blog di luciano

1) L'Autonomia territoriale

Fiori di lotoPer gli amatori del genere, da oggi e prossimamente - con una cadenza più o meno regolare - parlerò di Autonomia valdostana.
Cercherò di dimostrare che l'Autonomia non è un aspetto singolare, una specie di monolite, ma è una realtà plurale. Somiglia, per usare un'immagine, ad una matrioska, quella bambola russa che contiene al suo interno tante bamboline. Solo la coscienza di questa varietà consente di avere la consapevolezza di tutti noi dell'importanza di una sua salvaguardia. Solo la conoscenza genera una sua difesa e lo ribadisco in un momento in cui l'autonomismo è diventato un'espressione caotica, illeggibile perché spazia da un regionalismo moscio ad un indipendentismo giuridicamente indefinito.

Muoversi, afflato di libertà

L'aeroporto di 'Torino Caselle'Da oggi stacco la spina per qualche giorno, anche se non mancherò l'appuntamento con la scrittura quotidiana.
Ho sempre ritenuto la sosta dal proprio lavoro e l'allontanamento dalla routine come un momento indispensabile nel flusso della nostra vita. Il saggio Bertrand Russell scrisse: «Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro».
So bene come quest'anno lo scenario su cui si affaccia agosto sia del tutto diverso dal solito e molti in vacanza neppure ci andranno, e non per scelta. Ci troviamo nella rara circostanza di essere in una terra di mezzo nel cuore di un anno memorabile, anche se, come in un paradosso linguistico, sarebbe da dimenticare.

Discutere d'Autonomia

Le bandiere a Palazzo regionaleNei giorni a venire cercherò di scrivere in qualche puntata - interrotta da altri temi - della nostra Autonomia. Tema importante che risulta purtroppo sottovalutato in vista delle prossime elezioni regionali. Pesano in negativo il periodo estivo della campagna elettorale già avviata in un clima che oscilla stancamente fra la distrazione ferragostana, la preoccupazione per l'economia sbilenca e la fatica mentale del "covid-19" vissuto da tutti noi e che potrebbe tornare sulla scena.
In altro momento, l'occasione sarebbe stata sfruttata per un confronto salutare e si avverte con chiarezza che se questo non avverrà, come penso, piangeremo non solo su di un'occasione perduta e molti interrogativi sul futuro del nostro ordinamento in difficoltà non avranno risposta.

Lo stato di eccezione

Giuseppe Conte durante il suo discorso al Senato di martedì 28 luglioNon bisogna mischiare le mele con le pere ed è quanto è avvenuto al Senato con la discussa manifestazione che criticava la scelta di prorogare l'emergenza "coronavirus" sino ad ottobre. Ha avuto il difetto terribile di apparire e purtroppo alla fine di essere nella percezione un'assise di negazionisti della gravità del virus e ben sappiamo come questa idea si stia diffondendo con molte variabili, persino di stampo complottista.
Non si può mettere assieme un provocatore come Vittorio Sgarbi ed un giurista di peso come Sabino Cassese e cosa c'entrasse il cantante lirico Andrea Bocelli, che ha detto scemenze, non l'ho capito e la scelta di Matteo Salvini di non portare la mascherina è stato un messaggio sbagliato, proprio per il seguito che ha.
Il tema vero - e Cassese lo ha fatto - sono i poteri che derivano dallo "stato di eccezione", mascherato dalle emergenze.

Mai perdere la curiosità

Gattino curioso...Guardo un cartone animato, di quelli che alla fine ti viene qualche lacrimuccia e compare una scritta finale di una frase di Walt Disney, che suona così: «Da queste parti, comunque, non guardiamo indietro a lungo. Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e facendo cose nuove, perché siamo curiosi... E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti».
So che il vecchio Walt aveva grandi difetti, così espressi anni fa: «Disney era un uomo totalmente misogino (le donne potevano colorare ma non creare), superbo, megalomane, piuttosto razzista. Aveva un odio viscerale per i sindacati e fu scioccato da uno sciopero degli Studios nel 1941. Chi lavorava per lui era come in una Accademia militare e lui era il generale, o se volete il dittatore».
Lo diceva, anni fa, Peter Stephan Jungk, l'autore del racconto da cui venne tratta addirittura un'opera lirica dedicata all'inventore di Topolino e delle mille derivazioni del suo mondo fantasioso».
Ma a me la sua frase piace lo stesso e guai negare che i suoi fumetti ed i suoi cartoni hanno segnato generazioni come la mia. Mi piace perché fotografa una significativa caratteristica umana: la curiosità.

