La foglia di fico del "cambiamento"

Le vere foglie di ficoNessuna Scrittura lo riporta, ma quando Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso dell'Eden pare che lei abbia detto sottovoce al partner arrabbiato: «Dai, in fondo è un cambiamento!». Da lì in poi - come dire? - la foglia di fico per uscire da situazioni altrimenti difficili è diventato il termine multiuso, come il coltellino svizzero, di "cambiamento".
Credo che nella politica italiana ma anche in quella valdostana sia stata la parola più pronunciata negli ultimi anni ed io stesso - maledizione! - l'ho usata spesso e, quel che è peggio, pure credendoci. Ora mi rendo conto che, mentre mi sforzavo di usarla in buona fede, quella parolina piano piano ha cominciato ad essere adoperata anche da chi crede nel suo esatto contrario, la "staticità".

Ci pensavo in queste ore in cui - so che si tratta di un piccolo mondo antico cui appartengo - la politica valdostana si trova di fronte al nono "cambiamento" di maggioranza in questi anni con la formula più bieca possibile: l'appoggio esterno. Il Governo Fosson in carica non ha più i numeri per governare ed è accorsa in soccorso "Rete Civica", con una sterzata brusca da Sinistra verso il Centro, dopo averne dette peste e corna del mondo autonomista, cui oggi nella sua versione "pastiche" (scusate il francesismo...) fa da "stampella", trattandosi di un ausilio da considerarsi - lo si dice a gran voce da parte degli attori protagonisti - un "appoggio esterno".
Trovo, però, che non ci si debba scaldare più di tanto, anzi nel nome del "bene comune" (amuleto buono per ogni avventura) bisogna augurare agli esploratori del "cambiamento" il meglio, ricordando che nelle antiche spedizioni, laddove c'erano zone ignote, si scriveva sulle carte geografiche "hic sunt leones" ("qui ci sono i leoni"). E' possibile quindi che per i "civici" (che poi da linguaggio politologico sul "civico" si potrebbe discutere) ci sia in questa nuova convivenza con gli ex avversari "leonini" una sorta di interesse scientifico, come fanno gli etologi, per studiarli da vicino.
L'altra scelta del "cambiamento" è il "cronoprogramma": una fitta e variegata serie di cose che dovranno essere fatte entro un anno con tanto di scadenze come avviene sugli yogurt o nella vecchia pianificazione da socialismo reale. Non si capisce bene come funzionino le penalizzazioni per temi assai impegnativi eventualmente rimasti sulla carta: forse sarà come i punti della patente con una fiducia destinata ad espirare in caso di mancato rispetto. Ma chissà che dopo il "cambiamento del cambiamento" non sortisca ancora un "cambiamento" con un singolare "effetto matrioska".
Ma se esiste un aspetto davvero originale nell'operazione in corso di salvataggio della legislatura per evitare elezioni anticipate sta nel mancato "cambiamento" a causa di questo "cambiamento". Mi riferisco al rapporto complesso fra forze politiche ed eletti. Mentre gli organi direttivi di Alpe hanno preso atto con entusiasmo dell'arrivo di "Rete Civica" e dei suoi diktat per fare da gruccia, Union Valdôtaine e Stella Alpina hanno gelidamente «preso atto» delle decisioni assunte dagli eletti senza nulla dire ai rispetti partiti e qualche dubbio pare manifestarsi - così dice qualche cronista politico - anche nell'Union Valdôtaine Progressiste. Ma alla fine si tira dritto lo stesso.
Insomma: chi elegantemente ha «preso atto» delle trattative svolte - soli soletti - dai loro rappresentati in Consiglio Valle lancia un segnale, ma a futura memoria, tipo "messaggio in bottiglia" lanciata in mare.
Certo si tratta - rispetto alla centralità dei movimenti e partiti - di un'inversione ad U in barba alle mille promesse sul punto, che miravano a rendere più partecipi iscritti e simpatizzanti e gli organi interni, che lamentano sempre uno strapotere degli eletti ed una loro tendenza a fare quello che vogliono. Si tratta dell'idea, maturata nel tempo, che contano solo i "professionisti" pro tempore della politica, che sono più informati e lavorano quasi sempre a tempo pieno. Situazione che ha portato ad un "distacco" fra base e vertici, che tutti hanno denunciato con vigore, ma alla resa dei conti il cambiamento ha scelto la vituperata "vecchia politica".
In fondo - basta Charles Darwin, senza scomodare i politologi - gli eletti, come tutte le specie, hanno un senso spiccato di autoconservazione. Ma non bisogna sottostimare la selezione naturale ad opera degli elettori, quando sarà il momento.

P.S.: Scopro con divertimento che gli assessori della Giunta "Fosson bis" avranno alle costole un "assessorino" ciascuno di "Rete Civica", controllori dell'azione governativa della porta accanto. Formula da "Governo ombra", previsione assente nell'ordinamento valdostano, e che richiama in modo grottesco la figura dei commissari politici di certe formazioni partigiane.

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