blog di luciano

Gioiosi sugli sci

Il piccolo Alexis alla partenza della sua prima gara sugli sciGuardo dalle finestre le montagne innevate e penso a quanto sono stato fortunato a nascere ed a crescere in Valle d'Aosta, che è territorio alpino per eccellenza ed ogni volta che snocciolo la nostra altimetria il dato suscita stupore con i suoi 2.100 metri di media. Era insopportabile, in questo inverno, non aver goduto a sufficienza di quel cambio di livrea che il panorama assume con il biancore della neve.
Oggi, come riparo dall'aggressività che deborda dalla lettura mattutina dei giornali, cercavo nella memoria - come boccata d'ossigeno - qualcosa che avesse a che fare con le gare di sci. Mi vengono in mente delle gare da bambino, tipo "Giochi della Gioventù" con un carognoso percorso gibboso e ghiacciato a La Thuile (con "Ovomaltina" fumante e consolatoria all'arrivo) oppure le gare del "Cai" di Verrès al Breuil-Cervinia. Da grande ricordo le divertentissime gare di sci delle televisioni europee, con noi della "Rai" di Aosta - tutti giovanissimi - in ritiro (si fa per dire) per allenarci a Rhêmes-Notre-Dame oppure le gare dell'Union Valdôtaine in diverse località con pranzi pantagruelici a seguire.

Alla ricerca di una stabilità politica in Valle

Un seggio in Consiglio Valle e la porta d'uscitaLa situazione di instabilità politica in Valle d'Aosta ruota ormai da due Legislature attorno ad un numero, abbastanza anonimo in sé, vale a dire 18, che pare essere in tutte le religioni un numero importante, ma non lo è nel nostro caso per la governabilità. A causa dei meccanismi della legge elettorale e dell'andare e venire delle alleanze che cambiano fra prima e dopo il voto, questo 18 - maggioranza risicata sui 35 componenti del Consiglio Valle - è diventata una specie di maledizione per chi governa, che non riesce a superare questa soglia, comunque si combinino i voti.
A dire il vero, al momento, non abbiamo neanche il 18, perché uno dei membri della maggioranza è in prigione e manca ancora la sua temporanea sostituzione del primo dei non eletti, come previsto per legge.

Noi e i nostri vecchi

Un anziano da soloEsiste qualcosa di dolente nell'età più avanzata, che è un misto - per noi familiari - fra la tenerezza e l'angoscia. La tenerezza perché è vero che nella terza età - spinta sempre più in là per i nuovi limiti di età raggiunti - ridiventano bambini con un percorso all'inverso, ma l'angoscia deriva dal fatto che i bambini si proiettano come virgulti verso il sole della vita, mentre gli anziani (la parola "vecchi" è diventata una parolaccia a causa dei pudori del "politicamente corretto") sono come quelle vecchie piante secolari che non crescono più e pian piano ci lasciano sino al fatale rinsecchire.
E' vero che arrivare ad una veneranda senilità è comunque un privilegio, perché sappiamo come l'imponderabile aleggi su di noi senza che nulla si possa fare per fermarlo, ma quel che più mi colpisce e mi preoccupa per il futuro è quanto appare come elemento doloroso e grave.

Stupidi strasicuri, intelligenti pieni di dubbi

Il post su 'Facebook' del senatore 'grillino' Elio Lannutti' sui 'Savi di Sion'Nessuno nell'incrocio di saperi in capo a chi svolge funzioni elettive nasce già sapendo le cose. Che uno sia membro di un'assemblea o in un esecutivo è bene che ci sia un background fatto di studi e di esperienze pregresse e poi che abbia l'umiltà di imparare svolgendo i propri compiti e confidando - come dovrebbe essere - in chi ha già anni di pratica e può trasferire competenze.
Per me così è stato ed ancora oggi cerco di capire ed approfondire gli argomenti senza andare a rimorchio di chi preferisce "verità surgelate" di provenienza dubbia, che evitano l'impegno di accendere il cervello.
Detto così parrebbe tutto semplice, ma la situazione italiana registra alcune sconcertanti novità i cui esiti si stanno manifestando in un evidente declino che fa paura per il futuro. Chi pensa che di questi tempi io sia vagamente pessimista vedrà con i suoi occhi gli esiti nefasti di chi, giorno dopo giorno, effettua delle scelte che sembrano architettate da chi più che costruire intende distruggere la democrazia rappresentativa con sogni di potere che evocano i fantasmi orwelliani di logiche totalitarie.

Le Alpi e le cupe radici del "wilderness"

Alcuni aderenti all'inquietante 'Movimiento veganista' bolivianoDal dopoguerra ad oggi sono venuti in Valle d'Aosta molti leader politici nazionali, che si fanno - com'è giusto che sia - preparare una sorta di "carnet de voyage" in vista dell'incontro con le Autorità locali. Questo avviene in particolare quando ci sono delle elezioni di mezzo e fioccano promesse ben coordinate negli "appuntini" pronti per l'uso.
Se si va a veder fra i temi degli ultimi anni, emerge anche il particolarismo delle zone di montagna cui apparteniamo, senza "se" e senza "ma", per via della geografia della Valle. Essendo fra coloro che hanno per primi battuto questo terreno in chiave nazionale ed europea (oserei dire "mondiale" con l'Anno Internazionale delle Montagne), trovo che sia positivo evocare questa questione, che per altro - quando il bilinguismo valdostano era solo francese e patois - era a fondamento delle ragioni Autonomistiche in assenza di una questione linguistica.

