blog di luciano

Il poeta e il ciclista

Alfonso Gatto al 'Giro d'Italia'Leggo incuriosito un articoletto sulla "Gazzetta dello Sport" che racconta di come il campionissimo del ciclismo, Fausto Coppi, un mito del pedale alimentato dal gossip sulle sue vicende familiari e soprattutto dalla sua morte prematura, avesse cercato di insegnare ad andare in bicicletta al poeta Alfonso Gatto, che seguiva il "Giro d'Italia" per il quotidiano "L'Unità".
Trovo sul Web l'articolo originale del racconto, non mediato da chi si limita a riferire i fatti. E' un pezzo esemplare: "La voce che io non so andare in bicicletta ha fatto il giro della carovana. Quando siamo in corsa non è male che Leoni mi sfreccia vicino facendomi l'occhietto, io cerco di sorridergli, ma quando lui è passato mi mordo le unghie per la vergogna. Credevo di trarre vantaggio dalla mia posizione, ora mi accorgo che la popolarità di cui godo è proprio il prezzo del disonore. Perfino i ragazzi all'arrivo mi aspettano per indicarmi: faccio finta di non sentire, ma le loro parole mi restano nell'orecchio e mi fanno arrossire anche quando dormo. «Sembra un vecchio campione» dicono «ed è soltanto un posapiano. Lui a casa ha il triciclo» e via di questo passo. Hanno ragione. In bicicletta vanno tutti, le donne e i bambini, i preti e i soldati. Io soltanto no".

Calamandrei sulla Scuola

Piero CalamandreiPovera Scuola, vittima più di altre del "covid-19" e di una gestione sanitaria che, piano piano, sta svuotando le aule e porterà ad un tracollo ed al generalizzarsi, ma con mille difficoltà, della "Didattica a Distanza". La situazione di "vuoto politico" in Valle e la disastrosa Ministra Lucia Azzolina (una perla il suo concorsone) non aiutano, malgrado gli sforzi di tanti insegnanti di buona volontà, cui fanno purtroppo da contraltare quelli che non ce l'hanno affatto.
E pensare che la scuola conta e conta più che mai e non è la questione di "parcheggiare" i nostri figli, ma pretendere invece che la Scuola funzioni perché senza di essa la società viene privata di un servizio pubblico.
Mi veniva in mente, avendolo visto citato, il discorso pronunciato da Piero Calamandrei al terzo Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale ("Adsn") nel lontano 1950.

Le trattative

Un momento delle trattative politiche in onda sul 'Tgr'Non ho mai parlato qui delle trattative politiche in corso per la formazione del prossimo Governo regionale in Valle d'Aosta. Non per una scelta omissiva o per chissà quali aspetti di segretezza oscura, ma perché credo che, quando ci sono accordi politici da stipulare, certi passaggi prevedano riunioni riservate, che consentano di parlarsi con franchezza e con una ragionevole tranquillità e ciò prescinde dai toni, spesso concitati, di momenti come questi. Lo dico per vita vissuta in tanti anni di impegno politico.
Invece - e pur essendo giornalista me ne dolgo - spuntano colleghi, telecamere e macchine fotografiche ad ogni appuntamento e soprattutto leggo, quasi durante le riunioni, resoconti più o meno credibili di quanto avvenuto. Ricordo che persino i "grillini", assurti al potere, hanno capito che la logica di riunioni in streaming non sono per nulla un'esaltazione della democrazia, perché si finisce per parlare ai propri accoliti e non si mira a sviluppare un dibattito fecondo che porti a risultati concreti. Lo si vede anche dalle sedute del Consiglio Valle con consiglieri che in certi casi non parlano fra di loro nell'agone parlamentare per la semplice ragione che puntano la telecamera accesa a beneficio dei propri elettori o per farsene di nuovi.

Manifestazioni e sci al tempo del covid-19

Gli impianti di risalita a La Thuile, ancora chiusiDa tempo ci si interroga sulla fattibilità di grandi manifestazioni popolari in questa situazione particolare di un'epidemia che, attenuatasi nel corso dell'estate, ora rialza la testa. Purtroppo anche da noi le percentuali dei contagiati, soprattutto rispetto ai tamponi effettuati, non promettono nulla di buono. Non lo dico per allarmismo, ma perché credo che la soglia di attenzione deve accrescersi, dopo un periodo estivo in cui ci si è sentiti troppo liberi, pur sapendo dei rischi reali della seconda ondata.
Pensando al calendario autunno-inverno, normalmente fra i momenti più significativi di grande riunione ci sarebbero stati le finalissime delle "Reines", rese impossibili per l'annullamento del calendario delle eliminatorie. Ci sarà lo stesso, in tono minore, una esibizione sempre nella penultima domenica di ottobre, ma nulla di comparabile con quanto avveniva normalmente.

Il covid-19: nemico numero 1

L'inizio del percorso dedicato al 'covid-19' in un ospedaleChe la malattia sia un "male" lo dice la parola stessa, derivata dalla locuzione latina che definisce chi ne è vittima, "male habĭtus", cioè "che sta male".
Peggio ancora quando ci si trova di fronte ad un'epidemia (diffusione rapida di una malattia contagiosa), che diventa pandemia (epidemia con tendenza a diffondersi rapidamente attraverso vastissimi territori) e che contiene quella parolina greca "dêmos", popolo, che ritroviamo anche in democrazia.
In effetti questa storia del covid-19 mette assieme questi due problemi: una malattia che ha colpito senza pietà ormai da mesi,che sta facendo il giro del mondo e che in Italia sta tornando con la seconda ondata, altrettanto pericolosa. Con disillusione di chi, ancora pochi giorni fa, pensava che saremmo stati colpiti appena appena, quando invece Paesi europei simili all'Italia affrontavano già con apprensione la rinnovata emergenza sanitaria.

