Il problema della rappresentanza

I parlamentari valdostani Antonio Fosson e Roberto NiccoE' bene che i confini della rappresentanza politica della Valle d'Aosta a Roma riprendano le strade giuste, dopo che in questa Legislatura regionale ci sono state alcune stranezze. Credo di poter dire la mia in questa materia per aver vissuto per anni certe situazioni, sempre nel rispetto del dettato dello Statuto e delle prassi consolidate.
Chi rappresenta la Valle d'Aosta è il Presidente della Regione, che delega per eventuali incontri, i propri assessori. Ci sono poi i parlamentari valdostani che hanno un loro ruolo legato alla particolarità del mandato e poco dovrebbe contare - in nome della logica istituzionale - il fatto che in questo momento ci siano due eletti di due diversi schieramenti.
Nei primi mesi di Legislatura, nel cammino sin da subito stabilito dal presidente Augusto Rollandin, c'è stato un ruolo eccentrico, ad adiuvandum, del Popolo della Libertà locale (all'epoca teoricamente all'opposizione, come pattuito con i loro elettori) con la partecipazione di loro esponenti ad incontri politici a Roma sino al culminare di un "vertice" il 15 settembre 2010 con il presidente Silvio Berlusconi a "Palazzo Grazioli" (non a "Palazzo Chigi", sede vera della Presidenza del Consiglio). In parte di queste riunioni i parlamentari valdostani (o uno di loro due) non c'erano perché non invitati.
Allora si diceva - anzi dicevano loro - che l'opposizione di centro-destra lo faceva in una logica bipartisan «per il bene della Valle», ma in parallelo vennero avanti le elezioni europee (2009) e le elezioni comunali ad Aosta (2010) con l'alleanza fra forze autonomiste e PdL. Fu spiegato, su mia richiesta in entrambe le occasioni,  che - nel rispetto dei "niveaux différents" - questo non avrebbe mai avuto ripercussioni sulla maggioranza autonomista in Regione.
Naturalmente, ma questo mi era chiaro, non era vero: lo scopo finale, prefissato da tempo, era l'alleanza Union Valdôtaine - PdL, concretizzatasi infine qualche tempo fa e che tra breve, con l'acquisto di "Deval", potrebbe sortire per i nuovi entrati il primo posto importante di sottogoverno.
Ma, concludendo sui problemi di chi rappresenti che cosa, abbiamo assistito alla vicenda  di un consigliere PdL che è andato solo soletto dal "suo" Ministro per parlare della Valle. Senza troppo entrare nei dettagli, non si trattava di quello che sarebbe stato un legittimo incontro fra esponenti dello stesso partito, ma sembrava una "missione ufficiale" in rappresentanza della Valle. E così saremmo di fronte ad una nuova tipologia, in ulteriore violazione delle norme scritte e delle consuetudini. Si può giustificare la buonafede delle persone e la generosità degli intenti, ma le istituzioni restano le istituzioni ed è bene che vengano ri-fissati ruoli e paletti per evitare sbandamenti e gaffes.

Commenti

Ma perché...

la logica che piace a qualcuno è quella del «quel che chiedi ti vien dato per chi sei e chi rappresenti e non perché dovuto»?
Un governo dovrebbe rappresentare tutelare aiutare tutti quanti gli italiani e non avere figli e figliastri.

Oggi, come in molte altre...

circostanze nel corso di quest'ultima legislatura, mi trovo assolutamente d'accordo con te riguardo a queste perplessità che esprimi, nelle logiche che ultimamente dirigono i rapporti tra le istituzioni.
Chissà così forse dopo essere stata etichettata come "Viériniana" ora qualcuno mi classificherà come "Caveriana"?
Mah...! A proposito, Luciano, ricordo male oppure qualcuno, già diversi mesi fa, ci aveva detto che l'affaire "Deval" era vicenda già conclusa a favore della nostra regione?

