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08 gen 2026

Dall’enciclopedia all’IA

di Luciano Caveri

La rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale accelera in modo impressionante. Chissà come, quando e se verremo travolti. Intanto, conviene capire cosa sta capitando nel tempo nella trasmissione della cultura e dell’informazione.

Per secoli, l'enciclopedia è stata un oggetto fisico, spesso un simbolo di status sociale. Ci torneremo.

La crisi è iniziata con la prima fase della digitalizzazione, che cominciò ad aggredire quei volumi cartacei depositari del sapere.

Fa persino sorridere il fatto che ci sia stata un’epoca dei CD-ROM, i Compact Disc Read-Only Memory erano dischi ottici di sola lettura** da 12 cm (stessa forma e dimensione dei CD musicali), ma usati per memorizzare. Negli anni '90, prodotti come Microsoft Encarta hanno dimostrato che migliaia di pagine potevano risiedere in un unico disco, con l'aggiunta di audio e video.

Saranno in seguito travolti da Internet. La Rete ha reso obsoleto qualsiasi supporto statico. Un'enciclopedia cartacea è "vecchia" nel momento stesso in cui viene stampata; il web permette invece aggiornamenti in tempo reale e questo fa la differenza rispetto alla staticità del cartaceo.

Spunta poi il modello Wikipedia nel 2001, che ha sfruttato la "saggezza della folla" (crowdsourcing), cioè una miriade di autori. Sebbene inizialmente criticata per la mancanza di autorevolezza, la velocità di correzione e l'immensità dei contenuti hanno vinto sul mercato. Alzi la mano chi non l’abbia mai adoperata!

Le conseguenze sono evidenti. Nel 2012 l’Encyclopædia Britannica, dopo 244 anni, annuncia la fine della stampa cartacea per concentrarsi esclusivamente sulla versione digitale. In Italia la Treccani hanno dovuto reinventarsi radicalmente, trasformandosi in portali di cultura digitale e istituti di ricerca, riducendo drasticamente la dipendenza dalle monumentali edizioni fisiche.

Oggi stiamo assistendo a una nuova metamorfosi con strumenti come ChatGPT o Grok che rispondono direttamente all'utente, sintetizzando informazioni senza che questi debba navigare tra le voci enciclopediche.

Se l’enciclopedia appariva come una verità condivisa, pur con i limiti che diremo, oggi il rischio è la creazione di "bolle informative" dove ogni schieramento politico ha la sua versione dei fatti.

Robert Darnton, Professeur d’histoire émérite de l’université Harvard, ha scritto a proposito un interessante articolo su le Monde.

L’incipit è illuminante: “La storia delle enciclopedie è quella di un campo di battaglia. Se gli storici parlano di quella di Diderot [pubblicata tra il 1751 e il 1772] come di una "macchina da guerra", è proprio perché minacciava le ortodossie dell'Ancien Régime; fu infatti attaccata dai nemici dei filosofi, dai giansenisti e dai gesuiti, e condannata da tutte le autorità: il Papa, il Re e il Parlamento di Parigi. Sopravvisse solo grazie alla protezione segreta del direttore della Librairie, Chrétien-Guillaume de Lamoignon de Malesherbes (1721-1794), incaricato di vigilare sulla concessione dei permessi e dei privilegi di stampa.

Più tardi, durante gli anni Settanta del Settecento, scoppiò una guerra aperta delle enciclopedie – una guerra commerciale, segnata da furiose battaglie per dominare il mercato tra gli imprenditori di un'edizione in quarto [la cui dimensione delle pagine era vicina all'attuale formato A4] e quelli di un'edizione in ottavo [la metà del formato A4]. Nel secolo dei Lumi, l'enciclopedismo era una questione di conflitti, tanto economici quanto ideologici”.

Insomma, in parte niente di nuovo.

Riprendo l’articolo per capirci: “Si sta giocando oggi una guerra simile tra Wikipedia, l'enciclopedia ad accesso libero creata nel 2001 da due imprenditori di Internet, Jimmy Wales e Larry Sanger, e Grokipedia, l'enciclopedia lanciata il 27 ottobre da Elon Musk? Nonostante la sua reputazione di capitalista più ricco del mondo, Musk afferma che il suo obiettivo non è fare soldi, ma offrire al pubblico un'enciclopedia epurata dai pregiudizi di sinistra della sua rivale, che lui definisce "Wokepedia". Proclamando la propria neutralità, i difensori di Wikipedia vedono nell'impresa di Elon Musk un attacco proveniente dall'estrema destra. Questa nuova guerra conferma ciò che era evidente nel XVIII secolo e sottolineato ancora nel XX da Michel Foucault (1926-1984): sapere e potere sono inseparabili.

Esiste tuttavia una differenza fondamentale tra le due "pedia" digitali. Wikipedia è la creazione collettiva di esseri umani. Il sapere che trasmette, ampliato e corretto progressivamente dai suoi utenti, è stato accumulato tramite il crowdsourcing, una logica di massa. Grokipedia, invece, è il prodotto di una macchina, un'intelligenza artificiale generativa, Grok, di cui Elon Musk è il proprietario. Il carattere meccanico del funzionamento di Grok basta a garantire la neutralità di fronte all'infinità dei dati?”.

La risposta è evidente e dimostra la ulteriore fase, assai invasiva, dell’enciclopedia digitale.

Ecco perché bisogna studiare e informarsi…