Contenuti e non pettegolezzi

Pettegolezzi scolpitiE' di fatto partita in Valle d'Aosta la campagna elettorale più pazza del mondo a causa delle conseguenze del "coronavirus", che ci porterà alle urne con tre schede il 20 e 21 settembre. Un ingorgo fatto nel periodo sbagliato, sommando nello stesso giorno elezioni regionali, elezioni comunali e referendum confermativo della legge (che dovrebbe essere statutaria) che rozzamente taglia il numero dei parlamentari.
Campagna elettorale fra agosto e settembre in un clima estivo con l'incognita "covid-19". Peggio di così per disincentivare il confronto politico e per accrescere il disagio dei cittadini sarebbe stato difficile fare e non è un record felice.
Diciamo che il peggio del peggio sarebbe se il Governo italiano bloccasse tutto, ma dubito che ciò avvenga, per i pasticci in norme elettorali votate dal Consiglio, dagli evidenti effetti distorcenti rispetto allo Statuto speciale. Il titolo dovrebbe essere: "Quando il dilettantismo trionfa!".

Maledette zanzare

Una zanzara...Ogni tanto capita di giocare con gli amici su che cosa far scomparire dal mondo. Se si tratta di mondo animale e non di esseri umani che ci stanno sugli zebedei e verrebbero volentieri annotati nell'elenco dei papabili all'estinzione, non ho dubbi: le zanzare!
Mi hanno sempre morsicato, fin da piccolo, quando le combattevamo a colpi di "flit" con il terribile "ddt". Ho letto tempo fa che il mio sangue, essendo del gruppo "0", sarebbe fra i favoriti per il pasto. Come noto, sono solo le zanzare femmine che succhiano il sangue, perché ne hanno bisogno per la maturazione delle loro uova.
La descrizione migliore delle loro incursioni è quella dell'etologa Isabella Lattes Coifmann: «Con l'olfatto e i sensibili termorecettori la zanzara sente l'odore e il calore che emanano dal corpo umano. Sibilando vola e cerca il posticino su cui posarsi tra un follicolo pilifero e l'altro, là dove affiorano sotto la pelle i capillari sanguigni. Appena l'ha trovato il suo ronzio cessa di colpo e lei sfodera in silenzio tutto il suo sofisticato armamentario di ferri chirurgici».

Horror vacui

Piazza Chanoux ad Aosta vuota durante il lockdownDi questi tempi mi trovo a dover prendere decisioni che turbano il mio consueto tran tran e dunque, pur raramente sedendomi sul mio vissuto quotidiano, ciò comporta una visione prospettica superiore rispetto alla normalità. Mi sforzo di ragionarci non perché nella vita si possa pianificare il futuro con ragionevoli certezze, ma perché non varrebbe neppure vivere, aspettando che chissà quale destino ti trascini da qualche parte.
Mi riconosco in una frase di Italo Calvino: «Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore».
Tuttavia questo non significa affatto non trovarsi obbligati a domare certe inquietudini.

Sei un merlo!

Un merlo su un alberoVive nel mio giardino una famiglia di merli, che vedo più saltellanti in giro per il prato che volanti. Penso che ormai mi riconoscano e non si spaventino affatto della mia presenza "umana". Anzi, ritengo che mi considerino uno di famiglia, la loro.
Mi incuriosisco, come talvolta capita e cerco anzitutto su "L'Etimologico": "mèrlo (secolo XIII "uccello"; seconda metà secolo XIII "sporgenza in cima alle mura"), uccello simile al tordo. Formazione latina di origine indoeuropea: latino tardo "merŭlu(m)", latino classico "merŭla", femminile".
Sarebbe dunque l'uccello, ma anche il pezzo di muro di tanti nostri castelli che ricorda il pennuto, ma anche il "merletto" come tessuto. Ci sono anche il vino e vitigno "merlot", che ricordano il colore scuro del merlo traslato sugli acini d'uva.

Gli ebrei in Valle d'Aosta

Il nuovo libro di Paolo Momigliano LeviE' un libro accurato di 636 pagine, che inserisce la storia locale in un documentato e ampio disegno di ricostruzione storica nazionale e internazionale, perché tutto si tiene. Questo consente anche al lettore meno informato di non perdersi nel flusso della Storia, avendo nel testo e anche nelle preziosissime note elementi che permettono di capire.
L'autore è Paolo Momigliano Levi, storico serio e coriaceo, che apprezzo da sempre per la sua dirittura morale e per quella sua minuzia nelle ricerche. Nulla viene mai lasciato al caso nella descrizione dei fatti e delle persone attraverso un uso sapiente dei documenti di varia fonte.
Il titolo del libro è "Passaggi - Ebrei in Valle d'Aosta", pubblicato da LeChâteau assieme all'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea della Valle d'Aosta nella "Collana ebraica storie e memorie".

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