Un Ministero vuoto

scajola_claudio_02.jpgHa ragione il Corriere della Sera a porre oggi, nell'editoriale di prima pagina, il problema del ministero dello Sviluppo economico, privato del Ministro con le dimissioni di tre mesi fa di Claudio Scajola e mai sostituito, per quanto Silvio Berlusconi ne avesse di recente promesso una rapida sostituzione.
A parte il fatto che Scajola diede l'esempio giusto lasciando il suo ruolo, dopo le vicende misteriose dell'acquisto della casa con vista Colosseo, mentre il sottosegretario Giacomo Caliendo non fa una piega reggendo deleghe nel campo di quella stessa Giustizia che lo inquisisce per una vicenda grave, la vacatio di un ministero chiave è davvero grave.
E, per favore, non si dica che il Presidente del Consiglio può reggere un interim.
L'industria italiana è e resta un grande malato e vicende come quella "Fiat" (azienda la cui arroganza non corrisponde alle vendite di vetture) sono il segno dei tempi fra delocalizzazioni e crisi vera e propria.
Sarà bene alla ripresa capire bene anche le prospettive del settore in Valle sia per apprezzare lo stato di salute di quello che c'è (in certi casi cagionevole) ma anche per sapere che fine abbiano fatto alcune operazioni, come l'ampliamento della "Lavazza" a Verrès.

Commenti

Anche il buon Romano Prodi...

ha parlato in toni simili dello stesso argomento sul "Messaggero" di qualche giorno fa. Interessante la sua valutazione sulla vicenda "Fiat". Mi è parso molto più favorevole all'impostazione da "action man" di Sergio Marchionne.
E' forse giunta l'ora di avere una visione un po' più pragmatica-anglosassone se si vuole mantenere un minimo di competitività?
La Serbia è essenziale come porta privilegiata per il mercato russo, la "Mirafiori" purtroppo no. Questo è un dato di fatto.
Il problema è che non ci sono alternative per coloro che rischiano di perdere il lavoro ed è su quello che il ministro fantasma, una volta insediato, dovrebbe rivolgere i propri sforzi.

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