I rischi del soccorso

Un elicottero del Soccorso Alpino delle Dolomiti Quattro guide alpine dell'"Aiut Alpin Dolomites" (questa la definizione in ladino del Soccorso Alpino) sono morte ieri sera in Val di Fassa in Trentino. E' stata una valanga a travolgerle, mentre erano impegnate nella ricerca di due escursionisti scomparsi.
Quando mi occupavo del Soccorso Alpino, sino all'approvazione della legge ancora in vigore utile per avere un quadro giuridico, avevo conosciuto i fassani, già all'avanguardia nelle tecniche di intervento.
L'accaduto conferma una circostanza facilmente dimenticata: i soccorritori rischiano la pelle troppo spesso per salvare degli imbecilli che, come in questo caso, hanno colpevolmente snobbato gli appelli ad evitare escursioni a causa delle condizioni della neve per il rischio valanghe. Non avete idea di come questi pericoli pesino spesso sul lavoro dei nostri soccorritori, che presidiano quotidianamente le nostre montagne.
Un pensiero per le famiglie delle guide alpine tragicamente scomparse.

Commenti

Già...

ci dimentichiamo spesso che il soccorritore non è Superman. Quando guardavo le immagini dei recuperi in Abruzzo, ero ammirato per il coraggio con il quale entravano in antri pericolosi, a sprezzo del pericolo di perdere la propria vita.
Sembrano immuni da ogni cosa, investiti «dall'agire dei giusti», spesso per porre rimedio alla scempiaggine di chi crede di essere superiore ad ogni cosa.
Il loro sacrificio deve essere d'esempio e di monito per tutti quelli «che mi interessa delle allerta meteo, sono tutte stupidaggini!».
Mi unisco al dolore delle famiglie delle vittime.

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