Ni droite ni gauche

Un momento del conseil fédéral del 7 aprileCosì l'Union svolta a destra. Non c'ero al Conseil fédéral dove si è deciso quanto già deciso, perché - lo dico rispettosamente - sarebbe stato uno spreco di energie in quella sede esibirsi in richieste di distinguo o spiegazioni. Ho fatto, invece, una domanda al Gruppo unionista per sapere se il PdL entrerà presto nella maggioranza regionale: mi è stato risposto di "no"...
Certo i meccanismi interni ai partiti non funzionano più e le discussioni non si sviluppano quando si crea un corto circuito democratico in cui le scelte sono piatti già cucinati altrove e il voto finale, ormai un'acclamazione, è una foglia di fico. Poi ci si straccia le vesti sull'astensionismo e sul disamore verso la politica e ci si lamenta che ci sono sempre le stesse facce, compresa la mia.
Le più importanti riforme dello Statuto le ho portate a casa con il primo Governo Berlusconi con Ministro delle Regioni, quel Raffaele Costa "bestia nera" dei valdostani. Per cui non ho preclusioni e mi diverte essere dipinto come un "gauchiste" incallito, ormai ammuffito su posizioni pro sinistra.
Niente di più sbagliato: oggi non mi scandalizzo di alleanze diverse in Valle, perché la filosofia "ni droite ni gauche" non è la negazione di accordi che cambino secondo la necessità.
Ma quello slogan vuol dire che un movimento autonomista deve restare sempre se stesso, convinto delle proprie forze, della propria rappresentatività, sapendo di avere amici e nemici anch'essi cangianti. Non ha bisogno, che sia per il federalismo fiscale in arrivo o per le riforme all'orizzonte, di "difensori esterni", dovendo anzitutto contare sulle proprie convinzioni.
Altrimenti l'UV non sarebbe nata 65 anni fa.

Commenti

Ho letto che...

non eri l'unico assente ma che mancavano oltre quaranta membri, immagino dunque che non solo a pensarla così.
Senz'altro stiamo attraversando un periodo di corto circuito democratico come tu ben lo hai definito che si evince dall'astensionismo in forte crescita. Un fenomeno (quello dell'astensionismo) che in Valle potrebbe essere attenuato dalla conoscenza personale dei candidati alle prossime elezioni. In Valle andremo comunque a votare perché il candidato sarà un parente, un amico, un collega, un vicino di casa che ci supplicheranno per avere la preferenza e alla fine per sfinimento ci recheremo alle urne... Il giorno successivo alle elezioni non dovremo nasconderci dietro a un dito dicendo che l'astensionismo in Valle sarà ridotto rispetto al resto dell'Italia, basta uscire di casa per sentire il vero pensiero della popolazione e il netto incremento della disaffezione per la politica. Secondo te la svolta a destra avrà dei risvolti anche sulle alleanze nei vari Comuni?

A naso...

direi che in ogni Comune c'è una storia propria, frutto di molte combinazioni. Quel che a me preoccupa, al di là delle elezioni, sta nella crescente difficoltà di capire che è nel pluralismo la ricchezza dell'UV.

Ni droite...

Luciano: riesci sempre a stupirmi in positivo!
La tua posizione, l'assenza di molte persone che contano al "Comité" di ieri sera... non sono certamente casuali. Perché nessuno ha il coraggio di dire che sono delle prese di posizione molto chiare?
Come appare dalle tue righe sono in molti a temere di disturbare il manovratore per cui... preferiscono stare al coperto. Ma ci sono anche molti altri unionisti che diranno la loro, credo, anzi... non la diranno perché temo in un alto astensionismo ad Aosta e dintorni... un astensionismo che significa una presa di distanza, un rifiuto di adeguarsi a questo accordo a destra.
Penso che saranno in molti unionisti, oggi, a rivoltarsi nella tomba...
Le scelte vanno effettuate, è vero, ma... non rinunciando alla nostra identità, al nostro amor proprio, alla nostra storia...
Ora manca l'ultimo tassello... sapere chi sarà il candidato sindaco... per passare da un astensionismo di protesta ad un probabile voto contro l'Union. Bisogna stare attenti a questi passaggi. Errare humanum est, sed persevarare est diabolicum... le europee insegnano (o, quanto meno, dovrebbero insegnare...).

La riunione di ieri serviva...