La comunità contro l'indifferenza

Avanzi della 'Foire'Mi è capitato spesso - e ancora in questi giorni in mezzo alla confusione gioiosa della "Fiera di Sant'Orso" - di attraversare muri di folla e chiedermi in questi incroci come la pensassero quelle persone che incontravo sul futuro della piccola Valle d'Aosta e se avessero coscienza del fatto che siamo ad un passaggio delicato. Ognuno di loro con la propria storia, la propria vita, gli affetti, le gioie e dolori è un pezzettino di un insieme.
Uso spesso, perché mi piace, la parola "comunità", importante per un federalista personalista quale mi sento. Comunità è un insieme di individui che condividono un territorio e trovano altri elementi da mettere assieme e ciò può avvenire a geometria variabile. Chi nega l'esistenza di una comunità valdostana può farlo e vivere una sua dimensione solipsistica, ma non può negare l'evidenza di tanti legami e collanti, che poi si sostanziano di questi tempi nell'ordinamento politico autonomista.

Quarant'anni di giornalismo

Lo storico, inutilizzato, registratore a bobine negli studi radio di 'Rai Vd'A'Sono da quarant'anni giornalista proprio in queste ore: così attesta il mio ente previdenziale, messi insieme i contributi prima e dopo l'inizio del mio praticantato. In realtà avevo cominciato già qualche mese prima, passando dall'ambiente scherzoso e goliardico delle prove di trasmissione della piccola "Radio Saint-Vincent" a "Radio Reporter 93" di Torino, dove il clima era simpatico ma soprattutto professionale, e sfruttai questa chance grazie alla presentazione di mio fratello, che conosceva staff e proprietario della radio. Poi ci fu "Rta - RadioTeleAosta" ed infine, 39 anni fa fra qualche giorno, il salto alla "Rai", che lasciai per aspettativa politica per parecchi anni e dove sono rientrato dieci anni fa. Anche in aspettativa continuai a fare varie attività giornalistiche, perché la politica elettiva - pur essendo un lavoro vero che va affrontato con serietà e impegno - è un "mestiere" per natura "a termine" e come tale va vissuto e la passione per il giornalismo è un fuoco che non si spegne altrimenti.

Sant'Orso

Visitatori alla 1019esima 'Foire de Saint-Ours'Come ogni 30 e 31 gennaio torna la "Foire de Saint-Ours", la grande manifestazione che "occupa" pacificamente le vie del centro di Aosta e questo avviene in un clima festoso che non ha eguali in nessun'altra kermesse popolare. Piace a tutti, me compreso, segnalare come si tratti di una festa millenaria, che avrebbe - uso il condizionale - attraversato i secoli e le trasformazioni della città dal Medioevo sino a questa edizione attraverso un lunghissimo fil rouge che situa in questo momento una delle radici identitarie.
Sappiamo tutti, naturalmente, che esiste in questo una finzione: nulla di certo sappiamo della "Foire" se non cenni documentali e maggiori certezze ci sono più ci avviciniamo alla Storia moderna e a quella contemporanea. Resta il fatto che l'identità della Fiera attuale è fatta di ricorrenze e novità, rimasugli e invenzioni e somiglia, se la si vuole indagare, a quegli strati in cui scavano gli archeologi, trovando elementi diversi a seconda delle epoche.

Il nodo complesso dei migranti

Migranti...Non è facile dire cose intelligenti sui migranti e non sono certo io a poter essere originale nell'approccio ad un tema in cui in troppi si rivolgono più alle proprie tifoserie che ad un'analisi pacata, altri tacciono per evitare di esporsi con l'espressione delle proprie idee perché esprimersi comporta il rischio di piacere ad alcuni e di inimicarsi altri.
E' interessante vedere - mi capita spesso - come, pur a fronte di temi ancora più importanti, l'immigrazione resti un argomento caldo e oggetto di conversazione che accende gli animi.
Resta di certo un tema mondiale complesso e difficile, che ha a che fare con qualcosa che esiste nella nostra testa: la "paura del diverso" e di conseguenza l'autodifesa come argomento forte non solo nel solco di uno strisciante razzismo, quanto in un grumo pieno di emozioni e di pregiudizi che va affrontato con razionalità e buonsenso.

Ospedale, Sanità e Autonomia

Un particolare dell'ospedale 'Parini' di AostaQuando mi tocca esemplificare - con un esempio terra a terra - a che cosa serva l'Autonomia speciale della Valle d'Aosta, cito in primis qualcosa che ci tocca tutti: l'esistenza di un ospedale. Nelle vallate alpine della nostra consistenza numerica si sono chiusi, quasi dappertutto, ospedali analoghi al nostro. La ragione è la solita - e vale per gran parte dei servizi pubblici - e ruota attorno all'applicazione di principi di economicità nel rapporto fra strutture e abitanti che ne fruiscono. Applicato alla lettera, questo principio "economicistico" vorrebbe dire di fatto fare sparire la Regione e con essa - come le bamboline di una "matrioska" - tutto quanto essa contiene, compresi quei servizi dello Stato (pensiamo al Tribunale) che esistono perché siamo una Regione.

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