blog di luciano

La nuova enciclica di Papa Francesco

Papa Francesco che scriveMi è capitato di leggere in passato, per motivi di studio, spezzoni di encicliche papali. Ma confesso che è la prima volta che mi sono messo lì a leggerne una intera per formarmi un'opinione personale. Si tratta della più recente, intitolata: "Lettera enciclica fratelli tutti del Santo Padre Francesco sulla fraternità e l'amicizia sociale". Non ho tutti gli strumenti per capire la profondità di pensiero che sottende a certi passaggi e l'unica cosa certa è che, nella difficile catalogazione ideologica scontata su testi di questo genere, mi azzarderei solo a dire che i contenuti militano in favore di un Papa Bergoglio certo più progressista dei suoi predecessori più immediati. Massimo Cacciari, che sa cogliere la sostanza delle cose con vivida intelligenza, ha detto che la Chiesa ha scoperto l'Illuminismo!
Diciamo che il testo contiene speranze ma senza sottacere molte disillusioni e preciso ovviamente che si tratta di alcuni spunti, scelti da me in modo del tutto arbitrario.

Elezioni al tempo dei "social"

Un momento di votazione per le ultime elezioni comunaliNell'ultima campagna elettorale, di cui mi sono occupato in modo diretto per "Vallée d'Aoste Unie" anche come candidato, mi sono trovato di fronte ad una novità forte: il peso dei "social" ed in particolare di quello più adoperato anche da noi, vale a dire "Facebook".
Intendiamoci: era pur vero che mancavo dalla corsa elettorale da ben undici anni, tuttavia avevo seguito almeno due altre elezioni regionali senza concorrere, una per UVP e una per Mouv'. Proprio questa circostanza mi ha permesso di comparare quanto avvenuto in un decennio.
Anzi, a ben pensarci il mio sguardo può spaziare persino su un periodo ben più lungo, visto che mi candidai, seguendo passo a passo la campagna elettorale, sin dal lontano 1987. Quindi ho visto passare le campagne elettorali, partendo da metodi tradizionalissimi sino all'emergere delle radio e televisione private, novità rilevantissima morta con le regole della "par condicio" e al comparire poi e all'affermarsi del Web, oggi dominante.

Inondazione, nel ricordo di 20 anni fa

La devastazione a Nus dell'alluvione del 2000Sembra quasi una beffa che, nell'approssimarsi dei vent'anni di una terribile e distruttiva inondazione, ci sia stata in queste ore - come una sorta di ammonimento - l'ondata di maltempo che ha fatto danni ed ha creato paure in Valle d'Aosta, oltre alla morte che addolora di Rinaldo Challancin di Arnad al lavoro come Vigile del fuoco volontario.
Ma non ci deve stupire quanto accaduto. Le cronache annotate dai nostri parroci nei secoli, prima che nascessero i giornali con le loro notizie e la scienza con le sue annotazioni, confermano come i rischi in montagna derivanti da fenomeni naturali distruttivi esistano da sempre e abbiano sempre colpito paesi e persone. Stare sul "chi vive" ed essere pronti è sempre una buona regola e lo ripeteremo anche in televisione in un programma su "Rai Vd'A" che rievocherà in diverse puntate i fatti dolorosi dell'ottobre del 2000, di cui fui testimone privilegiato come deputato valdostano.

L'ultima chance per gli autonomisti

Io sulla porta d'ingresso del Siège central dell'Union Valdôtaine, insieme al collega Claudio Restano, nella foto di bobine.tvSto seguendo le trattative per la formazione della nuova Giunta regionale in prima persona, partecipando alle riunioni che si svolgono nel famoso tavolo autonomista. Si tratta di un lavoro interessante di confronto, che spero sfoci in futuro in una ricomposizione duratura - con un solo soggetto politico - dell'area autonomista. Obiettivo ambizioso ma assolutamente necessario.
Tema che da molti anni vede impegnati chi ci crede ed io sono fra questi. Non torno sulle ragioni della diaspora unionista, che ha portato alla scelta di molti di andarsene, perché credo che oggi debba prevalere la parte costruttiva che deve esprimersi su come fare ad avere momenti di proposta non per «tornare a casa», che sarebbe banale, ma per avere nuove regole che assicurino efficacia e pluralismo.
Questo prescinde dalla sola e indubbia necessità di avere un Governo regionale stabile e un Consiglio Valle che funzioni, perché offre - con un anno di tempo - un orizzonte ad un processo che altrimenti sarebbe vissuto come un semplice collage per mettere assieme temporaneamente i pezzi con il sospetto dell'opinione pubblica, ormai scettica, che si tratti di una manovra di potere di piccolo cabotaggio.

L'Incontrada nuda

Vanessa Incontrada durante il servizio fotografico per 'Vanity Fair'Prendere in giro le persone per il loro aspetto fisico è da mentecatti. Può capitare da bambini quando si può essere stupidini, ma da adulti chi lo fa dovrebbe farsi fare una visita psichiatrica o, forse, guardarsi allo specchio con i propri difetti. Anche in Valle c'è chi ha fatto questo esercizio di utilizzare il corpo altrui per ironia e persino sarcasmo, pensando di far divertire ed invece ha avvolto il suo bullismo di un greve squallore. Tempo perso per dire ai nemici di quanto sono brutti, manco fosse la strega cattiva dello «Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?».
Ci pensavo rispetto alla copertina dell'ultimo "Vanity Fair" dedicata a Vanessa Incontrada, che vediamo nuda in una posa comunque pudica a mostrare la propria meravigliosa robustezza neppure troppo botticelliana.

