La scuola e il digitale

Libri e computerIl 2020 sarà ricordato, fra le varie difficoltà causate dalla pandemia, anche per la "Didattica a distanza". Con il primo confinamento questo surrogato della scuola in aula in presenza ha fatto irruzione nella vita del mondo scolastico e delle famiglie. Si è creato, per ragioni comprensibili, un caleidoscopio di situazioni, dovute alla preparazione rispetto ad un evento improvviso con problemi seri, di cui mi sto ancora occupando, di connettività nelle scuole ma anche sul territorio, oltreché del tema delle dotazioni informatiche nei plessi ed a disposizione degli studenti a casa.
Con il tempo certe criticità contenutistiche e didattiche che specie i genitori lamentavano, quando si arrivava al limite dell'insegnamento parentale, sono state risolte ed oggi che la Valle d'Aosta è in "zona rossa" si viaggia ad una velocità di crociera, anche se ovviamente persistono qua e là problemi da risolvere.

E' ovvio, tuttavia, che la vera scuola resta quella che si fa a... scuola, considerando la situazione attuale come eccezionale. Tuttavia questo non significa affatto ragionare a fondo sul futuro digitale della scuola. Questo resta un tema capitale. La scuola deve diventare sempre più digitale: molto bene avere la fibra ottica che arrivi dentro le aule, che le "Lim, lavagne interattive multimediali") siano usate a pieno, che agli studenti siano date le strumentazioni necessarie. Ricordo a questo proposito quanto sia importante dare non solo la parte fisica, ma anche quella culturale, affinché il mondo digitale sia sfruttato a pieno.
Per questo, finita l'emergenza, sarà questa una grande sfida: avere le infrastrutture necessarie sino agli apparati su cui si lavora, ma anche dotare la scuola valdostana di una logica forte e precisa, su cui in parte si lavora già, di uso di tutti gli aspetti che sfociano in una logica di e-learning che è uno spazio ben più vasto della sola "Didattica a distanza" per insegnare, apprendere, condividere on line. Ho sempre pensato che ci sia uno spazio enorme, che può passare attraverso una vera e propria biblioteca virtuale (già in parte esistente) con un patrimonio - perché questo è il mio campo - di filmati che consentano di entrare dentro le materie con contenuti che peschino nel meglio dei prodotti, compreso materiale originale da produrre in una logica di bilinguismo e plurilinguismo. Ma dovrebbe rientrare in questo quadro anche lo stimolo di videoconferenze da distribuire nelle scuole con possibilità di interazione con esperti e personalità. Come fare entrare anche nella più piccola aula di una pluriclasse di una scuola di montagna stimoli ed idee a supporto degli insegnanti.
Capisco, per chi si occupi di didattica digitale, di scoprire l'acqua calda, ma è importante avere consapevolezza che esiste oggi un baratro fra bambini e ragazzi che sprofondano nel mondo del Web e i suoi derivati nella loro quotidianità e trovano piccole presenze di questa realtà nella loro vita scolastica.
Si tratta di un'antinomia fra legittima tradizione e radicate abitudini e modernità e tecnologie che galoppano e la scuola si trova fra coloro che son sospesi. Bisogna prendere il meglio dei due opposti e trovare la necessaria sintesi e va fatto in tempi rapidi e, se possibile, usare il digitale per processi di sburocratizzazione per evitare di perdere tempo e moltiplicare le carte.

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