La Finanziaria "monstre"

Silvio Berlusconi e Giulio TremontiLa lettura delle diverse bozze in circolazione della "Finanziaria monstre" conferma la logica "lacrime e sangue".
Lo spostamento fra approvazione ieri del testo al Consiglio dei Ministri e sua presentazione oggi in conferenza stampa segnala che si sta lavorando ancora sul testo definitivo e esiste un imbarazzo di Silvio Berlusconi perdente rispetto al suo Ministro "rigorista" Giulio Tremonti.
Il federalismo fiscale è seppellito da tagli terrificanti a Regioni ed Enti locali, che riverseranno questi tagli sui cittadini, facendo la figura dei cattivi al posto del Governo.
La mia generazione, dopo anni di pensionamenti allegri per persone troppo giovani, si trova con finestre sempre più strette per andare in pensione. Meglio sarebbe stato prendere coraggio e fare chiarezza spostando una volta per tutte l'età pensionabile, evitando lo stillicidio e la miriade di tagli e taglietti.
Dell'ottimismo berlusconaniano restano solo le ceneri.

Commenti

Sveglia! Giù dalle brande!

Doveva arrivare ed è arrivata.
Tremonti ci (passatemi l'autoinclusione) ha dato una sveglia di marziale memoria. Ed a ragione. A nessuno piace dover spendere di più, specialmente se i frutti di quel sacrificio sembrano non portare beneficio o peggio ancora portarlo solo ad altri. E' però puerile non voler guardare in faccia la realtà e non voler cercare soluzioni ai problemi. Non esiste il "paese della Cuccagna".
Qui in Sudafrica le tasse sul lavoro sono minime: nel mio caso più o meno 17 per cento tra me e datore di lavoro. Bisogna però pagare di tasca propria per l'assistenza sanitaria, le pensioni, la scuola "et l'on part à la retraite" a 65 anni.
Di riffa o di raffa se si vogliono dei servizi si devono pagare. In Italia per anni i soldi sono stati spesi male mentre troppa gente non contribuiva per quanto doveva. Certo è ironico che a sbraitare di più per le basse pensioni è spesso colui che ha smesso di lavorare a cinquant'anni.
Si è arrivati al punto di non ritorno.
Finita la sbronza l'oste ci porta il conto.
E' però forse anche un'occasione per invertire la rotta, finalmente. Che si paghi... purché si cambi.
Una prima reazione dagli enti locali direttamente toccati potete leggerla qui.

Il problema non è...

tanto l'oggi e questa finanziaria (che comunque sarà amara anche per noi) ma il domani.
Cosa ci dobbiamo aspettare per i prossimi cinque o dieci anni.
Più o meno risorse?
E se saranno meno siamo proprio sicuri che questo desiderio irrefrenabile di rendere pubblico qualsiasi cosa sia un vero affare? (esempio, "Cervinia spa", "Funivie di Courmayeur").
O non rischiamo piuttosto di rendere tremendamente rigido un bilancio che rischia di ridursi?
Bah, saranno un po' 'ste elezioni che mi rendono un po' pessimista...

Scrivo come sempre...

da ignorante quale sono...
Sono stato a sciare a Courmayeur fino a circa quattro o cinque anni fa, poi ho smesso per andare sistematicamente a La Thuile.
Ricordo di aver trovato fino ad allora delle piste generalmente mal tenute, riconoscendo gli stessi impianti che usavo venticinque anni fa. Ricordo che si parlava della cattiva gestione francese, che pensava solo a sfruttare il comprensorio, senza mai fare investimenti.
Se questo è il destino della privatizzazione dei comprensori, ben venga l'intervento della Regione.

Io penso...

che il problema posto sia più complesso e citare gli impianti di sci era solo un esempio. La Regione oggi è "costosa" e il riparto fiscale potrebbe diminuire.
Il rischio è che continui interventi nell'economia e la moltiplicazione dei centri di spesa finiscano per gravare enormemente sui costi che la Valle deve affrontare.

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