blog di luciano

Caro Babbo Natale, datti una regolata...

Ad Aosta si invita a scrivere a Babbo NataleCaro Babbo Natale,
è indubbio come questo sia il periodo giusto per scriverti la letterina per i regali natalizi. Lo faccio anch'io quest'anno, anche se ne approfitterò per dirti che non tutto per te si preannuncia "rose e fiori" ed è bene che qualcuno - a costo di non ricevere niente a Natale - ti metta in guardia, lassù in Lapponia.
Noto anzitutto come tu sia stato oggettivamente un precursore: questa storia di ordinare per corrispondenza i regali è una primogenitura di cui ti va dato atto. Di questi tempi una larga parte di umanità adulta spinge i propri bambini a scriverti la letterina e gli stessi si affannano a ordinare sempre per scritto i regali su servizi vari, cominciando da "Amazon". In fondo il signor Jeffrey Preston Bezos, fondatore, presidente e amministratore delegato di "Amazon", ti ha smaccatamente ricopiato e dovrebbe pagarti dei diritti, pensando a quanto si è arricchito.

Il professore nazista

Il 'tweet' di Emanuele CastrucciHo seguito con interesse, perché esempio tragico dell'aria che tira in questi tempi confusi, le polemiche per un tweet pro Hitler apparso sul profilo "Twitter" di un docente dell'Ateneo di Siena, il professor Emanuele Castrucci, che insegna - roba da barzelletta, se non fosse vero - Filosofia del diritto e Filosofia politica. Ha scritto, come se ad esprimersi fosse il Fürher in prima persona: «Vi hanno detto che sono stato un mostro per non farvi sapere che ho combattuto contro i veri mostri che oggi vi governano dominando il mondo». La frase è accompagnata da una foto di Hitler in divisa e con un cane lupo.
Già l'affermazione e la modalità lasciano di sasso, ma sul suo medesimo profilo, il docente aggiunge: «Hitler, anche se non era certamente un santo, in quel momento difendeva l'intera civiltà europea».

Evviva la sorpresa!

Sorprese a buon mercatoLa parola "sorpresa" (dal francese "surprendre, cogliere inaspettatamente" e quindi "meravigliare") sorprende!
E' infatti una parola come un Giano bifronte, per cui si può fare una sorpresa e la si può ricevere e ormai mi pare che la usiamo più nelle accezioni positive che in quelle negative (la triste "brutta sorpresa").
In vista del Natale, la sorpresa (che spunta anche dalle uova di Pasqua...) è argomento connesso alla nostra capacità di stupire in qualche modo nel rito antico e simbolico dello scambio dei doni. Cimento assai complesso perché all'apertura di un regalo c'è chi - penso a mia moglie - è capace dalla lettura della sua faccia di mostrare se la sorpresa sia stata azzeccata o oggetto dell'umiliante "cambio merce" nel negozio dov'è avvenuto l'acquisto.

Non è la Montagna che uccide

La valanga caduta sul Monte BiancoLeggo con sgomento le cronache della morte di Edoardo e di Luca, freerider finiti sotto una valanga ai piedi del Monte Bianco. Ritrovo nei racconti dei fatti e nella biografia dei due scomparsi un tragico copione che ho vissuto come cronista, come amico, come studioso del mondo della montagna, come semplice lettore.
Esiste ormai di fronte alle morti in montagna di questo genere, vale a dire di persone che erano preparate e consapevoli dei rischi laddove si è scatenato l'evento, il rischio di cadere nella peggiore retorica sulla morte "eroica" o peggio ancora nella storia della montagna che chiede un tributo di sangue a chi la frequenta. Non esiste, se non nel peggior giornalismo, una «montagna assassina», come se fosse una specie di dea Kālī dell'induismo che godrebbe del sacrificio di vite umane.
Idee dozzinali: non è l'ambiente naturale in cui agiamo il colpevole, trasformato appunto in chissà quale entità con comportamenti e sentimenti, ma siamo noi esseri umani che in montagna ci andiamo a compiere errori fatali. E' triste ma è così.

I figli, i bambini, la leggerezza

Alexis impegnato in una gara di sciHo avuto la fortuna di avere vissuto due paternità diverse nel tempo: le prime due con Laurent (1995) e poi con Eugénie (1997) ed infine con Alexis (2010), le mie creature in cui rivedo tanto me stesso e persino certe espressioni di altri membri di famiglia. E' la genetica, ragazzi!
Per altro l'unica vera e importante eredità che lasciamo nel mondo è questa nostra genia e per questo scavo con passione nel passato della mia famiglia, alla ricerca di radici che son sicuro che mi facciano capire qualcosa di più di me stesso.
Questa differenza di età dei miei ragazzi mi ha permesso di godere delle loro infanzie su una distanza molto lunga e trovo che sia stato per me un autentico privilegio, perché avere a che fare con i bambini è un'esperienza bellissima.

