Crisi di Governo

Matteo SalviniPer senso del dovere, annotando qui ormai da molti anni pensieri sulle notizie politiche salienti, mi tocca scrivere della crisi ferragostana che pare sancire lo scioglimento delle Camere a Roma con diversi scenari nella fissazione di elezioni anticipate in autunno o, con trascinamento, ad inizio 2020.
Mi pare di non poter schivare la circostanza, anche se in questa estate si conferma la crisi di vendite dei giornali (carta stampata ed edizioni digitali), perché si scrive troppo di Politica con l'effetto del "troppo stroppia" che sta emergendo con inquietante evidenza e ciò vale anche per i telegiornali. Personalmente leggo o seguo alcuni giornali europei o altri media esteri proprio per non perdere il filo di certi problemi seri rispetto alle liti infinite e stressanti in cui sguazzando certi retroscenisti italiani per non parlare di quei giornalisti che vengono assoldati come mercenari per aiutare Tizio o Caio, ma se arriva Sempronio rincorrono il carro del vincitore.

Non avendo notizie particolarmente privilegiate su cosa avverrà, se non la lettura attenta dei giornali e una qual certa esperienza dal didentro della complessa politica italiana, immagino che ci sarà qualche tentativo di tirare avanti per fare la Finanziaria che sarà molto difficile da scrivere (e già dovrebbe essere scritta in larga parte!), visto che certo non sguazziamo nell'oro e l'Europa vigila perché è un compito che noi stessi le abbiamo dato con il processo d'integrazione europea ed i Trattati. Aggiungo per completezza che leggi costituzionali in limine - tipo la tecnicamente discutibile riduzione dei parlamentari fatta con i piedi - sono da escludere e dunque è la solita propaganda di chi ha campato di anti-parlamentarismo. Mancano appigli ulteriori per dare fiato al cadavere della Legislatura, che forse era già morta, ma la versione zombie aveva i suoi estimatori, specie in chi il seggio ottenuto se lo scorderà presto.
Le fantasie impereranno in queste ore, tipo il "Governo ponte" che stride nel Paese del "ponte Morandi", ma la sostanza è che - immaginando come difficile un Governo tecnico di minoranza o l'inciucio fra "pentastellati" e Partito Democratico - si tratta solo di accordarsi con il Quirinale per chiudere la partita.
E' il Presidente Sergio Mattarella il dominus delle elezioni e se non vedrà prospettive concrete penso che non avrà scelta e si andrà ineluttabilmente alle urne.
Ovvio che a spingere saranno i leghisti con il conforto dei sondaggi che premiano Matteo Salvini, mentre Luigi Di Maio sa bene - e gli tocca frenare - che i "Cinque Stelle" prenderebbero una batosta elettorale violentissima, mentre il principale partito d'opposizione, il PD, è di una litigiosità al fulmicotone con una leadership di separati in casa.
Sulle prospettive valdostane, in caso di consultazioni politiche che potrebbero persino incrociarsi con le Regionali e ci sono pure le Comunali di primavera, chi ne capisce qualcosa è bravo, anche se risulta evidente come la posta in gioco di elezioni per il Parlamento non sia tema di poco conto per gli scenari futuri che si preannunciano.
Francamente mi limito a queste poche osservazioni, perché mi pare inutile rimestare sui fatti. Direi che tutto si aspettino i cittadini, ma certo non un allungamento all'infinito del brodo. La terribile litigiosità degli azionisti del Governo Conte (premier "Travicello", certo vanitoso ma in sostanza fantoccino) ha già fatto troppi danni e la stabilità è caratteristica essenziale del governare, ma quando si è cani e gatti le liti sono destinate ad esplodere, malgrado le scelte di apparenza e non di sostanza.
Si vedrà. Certo che per immaginare che le cose potessero precipitare in un lampo fra soggetti così diversi alleati fra loro non c'era bisogno di essere Frate Indovino.
Meglio ricordare Platone: «In politica presumiamo che tutti coloro i quali sanno conquistarsi i voti, sappiano anche amministrare uno Stato o una città. Quando siamo ammalati chiamiamo un medico provetto, che dia garanzia di una preparazione specifica e di competenza tecnica. Non ci fidiamo del medico più bello o più eloquente».
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