blog di luciano

La tragedia del "Ponte Morandi" e le promesse tradite

Il 'Ponte Morandi' dopo la cadutaE' tutto in un un link meritevole di attenzione e esempio di buon giornalismo del "Secolo XIX", il giornale storico della Liguria, che più di altri raccoglie ansie e preoccupazioni dei genovesi. Lo trovate qui ed è la straziante - pensando ai morti - dimostrazione delle balle spaziali e delle promesse mancate che si sono dette nell'anno trascorso dal crollo del 14 agosto del 2018 del "Ponte Morandi".
Dov'eravate quel giorno? Io ero in Valle d'Aosta a casa mia e, se ricordo bene, sentii la notizia per radio non molto tempo dopo l'evento. Le notizie erano confuse ed il quadro quasi irreale, pensando a quel ponte dov'ero passato tante volte in auto. Ogni volta era un'angoscia pensare di attraversare Genova con quelle gallerie invase dal traffico e quel ponte che, procedendo a passo d'uomo, sentivi vibrare sotto la tua macchina e mi capitava si spiegare ai miei figli che si trattava della dimostrazione dell'elasticità della struttura...

Riflessioni ferragostane

Micio pazienteCi vuole sempre una certa pazienza di questi tempi nella lettura dei giornali per evitare che vada per traverso il caffè mattutino e bisogna essere zen per sforzarsi che comportamenti altrui non finiscano per far iniziare la giornata già piombati nel cattivo umore, stato d'animo che considero pernicioso.
In politica anche le più grandi porcherie sono sempre giustificate da nobilissime ragioni. La fantasia non manca e copre tutte le posizioni sullo scacchiere e qualunque ideologia sa appoggiarsi a valori nobili ed a massimi sistemi anche quando si è coi piedi ben infilati una palude (per alcuni con sabbie mobili destinate ad inghiottirli).
E tuttavia il mondo complesso in cui siamo obbliga a cercare di fronte a qualunque crisi delle soluzioni e bisogna cercare, se possibile, quelle buone e non i tentativi appena descritti in voga a Roma e pure ad Aosta, che servono - perché questo è l'esito degli "inciuci" - ad allontanare i cittadini dalla democrazia o con l'astensione o con l'uso degli intestini più del cervello.

Federico con Gérard nel cielo delle Alpi

Federico Daricou nella foto ufficiale delle Guide alpine del CervinoLa cronaca nera è un flusso continuo di cattive notizie, in un impasto di brutture e di destino che crea spesso un senso di angoscia nelle nostre vite, talvolta sfiorandoci così da vicino da darci un senso di vertigine rispetto ai rischi che noi stessi ed i nostri cari abbiamo attraversato, in molti casi inconsapevolmente per una sterzata del Caso.
In tutti questi anni ho visto morire in montagna troppe persone, compresi tanti amici e conoscenti: la loro è una parte dolorosa della memoria. E' stato un stillicidio nelle diverse modalità possibili, che sono purtroppo troppe e che testimoniano un'evidente banalità: l'ambiente alpino, in particolare alle alte quote dove si svolge l'alpinismo, è pieno di rischi e chiunque lo pratichi - anche il più esperto e coscienzioso - può trovarsi in pericolo di vita.

«Io so' io, e voi non siete un c....»

La sede dell'Union Valdôtaine ad AostaSpiace dover adoperare una parolaccia, di cui uno degli scrittori più importanti del Novecento, Italo Calvino, aveva elogiato «l'espressività impareggiabile», che risulta assente a suo dire nelle espressioni equivalenti nelle altre lingue europee. Suggerì in più di «farne un uso appropriato e non automatico; se no, è un bene nazionale che si deteriora, e dovrebbe intervenire Italia Nostra». Ovvia l'ironia della frase rispetto all'uso eccessivo nell'intercalare, ma va anche aggiunto che l'uso del vocabolo - che ha figliato mille espressioni e derivazioni - quando ci vuole ci vuole.
«Che ci volete fare: ma io so' io, e voi nun siete un cazzo». Questa, forse, la frase più celebre da uno dei tanti film di Mario Monicelli. A recitarla è stato un grande attore, Alberto Sordi, interprete di Onofrio Del Grillo in "Il marchese del Grillo", personaggio bizzarro della Roma papalina del Settecento.

Ode alla pennichella

Un gatto pisola sul tetto di un'auto, ad AostaMio papà non mancava mai al rito. Svegliandosi prestissimo, al ritmo del mondo contadino che si sa è al lavoro ad orari antelucani, aveva l'abitudine di una rapida dormitina dopo pranzo: una ventina di minuti ristoratori. Anche mio nonno Emilio, ramo materno, lo ricordo da anziano, a sonnecchiare sempre in una logica postprandiale e assumeva certe posture sulla poltrona, che mi sembrava morto stecchito.
Io dormicchio solo in caso di vacanza, quando mi capita in montagna o al mare di rilassarmi. Ricordo con un certo orrore quando, nelle lunghe estati marine, si obbligava la banda dei cugini all'igienistico riposino pomeridiano e noi aspettavamo di essere messi in camera per poi ribellarci al rito bisbigliando fra noi senza farci scoprire.
Dalla mia esperienza politica a Roma mi è rimasto in testa il termine "pennichèlla", diminutivo di "pènnica", derivato del latino volgare "pendicāre".