Usare i fondi europei!

Il cartello degli uffici del 'Mes'Capita di discutere, anche in questo periodo di complesse trattative politiche in Valle d'Aosta per la formazione del Governo regionale della prossima Legislatura, dell'Unione europea e dell'approccio necessario per chiunque governerà. Inutile dire quanto ritenga necessario riprendere un cammino di maggior presenza e incisività verso Bruxelles non solo con un rilancio del nostro ufficio nella Capitale europea, ma anche riprendendo il filo del Dipartimento regionale che si occupa della materia.
Centrale poi è la questione della capacità di spesa dei fondi comunitari a disposizione e la "caccia" ad ulteriori risorse, ma anche una programmazione sul nuovo periodo che porterà al 2027 per non perdere neanche un centesimo. Però esiste anche questo filone, su cui la Valle deve poter contare, degli strumenti europei messi in campo a causa del covid-19.
In uno l'Italia è entrata senza remore. Mi riferisco al "Recovery fund", o "Next generation Eu" come lo ha battezzato la Commissione europea, è un nuovo strumento europeo per la ripresa con un bilancio su base temporanea tramite nuovi finanziamenti raccolti sui mercati finanziari per un ammontare pari a 750 miliardi di euro (390 di contributi a fondo perduto e 360 di prestiti).

Occhio all'astensionismo

La consegna della scheda elettorale alle recente ballottaggio comunaleSarò noioso e ripetitivo, ma quando sento parlare di vittorie e sconfitte nella scorsa tornata elettorale, a parte sorridere perché non ce n'è uno che, a conti fatti, ammetta di aver avuto un cattivo risultato, constato che ci si dimentica quale sia ormai il primo partito in Valle d'Aosta: gli astensionisti, cioè quelli che non votano.
Alle regionali su 103.127 cittadini non hanno votato in 30.426, cui vanno aggiunti 6.435 elettori che si sono espressi o con la scheda bianca o con quella nulla. Anche nei Comuni, specie i moltissimi con una lista sola, la partecipazione al voto è stata complessivamente non soddisfacente con l'abisso, al secondo turno, del Comune di Aosta con solo il 45,93 per cento di votanti.
Se sommiamo a questo le tribolazioni, sia per la Regione che nei Comuni, per comporre le liste e la scarsa partecipazione ai comizi, quando si sono fatti, il cerchio si chiude e pone seri problemi su temi quali la partecipazione democratica e la cittadinanza attiva.

Feuillage

Un esempio di feuillage d'automneGuardo i colori dell'autunno sulle nostre montagne: il "feuillage d'automne" è uno spettacolo della natura con cui rifarsi gli occhi e vivere emozioni. E' a "costo zero" e basta poco a trovare luoghi che paiono magici, come frutto della tavolozza di un pittore impressionista.
La notevole altimetria della nostra Valle consente di seguire la lenta discesa dell'inverno dalle cime già imbiancate sino al fondovalle. Ci si può perdere nella placidità di giornate di sole con quella luce calda che indora i nostri versanti ed inonda i boschi di colori persino misteriosi.
E cosa dire delle foglie? Edmond Rostand fa dire a Cyrano de Bergerac: «Comme elles tombent bien! Dans ce trajet si court de la branche à la terre, comme elles savent mettre une beauté dernière, et malgré leur terreur de pourrir sur le sol, veulent que cette chute ait la grâce d'un vol!». E' persino romantico camminare su certi letti di foglie.

Non molto FICO

Il desolato ingresso di 'FICO' a BolognaHo seguito con vivo interesse la carriera di Oscar Farinetti, che frequentai anni fa, apprezzandone cultura e acume, per il progetto - ucciso in culla da chi dopo di me bocciò un percorso già avviato - che era stato chiamato la "Porta della Valle d'Aosta" e che sarebbe dovuta sorgere a Pont-Saint-Martin.
L'idea nasceva da un pensiero: se mai si fosse realizzata nel dopoguerra la famosa "zona franca", allora proprio a Pont-Saint-Martin - come avviene oggi a Livigno - ci sarebbe stata una barriera doganale con un "effetto frontiera" per controllare l'esportazione dei prodotti al consumo non tassati. Il secondo pensiero stava nel fatto che l'ingresso-uscita della Valle potesse essere valorizzato da una scelta architettonica di prestigio che fosse un benvenuto ed un arrivederci e che fosse anche una sorta di "autogrill" del nuovo Millennio, neppure lontano parente delle aree di sosta autostradali (pur ora in miglioramento), con le eccellenze della Valle e dell'Italia.

Basta balle sui buoni benzina

L'ormai storica 'Carte Vallée'Durante la campagna elettorale si è diffuso un venticello su mie supposte responsabilità sul venir meno degli storici "buoni benzina" in Valle d'Aosta e ora, pur finite le ostilità, c'è chi continua, come se fosse un pappagallo, a ripetere questa fake news, lanciata da qualcuno che non mi ama.
Se non avessi avuto contatti e conoscenze a Bruxelles, i "buoni" sarebbero stati aboliti molto prima e li ho difesi strenuamente quando ero presidente della Regione, cercando soluzioni tecniche, abbandonate da chi è venuto dopo di me. Ma non ho alcuna intenzione di tornarci sopra per chissà quale polemica, perché per fortuna ho tutta la documentazione necessaria per dimostrare non solo la mia buona fede, ma anche l'impegno profuso. Anzi, il prossimo che scriverà qualche scemenza, pur ritenendo quasi sempre inutili le querele, lo porterò in Tribunale, perché "carta canta" a differenza delle lingue lunghe.

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