L'osservazione...

di Diego è giusta. Ho l'orgoglio di aver proposto e portato a casa, con il primo Governo Berlusconi, la più importante riforma dello Statuto mai avvenuta prima. Il discorso non era di un "piacere" ma un rapporto fra istituzioni in cui certo conta la correttezza reciproca e la rete politica ma l'idea che senza camarille o raccomandazioni la Valle non avrebbe diritti, è aberrante.
E' vero, Hélène, ci era stato detto che la vicenda "Deval" era già stata chiusa. Forse lo sarà nei prossimi giorni, segno appunto che le trattative non erano finite.

Le raccomandazioni...

eppure deve essere un'idea ben radicata in certi ambienti.
Durante la campagna elettorale appena conclusa nel mio Comune, gli elettori discutevano con passione sul fatto che sarebbe stato meglio avere in maggioranza qualcuno come dire, ben legato al Governo regionale...
Chissà chi ha messo in giro certe idee! ;-)

Per il resto ottimo post che condivido completamente.

Le istituzioni non fanno politica?

Questa è bella! Abbiamo scoperto che tra istituzioni non c'è politica ma solo ossequioso rispetto!
Le conquiste legislative a favore della Valle non si ottengono con il dialogo e la mediazione politica ma solo con istituzionali iniziative che "devono" tener conto della pari dignità.
Caro Luciano il tuo arrampicare su ripidi pendii istituzionali non avrebbe portato nulla alla Valle d'Aosta! E non mi riferisco a questo scorcio di legislatura Belusconiana, ma alla storia politica valdostana stessa. Suvvia, comprendo lo sbandamento tattico, ma rimuovere decenni di negoziazioni, proposte, mediazioni, relazioni a favore delle nostre legittime istanze, tra Aosta e Roma, non è solo disconoscere il lavoro di decine di protagonisti della politica valdostana ma il tuo lavoro stesso, che come sai non perdo occasione di ricordare a chi cerca di rimuoverlo.
Tutti invochiamo una maggiore etica in politica, magari cominciamo da un po' di onestà intellettuale. Certo, se guardo il risultato di queste relazioni quando governava il centro sinistra posso condividere che aver avuto sintonie con il Governo Prodi non ha portato grandi frutti. Rimango convinto che chi ha qualcosa da dare alla Valle lo deve mettere a disposizione.
Lo sappiamo tutti, e tu lo vivi sulla tua pelle, l'invidia è una brutta bestia!

Io scrivo quello che penso...

e capisco il tuo nervosismo, ma posso assicurarti - parlo da coscritto a coscritto - che l'invidia è un sentimento che non ho mai provato, specie in politica.

Senza offesa...

... ma si vede proprio che il consigliere Massimo Lattanzi fa parte del Popolo della Libertà!
Un motivo ci sarà se Berlusconi è l'unico premier che riceve a Palazzo Grazioli anziché a Palazzo Chigi: voi il senso delle istituzioni non sapete nemmeno cosa sia!

Dal "nuovo" Governo regionale...

io rimango in debito delle accise sulla benzina che ora paghiamo
e poco mi importa che dipenda da una «decisione di Bruxelles» perchè in altri posti la benzina continuano a prenderla con agevolazioni mentre da noi no.
Con tanta pace di questa roba qui (ricordiamocelo a settembre quando ci sarà la "Festa della Valle d'Aosta", che non è solo buoni benzina, certo, ma i buoni benzina erano il promemoria di questo articolo e dell'idea che era stato messo "nero su bianco").

ZONA FRANCA
Art. 14
Il territorio della Valle d’Aosta è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca.
Le modalità d’attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato.

Zona Franca made in VdA...

è da sempre un mio "cavallo di battaglia".
Credo, anzi, sono convinto che il nostro Statuto sia monco, causa la sua non piena attuazione. Quel "piccolo cavillo" chiamato appunto, "zona franca", grida dolore e rabbia.
Verrebbe da dire che, in anni passati abbiamo spesso e sovente "calato le braghe" al governante nazionale di turno senza ottenere a pieno quanto ci era stato concesso.
L'articolo 14 doveva essere il fiore, il top della nostra situazione particolare di realtà di montagna, riconosciuta sì, ma non attuata in pieno.
Rimango dell'idea che, visto il momento di difficoltà la "Festa della Valle d'Aosta", quest'anno, dovrebbe avere un tono minore, allineata con i suoi figli in difficoltà economica e lavorativa.

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