blog di luciano

Quel logo olimpico cela un problema

Il logo olimpico del tandem Milano - CortinaPiano piano, se va avanti così, la candidatura per le Olimpiadi invernali 2026 rappresentata dalla strana coppia "Milano - Cortina" verrà vinta, in solitudine, a tavolino. Se torniamo indietro di sei mesi scopriremmo che in lizza c'erano ancora più o meno sette Paesi, poi tra referendum contrari e rinunce altrimenti espresse sono spariti i nostri vicini vallesani di Sion (ma avevano detto di "no” anche i Grigioni), i turchi di Erzurum, la giapponese Sapporo e la canadese Calgary, così com'era già avvenuto per l'austriaca Graz (pure il Tirolo del Nord ha declinato la candidatura, come i "cugini" sudtirolesi ad un ensemble dolomitico). Una vera ecatombe che dimostra che i Giochi invernali non sono più allettanti e cittadini ed amministratori non vedono più un legame fra i famosi costi ed i conseguenti benefici.

Il bosco impazza

Boschi in Valle d'AostaMuta ammirazione: così si può definire in autunno il mio sguardo su alcuni panorami dei boschi valdostani d'autunno con colori che salgono dal fondovalle sino al biancore delle prime nevi sulle cime.
Eppure questi boschi sono croce e delizia. Ci pensavo di questi tempi, specie quando piove a dirotto e tira vento. Dopo la morte di due coniugi sulla strada della Valle del Lys, uccisi dal crollo sulla loro auto di un vecchio castagno, mi sono messo a guardare boscaglie e alberi singoli che sulle Statali e Regionali per non dire di certe Comunali minacciano le strade per via dell'impazzimento dei boschi che dilagano in Valle d'Aosta.

I piaceri della montagna

Le montagne valdostane viste da Punta HelbronnerLa montagna è attorno a noi e anche dentro di noi. Così è per chiunque viva in Valle d'Aosta e decida di sentirsi parte di questo territorio montano estremo. Capita così l'evidente paradosso dell'abitudine ed è straordinario, quando si porta in visita un amico, come diciamo noi, "di fuori Valle" e attraverso i suoi occhi si ritrova lo stupore per i paesaggi, che l'abitudine ci ha resi familiari e come tali non più sorprendenti.
L'altro giorno pensavo a questo piacere che danno le montagne e questo gusto dell'ascesa (e d'inverno in sci della discesa) che offre emozioni e sensazioni e lo facevo leggendo Camille Moreau su "L'Express Style": «Se hisser au sommet par la randonnée, l'escalade ou le trekking permet de revenir à une nature plus profonde. "La randonnée est une subversion", énonce Franck Michel, anthropologue spécialiste du tourisme, "elle exige de regarder le temps en face, d'accepter la lenteur et de se laisser porter par la liberté et l'improvisation". Autant de valeurs en voie de disparition dans nos vies réglées comme du papier à musique. Choisir de passer ses prochaines vacances à cheminer en pleine nature serait une forme de résistance à notre société moderne, dictée par la productivité et la consommation».

L'Europa perde il Regno Unito

Exit, uscitaE' con grande rammarico che prendo atto degli atti finali e di fatto allo stato irreversibili dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea: una sconfitta per l'europeismo a chiusura di una pagina cupa, resa comunque accettabile in termini economici per i Paesi restanti grazie alla capacità di negoziatore del mio amico Michel Barnier, abile e deciso in questo suo incarico così delicato.
Termina così il braccio di ferro sulla "Brexit", parola che si riferiva al referendum autolesionista indetto per chiamare il popolo britannico ad esprimersi sulla volontà di restare o meno nell'Unione europea (da "Britain", Gran Bretagna ed "Exit", uscita). Il referendum, tenutosi il 23 giugno 2016, si era concluso con la vittoria del fronte favorevole all'uscita (52 per cento) e non avremo mai la prova del nove sulla tenuta di questa volontà se si fosse rivotato a mente più lucida.

Perché Asmara non è un luogo da sogno

Jovanotti nel video di 'Chiaro di luna'Nelle mie trasmissioni radiofoniche metto spesso dei brani, vecchi e nuovi, di Lorenzo "Jovanotti", perché ormai è da tanti anni sulla scena - quindi sa descrivere diversi scenari generazionali - e dimostra una curiosità che mi è sempre piaciuta.
E mi era anche piaciuto un suo concerto a Torino nell'aprile scorso, durante il quale aveva dimostrato una bella padronanza del palcoscenico.
Giorni fa l'ho sentito per radio che presentava questo nuovo singolo "Chiaro di luna". La clip è - così raccontava - girata ad Asmara, in Eritrea. Nella città del Corno d'Africa, molti anni fa un altro Lorenzo, il nonno del cantante, lavorò come camionista ai tempi del colonialismo italiano.

