La forza del nasone

Ben Whishaw nel ruolo di Jean Baptiste GrenouilleI cinque sensi tradizionali sono la vista, l'udito, il gusto, il tatto e l'odorato. Ognuno ha modo di valutare la performance personale dei "propri" sensi.
Personalmente sulla vista sorvolerei, in un bizzarro equilibrio fra miopia e presbiopia, che mi consente di sfottere i miei coetanei in difficoltà sui caratteri minuti, ma chissà per quanto ancora...
Sull'udito, vittima in gioventù di fischiacci radiofonici da "effetto larsen", son già vittima di sfottò familiari da... amplifon.
Sul gusto considero un buon livello, forse frutto dell'ereditarietà del nonno Emilio che conosceva i segreti dell'olio d'oliva.
Sull'odorato il nasone serve, eccome. Raccoglie puzze e odori e li collega a fatti, ricordi, persone, episodi, oggetti.
Viene in mente quel personaggio tragico di Jean-Baptiste Grenouille ne "Il profumo", il romanzo di Patrick Süskind da cui è stato tratto anche un film.
C'è quella bella frase nel libro che dice: "Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro".

Commenti

Profumi...

il problema è che qui non ci possiamo sottrarre a nessuna essenza anche non propriamente profumata...
Un salutone.

Già...

povero naso.

Olfatto e udito...

mi funestano la vita... Riesco a percepire sfumature, che altri attorno a me non sentono, che spesso mi danno un fastidio fisico.
Per i colori ho un particolare allenamento che mi fa percepire le "varianti" di tonalità in una stessa gamma del medesimo colore.
La stessa sensibilità, applicata al "sociale", mi fa sorgere e insorgere dei mal di testa colossali...

Mi viene in mente...

il bel film "Profumo di donna".

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