Primi spunti

Alberto Follien e Bruno Giordano dopo la vittoria alle elezioniQuando ero un cronista televisivo e mi preparavo per le dirette per le elezioni comunali, mi attrezzavo tipo "Enciclopedia Britannica" per un commento minuto, Comune per Comune, sapendo quanto - eccettuato direi Aosta - il dato politico locale abbia una lettura ingarbugliata e talvolta non propriamente comprensibile per le dinamiche che si manifestano.
Dato per acquisito il partito degli astensionisti e di chi si esprime a suon di nulle e bianche, che è bene non sottostimare e richiamarsi a grandi democrazie con pochi votanti appare solo consolatorio, è chiaro che ad Aosta si afferma la coppia Giordano-Follien con due sottodinamiche tutte da analizzare. Mi riferisco ai risultati delle singole forze politiche per coalizione e poi il gioco delle preferenze. Ora mi sembra prestino e francamente non so neppure se prossimamente mi imbarcherò in analisi dettagliate.
Sui Comuni per l'UV direi che ci sono stati successi inaspettati o a lungo inseguiti in Comuni tradizionalmente difficili, ma ci sono state anche sconfitte, purtroppo in Comuni di una certa taglia, ma per ora non mi avventuro in numeri esatti. Ma tento di citare qualche Comune: passano di campo in positivo Donnas, Fénis, Fontainemore, Gressan, Issogne, Lillianes, Rhêmes-Notre-Dame, Saint-Denis, Torgnon, Villeneuve; escono dalle liste vincenti in passato con presenza unionista Aymavilles, Champorcher, Charvensod, Cogne, Gressoney-Saint-Jean, La Thuile, Saint-Christophe, Saint-Pierre.
Mi scuso per eventuali errori o omissioni involontarie. Personalmente, come elettore di Saint-Vincent, son contento dell'accoppiata Perosino-Bordet, che ha vinto in un clima piuttosto difficile.

Commenti

Più un quesito...

che un commento.
"Secondo te è possibile che i voti persi dall'Uv ad Aosta siano stati intercettati dalla Stella Alpina?"
Il travaso sembra quasi perfetto e in politica è un evento piuttosto raro che avvenga in maniera così scientifica...

Grande Union...

che conquista Comuni come Issogne, Pollein, e Torgnon (e tantissimi altri ma per questi è una conquista storica)
Alpe muore ancora prima di nascere e forse per digerire il colpo non basterà una bottiglia dell'omonimo liquore... drammatica la perdita delle raccaforti come Torgnon, Fénis, Arvier, Donnas, Fontainemore e Rhêmes...
Cosa resterà di loro ?

Ognuno...

ha la sua opinione.
Io credo che paghino un'opposizione blanda e l'abbraccio mortale dei Verdi, che si sono pappati quasi tutti i posti di consigliere comunale ad Aosta.

Rispondo a Favre...

che saluto con stima.
Credo che i voti mancanti dell'Uv siano le astensioni.
Ma sono sensazioni: manca un'analisi scientifica dei flussi elettorali ad Aosta.

Donnas...

essendo di qui mi permetto... Ha vinto una coalizione tra UV, PD, FA e Indipendenti.
Non ce l'ha fatta Fédération, ma sono le sorprese dell'urna elettorale. In questo caso gli elettori hanno premiato questo accordo, frutto di un grande lavoro di tessitura, perché unisce - finalmente - il paese. Attendono cinque anni di duro lavoro, auspico che sia di grande concertazione con l'opposizione. Non è il tempo dell'operetta, non si può attendere che le "paturnie" (passatemi il termine) personali prendano il sopravvento.
Ma questo è un aspetto, non esclusivo, bensì vale per tutti.

Ancien Bazar...

J'emprunte une définition entendue ce matin dans un café d'Aoste: l'Union Valdôtaine à Aoste surtout est désormais comme l'Ancien Bazar.
Seul le symbole n'à pas changé.
Mais comme pour le célèbre magasin de rue De Tillier tout ce (ou ceux ?) qu y est dedans n'a rien à voir avec la nature originaire de la boutique. Dommage.

Pour ma part...

je reste dans l'UV en cherchant, si possible, de rappeler les ideaux fondateurs.

A volte...

una battuta sentita al bar è più istruttiva di un editoriale di due pagine!

Vorrei dire una cosa...

a Caveri.
Dice di rimanere nell'Union per portare avanti gli ideali fondatori. Ma allora perché al momento di votare per l'accordo "anti-storico" e penso "anti-mouvement" (visto che l'Union nasce è stata fino ad ora contro la destra) se n'è rimasto tranquillo in poltrona a casa invece di recarsi al Conseil fédéral e dire di "no"?
Anche una sola voce fuori dal coro poteva servire.
Salve.

Perchè...

era inutile, essendo già stato già stato deciso.
Le testimonianze, in certe occasioni, non servono, caro Chant libre.
La coerenza con le proprie idee spero si "legga" negli anni di attività pubblica.

Sì, ha ragione...

ma se gente come lei e il buon Viérin padre aveste detto "no" invece di non andare, poteva essere un segnale anche per altri che c'era del malcontento per questa svolta a destra.

Capisco...

ma io credo sinceramente che il problema non sia né destra né sinistra.
Il problema è l'identità dell'UV e la sua capacità di essere un partito di raccolta, che ha anzitutto a cuore il proprio modo di essere e la vita interna del Movimento.
L'idea del precotto, delle scelte predefinite, della scarsità di confronto non sono una lamentazione alla Luna, ma sono la condizione necessaria per un grande partito popolare in cui devono giocoforza convivere anime e pensieri diversi.
Ecco perché bisogna pensare sempre di essere nel flusso della storia e il dovere è resistere alla tentazione della "rottura" (finché esiste un punto di resistenza...).

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