Colao vittima del fuoco amico

Vittorio ColaoDel retroscenismo della politica incomincio ad averne le tasche piene. Non per criticare i miei colleghi giornalisti che praticano questo giornalismo molto italiano, ma soprattutto perché spesso le notizie non sono altro che pettegolezzi o peggio ancora notizie distorte ad arte e chi le diffonde diventa complice. Molti discorsi interessanti anche nella politica valdostana di questi anni sono falliti per "gole profonde" o "lingue lunghe" che, assecondate da chi diffonde poi certi "spifferamenti strategici", creano eco e caos al momento giusto. Ci pensa poi il "tam tam" attraverso i "social", dove la distinzione fra vero e falso è un confine labile.
Talvolta, però, certi "dietro le quinte" sono veritieri e utili, disvelando trame aggrovigliate di cui è bene sapere per un principio di trasparenza. Pensavo questo a proposito della famosa "task force" (Comitato di esperti in materia economica e sociale) diretta da Vittorio Colao attorno al dopo "coronavirus", uno dei vari organismi messi in campo dal Governo Conte. Ma la caratura di Colao, che pure ha avuto il torto di restare a Londra piuttosto che tornare in Italia per questo lavoro, distaccava di miglia la pletora di analoghi organismi moltiplicatisi.

Ma a Giuseppe Conte questo Colao non è piaciuto, forse per la paura che gli rubasse la sedia a Palazzo Chigi o forse, questione molto umana, per l'impossibilità di confronto fra il suo curriculum e quello del manager bresciano, indicato dal Quirinale. Ma Conte ha dimostrato di essere capriccioso e vanaglorioso e non vuole ombre, per cui Colao ha chiuso con il suo «missione compiuta!» e «ora tocca alla politica» ed il premier sgarbatamente gli ha indicato la porta e sarà questo da annoverare fra gli errori compiuti.
Mi sono scaricato il documento della "task force", trasformato in 102 schede con un lavoro ordinato e puntiglioso, le cui conclusioni non sono neppure state presentate pubblicamente da Palazzo Chigi, come sgarbo finale. Si tratta di un progetto vasto, forse troppo per la sua ponderosità, che contiene però elementi di riflessione per chiunque segua i destini dell'Italia nel mare in tempesta che ci sta squassando.
Tralascio aspetti molto tecnici, pur vitali, tipo l'esclusione del contagio "covid" da responsabilità penale che pende come una "spada di Damocle", per concentrarmi su alcuni spunti a titolo esemplificativo. E' il caso della necessità di normare lo "smart working" ("lavoro agile"), dell'importanza di rendere più liberi in questa fase i contratti a tempo determinato in scadenza o ancora tutta la materia fiscale ed il pagamento rapido dei fornitori per favorire liquidità. Ci sono poi vecchie questioni, come l'emersione del lavoro nero, il passaggio a pagamenti elettronici, il tema della disoccupazione ora in crescita e le misure per ridurla, il ruolo del terzo settore. Nella stessa scia proposte per sveltire i lavori pubblici, rivedendo il Codice degli appalti, ma anche il sistema delle concessioni, come si è visto nei tentennamenti sul futuro delle autostrade. La questione della fibra e dello sviluppo delle reti "5G" (su cui i complottisti sguazzano!) si accompagna al nodo del "digital divide". Vi è poi tutto il settore energetico che deve interessare una Regione come la nostra con il suo capitale idroelettrico e lo stesso vale per questioni capitali come la gestione dei rifiuti, le risorse idriche, le infrastrutture ferroviarie. Ad ogni problema si propongono misure per sveltire tutto quanto risulta fermo ormai da tempo. Emergono parecchie proposte per il turismo, per la valorizzazione della cultura.
Il tema burocrazia, diventata di nuova la bestia nera in questi tempi difficili e che sembra un ostacolo altissimo fra il "dire" e il "fare", occupa molto spazio, così come il tema annoso della riforma della Pubblica amministrazione e la revisione dei modelli di lavoro. Spicca - e non poteva essere che così - il tema della sanità, sottoposta ancora ora alla prova dell'epidemia, che obbliga a profondi ripensamenti. Spuntano poi la ricerca scientifica, le politiche per i giovani con vari focus sulla scuola, la "Cenerentola" in epoca di "covid-19". Esiste anche un capitolo sulla famiglia e più in generale sul welfare e anche sulla parità di genere.
Ho trovato il materiale interessante, anche se in molti passaggi si ritrovano vecchi "libri dei sogni" nel frattempo impolverati. Ma ogni tanto un punto e a capo è utile, specie quando l'orizzonte, come ora, resta cupo.

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