Linea dura sui vaccini

Una vaccinazione antipoliomelite, nel 1956, negli Stati UnitiTanti anni fa al "Gruppo Misto" della Camera dei Deputati - penso che all'epoca doveva esserne il presidente - venne in visita, auspici i colleghi e amici della Südtiroler Volkspartei, una delegazione di genitori della Provincia autonoma di Bolzano/Bozen per parlare della pericolosità dei vaccini. Confesso che non mi convinsero affatto, nella spiegazione pseudoscientifica che mi fecero, condita dal complottismo contro le multinazionali farmaceutiche e contro una classe medica al loro soldo. Penso di essere abbastanza tollerante e disponibile all'ascolto, ma quando vedo un fervore eccessivo verso una causa, che non risponde neppure alle possibili obiezioni poste, in un fideismo sospetto, allora mi allarmo, perché ci vedo le stesse logiche che oggi portano gli estremisti islamici a farsi saltare in aria.

Per altro, le volte in cui di questo problema ho parlato qui sul sito, mi sono ritrovato degli sconosciuti finiti per caso su di un mio post sull'argomento che mi hanno insultato come un cane, dicendomene di tutti i colori per la mia supposta ignoranza, oltretutto - a loro dire - foraggiata da chissà quali interessi economici. Avviata la discussione, ad un certo punto - come le pentole a pressione - il mio unico desiderio era stato quello di liberarmi di questi ossessi che evidentemente finivano per avere un'idea fissa ed esclusiva, roba da allucinazioni. Immagino che anche stavolta ne subirò qualche conseguenza. Per altro - aggiungo solo - che quando fui promotore della legge sulla donazione degli organi, ancora in vigore nella sua sostanza, fui aggredito per telefono e per posta da un gruppo contro la predazione degli organi che mi considerava - nella migliore delle ipotesi - una specie di delinquente-becchino pronto a saltare su di un cadavere ancora vivo e pulsante, complice di un'incredibile rete di interessi capitanati dai medici chirurghi, che erano invasi - secondo loro - dalla bramosia di impiantare un rene o un fegato.
In tono minore mi capita di discutere, ancora oggi, con chi aborrisce ogni medicinale allopatico, cavalcando l'omeopatia come fonte di assoluta salute e benessere, quando - almeno per ora - non esiste uno straccio di prova scientifica di una sua reale efficacia e caso mai gli studi ne dimostrano l'inutilità da semplice "placebo". Ma anche in questo caso - sono il solito imbecille - rischio di attirarmi insulti da chi, invece, ci crede senza "se" e senza "ma" e mi potrebbe dipingere come un agente al soldo della solita lobby farmaceutica e della medicina tradizionale.
Ma sui vaccini - giuro - mi girano davvero le scatole. Sarà che la mia generazione ha ancora avuto l'eco di malattie terribili, come la tubercolosi e la poliomelite, dovendo subire azioni molto incisive di profilassi e viaggi della speranza nella vicina Svizzera alla ricerca dei vaccini più efficaci. Per non dire, ancora oggi, di malattie che inquietano e la speranza in molti casi è quella di trovare un'efficace azione vaccinale. Ed invece i "bastian contrari" antivaccino prosperano, anche nella nostra Valle d'Aosta, dove medici - persino pediatri - raccontano ai genitori che ci sono rischi, alimentando la loro paura, che già percorre la Rete con un mare di baggianate. Conseguenza: l'esposizione a rischi crescenti per i nostri figli e per noi per il ritorno di gravi malattie che "approfittano" dei buchi causati da chi non si vaccina o non vaccina i propri figli. Sono contento - ma dubito sulla reale applicazione - della decisione che l'Ordine dei Medici ha preso di giungere fino alla radiazione di quei dottori che facciano questo proselitismo antivaccinale, che è antiscientifico, pericoloso e diseducativo. Che siano i genitori stessi, quando si trovano di fronte ad atteggiamenti insinuanti e distorti sui vaccini, a denunciare i dottori che si fanno complici di chi conduce campagne dissennate degne non solo di espulsioni dal corpo medico ma di subire processi penali perché alimentano la credulità popolare. Lo stesso vale per la decisione che stanno prendendo le Regioni di non consentire l'iscrizione alle materne a quei bambini che non siano stati sottoposti almeno ai vaccini obbligatori.
Ha ragione Silvio Garattini, noto ricercatore dell'"Istituto Mario Negri" di Milano, quando dice: «L'informazione odierna sul tema non è efficace, per prima cosa perché non confuta adeguatamente tutte le false informazioni che circolano, come quella dell'autismo (il medico inglese Andrew Wakefield che aveva millantato una possibile correlazione tra autismo e vaccinazioni è stato radiato dall'Ordine inglese dei Medici, i suoi lavori scientifici sono stati ritirati perché presentavano lacune ed errori); mentre tutti i propagandisti e i gruppi anti-vaccinazione tengono alta l'attenzione sui lavori di Wakefield. Di fatto, non c'è un'adeguata critica di queste informazioni e non c'è una strategia per far sì che i genitori, soprattutto i neo-genitori, acquisiscano le informazioni necessarie, come pure non c'è la forza politica di far sì che chi decide di non vaccinarsi non sia nocivo a chi decide di farlo. Sono lacune gravi».
Ora par di capire che si voglia fare sul serio, perché la libertà va bene, ammesso che non nuoccia agli altri.

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