.
Ho sempre ritenuto la sosta dal proprio lavoro e l'allontanamento dalla routine come un momento indispensabile nel flusso della nostra vita. Il saggio Bertrand Russell scrisse: «Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro».
So bene come quest'anno lo scenario su cui si affaccia agosto sia del tutto diverso dal solito e molti in vacanza neppure ci andranno, e non per scelta. Ci troviamo nella rara circostanza di essere in una terra di mezzo nel cuore di un anno memorabile, anche se, come in un paradosso linguistico, sarebbe da dimenticare.

Discutere d'Autonomia

Le bandiere a Palazzo regionaleNei giorni a venire cercherò di scrivere in qualche puntata - interrotta da altri temi - della nostra Autonomia. Tema importante che risulta purtroppo sottovalutato in vista delle prossime elezioni regionali. Pesano in negativo il periodo estivo della campagna elettorale già avviata in un clima che oscilla stancamente fra la distrazione ferragostana, la preoccupazione per l'economia sbilenca e la fatica mentale del "covid-19" vissuto da tutti noi e che potrebbe tornare sulla scena.
In altro momento, l'occasione sarebbe stata sfruttata per un confronto salutare e si avverte con chiarezza che se questo non avverrà, come penso, piangeremo non solo su di un'occasione perduta e molti interrogativi sul futuro del nostro ordinamento in difficoltà non avranno risposta.

Lo stato di eccezione

Giuseppe Conte durante il suo discorso al Senato di martedì 28 luglioNon bisogna mischiare le mele con le pere ed è quanto è avvenuto al Senato con la discussa manifestazione che criticava la scelta di prorogare l'emergenza "coronavirus" sino ad ottobre. Ha avuto il difetto terribile di apparire e purtroppo alla fine di essere nella percezione un'assise di negazionisti della gravità del virus e ben sappiamo come questa idea si stia diffondendo con molte variabili, persino di stampo complottista.
Non si può mettere assieme un provocatore come Vittorio Sgarbi ed un giurista di peso come Sabino Cassese e cosa c'entrasse il cantante lirico Andrea Bocelli, che ha detto scemenze, non l'ho capito e la scelta di Matteo Salvini di non portare la mascherina è stato un messaggio sbagliato, proprio per il seguito che ha.
Il tema vero - e Cassese lo ha fatto - sono i poteri che derivano dallo "stato di eccezione", mascherato dalle emergenze.

Mai perdere la curiosità

Gattino curioso...Guardo un cartone animato, di quelli che alla fine ti viene qualche lacrimuccia e compare una scritta finale di una frase di Walt Disney, che suona così: «Da queste parti, comunque, non guardiamo indietro a lungo. Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e facendo cose nuove, perché siamo curiosi... E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti».
So che il vecchio Walt aveva grandi difetti, così espressi anni fa: «Disney era un uomo totalmente misogino (le donne potevano colorare ma non creare), superbo, megalomane, piuttosto razzista. Aveva un odio viscerale per i sindacati e fu scioccato da uno sciopero degli Studios nel 1941. Chi lavorava per lui era come in una Accademia militare e lui era il generale, o se volete il dittatore».
Lo diceva, anni fa, Peter Stephan Jungk, l'autore del racconto da cui venne tratta addirittura un'opera lirica dedicata all'inventore di Topolino e delle mille derivazioni del suo mondo fantasioso».
Ma a me la sua frase piace lo stesso e guai negare che i suoi fumetti ed i suoi cartoni hanno segnato generazioni come la mia. Mi piace perché fotografa una significativa caratteristica umana: la curiosità.

Contenuti e non pettegolezzi

Pettegolezzi scolpitiE' di fatto partita in Valle d'Aosta la campagna elettorale più pazza del mondo a causa delle conseguenze del "coronavirus", che ci porterà alle urne con tre schede il 20 e 21 settembre. Un ingorgo fatto nel periodo sbagliato, sommando nello stesso giorno elezioni regionali, elezioni comunali e referendum confermativo della legge (che dovrebbe essere statutaria) che rozzamente taglia il numero dei parlamentari.
Campagna elettorale fra agosto e settembre in un clima estivo con l'incognita "covid-19". Peggio di così per disincentivare il confronto politico e per accrescere il disagio dei cittadini sarebbe stato difficile fare e non è un record felice.
Diciamo che il peggio del peggio sarebbe se il Governo italiano bloccasse tutto, ma dubito che ciò avvenga, per i pasticci in norme elettorali votate dal Consiglio, dagli evidenti effetti distorcenti rispetto allo Statuto speciale. Il titolo dovrebbe essere: "Quando il dilettantismo trionfa!".

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