Crisi di Governo

Matteo SalviniPer senso del dovere, annotando qui ormai da molti anni pensieri sulle notizie politiche salienti, mi tocca scrivere della crisi ferragostana che pare sancire lo scioglimento delle Camere a Roma con diversi scenari nella fissazione di elezioni anticipate in autunno o, con trascinamento, ad inizio 2020.
Mi pare di non poter schivare la circostanza, anche se in questa estate si conferma la crisi di vendite dei giornali (carta stampata ed edizioni digitali), perché si scrive troppo di Politica con l'effetto del "troppo stroppia" che sta emergendo con inquietante evidenza e ciò vale anche per i telegiornali. Personalmente leggo o seguo alcuni giornali europei o altri media esteri proprio per non perdere il filo di certi problemi seri rispetto alle liti infinite e stressanti in cui sguazzando certi retroscenisti italiani per non parlare di quei giornalisti che vengono assoldati come mercenari per aiutare Tizio o Caio, ma se arriva Sempronio rincorrono il carro del vincitore.

Tuoni e fulmini

Fulmini!Seguo il grande critico letterario Bernard Pivot su "Twitter", dove pubblica di tanto in tanto pensieri in pillole (direi "fulminanti", ma anticiperei le cose...), tipo: «Devant l'orage qui gronde, qui menace, qui obscurcit le ciel, mais qui éclate ailleurs, comment ne pas retrouver les peurs, puis les déceptions de notre enfance?».
Non credo di aver mai avuto davvero paura - come invece capitava ai miei cani - ma forse era un alibi per cercare coccole consolatorie e trovo che da genitore che mai bisogna lesinare ai bambini, che un giorno non le vogliono più e noi mamme e papà ci troviamo d'improvviso senza più questa loro carica di energia pulita e quella fisicità che finiamo per rimpiangere.
Mi veniva in mente la cronometrica puntualità in certe stagioni estive di quei temporali estivi alpini che riempivano il cielo, che era limpido la mattina. Come se qualcuno decidesse, a fine giornata di fare una ripulita, in vista dell'indomani.

Il declino dei pentastellati

Luigi Di Maio e Matteo Salvini con il premier Giuseppe ConteIn politica spesso basta aspettare e dimostrare pazienza anche di fronte a fenomeni eclatanti che, nell'umoralità crescente di parte degli elettori, durano poco, perché quando emergono troppe incertezze anche il cittadino più smarrito cerca altre strade, dopo aver visto la differenza fra il "dire" e il "fare".
Chi ha irriso con volgarità e senza uno straccio di rispetto la "vecchia politica" oggi paga il dazio. Mi riferisco ai "pentastellati", un tempo "grillini", che avevano conquistato la scena - ed in Valle d'Aosta hanno pure espresso l'unica deputata valdostana subito desaparecida - cavalcando l'odio per la Casta a colpi di «vaffa» come terapia gradita a molti elettori.

Valdostano ma cosmopolita

Le bandiere europea, italiana e valdostana davanti a Palazzo regionaleOgni tanto questo benedetto mondo autonomista, diventato un arcipelago troppo vasto e con alcune isole che appartengono a continenti politici che non c'entrano nulla, avrebbe bisogno - come si fa con le auto - di un bel tagliando che ci dia elementi sul funzionamento delle sue componenti. Non so chi dovrebbe compiere l'ispezione: potrebbe essere opera collettiva di chi possa vantare titoli e background e non si avvalga solo di flebili e talvolta risibili autocertificazioni.
Specie d'estate, quando si incontrano turisti meno affaccendati nelle discese sciistiche, capita di trovare qualcuno, in ambiente ameno, che chieda che cosa sia in fondo questo Autonomismo valdostano e quali caratteristiche dare ad un pensiero di questo genere che non sia solo rifarsi ai grandi Padri del passato, perché sarebbe anacronistico, visto che viviamo nell'oggi e non nel passato e chi si ferma è perduto. Una pianta senza gemme è morta.

L'uomo volante

Franky Zapata mentre volaQuesta storia delle "macchine volanti", raccontatami quand'ero bambino con la previsione che le avrei viste una volta diventato adulto, appartiene al novero delle delusioni, anche se leggo periodicamente che tra poco ci saremo e dunque - tranne spiacevoli imprevisti - conto di poterci ancora salire e sfrecciare nei cieli.
Ricordo di aver visto una mostra a Milano su Leonardo da Vinci, che dimostra con i suoi disegni - in parte realizzati in modelli veri e propri - si fosse appassionato al volo fin dagli anni giovanili e fin dal 1485 progettò un primo prototipo di paracadute e una macchina per volare detta "vite aerea", considerata dagli studiosi come l'antenato dell'odierno elicottero.

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