Lo scetticismo sul calcio

Prospettive per il calcio valdostano?Confesso di seguire poco il calcio, anche se poi - almeno per gli avvenimenti principali - l'informazione arriva lo stesso e nella vita quotidiana ho molti amici "calciofili" impenitenti che me ne parlano. Vi assicuro che in queste ore, con le nuove puntate da pochade di "calciopoli", i miei sfottò sono all'ennesima potenza, anche se si ride per non piangere.
E pensare che proprio qualche giorno fa ero immerso in una discussione sul calcio locale, scoprendo quanto sia vicino il "VdA Saint-Christophe" al "salto" verso la "Lega Pro" (così mi han rivelato chiamarsi la vecchia serie "C1" e "C2"). Se ho ben capito fra qualche giorno si giocherà con il Rimini la partita clou e ieri mi chiedevo, magari qualcuno lo sa, se lo scandalo in corso si rifletterà o no sulle chance della squadra valdostana nel saliscendi che si verificheranno fra retrocessi e promossi.
Come sempre il cavallo di battaglia della discussione cui accennavo sono state le tematiche da bar: come mai la Valle ha una diffusa rete di squadre ma stenta a salire nelle serie superiori? Serve o no alla Valle avere una squadra che pubblicizzi il nostro territorio navigando in alto? Cosa spinge i Presidenti delle squadre di pallone ad impegnarsi in un'attività in cui se vinci se sei un santo e se perdi finisci alla gogna? Non erano pettegolezzi perché il patron del "VdA Saint-Christophe", Corrado Ferriani, era presente.
Ognuno aveva le sue risposte, specie persone ben più addentro alle segrete cose del calcio. Io ormai discuto ma con quel pizzico di scetticismo (o agnosticismo, se vogliamo usare un parolone) di chi ha perso la fede e i nuovi scandali nel calcio me ne danno buone ragioni.

Commenti

Brutta storia...

Un'altra mazzata pesante per il mondo del calcio. Ricordo ancora gli scandali dei primi anni ottanta, le volanti della Polizia allo stadio "Olimpico" di Roma, l'arresto di campioni osannati come Bruno Giordano e Lionello Manfredonia. Qualche anno dopo "Calciopoli", dirigenti visti come miti che mercanteggiavano i risultati delle partite mentre l'ignaro tifoso, in tribuna a sgolarsi, litigare, esultare e recriminare per le sorti della squadra del cuore, quando tutto era già stato deciso nello stanzino dell'arbitro.
Ora siamo alle prese con l'ennesimo scandalo all'italiana dello sport più amato. Tutto questo fervore popolare verso il mondo del calcio altro non fa che attirare l'attenzione di coloro che vedono solo ed esclusivamente l'affare ed il guadagno al contrario della sana competizione agonistica, il fresco odore del prato verde, riprendendo una frase di Gianni Brera.
Il problema si ingigantisce quando gli attori principali, in questo caso i calciatori, cascano nella trappola, vogliono guadagnare sempre di più, costi quel che costi, alla faccia dell'idolo del ragazzino, che passa ore e ore davanti al campo d'allenamento nella speranza di incontrare il campione preferito per una foto, un autografo da esibire con orgoglio. La gente tifosa dovrebbe avere il coraggio di fare un passo indietro, basta abbonamenti allo stadio, alla televisione, un forte ridimensionamento del mondo del calcio è l'unica soluzione per portare sul binario corretto, pulito ma soprattutto legale uno sport che inizia, o continua a a fare schifo. Non il pallone, ma quello che gira attorno al fenomeno calcio.

Troppi interessi...

innescano queste situazioni sino a quando, per fortuna, interviene la Magistatura.

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