Mi pare di aver capito che la riunione di ieri serviva per ratificare una decisione già presa, non c'è stata una discussione costruttiva sulle alleanze delle prossime elezioni comunali.
Condivido pienamente la posizione di Luciano. Non credo ci sarà un grande astensionismo per le motivazioni sopra citate. Non mi trovi d'accordo quando parli di persone che si rivoltano nella tomba, né tu né io potremo mai sapere come si sarebbero comportati davanti all'attuale scenario politico, quello che possiamo dire è che hanno fatto bene a fare quello che hanno fatto quando hanno governato e questo lo possiamo dire oggi (con il senno del poi) ma all'epoca furono anche loro contestati.
Quello che non mi piace è la mancanza di discussione all'interno dei movimenti (tutti nessuno escluso), i membri dei movimenti ratificano decisioni già prese, vorrei vedere più confronti, più discussioni, più dibattiti interni... non so se riesco a spiegarmi...

Complimenti...

Presidente per essere stato l'unico a dire come stanno le cose, l'unica voce fuori dal coro che non ha contestato le scelte ma il metodo.
Come hanno notato in molti le assenze ieri erano numerose e anche significative (padre e figlio Viérin, il Presidente del Consiglio Cerise, il senatore Fosson, i consiglieri Rosset e Impérial...) ma nessuno di costoro ha avuto il coraggio di dire una parola sul perché.
Come alunni spaventati al primo giorno di scuola davanti ad un maestro che potrebbe bacchettarli perché "disobbedienti" hanno preferito il silenzio, come sempre del resto. Qualche piccolo capriccio per il pegno post elettorale a Peinetti ma più per ragioni ambiti elettorali (l'ospedale è il bacino di voti di molti) ma continuo disinteresse per il degrado in cui sta cadendo la nostra Regione, con perle tipo la metropolitana, l'impianto di pirolisi, la perdita dei buoni benzina, le nomine eclatanti...
Tutti zitti, da bravi soldatini, pronti a votare qualunque cosa venga loro proposta, senza però risparmiare i commenti sull'orco brutto e cattivo (rigorosamente a porte e chiuse). Queste persone, siano essi consiglieri, assessori, amministratori comunali o dirigenti incaricati, come fanno a non vergognarsi di tanta omertà? Almeno abbiano la decenza di tacere il proprio disagio se non sono in grado loro per primi di manifestarlo nelle sedi opportune. Si vocifera di candidature alla poltrona di sindaco di Aosta da fare accapponare la pelle solo a pronunciarle, nei Comuni si stanno portando avanti scelte che nulla hanno a che vedere con il buon senso... Il fondo l'abbiamo già toccato, vogliono che gli elettori inizino a scavare? Che ci diano la mappa del metrò almeno inizieremo a scavare dove fa più comodo...

Se Plutarco...

dovesse tornare a scrivere delle nuove Vite Parallele si renderebbe la vita facile se scegliesse di mettere a confronto l' attuale Presidente del Consiglio con l'attuale Presidente della RAVA.
A livello di gestione del governo e dei rispettivi partiti potrebbe scrivere una storia quasi uguale. Due bei Principati come ai tempi suoi. Loro decidono e il resto (tolti pochi coraggiosi), esultando, segue con l'entusiasmo di chi pur di tenersi un posto al sole non va a stuzzicare il Divus.
I tempi della Repubblica sono chiaramente andati, questo è certo il tempo dei Cesari.
Qui morituri , salutant!

Peccato...

Intesa (nell'oggetto) come un'occasione persa, non riesco proprio a capire questa sterzata "violenta" o meglio la capisco ma non voglio crederci, purtroppo "domani è un altro giorno"...

notte!

Ni droite ni guache...

Hai messo il dito nella piaga! Dove andremo a finire???
La storia viene dimenticata troppo presto!!! Povero Salvadori e Viglino, tanti sforzi per cosa???
Pier

A proposito di scelte....

Gentilissima Mistica,
ho provveduto a far conoscere a chi di dovere e nelle sedi opportune le motivazioni della mia assenza.
Forse hai ragione sul fatto che dovrei imparare ad approfittare maggiormente dei clamori dei media...

Omertà...

cara Hélène i panni sporchi si lavano in casa ma mi pare che in quella grande casa che è il Consiglio regionale regni sovrana l'omertà per paura di perdere quella calda comoda e tanto redditizia poltrona.
E' inutile parlare dietro, bisogna avere il coraggio di dire le cose che si pensano pubblicamente come fa Luciano nel suo blog!

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