Oggi vado a scuola (con la fantasia)

La scuola elementare degli anni '60Capisco che sono infantile, ma questa storia di certe date simboliche durerà per sempre e mi ci attacco come Linus alla sua coperta. Così il 1° ottobre è una macchina del tempo. Per me fu sempre quello l'inizio dell'anno scolastico, tranne l'ultimo anno quando - per una legge dell'agosto del 1977 - la data fu spostata al 20 settembre,
Non ho, come certi amici, tanti ricordi di quand'ero piccolo, ma quel primo giorno di scuola del 1964 - e non avevo ancora sei anni - lo ricordo bene come una bolla di preoccupazione per quello che mi aspettava. Non avevo fatto l'asilo e dunque l'impatto era certo più impegnativo e per qualche mese trovai qualche scusa per restare qualche volta a casa, poi furono anni bellissimi in tutto il percorso della scuola sino alla Maturità (l'Università è cosa diversa). Compatisco i bambini che oggi vanno a scuola all'inizio di settembre, mese che per me era la fine delle vacanze e sentivi già quel misto fra nostalgia e languore in vista della ripresa delle lezioni e anche, in certi casi, degli esami di riparazione!

Dolente Catalogna

Quim TorraRicordo un anno fa la prima sentenza a carico dei separatisti catalani promotori del referendum con il quale nel 2017 venne tentata la secessione della regione autonomista dalla Spagna. La condanna più pesante (tredici anni) venne inflitta ad Oriol Junqueras, uno dei leader dell'indipendentismo catalano tutt'ora in carcere; pene che variarono tra i nove ed i dodici anni per altri dodici politici protagonisti del tentativo di distacco di Barcellona da Madrid.
Condanne pesanti e ingiustificate, visto che tutto avvenne senza alcuna violenza e con un'ondata popolare di sostegno senza eguali. Una democrazia avrebbe accolto l'esito delle urne, mentre la Spagna ha scelto la galera in piena continuità con una logica franchista contraria al principi sacrosanti dell'autodeterminazione dei popoli. Il silenzio costante dell'Unione europea, complice di Madrid, mi lascia ancora esterrefatto e deluso. Fa sorridere ora il goffo tentativo del Governo spagnolo che annuncia il lungo iter di un indulto per i condannati: una farsa, se non fosse una tragedia.

Virus: proteste di ieri e di oggi

Un esplicativo cartello durante una manifestazione di 'no-vax'Il punto di partenza è una vecchia storia di famiglia. Nelle lettere scritte da Palmi in Calabria - dove a inizio Novecento mio nonno Renato era Sottoprefettto - ai suoi corrispondenti ad Aosta, mia nonna Clémentine Roux scrive con commozione della morte da neonato del suo primogenito, in quel Sud che lei descriveva nel suo bel francese come un mondo lontano ed esotico. Il piccino si chiamava Séverin come il figlio che nacque successivamente alla sua morte, ed era stato consumato dalla terribile "febbre spagnola". Questa influenza colpì un secolo fa quasi tutto il mondo e fu una tragedia per l'umanità.
Anche la Valle d'Aosta ne subì le conseguenze, comparativamente meno tragiche di quanto avvenne in altre Regioni.

Quali regole su impianti e piste?

Le regole in Francia per la prossima stagione sciisticaNon manca molto all'apertura della stagione invernale. Tra poco, come faccio da alcuni anni, affitterò il mio paio di sci ed aspetterò l'arrivo della neve. Trovo che non ci sia sport più bello e salutare, ma capisco di essere di parte...
La memoria di quanto avvenne lo scorso anno, con il "covid-19" che entrò nelle nostre vite, è ancora ben chiara. Fu un crescendo, che culminò con la chiusura anticipata della stagione, dopo gli improvvidi appelli su tutte le Alpi del genere: «Sulle nostre montagne non si sono registrati contagi da coronavirus, la nostra è una destinazione sicura, venite a trovarci». Ricordo certi terribili assembramenti conseguenza di questi inviti, presto rivelatisi fallaci!
Ora, in vista della riapertura degli impianti e delle piste, ci sono alcune incognite che sarebbe bene chiarire sulle regole che verranno imposte, sempre che - facendo gli scongiuri - la pandemia non riparta anche da noi con la brutalità in atto in altri Paesi europei. Situazioni critiche che già pregiudicano l'arrivo di clientele straniere, come inglesi e svedesi.

I pentastellati contro la democrazia liberale

Ironia grillina...La scomparsa dal Consiglio Valle dei pentastellati vecchi e nuovi è un dato politico significativo ed avviene nella stessa occasione in cui i valdostani hanno votato a favore della riduzione del numero dei parlamentari. Una sorta di paradosso che mette assieme una sconfitta (via dopo un successo clamoroso alle Politiche della sconosciuta Elisa Tripodi, di cui ancora oggi sappiamo poco) ed una vittoria nel solco scavato da Beppe Grillo del feroce antiparlamentarismo e disprezzo per la democrazia rappresentativa (condita dai folkloristici «Vaffa»).
Credo, tuttavia, che prevalga largamente il primo dato politico, confermato dalle consultazioni regionali e comunali svoltesi a macchia di leopardo in Italia e dunque che il fenomeno "grillino" (dal nome del fondatore) si stia sgonfiando ineluttabilmente e che forti divisioni toccheranno anche il luogo dove oggi rappresentano la maggioranza, il vituperato Parlamento. Con l'ulteriore paradosso di deputati e senatori dei Cinquestelle che alle prossime elezioni perderanno lo scranno per la duplice azione, da una parte voti ridotti al lumicino e dall'altra la riduzione dei parlamentari che affonderà i restanti.

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