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12 dic 2021

"No-vax" sino alla morte

di Luciano Caveri

Mi addolora leggere di morti di "no-vax", come avvenuto con la giovane donna valdostana per una malattia conseguenza del virus o a Trento con un paziente che ha rifiutato di essere intubato e ci ha lasciato la pelle. Eppure è evidente ormai che a riempire gli ospedali ed a finire in rianimazione sono in prevalenza coloro che hanno rifiutato il vaccino sin dall'inizio o coloro che hanno troppo atteso fra la seconda e la terza dose, non prendendo sul serio gli appelli. Scelte soggettive che ricadono sugli altri, perché i non vaccinati non solo sono più a rischio, ma sono più contagiosi e dunque un pericolo per la comunità. Eppure resta un numero troppo elevato anche in Valle d'Aosta di irriducibili, il cui comportamento peserà nelle prossime settimane sulla classificazione della nostra Regione con rischi di chiusure con danni enormi per la nostra economia. Per non dire dei disagi già esistenti nel settore scolastico per percentuali di vaccinazioni troppo basse ad esempio nella fascia fra i dodici ed i diciotto anni. I peggiori restano i militanti "duri e puri" che non si limitano ad essere coerenti con una scelta sconsiderata chiusi nella loro ideologia, ma manifestano nel tentativo di fare proselitismo per la loro causa ed accusano gli altri di essere degli stupidi. In più - aspetto peggiore - fanno le vittime e si atteggiano a perseguitati. Per finire poi ad essere curati da quei sanitari che ormai da troppo tempo devono sgobbare per un'emergenza che ha stravolto le nostre abitudini.