Il Re è nudo

Un'immagine dalla favola di AndersenViviamo in un mondo complesso e credo che nessuno oggi possa coltivare la speranza che gli avvenimenti esterni ci siano in qualche modo estranei, come se ci fosse una porta d'ingresso a Pont-Saint-Martin che si può tenere chiusa.
Riflettevo sull'incrocio terribile in questo momento fra la crisi di Governo italiana - che sta affondando, per una crisi interna, il Centrodestra come avvenne per il Centrosinistra - e la turbolenza economico-finanziaria che colpisce in sequenza alcuni Paesi europei, rischiando en gros di espellere alcuni dal sistema dell'Euro, creando un'Europa a due velocità.
Ebbene, in entrambi i casi, malgrado si affermi sempre più un modello decisionale legato alla figura del leader come solutore di ogni inghippo, a rendere tutto più difficile ci si mette la logica di trascinamento dei problemi che incancrenisce le cose.
La politica partecipativa, il ruolo della democrazia parlamentare, i meccanismi tradizionali di concertazione e mediazione sono stati azzerati dalla crescente affermazione del "Capo", come se in periodo di difficoltà trionfasse una logica tribale e protettiva.
Invece, come nella celebre fiaba di Hans Christian Andersen (quella del re che si fa ingannare con un tessuto inesistente con cui gli viene confezionato un vestito altrettanto inesistente e alla fine sfila nudo e nessuno usa dirglielo, tranne la voce della verità di un bimbo), «il Re è nudo» ed il decisionismo mostra la sua reale inadeguatezza. I tanti avvenimenti di questi tempi - ma è difficile capire dove si andrà - porteranno nuovi equilibri e ulteriori riflessioni sulla democrazia, specie quando la crisi rende tutto più difficile.

Commenti

A proposito di centrodestra e di decisionismo...

Hai visto le dichiarazioni di Roberto Cota su AlpMed su "Il Sole-24 Ore"?
Ho scaricato il pdf, se lo vuoi te lo spedisco.

Non recenti...

se sono diverse da un articolo di qualche settimana fa, che avevo commentato, saresti gentile a mandarmi il pdf.
Grazie!

Ok..

Spedito.
Ciao.

Ho letto...

e sono stupefatto. "AlpMed" contrapposta alla Padania è risibile.
La "Padania" non esiste, mentre le affinità storiche e culturali di "AlpMed" sono reali. Devo dire, tuttavia, che va apprezzata la chiarezza di Cota, che ovviamente fa fallire il progetto.
In politica è bene che si conoscano le posizioni: per il Piemonte diventare un vagoncino della Lombardia è una scelta sbagliata.

E' evidente...

che il progetto leghista e quello dell'UV sono diversi.

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