Contro il sensazionalismo

Jordan Romero davanti all'EverestIn un mondo normale, i genitori di Jordan Romero, il ragazzino americano che con i suoi tredici anni è il più giovane ad aver conquistato la vetta dell'Everest, verrebbero processati per sfruttamento di minore.
Una scelta esemplare, occupandosi di un caso specifico, per fermare il circo che ormai dilaga attorno alla montagna più alta della Terra.
Sotto accusa è il degrado dell'alpinismo a pagamento che ormai può portare in vetta al "tetto del mondo" chiunque paghi e lo dico con immensa tristezza, pensando alla crisi di una pratica sportiva che se l'è cercata con certi eccessi accumulatisi nel tempo.
La megalomania e l'insensatezza di certe spedizioni, la presenza di ragioni nazionalistiche che spingono atleti alla ricerca forzata del record, le turbe personali e gli sponsor ossessivi di alcuni alpinisti, il sensazionalismo e la pubblicità persino attorno alle sciagure, il tentativo di attorniare di profondi significati scientifici operazioni affaristiche: sono fenomeni che segnano la fine dell'avventura e del romanticismo che attorniavano una buona parte di alpinismo "estremo".
Al grido di «venghino signori» si cerca solo il fenomeno da baraccone, inseguendo un record da "Guinness dei primati" e un eccesso da prima pagina, che oscurano le storie vere e sincere che ancora ci sono nel mondo alpinistico, ma il marcio inquina anche il sano e sarebbe ora che qualcuno tirasse il freno d'emergenza.

Commenti

Effettivamente

l'impressione che si ha leggendo una notizia del genere è che la società moderna sia alla disperata ricerca del sensazionale, e che in termini generali si comincia ad essere un po' a corto di idee. Alcuni giorni fa ho visto in televisione due sposi subacquei, lei con il velo e lui con il vestito nero, e ricordo di aver pensato: "ma questi due dovevano proprio fare i deficienti il giorno delle nozze?". Evidentemente sì. Adesso hanno qualcosa da far vedere e da mostrare ad amici e parenti (ed a sconosciuti pure). Provate anche a pensare a quelle persone che vanno a fare un giro a Gardaland o in gita in battello, o a vedere un concerto o un evento... Passano il loro tempo a preoccuparsi di filmare l'evento con la telecamera, in modo che poi potranno farlo vedere a qualcuno, non pensano di viverlo con i propri occhi. Siamo fuori di testa. Così come sono fuori di testa quei tifosi di calcio che tribolano per finire il mese con il proprio stipendio, e idolatrano dei personaggi che cavalcando la passione degli altri guadagnano fino a 30.000 Euro al giorno (Mourinho, uno a caso). Un insulto alla miseria.

La serata a casa degli amici

La serata a casa degli amici che dopo cena Ti fanno vedere le diapositive (sono un pò passatello) del loro viaggio in Patagonia sono un classico dell'orrore. Di solito alla decima diapositiva della steppa patagonica si entrava in una specie di coma dal quale ci si risvegliava a fatica e con imbarazzo alla fine della proiezione, pronti per correre a casa ed infilarsi il pigiama.
I tifosi poi non li ho mai capiti, pur sapendo apprezzare una bella partita. Mi viene in mente Jannacci e la sua canzone: Quelli che è solo una partita di pallone e poi tornano a casa e picchiano i figli.

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