Il cesso spaziale

La toilette nella 'ISS'Per nostra fortuna esiste sempre la possibilità di sorridere. Pare che l'esercizio faccia bene alla salute e che questa smorfia con cui solleviamo le labbra o mostriamo i denti sia un riflesso antichissimo delle scimmie dormienti, che noi umani abbiamo trasformato in un nostro marchio di fabbrica che non ha bisogno di spiegazioni con i nostri simili, perché dotati di medesimo linguaggio facciale.
Trovo che un sorriso, una risata e persino un fou-rire aggiustino tutto e, per fortuna, scavando nella cronaca quotidiana, dominata per vecchio vizio giornalistico cui corrisponde un voyeurismo macabro di noi lettori, trovi - nelle stranezze e bizzarrie del mondo - spunti interessanti.
Per dire: mi ha fatto ridere la storia che alcuni titolisti hanno messo sotto l'ovvio cappello di «Houston, abbiamo un problema».

Il confronto, sale della democrazia

Il cartello all'ingresso della sede dell'Union ValdôtaineLa passione politica scalda il cuore, mentre l'odio ed i veleni, in politica, nuocciono gravemente. Il tempo serve sempre a relativizzare le vicende della propria vita e ad evitare di farsi il "sangue amaro", e questo non significa né mancanza di memoria né logiche assolutorie.
Con questi due assunti seguirò con interesse l'esito dei lavori congressuali di domani dell'Union Valdôtaine, che è stato il Movimento con il quale sono cresciuto e che mi candidò in diverse competizioni elettorali, permettendomi di ricoprire ruoli significativi che mi hanno forgiato come persona e come politico.
Oggi, che sono in una specie di "periodo sabbatico", lasciato ogni incarico elettivo dal 2013, ho la possibilità, con la maturità raggiunta e forse con un pizzico di saggezza per via dell'età, guardo a questo mio passato («glorioso», diceva qualcuno, giorni fa, e mi pareva un epitaffio da scongiuri) con serenità ma anche con qualche certezza.

L'alpinismo fra ricerca di regole e business

L'aereo da turismo atterrato sul Monte Bianco la scorsa estatePer chi si occupi dei problemi della montagna non mancano mai spunti di riflessione. Colpiscono certi elementi simbolici, che servono per capire le trasformazioni in atto. E' il caso dell'alpinismo che, cominciando dalle Alpi, si è poi sviluppato sulle montagne di tutti Continenti con evoluzioni enormi nelle tecnologie e nelle mentalità.
Per quanto di sicuro le montagne fossero già - al di là delle superstizioni che avvolgevano le vette - terreno d'elezione per i montanari attraverso i millenni, si fissa per ragioni storiche l'origine dell'alpinismo verso la fine del diciottesimo secolo, prendendo come evento scatenante la prima ascensione del Monte Bianco, la cima più alta dell'Unione europea ("d'Europa" crea discussioni!), che avvenne - come impresa di grande ampiezza nel mondo di allora - nell'estate del 1786. All'epoca esisteva una logica esplorativa, frammista alla ricerca scientifica, mentre oggi siamo di fronte ad una sfida di carattere sportivo, che assume aspetti estremi per i campioni. Esiste poi una massa di alpinisti che aspirano a scalate che segnino non solo il loro curriculum ma la loro stessa vita.

Parole nuove, figlie dei tempi

Parole...Sigmund Freud, che come indagatore della mente e dell'animo umano ha avuto pochi eguali, diceva delle parole: «Le parole erano originariamente incantesimi, e la parola ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice un altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l'insegnante trasmette il suo sapere agli studenti, con le parole l'oratore trascina l'uditorio con sé e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo generale con cui gli uomini si influenzano reciprocamente».
Ecco perché le parole cambiano nel tempo, nascono e muoiono, svettano e precipitano, mutano di pelle e tornano alle. Per me sono strumento di lavoro e di passione e le ho adoperate in contesti diversi.

Autostrade: pensieri sul futuro

Il tratto della 'A5' a Saint-VincentQualche ragionamento ci obbliga a farlo la vicenda concatenata, prima del crollo del tristemente noto "Ponte Morandi" a Genova e poi del pezzo distrutto, perché travolto da una frana, di un viadotto autostradale sulla "Torino - Savona" lungo il vecchio percorso del 1960.
Sono passato da questi itinerari, specie lungo il secondo per andare al mare, miriadi di volte e specie sulla "A6" mi domandavo, percorrendola ancora di recente in salita dalla Liguria sul vecchio percorso un tempo ad una carreggiata unica (la discesa da Ceva è stata raddoppiata nel 2001), come diavolo si potesse mantenere in esercizio quella sorta di gimcana infernale, figlia di un'epoca ormai passata.
Spostiamo la nostra attenzione. Se non ci fosse stato un progresso nelle vie di comunicazione useremmo ancora in Valle d'Aosta la "Strada romana delle Gallie". La direttrice attraversava il territorio valdostano giungendo da Eporedia (Ivrea) sino ad Augusta Prætoria (Aosta), per poi biforcarsi in direzione del colle dell'Alpis Graia (Piccolo San Bernardo) e dell'Alpis Pœnina (Gran San Bernardo).

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