Zagrebelsky esce dal silenzio

Gustavo ZagrebelskyAvevo citato tempo fa due articoli, uno de "Il Fatto" e uno sul "Corriere della Sera" di critica al silenzio dei costituzionalisti.
Ecco un passaggio, sul primo dei due giornali, scritto da Giorgio Marini: «cosa aspetta la "Zagrebelsky Associati" a firmare con urgenza un appello per dire "no" ai veri ed espliciti nemici della democrazia rappresentativa? Più passerà il tempo e più sarà chiaro che aver trasformato gli avversari politici in nemici della democrazia ha contribuito ad abbassare le nostre difese immunitarie di fronte ai veri nemici della democrazia. E' la favola del "al lupo al lupo". E oggi è arrivato il momento in cui il lupo c'è davvero».

La moda del "contratto di governo"

La stretta di manoSpunta anche in Valle d'Aosta l'idea del "contratto di governo" per uscire dall'impasse di una legge elettorale che, al di là degli errori che si sono fatti in tema di alleanze preventive (per altro senza sanzione se non si rispettano...) e percentuale necessaria per il premio di maggioranza (42 per cento segno di tracotanza!), non riesce a sfornare maggioranze stabili per via dei suoi meccanismi, ma anche per l'eccesso di litigiosità che ammorba ormai la politica valdostana.
Tutto è reso più difficile dalla mancanza di qualcosa di statuito o frutto della prassi per le consultazioni fra le forze politiche, che dia alla luce del solo una comprensione per i cittadini di quanto avviene. Per cui ognuno, in questa fase, sembra assumersi il ruolo di "mazziere" e sono nati, in autogestione, persino "mandati esplorativi", ma noi un Quirinale che vigili su quanto avviene non ce lo abbiamo.

L'ignorante non ha mai dubbi

Chiari messaggi dei 'writer'Mi fa piacere che, in attesa della nuova veste del Sito, ci sia chi mi scrive in privato o attraverso "Twitter", dove lascio il link dei miei post per commentare quanto mi capita di scrivere in questo sito quasi ventennale.
Per me la scrittura è un fatto importante, perché cristallizzo il mio pensiero e implica un salutare esercizio quotidiano, sapendo bene - lo dico in premessa e capirete perché - che capita spesso che su singoli argomenti, a distanza di tempo, il mio pensiero si evolva per ovvie ragioni. Si acquisiscono nuove informazioni, muta lo scenario complessivo, il confronto con altri mi ha convinto di certe cose. Vien da sorridere in modo agro, usando una frase di Gesualdo Bufalino: «Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com'è difficile scegliere!».

Lo scontro suicida con Bruxelles

Il presidente dell'UE Jean-Claude Juncker con il premier italiano Giuseppe ConteNon sempre la Logica e la Politica vanno a braccetto. Ed è quanto sta avvenendo nel "braccio di ferro" che il Governo pentastellato e leghista, con un premier Giuseppe Conte del tutto impreparato a questo ruolo per mancanza del minimo di esperienza necessaria, ha aperto in modo plateale con l'Unione europea, oltretutto con un isolamento politico che spaventa ed un'opposizione parlamentare fiacca, se esiste. Fingendo, tra l'altro, chi governa «di voler aprire un dialogo» ancora oggi con la Commissione europea ed il Consiglio per poi, almeno sino ad ora, chiudere tutte le porte alla discussione con Bruxelles, che ha reagito compatta contro chi usa il dileggio e pratica la furbizia.

La matrioska e le proprie convinzioni

La matrioskaQualche mese fa sono stato nell'appartamento, ormai abbandonato da anni, dove ho passato le estati della mia infanzia e ho rinvenuto una matrioska che mi avevano regalato da bambino e mi piaceva moltissimo. L'ho regalata al mio bimbo piccolo.
La storia di questo oggetto, caratteristico della Russia, è singolare e penso che tutti sappiano di che cosa parlo. Quel che appare è una bambola di legno che raffigura una corpulenta contadina russa, ma in realtà sono una serie di bambole, di forma all'incirca ovoidale e di figura simile ma di dimensioni diverse, che, contenute ciascuna nella cavità di quella immediatamente più grande, si possono via via estrarre in quanto tutte (tranne eventualmente la più piccola) composte di due metà innestate l'una sull'altra.

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